A Simone Cristicchi, evidentemente, piacciono i sequel: dopo la “seconda puntata” della canzone Studentessa Universitaria, diventata Laureata Precaria nel secondo cd, ha presentato fino a domenica al Teatro Parioli la seconda parte dello spettacolo che lo ha visto girare l’Italia per tutto l’inverno e parte dell’estate: Centro di Igiene Mentale - Nuove Storie dal Manicomio del Mondo.
Rispetto al precedente spettacolo, Cristicchi, che ne cura anche la regia oltre a scrivere tutti i testi, ha apportato alcune, fondamentali, modifiche: ha sfrondato la parte recitata focalizzando l’attenzione su meno elementi ma meglio definiti; ha aggiunto molta musica alternando, come è solito fare da sempre, pezzi suoi (stavolta totalmente inerenti al contesto, senza strizzatine d’occhio alla promozione del cd) a cover ad hoc; ha trovato il giusto equilibrio tra drammatico e comico.
Ne risulta uno spettacolo fluido, maturo, coinvolgente e senza sbavature. Sul palco interagiscono insieme a lui Emiliano Terreni e Tommaso Taddei, due giovani e bravissimi attori della compagnia teatrale di Scandicci Gogmagog, il cui apporto è fondamentale per la tenuta del ritmo.
[continua su rivistaonline.com]
October 25th, 2007

da “La Repubblica” del 17 ottobre, cronache di Roma:
versione scritta dell’intervista, compresa una piccola parte che non è stata messa in video .
“GRAZIE AL PUBBLICO DI NICCHIA” CRISTICCHI,GAVETTA E SUCCESSO IL GIOVANE CANTAUTORE RICORDA GLI ESORDI NEI CLUB
A cura di Pietro D’Ottavio.
Simone Cristicchi, ultimo nato tra i cantautori della “nuova scuola romana”, è un vero e proprio caso artistico, avendo fatto centro in entrambi i grandi eventi musicali della tv. L’anno scorso ha catalizzato gran parte dell’attenzione al Festivalbar, rivelandosi con “Vorrei cantare come Biagio” (si riferiva ad Antonacci). Ed è tra i pochissimi che hanno vinto il festival di Sanremo con la canzone d’autore:”Ti regalerò una rosa”, sul tema della malattia mentale. Intanto Simone Cristicchi è in scena al teatro Parioli (fino al 21 ottobre) con la nuova versione di “Centro di igiene mentale”. Ma ecco il resoconto del forum con i lettori di Repubblica, ospiti della Casa del Jazz del Comune di Roma.(continua)
Cristicchi. Canzoni che affrontano temi sociali ne esistono tante, magari negli anni precedenti a Sanremo non sono state prese in considerazione. Quest’anno invece c’è stata una maggiore attenzione al sociale, basta pensare alle canzoni di Antonella Ruggiero, Fabio Concato, Fabrizio Moro….e anche quella di Daniele Silvestri.
Repubblica. Quella canzone ha colpito anche una insegnante di italiano a Washington (ci ha scritto che la utilizzerà come testo per le lezioni). E una giovane fan che ha pure visto il tuo spettacolo “Centro di Igiene Mentale”, che le ha dato spunto perla sua tesina all’esame di scuola media. A lei la parola.
Micol . Se per diversità si intende essere un po’ stravaganti e se normalità significa essere tutti uguali e privi di creatività, meglio essere una folle minoranza o una maggioranza dai capelli piastrati?
Cristicchi. Preferisco di gran lunga, non dico la stravaganza, ma l’espressione di una propria peculiarità. Che sia poi una peculiarità comune a molti e quindi diventi una “normalità”, questo non importa. Quello che conta è che non diventi normalità andare scippare o fare del male. E non c’è neanche nulla di stravagante:la stravaganza è in ciò che una persona ha dentro di sé più che nell’esteriorità di una capigliatura.
Federica . Qualche settimana fa nei telegiornali si è parlato di Alda Merini:le hanno staccato il gas perché si temeva che volesse suicidarsi.
