La vita (e la denuncia) di Cristiana

June 2nd, 2007 posted by: Max

lettera inviata al cristicchiblog da Cristiana G.:

“Vi scrivo per riuscire a testimoniarvi la vicenda che ho vissuto e tuttora vivo da 3 anni. E’ una storia come tante altre che gia’ conoscete purtroppo, troppo spesso coperte dal silenzio. E’ una storia di malattia, diritti violati, malasanita’, ma soprattutto isolamento, indifferenza e pregiudizio sociale.

Ho 34 anni, soffro da 20 anni di patologia mentale cronica (DOC), vivo a Torino. Sono da sempre inabile al lavoro per questo motivo, ma nonostante i limiti imposti dalla malattia ho sempre cercato di condurre un’esistenza il piu’ possibile”normale”, in termini relazionali e pratici (compresi gli studi che ho portato avanti sino all’Universita’ e ad un Master successivo e da anni una vita domestica autonoma). Purtroppo 3 anni fa ha avuto inizio per me una vicenda di dissidi condominiali con una famiglia di vicini, che ha ben presto trasceso la natura banale e molto diffusa di questi conflitti.

Da allora sono in corso vessazioni continue da parte di queste persone, portate avanti con l’alibi della mia malattia (di cui erano consci per mia stessa informazione e dei medici) e proprio in virtu’ del pregiudizio sociale, senza che io potessi disporre di alcuno strumento di difesa, dal momento che ero gia’ stata privata della credibilita’. Tali vessazioni si manifestano con una vera e propria “guerra del rumore” che ha reso intollerabile e compromessa la mia intera esistenza entro le mure domestiche, dalle quali pero’ non ho potuto allontanarmi nemmeno temporaneamente. Infatti nessuno mi offre ospitalita’ per via della malattia e non ho potuto cercare una nuova abitazione per ragioni in parte economiche e in parte di vincoli imposti dai miei familiari e non desidero vivere all’interno di una comunita’.

L’unica alternativa valida e’ stata, nel momento peggiore e per qualche mese, rimanere per strada soprattutto nelle ore notturne. Inoltre l’atteggiamento dei vicini e’ stato piu’ volte denigratorio e diffamante nei miei confronti, inducendo in me uno stato di soggezione psicologica non facile da superare, arrivando infine a minacce fisiche e ad una aggressione fisica purtroppo in assenza di testimoni, che ho avuto timore e impossibilita’ a denunciare. Di quella stessa aggressione, per falsa accusa, mi trovo oggi imputata io stessa e in attesa di giudizio.

E lo stress per la vicenda legale, dall’esito peraltro incerto, va sommarsi al resto. Ovviamente ho cercato di tutelarmi fin dall’inizio rivolgendomi a tutte le istuzioni giuridiche accessibili (carabinieri, polizia, ufficio del Procuratore), da cui il problema e’ stato ritenuto “non di competenza” ed ignorato; ho allora bussato a tutte le porte possibili in termini di assistenza sociale, ad alcune associazioni di specifica tutela dei diritti degli ammalati psichici, le quali sembrano aver messo in atto una drammatico gioco di “scaricabarile” ritenendo ognuna, per motivazioni varie, l’argomento non di loro competenza e rinviandomi sempre ad altre istituzioni in un circolo totalmente sterile e scoraggiante.

Sottolineo che tutto questo avveniva, gia’ nel 2005, in uno stato di degrado fisico e psicologico avanzato e con grandissimo sforzo, dal momento che non riuscivo piu’ uscire di casa e l‘unico canale era il telefono o le emails. Una situazione che era dunque sotto gli occhi di molti, non solo parenti, amici, medici curanti, ma specifiche istituzioni. Eppure nell’indifferenza o nella dichiarata impossibilita’ materiale di porvi fine.

Ma il peggio doveva ancora venire.

Mi ero da ultimo rivolta ad un Associazione nazionale che nei propri intenti dichiarati comprendeva la lotta a qualsiasi forma di abuso o vessazione perpetrato ai danni di malati psichici. Ho esposto loro il timore e la consapevolezza che a breve sarebbe stata la psichiatria (ero in cura da qualche anno presso il CSM locale) ad abusare del proprio potere per legittimare e coprire l’operato dei miei vicini, cosa che purtroppo si e’ pesantemente verificata.

In quella occasione ero stata messa in contatto con un loro operatore sedicente avvocato - del quale non e’ stato possibile accertare l’identita’, ne’ piu’ rintracciarlo - il quale dapprima colpito dalla vicenda e disposto a intervenire rendendola pubblica, non appena saputo che le mie condizioni economiche non potevano coprire una spesa legale, ha improvvisamente mutato atteggiamento e ha dubitato della veridicita’ di quanto raccontavo, ribadendo che quanto esulava da abusi operati in campo e sedi strettamente psichiatrici esulava dalla loro competenza.

E questo a dispetto di cio’ che si leggeva nella dichiarazione di intenti dell’Associazione.
La risposta definitiva e’ stata che “la mia storia poteva essere buona al massimo per il Maurizio Costanzo Show“. Cosa purtroppo infondata, visto che la Redazione del MCS ha liquidato la vicenda come “troppo delicata”!

La delusione e la consapevolezza di essere stata privata della credibilita’ persino presso gli enti che si proponevano il rispetto dei miei specifici diritti sono stati per me una condanna definitiva e dopo poco giorni ho tentato il suicidio, con conseguente Trattamento Sanitario Obbligatorio presso l’SPDC di un ospedale torinese.

Nonostante quel TSO sia stato perfettamente legittimo e doveroso e abbia salvato la mia vita, esso ha dato il via, come temevo, a una spirale senza via d’uscita: ha infatti consentito ai miei vicini di ricorrere successivamente piu’ volte al potere del Primario del reparto con dichiarazioni diffamatorie; ed abusandone questi con la richiesta di altri 2 TSO in due anni, oggettivamente privi dei fondamentali requisiti di legge (pericolosita’ per se’ e per gli altri), come tante persone e gli stessi operatori del reparto hanno potuto constatare.

