Posts filed under 'VoceDelleCittà'
Il pomeriggio di un giorno tanto atteso comincia con la pioggia. Il viaggio comincia da Seggiano, a poco più di un’ ora da Siena. E’ strano attraversare la campagna toscana con un cielo così cupo e coperto, quando solo fino al giorno prima il sole aveva reso ogni angolo di questa terra, se possibile, ancora più bello…. Per fortuna, proprio quando stiamo per arrivare, un bellissimo arcobaleno sembra salutarci e promettere i migliori auspici per una serata certamente indimenticabile, come sempre.
Come quasi tutte le città toscane, grandi o piccole che siano, anche Siena ha le sue mura, cosa che non smette di affascinarmi. Inevitabile il pensiero ai secoli di storia e di arte che questa città ha dietro di sé, ed è con timore quasi reverenziale che ci accingiamo ad incamminarci per le sue stradine, ancora, ahimé, sotto una pioggia alquanto autunnale.
Arriviamo a Piazza del Campo da una delle strade laterali, e il colpo d’occhio sulla piazza è così bello da togliere il fiato. Persino con questo cielo così grigio la piazza sembra non perdere affatto la sua bellezza… Guardare proprio dal centro il Palazzo Comunale, la Torre del Mangia, i vicoletti che si snodano stretti dai vari angoli dei palazzi, che attraversiamo tutti insieme in attesa che cominci l’evento che ci ha portati in questa bellissima città, è qualcosa che certamente non lascia indifferenti, come non lascia indifferente il pensiero di tutto ciò che è accaduto nel corso dei secoli proprio qui, dove ora passeggiamo noi.
Non c’è il tempo per vedere il resto, ma per il momento questo mi basta. Mi basta il ricordo che conservo di questo pomeriggio di viaggio, della compagnia, e della splendida serata in questa città che prima o poi – ne sono certa – rivedrò.
Annalisa
September 5th, 2007
Mi piace definire Volterra “una città di pietra”, perché di pietra sono fatte le sue strade, le sue mura, di pietra sono le sue torri e i suoi magnifici palazzi… ed è proprio tra questi suoi monumenti che si può leggere e rivivere la storia di questa piccola cittadina, dove ogni civiltà e periodo storico, che va da quello etrusco fino all’ottocento, ha lasciato in lei tracce significative del proprio passaggio rendendo Volterra unica e piena di fascino.
Passeggiando tra le sue vie, vicoletti, i suoi monumenti, le sue case, si ha la sensazione di far un salto nel passato, di tornare a camminare su una terra dove sembra il tempo si sia fermato e la mano dell’uomo moderno sia troppo distante e debole per toccare tale bellezza.
Ma è tra questa bellezza che, alla fine dell’ottocento, sorge nel borgo San Lazzaro “l’inferno degli indesiderabili”, il manicomio di Volterra, l’ospedale psichiatrico, oggi divenuto moderna struttura ospedaliera. La fredda architettura dell’edificio, architettura del periodo fascista, sembra lì a ricordarci che tra quelle mura sono morti di solitudine, malinconia, dimenticanze e torture, uomini e donne.
All’esterno delle mura volterrane e delle sue porte, oliveti e filari di vino, immense distese di campi color oro, anche quest’anno denudati della loro ricchezza, il grano. E più in là, grandi boschi di quercia, platani e castagni; cipressi e pioppi lungo le strade che risalgono le colline per arrivare in città… il paesaggio è immenso, vario e lascia senza fiato.
Questa è Volterra.
6 Agosto 2007.

[Olimpia per la RedazioneSlacciata]
August 17th, 2007
Splendide, splendide sono le sue colline… è questo il paesaggio che cattura l’occhio arrivando a Ricaldone: l’intenso verde dei vigneti di moscato che toccano il cielo, abbracciano il paese e riempiono gli spazi che si aprono tra le stradine, i vicoli e i tetti delle case… [foto di Chiara]
Poi il vento, che corre tra le strade, che ci avvolge, che parla e racconta di storie di vita lontana… il sole caldo si sposa con il vento in un interminabile silenzio… ogni cosa qui, ogni filo d’erba, il sassolino a terra e ogni mattone sembra custodire l’anima di chi tra queste vie, tra queste case, tra questi vigneti è passato e vissuto… tutto qui è molto suggestivo: è semplice riuscire ad immaginare le voci dei bambini che un tempo correvano e giocavano su e giù per le strade, nei cortili, di questa verde isola… e tra questi bambini anche lui, Luigi…
“Visse in una grande casa bianca, una casa che affaccia su un cortile immenso dove il bambino Luigi passava lunghi pomeriggi a giocar”;
“La persona che amo di più è la mamma, si chiama Teresa. È alta di statura, ha i capelli color castagno e gli occhi dello stesso colore” (tema del 1946).
Nulla sembra cambiato a Ricaldone da quegli anni ’40: qui non troverai il ristorante, la pizza al taglio o il supermercato, ma vedrai la vecchia fontana del paese, le chiese con il grande campanile che suona ogni ora, l’unico alimentari del paese, il piccolo circolo ricreativo… e la gente, molto accogliente, gentile e semplice.
Questa è Ricaldone.
20 Luglio 2007.
[Olimpia per la RedazioneSlacciata]
July 23rd, 2007
Simone Cristicchi prima in tour con il CIM e adesso in giro per l’Italia con i suoi concerti estivi. Sono arrivati al blog bellissimi resoconti delle serate e degli incontri, spesso insieme a fotografie o brevi filmati e che si possono rivedere/rileggere nella categoria “Io c’ero!“.
Ora però chiediamo a chi vuole continuare ad inviare i propri testi/foto un’altra cosa: chiediamo di dare voce anche alle città dove si è esibito Simone, raccontando aneddoti, curiosità sul vostro incontro con la città, con l’angolo visuale del turista o di chi vive da lungo tempo lì, o vi è nato. Sarebbe interessante conoscere anche quelle storie, storie di palazzi, di vie, di piazze, di negozi, di bar, di giardini, di scuole, di monumenti, di teatri… Che ne dite?
May 19th, 2007