Archive for February 19th, 2007

E’ ARRIVATO!!!

Anteprima: da oggi il libro di Simone Cristicchi (Centro di Igiene Mentale) è in vendita nei negozi Fnac e Mondadori di Genova.

Dateci notizia di altri “avvistamenti” …

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Lo metto o no? That’s the question!

Pare che allora possiamo finalmente metterlo anche qui,
il testo di Ti Regalerò Una Rosa. O no?

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Il libro: martedì 27 febbraio!

Centro di Igiene Mentale
Un Cantastorie tra i Matti
di Simone Cristicchi

In libreria da martedì 27 febbraio
Euro 15,00
Pagine 248

PS - Ieri, tra l’altro, l’ho sfogliato. Volevo in realtà portarmelo via, ma era l’unica copia che aveva Simone. Che dire… Tante, tante belle cose…

NB nuovo PS - A Genova, come confermato da Cristina, il libro è già in vendita oggi!

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Ieri: il trionfo dell’acustico

La novità di ieri sera, se di novità si può parlare è che Simone sta crescendo a sentir… d’orecchio ed è ormai un artista maturo. Interpreta e canta alla grande e sopratutto imbastisce con naturalezza, uno spettacolo per nulla semplice , con i suoi brani ad innestarsi perfettamente con i virtuosismi di un violinista come Olen Cesari e di un quartetto come quello degli Gnu Quartet. La prova che il tutto stia andando a pennello? Una toccante e strepitosa versione di “Angelo Custode”: da pelle d’oca ed inoltre il come Simone, il Quartetto ma sopratutto Olen si divertano tantissimo e con loro tutto il pubblico che tributa applausi scroscianti ad ogni performance. Insomma un vero trionfo dell’acustico tant’è che nessuno nota la mancanza di una sezione ritmica. Non ce n’è bisogno.

[inizia e continua sul blog di Marco]

Non avevo mai assistito a un concerto live di Simone Cristicchi. E quello di ieri sera al The Place, con gli arrangiamenti dei sorprendenti Gnu Quartet e il geniale violino di quello scatenato di Olen Cesari (non si contano le corde dell’archetto che ha fatto saltare) è stato davvero interessante. Sia perchè la musica ha esaltato ancor di più i testi ironici ma pungenti, sia perchè Simone ha fatto anche teatro, anticipando dei momenti del suo progetto CIM nei manicomi.

[dal blog di Concita]

PS - Ieri c’ero anche io e confermo: bellissima serata, grandiosa interpretazione, stupenda Musica. No, non sto esagerando. Fidatevi ché, dopo aver visto infinità di volte Simone Cristicchi, so che cosa dico. Bravissimi tutti, davvero. E ritornerò su questa serata scrivendo un po’ anche del prima e del dopo. [Max]

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Intervistando gli “Slacciati”

SESTRIERE
RS: Fabio ha assistito alla serata che Simone ha tenuto a Casa Olimpia. Avevi già visto Simone dal vivo? Come hai conosciuto la sua musica?
F: Non avevo mai assistito ad un suo spettacolo, a dire il vero ci sono andato su suggerimento di due amiche. A furia di sentirle parlare di Cristicchi ed ascoltare il loro cd quando usavamo l’auto di una delle due, ho deciso di capire cos’è che le entusiasmasse tanto.
RS: L’hai scoperto, il motivo?
F: Credo di si. Certo che se vai convinto semplicemente di sentir cantare Cristicchi resti spiazzato. Ho visto uno spettacolo ironico ma profondo. Simone è davvero molto bravo.
RS: E del documentario, di cui è stata proiettata un’anteprima, cosa ci puoi dire?
F: E’ toccante e triste. Non lo consiglierei ad un depresso, se mi perdoni la battuta, ma è davvero bello.

GENOVA
RS: Marika invece ha visto Simone in concerto a Capodanno ed in altre occasioni, ma in questa veste ancora no…
M: Attendevo il C.I.M. da mesi, Avevo aspettative molto alte, e sono state pienamente soddisfatte! È davvero uno spettacolo stupendo, Simone è riuscito a dosare benissimo tutti gli elementi che lo compongono e a trovare un equilibrio che è lieve e forte allo stesso tempo.
RS: Che effetto ti ha fatto vedere per la prima volta questo “altro lato” di Simone?
M: Devo dire che mi ha fatto un effetto strano ascoltare alcune canzoni del disco, che conosco a memoria, in un contesto così diverso, intercalate da monologhi seri e toccanti. Mi ha creato una sorta di imbarazzo. Mi sarebbe venuto da cantarle, come ad un concerto qualsiasi, ma non mi sembrava la reazione giusta. Temevo che un “coro” potesse rovinare la magia dell’interpretazione. Quindi mi sono limitata ad un labiale pressoché silenzioso. Ma totalmente partecipe.

PISTOIA
RS: Claudia quest’estate ha visto il C.I.M. a Bienno. Cos’hai trovato di diverso?
C: Lo spettacolo è cambiato, è cresciuto. Ci sono molti elementi che lo rendono ancora più incisivo, scelte “stilistiche” molto coraggiose…Se Simone mi chiedesse, adesso, come ho trovato lo spettacolo non sarei capace di dirgli semplicemente “è bello”. Direi che è uno spettacolo molto, molto intenso.

[di Redazione Slacciata]

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Ti Regalerò Una Rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

508 comments February 19th, 2007


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