Al di la’ della privazione della liberta’ questo ha significato subire atteggiamenti e manifestazioni verbali molto pesanti, tese a intimorirmi e squalificare la mia persona da ogni punto di vista , stavolta da parte del Primario , anche questo sotto gli occhi degli stessi dipendenti operatori.

Chi conosce l’argomento sa bene cosa un TSO (legittimo o non) determina dopo ogni dimissione: accertamenti santitari obbligatori, violazioni non legali del mio domicilio, l’imposizione anche dopo il ricovero di una terapia che ha messo a rischio la mia salute fisica , interotta per il coraggioso intervento di un medico, mio padre, che oggi finalmente e’ l’unico a lottare al mio fianco.

Questo significa aver vissuto in uno stato di terrore e allarme protratto all’interno delle mura domestiche, consapevole che qualunque azione diffamatoria dei miei vicini o tentativo mio di denuncia avrebbe per me significato una nuova reclusione: i medici stessi hanno non troppo velatamente veicolato il concetto ad ogni dimissione. Un terrore che continua e forse mi accompagnera’ per sempre, nonostante l’azione di tutela pratica di mio padre e finalmente un azione legale di diffida dei vicini, intrapresa in questi giorni. A tutt’ oggi infatti esiste il rischio continuo e imprevisto che possano riverificarsi interventi del 118 o 113 e violazioni di domicilio per richiesta dei vicini senza motivazioni plausibili.

Questo soprattutto perche’ il danno subito, oltre che avermi moralmente annientata, privata della dignita’ e di qualunque liberta’, e’ stato anche di natura biologica, ossia ha determinato l’insorgere di nuovi gravi sintomi (non piu’ trattabili e probabilmente irreversibili). Ed essi mi espongono ovviamente ancor piu’ all’operato psichiatrico…anche in termini impropri e non adeguati.

Concludendo la mia situazione attuale comporta un senso di diffidenza generale verso qualsiasi persona o istituzione e la difficolta’ di riuscire ancora a intravvedere un futuro per me almeno qualitativamente accettabile.

E sul piano pratico le seguenti limitazioni:
- vivere quasi sempre reclusa in casa e perdita di tutte le relazioni sociali prima esistenti
- impossibilita’ da 3 anni di lavarmi e accedere senza paura ai miei servizi igienici (per il condizionamento insorto dalle ritorsioni rumorose)
- impossibilita’ di gestire liberamente spazi e tempi all’interno della privata abitazione (come sopra)
- privazione del sonno, alterazione ritmi sonno/veglia
- impossibilita’ conseguente di uscire a procurarmi il cibo, dunque dipendenza assoluta da chi me lo recapita e alimentazione non adeguata all’equilibrio fisico
(riuscendo talvolta ad uscire, cio’ significa comunque accettare la pesante umiliazione e vergogna per le mie condizioni igieniche)

Confesso di temere per la mia vita, perche’ sento che presto o tardi le mie condizioni arriveranno ad essere psicologicamente o fisicamente non piu’ tollerabili e non ho piu’ la possibilita’ neppure di ricorrere a cure adegute, visto sarei costretta a tornare, per ragioni di competenza territoriale, nello stesso ospedale e a contatto con la stessa persona che ha causato in buona parte il mio danno.

Dilemma che penso possa esemplificare bene fino a che punto puo’ spingersi la violazione dei diritti della persona, costituzionalmente garantiti (in linea teorica, ma come ho imparato a mie spese, non per tutti!) Tuttavia sono fermamente determinata a rimanere in vita e soprattutto a dedicare tutte le forze che restano a rendere pubblica la mia storia, almeno perche’ possa essere minimamente utile a una presa di coscienza collettiva e alla tutela di altre persone che vivono un disagio psichico e possono trovarsi ad affrontare identiche vicende (potrei fare il nome di almeno una, ricoverata con la forza come me nello stesso ospedale, per gli identici motivi).

Primo Levi scriveva “Ricordate che questo e’ stato“, io penso ci sia ancora tanto bisogno di gridare “Ricordatevi che questo e’”, ogni giorno, in ogni luogo, comprese le nostre “civili” societa’ e a distanza di 40 anni dalla chiusura dei manicomi.

Se certo la mia battaglia - come quella di molti di voi - e’ stata e sara’ lunga, sul piano legale e prima del recupero e della riaffermazione di quanto mi spetta per diritto come PERSONA, il passo piu’ grande e’ stato per me decidere di togliere quel “bavaglio” che da piu’parti e per troppo tempo mi e’ stato imposto.

Oggi compio 34 anni. A volte ho creduto che non ci sarei arrivata. Questa lettera e’ stato il regalo che ho scelto di farmi.

Ringraziandovi per l’attenzione, spero in un vostro cenno di riscontro, perche’ il sostegno morale e’ cio’ di cui piu’ ho bisogno, nella quasi totale solitudine che oggi vivo.

Cristiana G.
granitablu@yahoo.it

Postato in: SenzaLacci, GenerazioneFantasmi

56 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. ChiaraFaenza  |  June 2nd, 2007 at 17:37

    Cristiana, ho appena finito di leggerti e di getto ti devo scrivere! Sono indignata veramente per quel che ti sta succedendo. Lavoro come infermiera, e posso cofermare che ci sono tantissimi pregiudizi verso qualsiasi cosa che è “diverso” anche negli operatori sanitari, soprattutto in chi non sta a contatto col paziente, come una parte dei medici. La dinamica non è molto diversa da quella in un gruppo di ragazzini che si sentono più forti a coalizzarsi contro il più debole per trovare la propria identità… Moralmente hai tutto il mio sostegno, e se fossi di Torino ti verrei a cercare per darmi da fare insieme a te per conoscerti e aiutarti a trovare un posto. Di Torino io conosco solo il Sermig, se mi permetti copio e inoltro la tua lettera cercando di farla arrivare direttamente ad Ernesto Olivero, è una persona intelligente e di cuore, se non lui direttamente forse conosce qualcuno che può aiutarti. Sei d’accordo?
    Ti abbraccio!!

