Al Tg2, domani
Simone sarà ospite domani 6 novembre a tg2punto.it
(Rai2, ore 10:00)
2 comments November 5th, 2007
Simone sarà ospite domani 6 novembre a tg2punto.it
(Rai2, ore 10:00)
2 comments November 5th, 2007
Grazie a Martina, che ha preparato e spedito il materiale appena rientrata dal concerto di Pilar dove Simone era ospite.
Per la serie “stiamo lavorando per voi”, ha tirato notte fonda…
[RedazioneSlacciata]
3 comments November 5th, 2007
senza lacci
Ma, si potrebbe osservare, le orecchie dei prìncipi detestano la verità e proprio per questo rifuggono dai saggi, nel timore che qualcuno di lingua più sciolta osi dire cose vere piuttosto che gradevoli. Così è: i re non amano la verità. Tuttavia proprio questo si volge mirabilmente in vantaggio per i miei folli: da loro si ascoltano con piacere, non solo la verità, ma anche indubbie insolenze, a tal punto che, la stessa cosa, detta da un sapiente, gli frutterebbe la morte, detta da un buffone diverte il signore oltre ogni dire. La verità, infatti, ha un non so quale schietta capacità di piacere, purché non si accompagni all’intenzione di offendere: ma questo è un dono che gli Dèi hanno elargito ai soli folli.
[da “Elogio della Follia” (1509), Erasmo da Rotterdam]
Add comment November 5th, 2007
Simone Cristicchi è la prova vivente che il pop intelligente ed impegnato, ma musicalmente coinvolgente, esiste, ed è ben accolto dal mercato. È questa la strada su cui deve investire la discografia, smettendola di considerare il pubblico più stupido e meno interessato alle questioni sociali di quanto effettivamente sia.
[da rockshock.it]
Add comment November 5th, 2007
Dopo quasi due settimane, i ricordi di questa incredibile serata si sono sedimentati, ma non hanno assolutamente perso il loro contenuto emotivo, come accade spesso quando li si deposita nel cassetto della memoria, e del cuore. Sarebbe troppo difficile racchiudere tutto in una parola, un aggettivo, un pensiero. Però voglio provarci, soprattutto adesso, soprattutto in vista di questa (speriamo non troppo) lunga pausa creativa, che ci terrà forzatamente lontani dagli altri Slacciati e da Simone: sono diventata parte di questo apparentemente irreale ma realissimo viaggio da poco, e molte tappe, ahimè, non ho avuto la possibilità di viverle direttamente.
Qualcuna, invece, l’ho fatta mia, ed ho cercato di “respirarla a pieni polmoni”, senza per questo rinunciare ad osservarne forme, contenuti, scorci. Dopo sabato, credo d’aver capito qualcosa… qualcosa che probabilmente ho sempre saputo, ma di cui volevo fortemente essere certa: tutto ciò non ha nulla a che fare con il seguire, da fan, un artista. Non ha nulla a che fare con i ruoli prestabiliti, forzati, dissennati, che tale percorso impone. Sabato io mi sono sentita amica tra gli amici, fin da subito. E mi sono sentita tale anche con Simone.
Sì, amica. Lo so, questa parola significa qualcosa di molto più grande, più “sacro”, di quanto spesso si voglia far credere significhi… ma mi permetto di usarla, stavolta, nel suo senso più profondo: amicizia è, prima di ogni cosa, sentire di poter essere fino in fondo ciò che si è. Senza maschere, senza timore d’essere giudicati, senza remore, senza muri innalzati dalla timidezza, per quanto enorme (come nel mio caso…) essa sia. Con il rispetto che nasce da un affetto autentico, semplice, che non pretende e che non vuol essere preteso. Con la voglia di condividere, e la certezza di poterlo fare con chi sa “sentire” come te, anche senza bisogno di troppe parole. Con la sensazione di essere legati, in qualche modo, da qualcosa che va oltre una stretta di mano, un sorriso, un “grazie”.
Amicizia, per me, significa tutto questo. E significa sapere che dietro di te, in ogni istante, seppur silenziosamente, seppure a distanza, passo dopo passo, caduta dopo caduta, traguardo dopo traguardo, ci sarà un sorriso VERO ad attenderti. E’ questo che ho letto negli occhi di chi sabato era lì, in teatro, a cena, per strada. E’ questo che leggo da mesi nelle parole di chi non ho ancora avuto il piacere di guardare negli occhi. E’ questo che ho letto nello sguardo e nei sorrisi di Simone. E pazienza se, inevitabilmente, non ci sarà mai la possibilità di una condivisione del quotidiano. Pazienza se distanze geografiche, impegni, scelte professionali impediranno di camminare materialmente fianco a fianco. Vorrà dire che ogni occasione di condivisione sarà ancora più speciale.
La frase “ti auguro di non cambiare mai” non la gradisco particolarmente… non sempre cambiamento significa peggioramento, e nulla e nessuno è talmente perfetto da non poter migliorare. Ma stavolta, con la grandissima emozione che mi nasce dal riaprire ogni volta la valigia dei ricordi della serata del 20 ottobre, e con quel briciolo di timore che accompagna sempre le lunghe attese, dico che davvero spero che quando il viaggio ricomincerà, ci ritroverà, da Simone a ciascuno di noi, identici a come ci ha lasciati. Non nelle esperienze di vita, non nell’aspetto, o in chissà cos’altro, perché sarebbe innaturale, impossibile… ma nella profonda autenticità di quello che ci lega. Qualcosa di unico, di nostro. Che non possiamo permetterci di perdere.
GRAZIE SIMO, GRAZIE RAGAZZI.
Vi voglio bene. A prestissimo.
ChiaraS
4 comments November 5th, 2007
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