Posts filed under 'ParolaDiFan'

Con un passo solo

Ciao,
Non ho parole nuove per dire cose vecchie…Tutte le emozioni che mi ha dato la tua canzone sono in quest’acquerello… Perché a volte i vecchi animali tracciano nelle grotte graffiti che nessuno vedrà mai (il che spesso è un bene…^_^ ). Un abbraccio e tanta fortuna a te Simone, e a tutti voi del Blog Slacciato. Andate lontano “Con un passo solo” o forse aprendo le braccia a tentare un unico, grande, splendido volo…
Con affetto

Loredana Atzei

“Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell’ indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone. Quando non c’è più niente da imparare vai via dalla scuola. Quando non c’è più nulla da sentire, non ascoltare più. Se ti dicono è troppo facile starne fuori, vuole dire che loro ci sono dentro fino al collo. Vai lontano, con un passo solo.”

[Dal Libro del grande Bastardo, Capitolo 7
La Compagnia dei Celestini, Stefano Benni]

5 comments April 8th, 2007

Il punto di vista…

Da un commento sul blog senza lacci:

Ciao Simone. Sono Antonio. Come il personaggio della tua canzone. Ieri, insieme al mio amico Teo (che ha la tua stessa capigliatura), ho avuto la mia “Giornata Simone Cristicchi”. La aspettavamo. Ero lì, alla Fnac della mia amata città: Torino. E dopo al Sermig, l’Arsenale della Pace, al tuo spettacolo.

Dopo la presentazione ho atteso per avere il tuo autografo (o “firma”, come troppo modestamente l’hai definito tu). Ma quello a cui più tenevo era esprimere quello che penso su quello che fai. Su cosa riesci a comunicare. Su “come” riesci a comunicare. Però mi sono bloccato; emozionato. E sono riuscito a dire soltanto: “Ciao Simone. Sono Antonio. Sono psicologo. Mi interessa il tuo punto di vista”. Fine. Molto significativo! MA “QUALE” PUNTO DI VISTA?! Dopo con Teo ci abbiamo scherzato: “Che figura di m… Ho Simone davanti, ho l’occasione di parlargli e di dirgli quanto apprezzo quel che fa e… faccio scena muta!”.

Quindi te lo dico qui, al forum. Perché ci tengo davvero. Sai, Simò: dopo la tua vittoria a Sanremo parlo spesso di te coi miei colleghi. Psicologi nelle Asl, nei Centri di Igiene Mentale, nelle cooperative e associazioni dove l’utenza è varia: disagio psicologico, patologia, tossicodipendenza; malati psichiatrici, semipsichiatrici. Tante etichette. E ci sono tante opinioni sulla tua canzone, sul lavoro che stai facendo. A volte sento frasi come: “Cosa ne sa lui di malattia mentale?”, oppure: “Perché non lascia questo tema a chi ha la competenza di trattarlo?”. E io dissento.

Dissento e difendo il tuo lavoro. Perché tu, Simone, hai un dono. Un dono speciale. Che tanti miei colleghi non possiedono: hai una sensibilità straordinaria. Quella che ti permette di entrare in empatia con gli altri. Di comprendere il loro dolore con il cuore e con la testa. Sai Simò: non è da tutti. Questa idea me l’ero già fatta, e dopo aver visto il tuo spettacolo ne sono fermamente convinto. Ho tifato fin dall’inizio perché la tua canzone vincesse Sanremo. Dicevo a tutti: “Vedrete: vincerà Simone. Un messaggio così importante non può non arrivare alla gente”. E hai vinto. E sai, Simò: non hai vinto solo tu. Hanno vinto tutte le persone, i Matti e gli operatori dei Centri di Igiene Mentale che hai visitato. Perchè sei riuscito a dar loro una voce. E hai permesso che questa voce arrivasse anche al pubblico, alla gente “normale”, a quelli che si definiscono “Sani”.

Sai Simone: i nostri lavori si assomigliano. Entrambi utilizziamo le parole. Anche se con finalità diverse. Ma, in ogni caso, per comunicare. Le parole sono importanti. Sono il tramite tra noi e gli altri. Come un ponte da attraversare. E ieri sera, col tuo spettacolo, sei arrivato al cuore e alla testa di noi tutti. Come solo un grande cantautore (passamela, questa, perché ci credo) sa fare. Ho visto bambini sorridenti, giovani emozionati, vecchi rapiti da questo giovane menestrello di nome Simone Cristicchi.

Continua sempre così, Simone. Perchè la società di oggi, che spesso parla ma non comunica, che sente ma non ascolta, ha bisogno di un grande comunicatore come te. Ora ti saluto, (virgola, aspetto) caro Simone. (punto, mi fermo) E spero “a presto”, come hai scritto ieri pomeriggio sul mio libro. Sul tuo libro.

Ciao.
Antonio

1 comment April 2nd, 2007

Intervistando gli “Slacciati”

SESTRIERE
RS: Fabio ha assistito alla serata che Simone ha tenuto a Casa Olimpia. Avevi già visto Simone dal vivo? Come hai conosciuto la sua musica?
F: Non avevo mai assistito ad un suo spettacolo, a dire il vero ci sono andato su suggerimento di due amiche. A furia di sentirle parlare di Cristicchi ed ascoltare il loro cd quando usavamo l’auto di una delle due, ho deciso di capire cos’è che le entusiasmasse tanto.
RS: L’hai scoperto, il motivo?
F: Credo di si. Certo che se vai convinto semplicemente di sentir cantare Cristicchi resti spiazzato. Ho visto uno spettacolo ironico ma profondo. Simone è davvero molto bravo.
RS: E del documentario, di cui è stata proiettata un’anteprima, cosa ci puoi dire?
F: E’ toccante e triste. Non lo consiglierei ad un depresso, se mi perdoni la battuta, ma è davvero bello.

GENOVA
RS: Marika invece ha visto Simone in concerto a Capodanno ed in altre occasioni, ma in questa veste ancora no…
M: Attendevo il C.I.M. da mesi, Avevo aspettative molto alte, e sono state pienamente soddisfatte! È davvero uno spettacolo stupendo, Simone è riuscito a dosare benissimo tutti gli elementi che lo compongono e a trovare un equilibrio che è lieve e forte allo stesso tempo.
RS: Che effetto ti ha fatto vedere per la prima volta questo “altro lato” di Simone?
M: Devo dire che mi ha fatto un effetto strano ascoltare alcune canzoni del disco, che conosco a memoria, in un contesto così diverso, intercalate da monologhi seri e toccanti. Mi ha creato una sorta di imbarazzo. Mi sarebbe venuto da cantarle, come ad un concerto qualsiasi, ma non mi sembrava la reazione giusta. Temevo che un “coro” potesse rovinare la magia dell’interpretazione. Quindi mi sono limitata ad un labiale pressoché silenzioso. Ma totalmente partecipe.

PISTOIA
RS: Claudia quest’estate ha visto il C.I.M. a Bienno. Cos’hai trovato di diverso?
C: Lo spettacolo è cambiato, è cresciuto. Ci sono molti elementi che lo rendono ancora più incisivo, scelte “stilistiche” molto coraggiose…Se Simone mi chiedesse, adesso, come ho trovato lo spettacolo non sarei capace di dirgli semplicemente “è bello”. Direi che è uno spettacolo molto, molto intenso.

[di Redazione Slacciata]

Add comment February 19th, 2007

“Ho due anni ed ascolto Cristicchi”

Da una lettera che Luigi ha ricevuto dal suo amico Giuseppe:

Non so se a Simone potrà far piacere, ma la nostra piccola Marisa (2 anni lo scorso 25 gennaio) si candida ad essere una delle sue più “giovani” fan. Non appena vede uno stereo (quello di casa o, ancor meglio, l’autoradio) inizia a reclamare a gran voce le canzoni di Cristicchi.

Conosce a memoria il ritornello di “Studentessa universitaria” (se mi capita registro un mms e te lo mando). Questa canzone la chiama “italia” (univers-ITARIA). E non ti sto a dire di quando, di tanto in tanto, inizia a ripetere ”ponza-ponza” e “San Silverio aiutaci tu”… Insomma: promette bene!

Add comment February 7th, 2007

(Ri)aspettando Simone, a Catania

Simone e la mia città
[pensato e scritto da Maria Luisa]

Considerate una città ambigua, carica di contrasti, figlia di una terra aspra, maltrattata ma irriducibilmente bella. Una terra e una città di cui tutti credono di sapere tutto, che tutti elogiano attinendosi al ripetitivo repertorio dei luoghi comuni: sole, mare, caldo tutto l’anno, bella gente… brutta gente.

Considerate un artista sincero, vero, sbeffeggiatore e romantico. Un cantattore attento,anche a questa terra; che cestina convinto i canovacci stereotipati e che (aldilà di sole, mare e caldo) canta di questa terra fatta da gente. Bella gente, tale o apparente, ma pur sempre gente. Considerate tutto questo e otterrete l’equazione Catania e Simone, Simone e la mia città.

Catania la città dei contrasti, dicevo: se la maggior parte degli adolescenti (adolescenza che oggi si protrae sino ai 30 anni e oltre!) catanesi adora le canzoni dei cosiddetti fabbricanti di canzoni, con le rime preconfezionate “amore-cuore” e “tu-più”, compra musica d’oltreoceano sulle bancarelle colme di CD pirata; altrettanta buona parte di studenti universitari è fuori sede. Tantissime quelle studentesse universitarie che pur non essendosi trasferite a Roma sono distanti Km e Km dai loro paesi, dalle loro case. E’ così che, negli sguardi di genuina invidia (per me studentessa in sede) e nei trolley del lunedì mattina delle mie colleghe, rivedo la studentessa universitaria di Simone, una per tutte.

E’ una città Senza… senza troppo orgoglio, piagnona. L’orgoglio cittadino mediamente non supera l’argomento calcio, ma è anche una città dove alcuni vogliono allargare l’orizzonte di visione. Gran parte dei catanesi tende a divertirsi senza riflettere. Un esempio: Catania, 22 aprile 2006.

Piazza Stesicoro, salotto della città, sul palco allestito per il Deejay tour, si attendono Simone e Mario Venuti. Nell’attesa è facile capire che tanti non sono lì per Simone, sono lì perché c’è spettacolo, un palco, delle luci, delle immagini trasmesse su un video. Una madre parla, con la figlia appena adolescente, in dialetto: è stanca, ancora non si vede nessuno sul palco, e nonostante la figlia insista per rimanere, le due donne vanno via.

Simone si esibisce per primo, è Rufus. Parla dei matti, e i “perfetti” catanesi si distraggono, gironzolano, vanno al bar. Altri, naturalmente, rimangono, giovani e meno giovani che non si vogliono distrarre, che vogliono ascoltare, musica e parole.

In attesa di incontrare Simone, dietro le transenne, noto che anche coloro che vantano dei pass, oltre che un forte accento locale, si dilettano a storpiare il cognome di Simone (ma in fondo, da queste parti ho appurato che è quasi una mania). Cristicchi è un cognome che non passa inosservato alla “perspicace sensibilità” dei Don Giovanni di zona.

Ma è anche vero che c’è chi come me, in piedi, tra spintoni, ha fumato diverse sigarette passive e ha ascoltato Simone senza distrarsi, all’aperto, al freddo e al caldo delle piazze (6 gennaio 2006, piazza Municipio a Gravina di Catania: chi dice che in Sicilia è sempre caldo?).

E poi ci sono gli inviti nelle trasmissioni locali: il navigato presentatore che non trova di meglio che presentare Simone come “il giovane che vorrebbe cantare come Biagio Antonacci”, mentre il “buffone” della trasmissione che apprezza Simone, e che lo va ad ascoltare a Misterbianco a luglio.

La stampa locale parla di Simone, non troppo spesso e quando lo fa, troppo spesso per luoghi comuni. I capelli ricci, il tormentone Biagio, la partecipazione a Sanremo e lì termia Simone, a loro avviso. Forse il quadro è troppo drastico, ma purtroppo, o, forse, per fortuna non si può piacere a tutti (anche perché se si piace a tutti, probabilmente, non si è raggiunto veramente nessuno). Forse non saremo l’esercito che riempie i palasport per i concerti dei “fabbricanti di canzoni” ma sono convinta che ci sia un buon numero di catanesi che ha voglia di intelligenza e di onestà.

