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And the winners are…

La Giuria, composta da Simone, Max e la RedazioneSlacciata, si è decisa!
Ecco le foto vincitrici: al primo posto

con1
Cristiana con la foto numero 11 - La polvere è fondamentale, se togli la polvere dalle ali la farfalla non vola più. -

Al secondo posto

con2
Carlo Maria con la foto numero 6 - Io non posso più accettare i loro scaricabarile, quante stupide parole, quante inutili parole… -

e, ad aex-equo, al terzo posto

con3
Alessandra con la foto numero 1 - Che abbia inizio lo spettacolo, si apra il sipario -

con3-
e Nicole con la foto numero 12 - …nonostante tutto oggi io mi sento l’uomo più felice del mondo! -

A loro i nostri complimenti e dei misteriosi premi… perchè ci sono, i premi, e saranno presto svelati! ;)

[RedazioneSlacciata]

15 comments September 20th, 2008

Ecco i finalisti!

Per un aex-equo, abbiamo ben 11 fotografie in “finale”.

Ecco l’elenco delle vostre foto preferite:

n° 1 - Alessandra
n° 2 - Cristiana
n° 3 - Alessandra
n° 5 - Carlo Maria
n° 6 - Carlo Maria
n° 11 - Cristiana
n° 12 - Nicole
n° 19 - Alessandra
n° 21 - Simone
n° 23 - Nicole
n° 26 - Rosa

A breve la Giuria selezionerà i tre vincitori…e soprattutto verrà svelato il mistero dei premi! ;)

[RedazioneSlacciata]

8 comments September 14th, 2008

Ed ora… si vota!

Le foto del RufusConcorso 2008 Scatti da (s)legare sono online!
Le potete visionare QUI e cominciare a dare la vostra preferenza (un solo voto) nei commenti a questo post.
Come da regolamento, con le vostre votazioni da oggi al dieci settembre, deciderete le 10 fotografie finaliste.
Dopodichè… ;-)

P.S.
Per evitare un’eventuale dispersione di voti, meglio commentare le fotografie solo qui riportandone il numero.
Buona votazione.

[RedazioneSlacciata]

68 comments September 4th, 2008

Scatti da (s)legare

Con le ultime foto arrivate ieri in Redazione si è chiuso il concorso fotografico Scatti da (s)legare 2008.
A breve, potrete visionare le vostre opere sul Cristicchiblog e votare le dieci foto finaliste.
Nel frattempo, la RedazioneSlacciata ringrazia tutti coloro che hanno voluto partecipare inviando i loro scatti!

[RedazioneSlacciata]

5 comments September 1st, 2008

Un’immagine per una canzone

Diamo il via a Scatti da (s)legare, il concorso fotografico ispirato alle canzoni di Simone!

Le fotografie, che saranno pubblicate sul Blog, dovranno avere come soggetto situazioni, personaggi o luoghi descritti nei brani di Simone, e dovranno essere accompagnate da una breve “didascalia” che indichi a quale canzone ci si riferisce, ad esempio:


“l’isola è un minuscolo
puntino in mezzo al niente…”
– L’Isola
-


“barricato nella mia
cameretta al terzo piano…”
– L’Autistico –

Le foto, non più di 3 per ogni partecipante (meglio se di dimensione non eccessiva e in formato .jpg), andranno inviate a RedazioneSlacciata@excite.it con oggetto Scatti da (s)legare, entro e non oltre il 31 agosto 2008.

A chiusura concorso verrà attivato un sondaggio con cui gli Slacciati decideranno le prime 10 fotografie finaliste, che verranno rese note intorno al 10 settembre 2008. Tra queste dieci verranno scelte le tre foto vincitrici. La Giuria, composta dalla RedazioneSlacciata, Max e Simone stesso, proclamerà i tre vincitori il giorno 15 settembre 2008.