  • 2. Cris  |  June 2nd, 2007 at 19:01

    Grazie a tutti di cuore. Le poche forze sembrano ritornare ogniqualvolta una piccola (grande) finestra come questa si apre sulla mia vicenda e so che la mia voce non e’ piu’ cosi’”imbavagliata” e forse puo’ arrivare oltre le 4 mura della mia quotidiana prigione.

    Ringrazio Chiara e spero che possa far arrivare a Ernesto Olivero (non ci avevo pensato!) con preghiera ulteriore di diffusione.

  • 3. Annalisa  |  June 2nd, 2007 at 19:50

    Chiara, ti ho letta anch’io con attenzione e ti assicuro che non si può rimanere indifferenti leggendo la tua storia. Sono arrabbiata, indignata… non è umano che tu sia stata trattata così e il fatto che ancora ti trovi a subire continue vessazioni anche da parte di chi dovrebbe aiutarti va oltre ogni limite.
    Da parte mia posso soltanto dirti che sono con te e che ti sostengo, purtroppo anche le distanze non mi aiutano a starti più vicina… anche solo per darti un abbraccio e augurarti buon compleanno. E’ ammirevole che tu voglia continuare a lottare e vivere, e io non posso farti un augurio migliore… che tu ti riprenda in tutto e per tutto la tua vita, perché lo meriti.
    Un abbraccio forte.

  • 4. ChiaraS  |  June 2nd, 2007 at 19:54

    Sgomento. Indignazione. Rabbia. E’ questo che ho provato, Cristiana, leggendoti. Ancora più forti, forse, perchè ho scelto di studiare per diventare medico, e perchè non posso neppure lontanamente immaginare che, nonostante tutte le parole che ci vengono ripetute all’infinito sul rispetto assoluto per la persona che ci affida le sue sofferenze e le sue speranze, qualcuno possa pensare di calpestare la dignità altrui in maniera così becera, facendosi forte del camice che indegnamente indossa. Sicuramente nessuno di questi sentimenti può concretamente aiutarti. Ma credo che, se ognuno di noi proverà, nel suo piccolo, a diffondere la tua voce, potrai sentirti meno sola. Un abbraccio, forte. Non mollare.

  • 5. Annalisa  |  June 2nd, 2007 at 19:57

    Ti chiedo mille volte scusa, Cristiana, per il mio errore e per averti chiamata con un altro nome… perdonami.
    Ancora un abbraccio…

  • 6. dott. Nicola Gianmarco Ponsillo  |  June 2nd, 2007 at 20:13

    Cara Cristiana, ti sono vicino e comprendo il tuo dolore anche se forse ti sembrerà strano perchè tale vicinanza e comprensione viene proprio da un medico e psichiatra che lavora proprio in un centro di salute mentale, a Napoli e che è tutti i giorni in contatto con persone che soffrono proprio come soffri tu e che cerco di aiutare in tutti i modi che posso, anche economici se serve (c’è tanta povertà dove lavoro io e c’è chi non può comprarsi da mangiare), nei limiti delle mie possibilità umane e professionali, naturalmente. Non mi sento diverso da te e nessuno dovrebbe, nemmeno tu, sentirti molto diversa dagli altri. Ognuno di noi ha delle fragilità e nessuno di noi è immune dalla sofferenza psicologica.
    Molto cordialmente
    Nicola Gianmarco Ponsillo

  • 7. lunablu81  |  June 2nd, 2007 at 22:28

    Non so cosa dire Cris, perchè non vorrei dire delle banalità. Quello che so è che sono parecchio….alterata! Per il fatto che lo Stato una volta di più abbandona a se stesso chi non ha santi in Paradiso per difendersi, per quelle “PERSONE” (non so nemmeno se meritano di essere definite tali) che ti hanno ridotto ad aver paura e vergogna di esistere, per medici che dovrebbero cambiare mestiere. Non so proprio se nel mio piccolo potrò mai aiutarti ma magari difforndere la tua lettera potrebbe essere un passettino in avanti anche se forse non è molto. Per il momento ti PREGO, non arrenderti, non esiste che ad una persona siano negati i diritti per essere considerata tale a causa di un disagio mentale.
    Coraggio!
    Eliana

  • 8. Rossana  |  June 2nd, 2007 at 23:49

    Cara Cristiana, sto pregando per te.

  • 9. Fiorella  |  June 3rd, 2007 at 1:22

    siamo tutti con te e sono sicura che ce la farai!

  • 10. Luigi Mariano  |  June 3rd, 2007 at 4:55

    Sono sempre stato un tipo fin troppo calmo, soprattutto riguardo ai comportamenti. Ma questa testimonianza mi fa letteralmente andare su tutte le furie, scatena in me un inferno di rabbia. Davanti a un caso del genere bisogna solo ringraziare Max di avergli dato ampio spazio e ringraziare Cristiana della sua forza e della lucidità incredibile che ancora conserva (dopo queste autentiche vessazioni) per raccontarci tutto.
    Un abbraccio a Cristiana, siamo tutti, ma proprio tutti, con te!
    Luigi

  • 11. ChiaraFaenza  |  June 3rd, 2007 at 10:19

    Sono contenta che esistano anche persone come Nicola G. Ponsillo!!

  • 12. Doriana  |  June 3rd, 2007 at 11:09

    Ciao Cristiana…leggendo quello che racconti non si può che provare rabbia e indignazione!l mondo che ci circonda è meschino,e ignorante,sempre pronto a gettar fango su chi ritiene scomodo!!Quello che voglio dirti cara Cristiana è di non mollare…lotta con tutta te stessa e riprenditi la tua dignità,e i tuoi diritti perchè ti spettano come spettano a tutti noi!!Hai 34 anni,sei giovane con una vita intera d’avanti,e un padre che ti sostiene…e stai ben certa che là fuori c’è sicuramente qualcuno che è pronto ad aiutarti…perchè non posso,e non voglio credere che il mondo sia solo una cozzaglia di quel tipo di persone (persone?) che tu racconti!!Cara Cristiana…stringi i denti,e sii più forte di chi tenta in tutti i modi di renderti la vita impossibile…!!
    Un forte abbraccio

  • 13. Titta  |  June 3rd, 2007 at 11:32

    Cristiana,devo scriverti a tutti i costi,subito dopo averti letto,perchè non passare neanche un secondo affinchè arrivi il mio appoggio.
    Di solito,la maggior parte delle persone dice che non ci sono parole,ma le parole ci devono essere,devono trovarle perchè sennò non meritano neanche il loro lavoro tanto solidale(a quanto dicono!!).
    Purtroppo ancora oggi non si riesce a capire,o meglio,le persone che riescono ad andare oltre la loro ottica,sono davvero poche…. Poche ma buone? A questo punto speriamo…
    In questo momento non posso che raccomandarmi a te di non arrenderti mai,perchè sei TE migliore degli altri,sei TE migliore di tanti medici che fanno presto a riempirsi la bocca di paroloni o scusanti,per niente valide!!

    Avanti,Cristiana,forza!! Noi siamo con te!! Un abbraccio stretto stretto
    Cecilia

  • 14. Maria Francesca  |  June 3rd, 2007 at 11:50

    Ciao Cristiana, mi sono permessa di inserire un post nel mio blog, che ho aperto apposta per lanciare anch’io un messaggio nel web e cercare di portare a conoscenza quante più persone possibile di storie come la tua. Qualcosa deve pur muoversi, e cambiare. Ho inserito integralmente la tua lettera, se questo ti infastidisce basta segnalarmelo sul blog che ho linkato o via mail! Ti sono vicina!

  • 15. Antonio  |  June 3rd, 2007 at 12:01

    Cristiana è una bellissima lettera di forte intensità emotiva, è stata giusta l’idea di denunciare il tuo problema in questo blog composto veramente da persone altruiste che il minimo che possono darti è di starti vicino e di sperare fortemente per te…
    Forza Cristiana un forte abbraccio da Antonio

  • 16. Elisa  |  June 3rd, 2007 at 12:30

    Ogni qualvolta che ti sentirai sola…Qui troverai qualcuno con cui sfogarti. Cristiana, la vita è anche questa e nonostante tutto ciò che mi riempie il cuore è il tuo “Tuttavia sono fermamente determinata a rimanere in vita “. Elisa

  • 17. Cristina  |  June 3rd, 2007 at 12:53

    Cristiana, quello che racconti mi ha profondamente colpita e ciò che provo ora è soprattutto indignazione per quello che sei stata e sei ancora costretta a subire… Non posso nemmeno immaginare cosa significhi vivere in questo modo e non so come fare ad aiutarti concretamente. Ma hai detto che è il sostegno morale la cosa di cui hai più bisogno ora. E il mio, credimi, lo hai tutto.
    Un abbraccio.

  • 18. sara  |  June 3rd, 2007 at 14:06

    Non so che dire…..mi vergogno,mi vergogno delle nostre tanto decantate istituzioni,si parla tanto,troppo e non si fa!!!!
    Sono tutti bravissimi a promettere ma in quanto al fare…si fanno tutti di nebbia.
    Tu hai tantissimo coraggio e ti auguro cho ora si muova qualcosa.
    Forza,forza,resisti ai soprusi di questi aguzzini ai quali auguro di trovarsi un giorno davanti alla loro coscienza!!!!!!E se ne vergoneranno.
    Coraggio.
    sara

  • 19. Mara  |  June 3rd, 2007 at 14:15

    Cristiana è veramente assurdo quello che hai subito e che tutt’ora continui ad affrontare…è incredibile come certi individui siano così superficiali ed è altrettanto incredibile il male fisico e psicologico che ti hanno arrecato.Mi dispiace, ma in questo momento non riesco ad esprimere altro se non indignazione..
    Cristiana non demordere e continua a lottare, fallo per te stessa e fallo per le persone che in qualche modo(anche con un semplice commento alla tua lettera)sperano in un futuro migliore per te.
    Ti abbraccio, Mara

  • 20. Giulia  |  June 3rd, 2007 at 15:08

    Cara Cristiana… la tua testimonianza è davvero molto toccante… io sono una ventenne di Roma e sto cercando di pensare se posso fare qualcosa per aiutarti, anche a distanza… ho un amico a Torino, cercherò di fare delle ricerche con lui per vedere se posso dare anch’io un piccolo contributo…Ammiro motlissimo la tua forza di volontà e il tuo desiderio di vivere, e spero che ora che hai reso pubblica la tua storia le cose cambino, e magari anche le persone a te vicine, come il tuo papà medico e la tua famiglia in generale, si accorgano della situazione e si mobilitino per amor tuo… Scriverò ancora se saprò qualcosa, per adesso ti mando un abbraccio affettuoso e tanti auguri di Buon Compleanno…
    Giulia

  • 21. valentina  |  June 3rd, 2007 at 15:35

    cerca di andare avanti come hai fatto fino ad ora, non mollare mai e chiedi aiuto solo a quelli che pensi ti possano aiutare a partire dai tuoi genitori sorelle o fratelli. insisti a lottare perchè solo chi si ferma è perduto
    un abbraccio e forza sempre xxx

  • 22. Ste  |  June 3rd, 2007 at 15:44

    Ciao Cristiana…ho appena letto la tua storia….giuro che sono senza parole…disgustata… arrabbiata… incredula… è impensabile che si possa arrivare a tanto…che si possa arrivare a distruggere in questo modo una persona…. annientandola… denigrandola… impedendole di vivere la sua vita in libertà e serenità…anzi.. addirittura, forse, privandola di una vita…
    A certe cose non ci pensi… finchè non ti vengono raccontate o finchè non le si vive in prima persona…per cui ti ringrazio dal profondo del cuore per aver portato la tua testimonianza… perchè è fondamentale, se si vuole provare a cambiare le cose, che si sappia che cose così orribili accadono..e che c’è chi vive realtà diverse dalle nostre… piene di sofferenza, di solitudine, di felicità negate…
    Ho provato anche tanta tenerezza e tanto rispetto per te..perchè si capisce che, nonostante tutto, hai voglia di lottare per la tua vita…per i tuoi diritti..e perché certe cose non capitino più..a nessuno…
    Sono consapevole di non poter fare per te niente di concreto…e non sai quanto questo mi faccia stare male…mi sento impotente…e questo mi fa rabbia… sappi però che ci sono anche io… che ti penso e che ti abbraccio forte..
    Non mollare… mai….
    A prestissimo Cristiana…

  • 23. Cris  |  June 3rd, 2007 at 17:53

    Leggo commossa e grata tutte queste manifestazioni di solidarieta’ e appoggio.
    Penso che oltre le parole, di fronte a situazioni come quella che vivo, sia necessaria l’AZIONE, che oggi per me significa diffondere e far arrivare in piu’ direzioni questo messaggio. In questo conto su voi tutti, nei limiti del possibile di ognuno.
    Ringrazio in particolare Chiara e Maria Francesca (per avermi dato sul suo blog, andro’ presto a vistarlo), che si sono gia’ attivate.

    Il mio obbiettivo primario e’ entrare in contatto con quante piu’ associazioni possibili che operano nel settore, al di la’ di quelle gia’ contattate personalmente.
    Come sapete dal mio scritto mi attende una causa legale per la falsa accusa di percosse (sono stata io a riceverle, ma ahime’, senza testimoni). Al di la’ dell’esito penale, sicuramente infausto, e’ possibile che io decida di portare avanti un iter sul piano civile, per il riconoscimento dei miei diritti ed eventuale risarcimento.
    Su questo piano sarebbero utili pareli legali di chi si muove nell’ambiente del disagio psichico e un dichiarato appoggio sul piano pubblico.

    Un abbraccio grato a Simone e gli slacciati tutti, per quanto continuano a fare attivamente.

  • 24. Cris  |  June 3rd, 2007 at 17:56

    Al Dott. N.G. Ponsillo vorrei dire anche io che e’ importante che esistano persone e soprattutto medici come lui. Ho saputo che sul territorio napoletano ci sono alcuni CSM che favoriscono importanti “esperimenti” di integrazione e aggregazione e si muovono bene, forse proprio grazie alla volnta’ e alla tenacia di psichiatri come lui. Non penso che sia giusto generalizzare sull’inefficienza sanitaria, anche qui a Torino ho conosciuto nell’ambiente qualche persona in gamba e di ampie vedute: purtroppo, come sempre succede in questi casi, penalizzata dall’attivita’ entro un sistema burocraticizzato, fortemente gerarirco e inadeguato (dove purtroppo alla meritocrazia si sostiuisce sempre piu’ il controllo di una schiera di “teste illustri”… e a volte molto molto retrograde!)
    Spero che per lei non sara’ cosi’. I migliori auguri.

  • 25. manuela  |  June 3rd, 2007 at 18:20

    Cri non aver paura di avere coraggio….Manu

  • 26. Paola  |  June 3rd, 2007 at 18:41

    Cristiana carissima continua a lottare e a sperare fino all’ultimo giorno che le cose cambino: noi nel nostro piccolo siamo con te nella tua lotta quotidiana

  • 27. LuCiA  |  June 3rd, 2007 at 20:24

    Ciao Cristiana, leggendo le tue parole ho provato due sentimenti contrastanti. Da una parte c’è la vergogna e dall’altra la profonda ammirazione che ho per te, ammiro la forza e il coraggio con cui affronti la tua vita…Possono dirti quello che vogliono, possono minacciarti, ma non arrenderti perchè tu hai il diritto di vivere e di splendere esattamente come fanno tutte le persone “normali”

  • 28. lunablu81  |  June 3rd, 2007 at 20:35

    Volevo chiederti a che associazioni ti sei rivolta di preciso? Posso inoltrare la tua lettera a qualche associazione di Milano e provincia, il progetto Itaca per esempio. Io non opero nel settore, sono quasi completamente digiuna ma posso informarmi. Sarebbe anche utile renderla pubblica a trasmissioni come Striscia la notizia o le Iene, mandare proprio la lettera Ti sembrerà un’idea stupida ma essendo trasmissioni molto popolari di denuncia magari riesce a muoversi qualcosa. Bisogna tentarle tutte e agire su tutti i fronti possibili, no?

  • 29. Cris  |  June 3rd, 2007 at 21:36

    @Lunablu : ho inoltrato la testimonianza a molte associazione trovate tra i links di questo blog (tra cui progetto Itaca). I riscontri sono pochini su quel fronte, ma sono fiduciosa. Eventualmente puoi scrivermi in mail cosi’ ti dico chi ho gia’ contattato e ben volentieri potrai farlo anche tu se conosci qualcuno a Milano!
    Riguardo alla diffusione a stampa e media sto ancora aspettando, la paura e’ ancora tanta e devo parlarne bene con il mio legale.
    (Come hai letto, l’unica redazione contattata due anni fa non era interessata).

  • 30. elis@  |  June 3rd, 2007 at 21:44

    Cris,sei una persona meravigliosa,davanti al tuo coraggio mi sono commossa.
    Mii sono vergognata per questa società che si permette di umiliare una persona e disumanizzarla a tal punto.
    Nessuno dovrebbe avere il potere di alienare qualcun altro,nessuno ha il diritto di vedere un’altra persona come qualcosa diversa da sè…mi dispiace Cris,davvero non so come esprimere la mia indignazione,forse parole giuste non esistono,forse non si è arrivati ad un punto in cui le parole sono già state dette tutte e ora rimbalzano contro questi muri di indifferenza e cattiveria facendo solo un gran rumore.
    Devi continuare a lottare,lo devi fare per te,per chi come te soffre,ma anche per chi vuole lottare al tuo fianco,so che la strada è davvero difficile,ma non pensare mai di esser sola,prima o poi il rumore li spaccherà quei muri…è indispensabile non arrendersi,per te,per tutti noi.
    Ti abbraccio.