E questo passa anche attraverso la musica di Simone.

Grazie per questo mondo che è d’amore!

Maria Luisa

1 comment September 22nd, 2006

E pensare che io sono calvo

Sta a vedere che parte dell’estrosità umana è localizzata nei capelli?

Se ci pensate, diverse persone a loro modo estrose ed intriganti -almeno nel mondo della musica- stanno messe bene da questo punto di vista. E mi vengono in mente Simone Cristicchi (ovvio che mi venga in mente, direte voi), ma anche Caparezza (che ne va molto fiero, della sua criniera) Niccolò Fabi (ci ha scritto una canzone, sui suoi capelli) e l’inarrivabile Branduardi (indescrivibile, questo menestrello di altri tempi e di altri luoghi). Come separare poi il capello indisciplinato dal genio dei geni moderni della fisica (Einstein).

Insomma, il “capello slacciato” va di moda tra persone che sanno usare bene anche la testa che vi si nasconde sotto…

…e pensare che io sono calvo…

[pensato e scritto da Raffaele]

1 comment September 12th, 2006

Email, dall’Olanda

Dear all,
we are from Holland and we happened to see Simone Cristiscchi when we were on holiday at Spoleto. Shame about the rain but nevertheless we’d had a great holiday and the concert was the icing on the cake! Simone puts on a great show with a great band to go with it.

So now we were wondering how we can buy the CD Fabbricante di Canzoni? AND the opening song of the concert (Io sono un vero Italiano?): is there a recording of that? That was a really powerful intro to the concert.

Cheers,
Marco

Add comment August 11th, 2006

Ed il vento si mise ad ascoltare

Da un commento sul Blog senza lacci:

A Bienno minacciava pioggia, ed un vento selvatico faceva risuonare i vicoli di pietra antica del borgo e ricacciava le note dentro le casse, nel piccolo anfiteatro del parco-giochi dove Simone doveva esibirsi. Per questo motivo il C.I.M. ha trovato una collocazione alternativa, quella sera: una vecchia costruzione, granaio o grande cantina, improvvisamente riempitasi di sedie spaiate e qualche vecchia poltrona… ma non bastavano x tutti. Qualcuno s’è seduto a terra, sotto il palco. Altri sono stati in piedi, lungo i muri e gli scaffali di souvenir, mentre altri ancora si affacciavano dalle due piccole porte, lasciate spalancate.

E’ entrato anche il vento, da una di quelle porte, a sentire la lettera di Carmela. La gente era tanta ma sembrava di essere un piccolo gruppo: come quando i nostri vecchi si ritrovavano, a sera, alla mescita x un bicchiere e il gusto di raccontare. E’ stato intimo come raccogliersi, con i propri amici, davanti ad un camino acceso, d’inverno. Ad ascoltare e pensare. Un po’ sciamanico lo è stato, Simone, alla serata “Dallo Sciamano allo Showman“.

Lohana

Add comment July 24th, 2006

Lettere dai fan

Scopro con piacere in te quello che vado predicando da tempo, ovvero che la musica d’autore non è morta come ci vogliono far credere i media e i discografici, ma cova nelle ceneri.
Tu ne sei un esempio ed appartieni a quel filone del doppio senso che ha portato agli onori personaggi del calibro di Rino Gaetano e di Gaber in contesti sociali diversi.

Ciao da Gino C.

Add comment May 18th, 2006

Un ammiratore del tuo lavoro

Roxana ci ha mandato la traduzione della lettera di Juan Alarcón!

Ciao!
scusa se non capisci lo spagnolo, ma vorrei solo dirti che sono un fan del tuo lavoro, ti ho visto al festival di Sanremo quest’anno, e la canzone che hai cantato credo sia stata eccellente e avrebbe dovuto essere la vincitrice.
Poi ho cercato su internet per vedere i tuoi video e ne ho trovati solo tre, ma sono molto originali ed anche i brani.
Mi piace molto la tua musica e sto cercando chi la vende qui.
A proposito, io sono peruviano, ti invio tanti saluti e spero che tu faccia più video, sono geniali.
Ciao, e grazie per regalarci una così buona musica.

1 comment May 17th, 2006

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