Certe qualità aiutano a sopportare i difetti del prossimo […] e un uomo di grande ingegno presterà di solito meno attenzione alla stupidità altrui di quanta ne presterebbe uno sciocco.
I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.
Il libro essenziale, il solo libro vero, un grande scrittore non deve, nel senso corrente, inventarlo, poiché esiste già in ciascuno di noi, ma tradurlo. Il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli di un traduttore.
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
- Nulla è più complicato della sincerità.
- Gli unici modi per fuggire dalla vita sono la pazzia e l’ironia.
- Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.
- Ciascuno di noi si crede “uno” ma non è vero: è “tanti”, signore, “tanti“, secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi: “uno” con questo, “uno” con quello… diversissimi! E con l’illusione, intanto, d’esser sempre “uno per tutti”, e sempre “quest’uno” che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero!
«Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un “vendicatore” capace di riparare torti e ingiustizie […] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo» (Enzo Biagi)
Ma, si potrebbe osservare, le orecchie dei prìncipi detestano la verità e proprio per questo rifuggono dai saggi, nel timore che qualcuno di lingua più sciolta osi dire cose vere piuttosto che gradevoli. Così è: i re non amano la verità. Tuttavia proprio questo si volge mirabilmente in vantaggio per i miei folli: da loro si ascoltano con piacere, non solo la verità, ma anche indubbie insolenze, a tal punto che, la stessa cosa, detta da un sapiente, gli frutterebbe la morte, detta da un buffone diverte il signore oltre ogni dire. La verità, infatti, ha un non so quale schietta capacità di piacere, purché non si accompagni all’intenzione di offendere: ma questo è un dono che gli Dèi hanno elargito ai soli folli.
PS - So che può sembrare piccolissima cosa: è solo un blog, solo qualche link. Il megafono, insomma, è quello che è. Ma ci si crede davvero qui, allo sforzo di non dimenticare…
Oggi è il giorno per l’ambiente.
L’ambiente della gente però, non delle strumentalizzazioni politiche…
È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
è il potere… dei più buoni…
La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi per ciò che ho intorno
ho una passione travolgente
per gli animali e per l’ambiente
penso alle vipere sempre più rare
e anche al rispetto per le zanzare
in questi tempi così immorali
io penso agli habitat naturali
penso alla cosa più importante
che è abbracciare le piante.
senza lacci
Nel suo concerto-teatro “C.I.M.” Simone Cristicchi da voce ai Matti. Lo fa non solo raccontando le loro storie o leggendo le “Lettere da Volterra”, ma anche interpretando in prima persona alcuni personaggi immaginari, come “Pendolino” o “Gerardo“. I pensieri di questi personaggi non conoscono barriere o filtri di sorta. E’ per questo che le loro parole risultano a volte eccessivamente in “libertà”, irrispettose, persino maleducate. Ed è per questo che Simone, durante la rappresentazione teatrale, cerca di smorzarne i toni, di correggere il tiro delle loro affermazioni più provocatorie, viscerali, forti e violente. Insomma, la finzione teatrale andrebbe presa per quello che è: può far ridere, sorridere, pensare, commuovere, divertire, arrabbiare, ma resta pur sempre una finzione, non la realtà.
Qualche giorno fa, Antonio ha voluto lasciare un commento sul blog a tal riguardo. Merita, credo, un’attenzione maggiore di un pensiero che si perde tra le centinaia di altri, anche per l’equilibrio con il quale si esprime, pur non trovando chi scrive (max) d’accordo con lui, anche (ma non solo!) per i motivi sopra ricordati. Ecco il suo commento:
“So che non è il luogo adatto per commentare questa cosa. Rispetto te come artista però mi hai irritato quando ho visto un video dove citavi i grandi artisti del passato che sono passati a miglior vita e poi hai detto cose poco carine sui Pooh. I gusti sono gusti per carità. Prima di criticare però uno dovrebbe conoscere la storia di un artista e la maggior parte delle loro canzoni. I Pooh hanno scritto Piccola Katy, Tanta voglia di lei, Pensiero etc, però hanno scritto anche Pierre (ritratto di un omosessuale) nel 1976 quando questi temi non venivano trattati dai cantautori, hanno cantato Berlino est e le sue contraddizioni, hanno inciso album di rock sinfonico che gli artisti che tu hai citato si sognavano (per inciso sono un grande fan di Battisti). Quindi rispetto per un gruppo che mangiava pane e mortadella per far quadrare il bilancio e intanto portava avanti il suo progetto e non ha mai attaccato nessuna artista. Ciao, con immutata stima artistica.
Antonio”
PS (pensiero slacciato):
“Dobbiamo montarci la testa, montarla! L’abbiamo sul comodino: va montata! Avvita, a vita! Se no non funziona. La testa va montata!”
[Alessandro Bergonzoni]
Due esempi (sempre di Bergonzoni) di come montare la testa senza montarsi la testa: