Carnevale… precario
[Putignano - foto inviata da Rosa]
1 comment January 29th, 2008
“Se interesse, simpatia e calore / sono di un’amicizia i veri ingredienti / abbiamo trovato con infermieri e pazienti / la ricetta giusta di un atto d’amore”. Sono alcune delle parole con cui, sulle note della canzone di Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa”, gli alunni della 3° G del Comprensorio Scolastico “Gozzi-Olivetti” hanno raccontato l’anno scorso l’esperienza che li ha visti protagonisti insieme con un gruppo di pazienti psichiatrici.
[continua su it.notizie.yahoo.com]
Add comment January 26th, 2008
Carissimi amici tutti,
tornare a casa stasera e leggervi mi ha scaldato ancora di più il cuore. Ringrazio tutti per gli splendidi messaggi che Ci avete dedicato. E’ in momenti come questi che capisco il “bene” che ci lega. Sono davvero commosso, senza parole.
Come potete immaginare è stata una giornata davvero indimenticabile. E, al momento, non credo di poter trovare parole degne per raccontarvela.
Posso solo dire che mi sembra di camminare non 3 metri sopra il cielo, ma a 6 metri da terra. Spero che ognuno di voi prima o poi abbia la fortuna di vivere un momento simile.
Poi in futuro, toccherà a me spiegare al piccolo Tommaso chi sono tutti questi Zii e Zie che si chiamano: “Slacciati“… e sarò molto felice di farlo.
Con affetto immutato
Simone
39 comments January 21st, 2008
Un mese tra i bambini
I bambini giocano
nuovissimi giuochi,
noiose astruse propaggini
del giuco dell’Oca.
I bambini tengono in mano
il nostro avvenire.
Non questi che lo palleggiano,
ma generazioni lontane.
Il fatto non ha importanza
e gli ascendenti neppure.
Quello che hanno tra i piedi
è il presente e ne avanza.
I bambini non hanno
amor di Dio e opinioni.
Se scoprono la finocchiosa
spuntano pappe e emulsioni.
I bambini sono teneri
e feroci. Non sanno
la differenza che c’è
tra un corpo e la sua cenere.
I bambini non amano
la natura ma la prendono.
Tra i pini innalzano tende,
sciamano come pecchie.
I bambini non pungono
ma fracassano. Spuntano
come folletti, s’infilano
negl’interstizi più stretti.
I bambini sopportano
solo le vecchie e i vecchi.
Arrampicativisi strappano
fermagli pendagli cernecchi.
I bambini sono felici
come mai prima. Con nomi
da rotocalco appaiono
nelle réclame delle lavatrici.
I bambini non si chiedono
se esiste un’altra Esistenza.
E hanno ragione. Quel nòcciolo
duro non è semenza.
I bambini….
Eugenio Montale

[Redazione Slacciata]
2 comments January 21st, 2008
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