I premi… (ebbene sì, abbiamo anche dei premi) verranno svelati più avanti! ;-)

Aspettiamo i vostri scatti.

[RedazioneSlacciata]

17 comments June 16th, 2008

“Laureata Precaria” (ed archi)

1 comment January 10th, 2008

Alessandra, ex laureata precaria (3)

“Ciao a tutti!
Io sono una ex laureata precaria in Scienze e Tecnologie Alimentari. Anzi, ex dottorata precaria per la precisione, il che significa che dopo 5 anni di università, sono stata convinta a restarci per altri 3 anni di Dottorato. “Convinta?”, direte voi…”Ma come, per fare il Dottorato non si dovrebbe vincere un concorso?!”. Beh, ovviamente NO, in quanto il Dottorando di Ricerca è l’equivalente dell’apprendista in un’azienda: di conseguenza il Professore di turno, se ha la fortuna di mettere le mani su una borsa di studio triennale, cerca di scegliere la persona a cui darla.

A me l’idea di fare il Dottorato non era neanche passata per la capa; in ogni caso, quando me l’hanno proposto ho pensato che fosse quantomeno una bella possibilità e così ho accettato.
I tre anni di Dottorato sono stati davvero BELLI, un’esperienza veramente positiva, nonostante prendessi 800 euro al mese, praticamente senza contributi e dovessi anche fare 70 Km al giorno (grazie gpl!). L’ho fatto davvero supervolentieri e in questo periodo di tempo ho avuto modo di aprire gli occhi su tante cose.

Di vera ricerca, purtroppo, non credo proprio di averne fatta. Non c’erano i fondi, e si passava tantissimo tempo a preparare e presentare (con lunghe trafile burocratiche) progetti di ricerca sui più svariati argomenti, ai più svariati enti, nella speranza di un finanziamento anche minimo, che non arrivava quasi mai. La cosa più bella, invece, era insegnare, studiare, preparare lezioni ed esercitazioni, articoli tecnici e vederli pubblicati… inutile dire che i 3 anni sono volati.

L’ultimo anno di Dottorato il Prof l’ha passato cercandomi una borsa di studio, un contratto, qualche cosa, e facendomi frequentare convegni, corsi, mettendomi in condizioni di scrivere articoli che valessero poi ai fini di un eventuale concorso…e anche a farmi coraggio, perché il mio pessimismo mi faceva già intuire come sarebbe andata a finire. Ma i suoi tentativi si sono rivelati vani. Quando mi ha detto, a 15 giorni dalla fine della mia borsa di studio, che anche l’ultima speranza si era eclissata, aveva le lacrime agli occhi.

Non pensate male, il Prof. si è comportato come un padre con me, consapevole del fatto che la nostra generazione, per quanto si impegni, ha molte meno possibilità rispetto alla sua. Una volta se riuscivi a studiare eri praticamente certo che avresti trovato un lavoro degno del tuo studio, e i pochi che riuscivano a laurearsi avevano ottime probabilità di avere una cattedra, o un posto di rilievo in un ente pubblico o in un’azienda.

Nel complesso, all’Università ho passato 9 anni. In seguito, avrei potuto starmene lì ad aspettare che piovesse dal cielo un posto, un contratto di pochi mesi ogni tanto, come tanti altri dottori di ricerca, assegnisti, borsisti fanno, vivendo di speranze… ma non faceva per me. Me ne sono andata, e quando l’ho fatto mi sono perfino sentita rinfacciare (da una ricercatrice che al posto fisso è arrivata a più di 40 anni e dopo una decina di anni di precariato) di “non averci creduto abbastanza”.

I primi mesi sono stati molto duri: attaccata ai giornali, a internet, a fare colloqui dentro e fuori provincia, regione, nazione…(alcune risposte mi stanno arrivando ORA, a ben 6-8 mesi di distanza!) … poi, quando avevo ormai preparato 200 curriculum da spedire a tutte le aziende della zona, mi chiamano.