  • 31. Gianni  |  June 3rd, 2007 at 21:59

    Ciao Cristiana, ho inoltrato la tua lettera a un mio caro amico con la speranza la inoltri ai suoi che sono psicologi e, se vogliono, penso possano fare qualcosa, forse anche di piu’.
    Un abbraccio,
    Gianni

  • 32. mariarosaria (sara) *napoli  |  June 3rd, 2007 at 22:21

    il genere “umano” ha una grossa presunzione, che si sviluppa in diversi aspetti che io definisco “coperture”. tendiamo a prendere le distanze dalla sofferenza e dal bisogno spece se quest’ultimo necessiterebbe di sensibilità..
    mi vergogno per l’ottusità ma l’ipocrisia è violenza! La presunzione “dell’uomo” è sentirsi capace di lavarsi la coscienza e dirsi cristiano…davanti a tragedie simili raccontate con dignità e paura insieme ci fanno sentire piccoli piccoli..se solo esistesse il rispetto esisterebbe “l’amore”. siamo andati sulla luna o no io vedo che siamo rimasti nelle averne…in ogni senso! Coraggio cara!

  • 33. Cris  |  June 4th, 2007 at 1:50

    E’ vero,Mariarosaria,ma forse piu’ che di ipocrisia si tratta proprio di quelle”coperture” - come tu le chiami - che sono le nostre (di tutti!) difese innate contro cio’ che puo’ turbare il nostro equilibrio emotivo ogniqualvolta ci troviamo davanti a situazioni eclatanti di sofferenza o violenza. Ho capito questo in prima persona vedendo tante persone amiche, o che mi erano state vicine per anni, allontanarsi inesorabilmente e chiudere le porte. A volte fa impazzire di rabbia, a volte cerco di comprendere i loro limiti personali. Quello pero’ che non posso tollerare ne’ giustificare e’ che siano persone presumibilmente attrezzate (anche a livello emotivo) a gestire la sofferenza altrui per tutelarne la salute e la vita a commettere errori grossolani, lesivi per quella vita e quella salute…senza nemmeno rendersene conto o avere l’umilta’ di riconoscere l’errore. In questo si’, siamo al medioevo e le frasi che mi sono sentita rivolgere da un Primario ne sono la testimonianza piu’ tragica.

    Grazie anche oggi a tutti, in particolare a Gianni per la diffusione del mio scritto (anche le mie amicizie erano quasi tutte psicologhe o affini: ironia della sorte, le prime a sparire! speriamo in meglio con i tuoi)

  • 34. Carolina  |  June 4th, 2007 at 2:18

    Buon compleanno, e resisti.
    Carolina

  • 35. Agnese  |  June 4th, 2007 at 10:10

    Il mio non è altro che un commento come tanti… ma ti garantisco che la tua storia ha fatto tanto per me, e per quello che deciderò per il mio futuro, insieme a tanti piccoli mattoncini che sto mettendo insieme ultimamente. Hai scelto il posto giusto a cui rivolgerti stavolta, non temere, non resterai sola :-)
    Un abbraccio grande!!
    Anny

  • 36. Daniela - Prato  |  June 4th, 2007 at 11:58

    E’ importante che tu abbia ancora la voglia di lottare e di far sapere come sono realmente le cose. Si forte che le cose possono cambiare.

  • 37. Cris  |  June 4th, 2007 at 13:04

    Ne sono felice Anny, un grande in bocca al lupo per i tuoi “mattoncini” :)

  • 38. Lucrezia  |  June 4th, 2007 at 14:06

    Ciao Cristiana,
    ho letto la tua lettera e mi ha commossa la tua storia e tutto quello che hai passato… Ammiro moltissimo il tuo coraggio e la tua voglia di continuare a vivere.
    Per quello che conta, io ti sono vicina.
    Ti abbraccio forte,
    Lucrezia

  • 39. Il segretario  |  June 4th, 2007 at 14:14

    Se il tuo “obbiettivo primario e’ entrare in contatto con quante piu’ associazioni possibili che operano nel settore, al di la’ di quelle gia’ contattate personalmente”, io il mio obiettivo l’ho già raggiunto: entrare in contatto con te, ed è l’avventura più esaltante che mi sia mai capitata. Vai avanti così, Cristiana, il coraggio sarà la tua arma vincente.

  • 40. Anonymous  |  June 4th, 2007 at 14:49

    il coraggio della disperazione.
    ti sono vicina…

  • 41. Marialaura  |  June 4th, 2007 at 15:01

    Ciao Cristiana, ho appena finito di leggerti anch’io e non riesco a credere a tutta la sofferenza, a tutta la solitudine e a tutta l’indifferenza che hai dovuto affrontare. è davvero indicibile tutto, ogni cosa di quello che ti è successo, è indicibile che persino le associazioni che si occupano di questo ti abbiano ignorato a quel modo. La cosa più importante, però, è che, anche se con le tante difficoltà che hai descritto, continui a lottare, non mollare mai, perchè ciò che è più importante è la tua forza e la tua voglia di vivere. Continua sempre a sperare, e ripetiti che ogni cosa può cambiare in meglio, basta crederci.
    Continua a farti coraggio, e non temere di rivolgerti ad una trasmissione televisiva o ad un giornale. Anche se la paura c’è, ed è normale, loro potrebbero aiutarti e le tue testimonianze rese pubbliche potrebbero “smuovere” anche altri.
    Un abbraccio forte,
    Marialaura

  • 42. Emmanuelle  |  June 4th, 2007 at 17:15

    Ciao Cristiana..
    ho appena finito di leggere la tua lettera.. sei una donna davvero corraggiosa.. e molto forte, avrei dato oro per avere la tua forza d’animo… NON MOLLARE MAI!!!! anche perchè in questo modo vincerebbero coloro che ritengono le persone con problemi psicologici non adatte a vivere tra persone “sane”.. e noi dovremmo eliminare questo pregiudizio giusto????
    GRAZIE.. per averci voluto raccontare e per averci voluto partecipe nella tua vita
    Un abbraccio forte,
    Emmanuelle.

