MantovaMusicaFestival 2006
Grazie a MarinaCauboi per aver ceduto, allora, un po’ del nastro della sua videocamera e per essersi ricordata, ora, di avere un certo filmato su un certo nastro da “regalare” ad una certa amica…
[RedazioneSlacciata]
P.S.
Dal passato del 2006 all’immediato futuro:
l’augurio di un OTTIMO 2008 a tutti!!!
Jesus’ Blood Never Failed Me Yet is a piece of music composed by Gavin Bryars in 1971. It is based around a recorded loop of an un-named tramp improvising a hymn; eventually rich harmonies are played by a live ensemble of strings and brass, always increasing in density.
Sono io, Giacomo Persichetti, e sono qui, dietro al vetro che mi separa dal mio fratellino appena nato. Lo osservo in silenzio con curiosità e meraviglia. Come si guarda un cielo stellato, una porta che si apre su un altro mondo…
28 dic. 2007 - Genzano di Roma (”Racconto di Natale”)
04 gen. 2008 - Auditorium di Roma (”Chiara Stella”)
11 gen. 2008 - Moena (concerto con “Gnu Quartet”)
PS - Chiedo venia per questo post (ché capisco possa apparire fuori tema), ma sentivo doveroso un ultimo applauso ad un virtuoso del piano che ha fatto la storia del jazz. [Max]
Ciao Max, ho scritto un commento sullo spettacolo al Lian che ti metto di seguito. Ciao ciao e Buon Natale! Maurizia
Nell’atmosfera molto intima del Lian Club di Roma, Simone ha portato il scena il suo Racconto di Natale, un viaggio tra musica e parole nel Natale di oggi e di ieri. Insieme a lui dei bravissimi musicisti: Marco Cignitti con la zampogna, Raffaele Pinelli all’organetto e Massimo Cusato che con percussioni, oggetti e strumenti sottolinea ed esalta le atmosfere del racconto.
Un racconto che racchiude tante emozioni, che viaggia con naturalezza tra ironia e riflessione, con momenti di pura comicità e altri sognanti, toccanti, commoventi. Canzoni e ritmi della tradizione popolare, dal sapore antico come “Tu scendi dalle Stelle” che cantiamo insieme o un ironico Saltarello che affronta temi di attualità.
Il Natale viene raccontato partendo dalla famiglia di Giacomino, tredicenne romano che sogna di sposare Lucilla, la figlia dei vicini di casa, e andare a vivere insieme a lei a Tor Pignattara. Conosciamo il nonno che ora non c’è più e che fece la Campagna in Russia a meno 48 gradi, la nonna e il suo Natale a Rocca di Papa, il papà sessantottino, la mamma incinta discreta, quasi avesse paura di disturbare ma con una grande dignità.
Il Natale assume tante sfaccettature e visioni. E’ il Natale dell’infanzia della nonna, quando i regali li portava solo la Befana infilati nelle calze che i bambini usavano tutti i giorni. Un’arancia, qualche mandarino, dei fichi secchi, del carbone. I giocattoli erano rarissimi e duravano solo pochi giorni. Come la trombetta a righe rossa e gialla con cui poterono divertirsi solo per tre giorni perchè poi si dileguò: si ripresentò puntuale nella calza della Befana i tre anni successivi.
E’ il Natale di Giacomino che odia questo Natale con il suo Babbo Natale inventato dalla Coca Cola, dei regali dell’ultimo minuto, dei panettoni e pandori, dell’Ikea, del dover essere buoni.
E’ il Natale con l’albero con le palle di vetro dell’età del paleolitico, le paleo-palle, maneggiate con cura da tutta la famiglia per cui l’addobbo ha l’atmosfera di un intervento chirurgico. E con il presepe che non ha meno anni con le pecorelle mozzate, Maria senza naso e un Pokemon al posto del bue.
E’ il Natale con le nonne obbligate a preparare manicaretti sotto la minaccia di sparare a tutto volume Marilyn Manson direttamente nel cornetto acustico. Il Natale che riunisce attorno al tavolo tutti i parenti che non vedi da un anno, esattamente dal Natale precedente.
E’ il Natale interrotto dalle doglie della mamma e della corsa verso l’ospedale sulla Panda 45 con poca benzina. Fermi in mezzo al nulla, la moderna stella cometa è la M del Mc Donald’s, e proprio sulle scale deserte nascerà il fratellino tra le sagome della Walt Disney del cavallo e della mucca: Orazio e Clarabella.
E’ il Natale dove i Babbi Natale, quelli veri, sono un centinaio, tutti con contratto a termine, precari pure loro. E’ il Natale dove Giacomino accoglie il regalo più bello, il fratellino su cui vegliare, ma non da solo…
Ancora una conferma del talento di Simone, della sua grande capacità di interprete sia che si tratti di una canzone che di racconto. Ma soprattutto è riuscito a creare uno spettacolo che non diventa mai banale, cosa non facile visto il tema.