Ho iniziato a lavorare in maggio… contratto interinale fino a Dicembre, poi se tutto va bene assunzione. Ero in una FABBRICA. Nel controllo qualità, ok, e con la possibilità di fare qualche viaggio all’estero ogni tanto…ma pur sempre una fabbrica. Entrare la mattina in un capannone, timbrare il cartellino, passare la giornata a controllare dei pezzi tutti uguali e uscire la sera TRISTE.

In Giugno ho saputo che c’era una gastronomia in vendita a 10 minuti da casa mia, nel paese dove il mio ragazzo ha comprato casa. Sapete, ho sempre avuto la passione per la cucina! Morale della favola: il mio lavoro a tempo indeterminato me lo sono CREATO DA SOLA. Ho passato 23 anni della mia vita sui libri per poi… APRIRE UNA GASTRONOMIA!!!

Detto così sembra che mi commiseri. In realtà sono veramente ENTUSIASTA DI QUESTA SCELTA, che mi ha permesso di svincolarmi dal vortice dei colloqui, dei contratti interinali, dell’essere solo un numero. Io sono responsabile al 100% del mio lavoro, se combino un casino sono cavoli miei, non ho più tempo per niente, nemmeno per la mia passione più importante, il canto… e se il negozio non funzionerà mi tirerò dietro un debito pauroso con la banca ma… sento di avere creato qualcosa, sto facendo un’esperienza nuova, che mi sta insegnando molto… e auguro a tutti i precari di trovare il coraggio di rigirare la frittata (scusate, deformazione professionale!)… e di superare lo stato di avvilimento e rassegnazione che la precarietà induce, creando da sè il lavoro che sognano.

Buon anno a tutti!

Alessandra

2 comments January 9th, 2008

Mary, laureata precaria (2)

“Quasi non ci credevo quando ho letto l’”annuncio” sul blog… era da un po’ che volevo ringraziare Simone per avermi dato finalmente un’identità.

Quando mi sono laureata, a giugno di quest’anno, non riuscivo ad identificarmi come una “dottoressa”, titolo tanto ambito negli ultimi cinque anni, ma solo come “una ex studentessa in cerca di primo impiego”. Dopo aver frequentato l’università ed essere stata etichettata come una figlia del tre più due (la riforma universitaria), mi sono ritrovata ad una settimana dalla discussione in viaggio verso Roma per fare i miei primi colloqui di lavoro, uno strazio, mi sembrava di essere una macchinetta a gettoni che una volta azionata ripeteva sempre la stessa storia su tesi, obiettivi di vita e i propri tre pregi e tre difetti, e sentiva sempre la stessa risposta da parte degli “uditori”.

Di colloqui ne ho fatti molti anche due o tre nello stesso giorno, e tutti in un solo mese, luglio, e per un’unica posizione non era mai un colloquio solo: prima con le risorse umane, poi la psicologa, poi il manager, poi il partner; ero arrivata a fine luglio stanca e scosolata, il solo pensiero di dover affrontare un ulteriore colloquio mi demoralizzava, pensavo di non aver più nulla da dover dire, di essermi in qualche modo spersonalizzata ed essere diventata un semplice prodotto: quello del mondo del lavoro.

In fondo poi nessuno mi ha mai proposto chissà quali contratti ma solo stages, che potevano o meno avere delle finalità ulteriori (tipo rinnovo dello stage di altri sei mesi o contratto di apprendistato).

Cmq l’ultimo colloquio che ho fatto è stato l’unico che poi mi ha lasciato a bocca aperta. Ero andata lì pensando: “Figurati se prendono me sicuro mi diranno la solita frase (grazie della disponibilità le faremo sapere)“. Ed invece, pur essendo stata più timida del solito, mi guardano in faccia e mi dicono che per loro potevo cominciare anche dal giorno dopo, una frase che non mi sarei mai aspettata, che mi ha lasciata senza parole.

