Archive for November 4th, 2007

Se questa è una domanda

curiosità slacciate
Non ero in Italia. Dove esattamente ero poco importa. Era comunque un tardo pomeriggio di parecchi anni fa. Ricordo che stavo parlando con alcune persone a casa di un amico. Ed è in quell’occasione che mi fu raccontato quanto realmente accaduto in una scuola americana.

Un giorno fu proposto agli alunni di svolgere il seguente, stravagante tema: “Se questa è una domanda, rispondete“. Tutti gli studenti scrissero pagine e pagine, cercando di motivare lo svolgimento in base a criteri di interpretazione filosofica, letteraria o altro ancora. Tutti tranne uno, che consegnò il proprio tema scrivendo una sola frase, questa: “Se questa è una risposta, valutate”.

Ecco: sì, quell’uno era certamente un genio.

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Un volto alle lettere

Anche Claudia Pandolfi ha dato voce alle lettere.

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20 ottobre 2007 (3)


[foto di Daniela]

6 comments November 4th, 2007

Al CIM_Parioli, io c’ero! (4/5)

[di ChiaraS]

Quello che è accaduto, da quel momento in poi, non credo d’avere le parole giuste per raccontarlo. E, ne sono convinta, non ci riuscirei. I fotogrammi sono nitidi, come quelli di una pellicola cinematografica ad alta definizione… ricordo una infinita teoria di “ragazzi di tutte le età” che camminano in una ordinatissima fila per le strade di Roma, sottobraccio, per mano, in qualsiasi modo, e ricordo a capo di questa fila un giovane Artista, come il Maestro con i suoi studenti; ricordo i visi stupefatti e divertiti dei cittadini romani, che c’indicavano chiedendosi chi fossimo e dove stessimo seguendo Simone; ricordo uno dei camerieri che lo lascia entrare e ci chiude dietro la porta del ristorante, pensando forse che lo stessimo assediando a caccia di autografi e foto; le facce dei commensali seduti all’esterno, quando Max ci prega di entrare; la saletta interna, il lungo tavolo centrale e i due laterali, di fatto un tavolo unico, perché mai come stasera non esiste distanza materiale sufficiente ad allontanarci.

E poi ricordo scherzi, risate continue, battute, scatti col cellulare, bicchieri che si riempivano misteriosamente di Nero D’Avola come fosse acqua, irresistibili vocette da cartone animato, pezzi di focaccia volanti, suonerie a dir poco curiose, autografi sui tovaglioli, fumetti disegnati in spazi cartacei improbabili, tante dediche, appelli improvvisati, brindisi ogni due per tre, applausi fuori contesto, imbarazzanti risposte al telefonino “tramite terzi” (vero Federica?), l’impossibilità di ingurgitare qualsivoglia alimento perché in preda ad incontenibile, meravigliato divertimento, foto fintamente “rubate”, matitone di gommapiuma a serio rischio, “cazzarismo” a piene mani, assolutamente delirante… ma anche discorsi finali carichi di commovente affetto, di gratitudine fuori retorica, di meraviglia di fronte a qualcosa di tanto bello e soprattutto tanto VERO… di desiderio autentico di vivere ancora tantissimi momenti del genere.

Simone prende la parola per ultimo… adesso sì, che è difficile continuare a scherzare, per quanto sia impossibile non farlo. E quello che lo abbraccia, alla fine, è un ulteriore, caldissimo applauso, che va molto oltre il rumore delle mani che battono.

Fuori dal ristorante è una infinita teoria di saluti, ma soprattutto di abbracci. Tra di noi, con Simo. C’è ancora tempo per parole sussurrate, per “grazie” tra malinconia ed enorme gioia, per stringerci forte come a voler portar via con sé, ognuno di noi, una piccola parte di quei cuori, di quei sorrisi, di quegli istanti. Ad un certo punto si fatica a capire chi sia a trattenere chi… ma in una notte come questa non c’è più nulla di cui stupirsi, ormai.

Nonostante siano ormai le due e mezza, Simo non si risparmia, non si sottrae alle nostre “coccole”, e la sensazione che più di tutte ci riempie il cuore è quella che forse anche noi, nel nostro piccolo, siamo riusciti a regalargli qualcosa che lo abbia reso felice. Lo lasciamo andare, perché ci tocca andare. Di nuovo un piccolo groppo in gola. Ma non siamo soli… e i groppi degli Slacciati presenti si annullano l’uno con l’altro tra i sorrisi e le promesse di ritrovarci tutti, quando si ripartirà. Le macchine ci attendono… salutiamo Max, ufficialmente l’Ombra più indispensabile e meno “scura” che ci sia al mondo… gli facciamo promettere che terrà sempre d’occhio Simone… anche per noi. E lo ringraziamo, ancora. Perché, come anche Simo nel suo piccolo discorso ci ha tenuto a sottolineare, ciascuno dei suoi più stretti compagni di viaggio, da Giampi, a Stefano, allo stesso Max, è stato parte essenziale, fondamentale, della costruzione di un mondo così realmente bello.

Torniamo a casa… due ore di viaggio notturno, fino alle cinque e mezza del mattino… due ore di viaggio ancora intrise di divertimento, nonostante la stanchezza. Ancora intrise di incredulità, nonostante le macchine fotografiche ci dimostrino che è stato tutto assolutamente reale. Si parla, si sonnecchia, si ride, si ricorda… e si gioisce di stare portando a casa, ancora una volta, un bagaglio di enorme ricchezza.

continua…

5 comments November 4th, 2007


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