Cristicchi. Sicuramente la signora Merini non vive in un castello, circondata da persone pronte a fare sempre il suo bene. E’ una persona che tende molto a difendersi dal mondo esterno. Ho fatto l’esperienza di andare a trovarla proprio per l’intervista utilizzata nel dvd di “Centro d’igiene mentale”. Mi sono trovato davanti una persona che aveva un estremo bisogno di comunicare e di dare agli altri. Non penso che la signora Merini volesse suicidarsi, al contrario l’ho vista molto attaccata alla vita. Cosa che appare evidente anche soltanto leggendo quello che scrive. Il fatto è che soffre la solitudine come soffrono tanti altri anziani:anche se è la più grande poetessa italiana vivente, è comunque una persona sola. Vuoi perché lei stessa- in un certo senso- allontana le persone, vuoi perché spesso la gente che va a trovarla non dà il meglio di sé e non è sincera. E questo lei lo annusa immediatamente.
Repubblica. Tra le mail arrivate, Elena vuole sapere che rapporto ha con Daniele Silvestri. E se c’è un nesso tra le vostre canzoni su Ponza.
Cristicchi. Sono un fan di Silvestri,ho tutti i suoi dischi. E’ un faro illuminante per le giovani generazioni di cantautori, nel mio caso in maniera particolare:ho cercato di prendere ad esempio il suo eclettismo. La canzone su Ponza, che ho scritto insieme a Pier Cortese qualche anno fa, in un periodo in cui suonavamo in un locale sul porto dell’isola- ma non abbiamo mai incisa- è una “filastrocca” che viene cantata a Ponza, soprattutto nelle sere d’estate. Ma escludo che Daniele l’abbia sentita prima di scrivere La Paranza: al limite è un segnale della passione comune che abbiamo per questa bellissima isola.
Martina. “L’Italia di Piero” si riferisce a una persona in carne e ossa o soltanto allo stereotipo dell’italiano che le spara grosse?
Cristicchi. Potrebbe essere un amico o un parente abituato a costruire mondi irreali. Ma potrebbe essere anche un politico, alcuni l’hanno interpretata come dedicata a Fassino. Poi sono stato attaccato da Mario Borghezio, della Lega Nord, e non sono mancate le lettere di avvocati. Bene:quando una canzone non resta soltanto una filastrocca vuol, dire che è andata a colpire qualche bersaglio e tocca un lato “drammatico”. Un po’ quello che è successo con Beppe Grillo, al di là del fatto che è un comico e non un cantante. Comunque se dev’ essere un politico, Piero è quello che sorride a tutti in campagna elettorale e poi non mantiene le promesse. E intanto,nonostante “la storia c’insegna” –come dice la canzone- si va avanti con bugie,soprusi e abusi di potere.
Repubblica. Tra i lettori che ci hanno scritto e che non sono potuti intervenire Laura le chiede come si è avvicinato al teatro-canzone, del quale Giorgio Gaber è stato il faro.
Cristicchi. Per caso. Durante i concerti ho iniziato a far precedere le canzoni da piccoli “preamboli”, che poi si sono sviluppati in veri e propri monologhi. Che poi ho cercato di collegare attraverso la figura immaginaria del “folle” che raccontava queste cose. Così sono nati anche “Centro di Igiene Mentale”, che in effetti è uno spettacolo di teatro-canzone a pieno titolo,il libro e tutto il resto.
Maria. Dopo aver fatto dischi,libri e documentari cosa vorresti fare? E con quale artista ti piacerebbe collaborare?
Cristicchi. Mi piacerebbe scrivere la storia,magari la sceneggiatura di un film. E vorrei che Franco Battiato arrangiasse un mio disco. Per il teatro ammiro Ascanio Celestini e mi piacerebbe fare qualcosa insieme. E perla scrittura…un libro a quattro mani con Stefano Benni.
Repubblica. C’è perfino chi ha scritto dal Brasile, come Barbara a cui è piaciuta “A sambà” e che vuol sapere cosa la colpisce della musica brasiliana.
Cristicchi. Della musica brasiliana mi piace l’attitudine. Intanto il ministro della cultura è Gilberto Gil: già questo rende l’idea. E poi, ai suoi concerti può capitare di incontrare Caetano Veloso , che magari sale sul palco, canta una canzone e poi torna in platea. E questo capita in tutti i concerti,commi ha raccontato Fiorella Mannoia,che ha comprato casa a Bahia. Nella musica non esiste invidia e tutti collaborano insieme. Nel mio piccolo ho coinvolto nei miei dischi Sergio Endrigo,Giovanni Allevi, Pier Cortese, Marco Fabi ,Leo Pari…
Repubblica. Proprio con Fabi, Cortese e Pari lei era nell’ultima “nidiata” di giovani cantautori romani nati al Locale,spazio in cui le jam-session erano di casa già dai tempi di Silvestri, Tiromancino, e Gazzè. Quanto hanno influito sul suo percorso quel club e i luoghi che ha frequentato, dal Tuscolano di “A sambà”- lei è cresciuto al Quarto Miglio- fino ai castelli dove si è trasferito?