  • 43. mally  |  June 4th, 2007 at 18:44

    cara cristiana,la tua lettera mi ha indignata e mi ha addolorato molto.lavoro da tanti anni nel sociale e ho un bimbo che ha problemi comportamentali.Quindi,so perfettamente le difficolta’ di chi e’ diverso.Anche se ci definiamo civili,e facciamo mille discorsi sui diritti umani,la maggior parte di noi si comporta come se fossimo ancora nel medioevo.
    non scoraggiarti cristiana,e lottacon tutta te stessa per riappropriarti della vita che ti aspetta.ti sono molto vicina e se ti va di scrivermi,saro’ sempre onorata di parlare con te un abbraccio mally

  • 44. adri  |  June 4th, 2007 at 19:17

    da madre…perchè vivo la disabilità in questa veste…
    come amica perchè ho tre anni più di te…
    come sorella…nella sofferenza delle ingiustizie..
    nella lotta quaotidiana per il rispetto delle persone…ciò che mi viene da dire è :
    vergogna…vergogna…vergogna…
    e dire che siamo tutti sotto un cielo!!!

  • 45. Eleonora  |  June 4th, 2007 at 19:40

    Carissima Cristiana…innanzi tutto buon compleanno! (Anche se con un po’ di ritardo). Ho aperto solo oggi la mia posta elettronica trovando un’ e-mail inviata dal funclub. Ho letto con interesse la tua dolorosissima storia, che ancora oggi devi affrontare quotidianamente. Il disagio che sei costretta a vivere è duro, e soprattutto doloroso; e credo che la sofferenza più grande che si evince dal contenuto della lettera è la tua solitudine, l’abbandono e l’indifferenza delle persone (eccetto tuo padre). Però leggo anche che sei una ragazza forte nonostante tutto, che lotta per sè stessa. E questo è importante perchè significa che ami te stessa e ti vuoi bene…e volersi bene, amarsi è la prima cosa per ricevere affetto e sostegno dalle persone. Quindi non sentirti sola: anche se non hai contatti reali, fisici con le altre persone questo non significa che non avrai più relazioni sociali con il mondo; considera questa piccola prima conquista: inviando la tua lettera a questo blog hai ricevuto e riceverai sicuramente il sostegno delle persone che lo frequentano, e che pur non conoscendoti sono schierate con il cuore (e anche con la mente) dalla tua parte. Ripeto non è molto, perchè coloro che risponderanno con un commento alla tua lettera, difficilmente potranno essere lì con te, però ti hanno pensata scrivendoti… è già qualcosa: NON SEI SOLA!
    Ti auguro davvero di riuscire a vivere DEGNAMENTE i tuoi prossimi anni….speranza ardua è vero…ma non impossibile!
    Spero che la mia risposta forse un po’ ottimista (data la tua situazione complicata e sofferta) non si sia rivelata inadeguata: l’ottimismo è dato dalla mia “giovane” età…. a 22 anni si sogna, si spera e si “lotta” per un mondo migliore, un mondo in cui le persone vengano RISPETTATE e STIMATE nonostante i loro limiti! Con affetto Eleonora

  • 46. Cris  |  June 5th, 2007 at 2:30

    Vi leggo tutti e mi spiace non poter rispondere singolarmente come ognuno merita.
    I vostri commenti, i mirroraggi in altri blogs, le manifestazioni di solidarieta’ via mail, anche da persone che conoscendomi tanti anni fa non potevano immaginare il mio vissuto recente, sono un grande regalo, davvero inaspettato; e una buona ricompensa per lo sforzo incessante del “dire” e del “testimoniare”.
    Ma e’ stato un primo passo. Ora aspetto che qualcosa si muova sul piano delle associazioni, tante,spesso con strumenti di denuncia pubblica maggiori di Internet ed efficaci. Fino ad oggi, purtroppo, delle tante rintracciate e contattate con grande fatica, poche hanno dato risposta e ancor meno una valida’ opportunita’ di aiuto. O meglio: dal punto di vista emotivo sento dai singoli che per loro mi contattano grande vicinanza, ma sono anni che sento parole e non vedo FATTI e non so se riesco a trasmettere quanta frustrazione comporti. Non voglio polemizzare con nessuno in particolare, ma penso di doverlo dire perche’ al mio percorso di sofferenza (in cui ho dovuto imparare a rapportarmi a istituzioni statali di vario genere) vorrei ne seguisse uno di riscatto (in cui sto cercando di imparare a rapportarmi con istituzioni che si propongono “in alternativa”, ma che da quanto vedo gia’ da tempo, soffrono spesso delle stesse carenze organizzative).
    A volte la sfiducia mi coglie al pensiero che, in entrambi i percorsi, la mia voce sia stata e continuera’ ad essere troppo piccola, per quanto amplificata da voi, per giungere all’orecchio di una qualche forma di “potere”. E penso che il nocciolo del problema sia questo per tante persone coinvolte in vicende come la mia.
    Quello che rimane consolante e’ prendere atto che molto si muove piu’ “dal basso” che “dall’alto” e dimostra che tante persone, nel loro singolo, sanno provare comprensione, empatia, voglia di reagire. Leggo qui molte parole che nascono da percorsi di disagio e sofferenza appena accennati. E poi leggo voci (anche in mail) che arrivano dritte dalla “Generazione Fantasmi” che Simone ha saputo ben ritrarre e compattare in questa sede. Quei fantasmi, contrariamente a cio’ che si legge a volte sui media, hanno una testa pensante e sono pronti a materializzarsi per dire la loro forte e chiara quando occorre.
    E fa ben sperare per tutti!

  • 47. davide  |  June 5th, 2007 at 9:00

    Auguri Cristiana!
    quanto schifo e pena mi fanno i tuoi vicini ,la negligenza delle forze dell’ordine , di certi medici e avvocati.
    Auguri!

