E Pensare Che C’era Il Pensiero
Il secolo che sta morendo
è un secolo piuttosto avaro
nel senso della produzione di pensiero
Dovunque c’è un grande sfoggio di opinioni, piene di svariate
affermazioni che ci fanno bene e siam contenti
un mare di parole
un mare di parole
ma parlan più che altro i deficienti
Il secolo che sta morendo
diventa sempre più allarmante
a causa della gran pigrizia della mente
E l’uomo che non ha più il gusto del mistero, che non ha passione
per il vero, che non ha coscienza del suo stato
un mare di parole
un mare di parole
è come un animale ben pasciuto
E pensare che c’era il pensiero
che riempiva anche nostro malgrado le teste un po’ vuote
Ora inerti e assopiti aspettiamo un qualsiasi futuro
con quel tenero e vago sapore di cose oramai perdute
Va’ pensiero su l’ali dorate
va’ pensiero su l’ali dorate
Nel secolo che sta morendo
si inventano demagogie
e questa confusione è il mondo delle idee
A questo punto si può anche immaginare che potrebbe dire
o rinventare un Cartesio nuovo e un po’ ribelle
un mare di parole
un mare di parole
io penso dunque sono un imbecille
Il secolo che sta morendo
che sembra a chi non guarda bene
il secolo del gran trionfo dell’azione
nel senso di una situazione molto urgente, dove non succede
proprio niente, dove si rimanda ogni problema
un mare di parole
un mare di parole
e anch’io sono più stupido di prima
E pensare che c’era il pensiero
era un po’ che sembrava malato, ma ormai sta morendo
In un tempo che tutto rovescia si parte da zero
e si senton le noti dolenti di un coro che sta cantando
Vieni azione coi piedi di piombo
vieni azione coi piedi di piombo
[Giogio Gaber, 1997]
August 9th, 2006
E dato che i gusti della gente sono imprevedibili, uno può essere popolare perché è bello, perché è simpatico, perché è bravo… no, non perché è bravo… perché è buono, perché è patetico, perché è demenziale, perché è bravo… no, non perché è bravo… perché è ridicolo, perché è viscido, perché è antipatico… ma non perché è bravo… perché magari fa schifo. E la gente per la strada lo riconosce, lo ferma, e gli dice: “Complimenti, lei è il più schifoso!”
[di Gaber - Luporini, da giorgiogaber.com]
August 7th, 2006
“Alt! Qui ci vuole la censura. Sì, un bel censore o addirittura, non mi vergogno a dirlo, un dittatore. Qualcuno che ci dica cosa dobbiamo fare e cosa non dobbiamo fare. Sì, ma chi?”
[da Elogio della schiavitù, di Gaber - Luporini]
June 15th, 2006
Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po’ a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione,
e poi la gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po’ più buoni
ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni.
(Le Elezioni - di Gaber-Luporini 1976)
April 9th, 2006
Non arrossire/Gaber (mp3)
[estratto da Decanter - Radio2Rai]
October 21st, 2005
“…la bellezza sta un po’ ovunque: la bellezza è come l’aria che uno respira, e ci si può innamorare non solo di una bella donna ma anche di un… cavatappi o semplicemente di un fiore, di un girasole, o di un’idea.”
(Simone, introducendo il brano Angelo Custode, durante la serata finale del Premio Gaber)
September 6th, 2005
Nel frattempo gli oggetti erano andati al potere. La loro prima vittoria era stata il superamento del concetto di utilità. Piano piano avevano occupato anche gli spazi più nascosti delle nostre case e da lì ci spiavano. Nessuno se n’era accorto all’inizio, anzi la loro silenziosa presenza sembrava piacevole e confortante, era difficile intuirne il senso sovversivo. Dopo anni di schiavitù gli oggetti tentavano la strada del dominio…
[di Gaber - Luporini (1978), tratto da e continua su giorgiogaber.org]
September 5th, 2005