Cristicchi. E’stato importante suonare periodicamente al Locale e riempirlo quando non avevo ancora inciso un disco. Poter contare su quel “pubblico di nicchia”-proprio quello che cito in “Vorrei cantare come Biagio”- mi badato fiducia, mi ha spinto a continuare. Era un piccolo spazio, ora chiuso,che non arrivava a 100 posti, ma senza quell’incoraggiamento forse avrei smesso. “A sambà” si riferisce alla nostalgia per un mondo che non c’è più(qualcosa di simile alla “saudade” dei brasiliani in giro per il mondo). La canzone è nata girando per il mio quartiere immaginando com’era tanti anni prima,ricordando i racconti di mio nonno che mi parlava della Roma scomparsa. Ai castelli, tra le tante cose che mi hanno colpito, ci sono i manifesti dei lutti:mi sono sorpreso a dispiacermi leggendo della scomparsa di persone che non conoscevo,ma che comunque immagino testimoni di un mondo che sta scomparendo.
[Grazie ad una free-lance per la Redazione Slacciata]
October 22nd, 2007
comunicato stampa
“La risposta”, il nuovo singolo di Simone Cristicchi, in programmazione radiofonica dal 19 ottobre, è il terzo singolo - dopo “Ti regalerò una rosa” (canzone vincitrice del 57° Festival di Sanremo nonché del Premio della Critica) e “ L’Italia di Piero” - tratto dal suo 2° album “Dall’altra parte del Cancello” uscito, insieme al dvd dallo stesso titolo, a marzo 2007.
“La risposta”, investigazione privata sul senso del nostro passaggio: dov’è la risposta a tutto? “Dall’altra parte del cervello, dall’altra parte del cancello”, quasi sussurra Simone . E ancora: “Vengo da un altro pianeta, da un’altra dimensione/Conosco il mondo e le sue bugie che contano./Nascere, crescere e poi morire, evoluzione di quale specie?/C’è un buco fatto a norma di Dio, che senso ha?/Forse non finisce tutto qui, forse è così…/…”.
Simone Cristicchi, trentenne romano, è un artista poliedrico che organizza il suo immenso talento espressivo attingendo dalla sua sensibilità, dalla sua attenzione civile e sociale, dalla sua personale elaborazione del presente e dal suo bagaglio musicale sempre più ricco. Ironia e poesia le sue armi vincenti: basta assistere ad un suo spettacolo per rendersene conto.
Nei mesi scorsi Simone Cristicchi ha portato , nelle città più importanti d’Italia, la sua tournée teatrale “Centro d’Igiene Mentale – Storie di matti e manicomi – Uno spettacolo tra canzone, immagini e parole”. Ora il 2° episodio (con una formula ancora più vicina al teatro): l’artista infatti è di nuovo in scena con il suo spettacolo “Centro di Igiene Mentale – Nuove storie dal Manicomio del Mondo” al Teatro Parioli di Roma fino al 21 ottobre.
October 19th, 2007
La città aromatica è un festival di contaminazioni. Qui, un anno fa, Fossati ha suonato con Pagani. Stavolta la commistione ha coinciso con Ti regalerò una rosa, duettato dalla Mannoia con Simone Cristicchi. Il cantautore romano ha aperto la serata accompagnato dallo Gnu Quartet.
Prima una surreale L’italiano di Toto Cotugno, poi il tormentone (tutt’altro che leggero) Vorrei cantare come Biagio. Il panorama musicale esonda di canzoni furbette e artisti pavidi. Cristicchi mette alla berlina i Negramaro, Tiziano Ferro, Paola e Chiara. Si espone, prende rischi. Dedica una canzone a Welby (Legato a te), omaggia Sergio Endrigo e Giorgio Gaber (di cui sta mutuando la tecnica del teatro-canzone).
Nella sua scrittura, fin troppo intelligente, non è illecito scorgere echi della genialità obliqua di Rino Gaetano. Qualche anno fa inventò un irriverente alter ego, Rufus. «Nessuno voleva pubblicarmi, mi sfogavo scrivendo canzoni arrabbiate che facevo cantare a Rufus. Contro la Chiesa, contro le radio. Le hanno censurate quasi tutte. Oggi è tempo di uccidere Rufus, devo inglobarlo. La sua rabbia è la mia».
[da lastampa.it]
September 6th, 2007