  • 48. Linda  |  June 8th, 2007 at 17:26

    Cara Cristiana..hai tutto il mio appoggio..non lasciare che l’indifferenza e il pregiudizio facciano soccombere uno spirito nobile come il tuo! Con affetto, Linda

  • 49. Fabrizio  |  June 9th, 2007 at 19:06

    Ciao.
    Chiedo scusa in anticipo se il mio post potrà sembrare non in linea con gli altri, ma in questa storia c’è qualcosa che mi sfugge.
    Mi rivolgo perciò direttamente a Cristiana per chiederle quali sono esattamente i soprusi di cui è vittima da parte dei vicini (per esempio non ho capito la storia dell’impossibilità di usare i servizi igienici di casa sua) e quali sono, secondo lei, i motivi che li spingono a fare ciò.
    Grazie Cristiana per le risposte che vorrai darmi e un abbraccio.

    Bizio.

  • 50. Cris  |  June 10th, 2007 at 1:11

    E’ un ottima domanda Bizio, io stessa mi sono resa conto che nello sforzo di riassumere una vicenda temporalmente molto lunga (3 anni) e parecchio complessa, forse non ho dato modo di comprendere alcuni punti (anche perche’ per me e chi mi e’ vicino fisicamente sono ormai scontati!) Pensavo io stessa di rimediare chiedendo alla redazione di pubblicare un nuovo post, anche per darvi qualche positivo aggiornamento. Appena mi sara’ possibile scrivero’ e potrai leggere tu stesso la’. grazie!

  • 51. valentinafr  |  June 10th, 2007 at 15:28

    Ciao Cristiana. Spero ke prima o poi la tua situazione si sistemi, e ke riuscirai a vivere serena e senza la paura di vivere normalmente. Ti do tutto il mio appoggio e sostegno nella tua lotta e ti dico Forza non lascirti abbattere da tutto quello skifo sii forte sempre, e non smettere mai di lottare x vivere!
    Un BACIO! E in Bocca al lupo x il tuo futuro!

  • 52. Meg  |  June 13th, 2007 at 20:33

    Ciao Cristina, non capisco come mai la legge non ti aiuta, i servizi sociali dove sono?
    Dici che non puoi lavorare come mai? Mi rispondi se puoi anche in privato.
    Non capisco come ci si puoi rimanere indifferenti.
    Un forte abbraccio
    Meg

  • 53. Cristiana  |  June 14th, 2007 at 13:19

    [Per tutti: gli aggiornamenti (positivi) sono nei commenti al post: “Dalla sofferenza al riscatto“]

  • 54. mutty  |  June 27th, 2007 at 18:13

    Come tutti sono indignata, anche se ormai l’indignazione per molte cose che accodono ha fatto la crosta sulla mia pelle…
    Ho il corpo pieno di croste, di pus….
    Cercherò di far conoscere la Tua storia, cercherò di fare ciò che posso e sappi che Ti sono vicina….

    Mutty

  • 55. Alidada  |  June 29th, 2007 at 22:29

    mi dispiace tanto Cris.. a 34 anni si dovrebbe avere il mondo ai piedi e non dovrebbe essere così, come tu dici.
    Hai trovato dei vicini che sono vermi infami ed è impensabile che nessuno ti porga una mano.. ti dia un aiuto..
    Ti abbraccio forte e cerco di amplificare la tua voce come posso..
    Alidada

  • 56. ANNA  |  May 13th, 2008 at 18:37

    Cara Cristiana, mi chiamo Anna, ho appena finito di leggere la tua storia. Io sono considerata una persona “normale”, ma sto vivendo da oltre trent’anni una vicenda di sopraffazione, umiliazione che e’ simile alla tua. Sono nata in una famiglia nella quale i genitori, non consideravano i figli una richhezza ed una benedizione, ma una merce di scambio da uare a proprio piacimento. A sei anni ho smesso di essere bambina, perche’ e’ arrivato il primo fratellino ed io dovevo occuparmi delle pulizie di casa, fare la spesa ecc. Ad otto anni ho smesso di giocare con le bambole ed ho iniziato a giocare con i pannolini ed i biberon del secondo fratellino di tre mesi, al quale dovevo badare, oltre alle altre faccende di casa. Ad undici anni L’amico di mia madre ha iniziato a molestarmi, io ho avuto un crollo psicologico, ho smesso di andare a scuola per tre anni ho visto in faccia l’inferno. Con mia madre che la parola piu’ gentile che utilizzava era bastarda. Poi ho visto che rimanendo cosi’ sarei morta mi sono riscossa, ho studiato, mi sono data da fare nel lavoro. Mia madre anziche’ essere contenta, perche’ ce l’avevo fatta, ha inizato a perseguitarmi dicendo che era merito Suo se ce l’avevo fatta che le dovevo del riconoscimento: cioe’ soldi. Per anni ho pagato, perche’ ero realmente convinta di dovere qualcosa a mia madre. Quando la cortina di fumo nella quale avevo tutta la sofferenza, le umiliazioni e le angosce patite, si e’ rotta, un fiume in piena mi ha travolta, tutto il dolore patito e’ tornato, come e piu’ di prima. Allora ho smesso di pagare quella donna, e Lei non ha fatto altro che farmi causa, dichiarandosi malata. Il Giudice benche’ abbia nelle mani una perizia che attesti che mia madre e’ sana e nonostante risulti tutti i soldi che le abbiamo dato. Ha condannato me e mio fratello a pagarle gli alimenti a partire dal 2002, inoltre ci sono le spese legali. Nessuno mi ha creduto, hanno creduto alle bugie di mia madre. Ora cosa faccio mi arrendo definitivamente a questa vita, lo stato non mi ha protetto quando ero bambina, e non mi ha dato la possibilita’ di difendermi ora che sono adulta. Non so se questo ti puo’ essere di conforto, ma non mollare se ce la faccio io ad andare avanti, dopo oltre trent’anni di sofferenze, lo puoi fare anche tu, continua a cercare aiuto. Ciao Anna, fammi sapere.

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