Così da settembre sto facendo uno stage, mi danno 600 euro al mese è poco, ma come inizio non è male i “colleghi” (non mi sento di chiamarli così) sono molto gentili con me e disponibili ed amorevoli e mi sento sempre in debito nei loro riguardi, naturalmente loro sanno e capiscono che con i soldi che mi danno non potrei mantenermi a Roma, visto che solo l’affitto della mia cameretta mi viene a fare sui 400 euro al mese, e cercano di venirmi incontro anche con piccole cose come il caffè la mattina.

Io mi auguro di poter continuare questo lavoro anche dopo che si concluderà questo periodo di stage, perchè mi piace e mi fa sentire bene. Già perchè quando facevo i colloqui ilmio obiettivo era quello di trovare un lavoro da poter fare col sorriso sulle labbra, che in qualche modo avesse a che fare con i miei studi e che mi rendesse “un non peso” per i miei genitori.

I primi due punti li ho raggiunti, è sul terzo che ancora devo lavorare ed è per il terzo che, anche se a malincuore, continuo a mandare il giro su internet il mio Cv. Il mio unico desidero adesso è di superare questa incertezza, non è più solo una questione economica, come quando mi sono laureata, ma è anche la speranza di avere delle certezze che sembrano vietate a noi giovani, in fondo anche se il lavoro mi piace a volte è sconfortante doversi alzare la mattina e sapere che anche se ce la stai mettendo tutta putroppo non è detto che ci sia un impiego fisso all’orizzonte.

Spero di non avervi annoiato con questa storia.
Mary

2 comments December 22nd, 2007

Antonella, laureata precaria (1)

In tempi record, la prima email ricevuta dal blog:

“Ebbene sì… lo ammetto sono una laureata precaria! Pensare che il giorno della mia laurea tutti mi chiamavano “dottoressa”, ma è bastato poco a trasformarmi in una laureata precaria! Il 7 dicembre 2004 mi sono laureata in Lettere Moderne (110/110) presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. In quel periodo avevo molti sogni e soprattutto molti ideali!

Dopo anni di studio potevo finalmente aspirare a qualcosa di diverso dalla mia scrivania, effettivamente sognavo una cattedra! Oggi in parte il mio sogno si è realizzato ma è precario come me!

Grazie ad un contratto CO.Co.Pro. insegno in un ente che organizza corsi di formazione professionale e grazie ad un altro contratto Co.Co.Pro insegno in una scuola privata. Purtroppo sono consapevole che resterò una precaria a vita se il fato non mi aiuta a superare i famigerati test d’ingresso per la Sissis… Che cos’è? Potrei definirla in tanti modi, ma credo che dovrò autocensurarmi e limitarmi a definirla una scuola di specializzazione che devono frequentare tutti gli aspiranti docenti. Infatti non è sufficiente frequentare un normale corso di laurea universitario; un insegnante per essere veramente bravo deve:

- pagare cinquanta euro per sostenere il test d’ammissione
- se sei fortunato superare il famigerato test a quel punto
- pagare 2500 euro per poter frequentare i corsi che ti permetteranno di diventare ufficialmente… un INSEGNANTE PRECARIO!!!

Questo significa che esistono tanti laureati precari, ma all’interno del mondo del precariato esistono tante sottospecie.

Quello del precario è un mondo difficile…
Un abbraccio
Antonella

Add comment December 17th, 2007

A.A.A. Laureata Precaria cercasi

Sei una/un laureata/o precaria/o? Ti riconosci in tutto od in parte nella canzone di Simone Cristicchi? Se vuoi darci la tua testimonianza (testo/foto/video/audio) puoi inviarla alla posta del blog senza lacci (info@cristicchiblog.net). I contributi migliori (più sinceri, interessanti e/o… creativi) li pubblicheremo qui sul blog. E non solo…

1 comment December 17th, 2007

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