Cristicchi Blog

A Firenze, io c’ero!

Archiviato in: Io c'ero! — Max 4 Giugno 2008 @ 15:49

Metti una sera in salotto…

Metti una sera in salotto, si accendo le luci e… iniziano i rumori, poi l’accompagnamento di una fisarmonica e infine una voce che annuncia: “Vanda e i suoi tigrotti, Vanda e i suoi tigrotti solo per voi questa sera!”. È vestito di rosso.. le sue sembianze sono quelle di una tigre… si toglie la maschera ed è… Simone!! Pronto per una nuova avventura!! La prima emozione della serata è dal monologo sulla vita al contrario.. lo guardo, ascolto ogni parola,sento ogni suono e scorgo la mia emozione… E’ il tempo della prima riflessione, ma è anche del primo sorriso! Gli applausi non si fermano e la gente inizia a gridare “bravo!!”
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A Napoli, io c’ero! (2/2)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 2 Giugno 2008 @ 0:01

(segue da qui)

Si comincia da una riflessione semiseria su come sarebbe una esistenza vissuta al contrario, dalla anzianità al ritorno nell’utero materno, e si corre rapidamente da una nota all’altra, da un brivido all’altro, da una risata all’altra.
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A Napoli, io c’ero! (1/2)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 31 Maggio 2008 @ 11:33

Dove eravamo rimasti?
[di ChiaraS]

E’ con queste parole che si torna, di solito, a raccontare un nuovo capitolo di una storia interrotta per qualche tempo, ma ben presente nella mente di chi legge. E’ con queste parole che, anche stavolta (ahivoi!), proverò a raccontare le sensazioni e i momenti di una nuova tappa di questo magnifico viaggio, iniziato ormai un anno fa, ma che non per questo smette di sorprendere. Anzi, che sorprende ad ogni tappa, se possibile, un po’ di più.
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A Genzano, io c’ero!

Archiviato in: Io c'ero! — Max 3 Gennaio 2008 @ 14:37

Resoconto di Genzano - 28/12/2007

Dato che il 28 mattina dovevo essere a Roma per una visita medica, ne ho approfittato per andare a sentire il Racconto di Natale di Simone. Parto alle 5:20 da casa, fuori è ancora tutto buio. Faccio il pieno e prendo l’autostrada. Mio fratello mi ha prestato il Tom Tom dato che non sono esperta delle strade di Roma e non posso far tardi alla visita medica. Ovviamente mi è servito anche per arrivare a Genzano.

Arrivo a Roma verso le 8:20. Alle 9:40 sono già nuovamente in viaggio, destinazione Genzano di Roma. Sul Navigatore avevo inserito l’indirizzo del “Manicomio”. Ore 10:15 ci passo davanti ma dato che è molto presto vado a fare un giretto per Genzano centro. Posteggio l’auto ed inizia la mia passeggiata tra le vie ed i negozi di Genzano. Sinceramente credevo che fosse meno viva come cittadina, sulla strada principale c’era il mondo!!! Mi attira lo sguardo una strada tutta in salita che finisce davanti ad una chiesa. Una strada fatta di san pietrini che mi ricorda tanto il paese di mia nonna anche se li le strade sono più in salita!!! Mi incammino fino in cima e quasi alla fine ci ho trovato un presepe fatto di sagome, ma non di Orazio e Clarabella, come dice Simone nel suo racconto. La chiesa è chiusa e torno giù.
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Al Lian Club, io c’ero!

Archiviato in: Io c'ero! — Max 23 Dicembre 2007 @ 10:09

Ciao Max, ho scritto un commento sullo spettacolo al Lian che ti metto di seguito. Ciao ciao e Buon Natale!
Maurizia

Nell’atmosfera molto intima del Lian Club di Roma, Simone ha portato il scena il suo Racconto di Natale, un viaggio tra musica e parole nel Natale di oggi e di ieri. Insieme a lui dei bravissimi musicisti: Marco Cignitti con la zampogna, Raffaele Pinelli all’organetto e Massimo Cusato che con percussioni, oggetti e strumenti sottolinea ed esalta le atmosfere del racconto.

Un racconto che racchiude tante emozioni, che viaggia con naturalezza tra ironia e riflessione, con momenti di pura comicità e altri sognanti, toccanti, commoventi. Canzoni e ritmi della tradizione popolare, dal sapore antico come “Tu scendi dalle Stelle” che cantiamo insieme o un ironico Saltarello che affronta temi di attualità.
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Al CIM_Parioli, io c’ero! (2)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 6 Novembre 2007 @ 0:02

Volevo condividere con voi queste emozioni a caldo che ho scritto dopo lo spettacolo al parioli del 19 ottobre… purtroppo non sono riuscita ad esserci il sabato e ad incontrare tutti gli altri slacciati… ma volevo comunicare a Simone ciò che ancora una volta mi ha donato…

“…Torno ora dal tuo spettacolo ed ho ancora impresse nella mente le tue espressioni, le pose, la commozione che hai nel comunicare… commozione che ad un certo punto è diventata anche la mia… Potrei scrivere tanto tanto tanto tanto tanto;) ma ciò che voglio esprimerti è più o meno racchiuso in un immenso grazie…

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Al CIM_Parioli, io c’ero! (5/5)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 5 Novembre 2007 @ 0:03

Dopo quasi due settimane, i ricordi di questa incredibile serata si sono sedimentati, ma non hanno assolutamente perso il loro contenuto emotivo, come accade spesso quando li si deposita nel cassetto della memoria, e del cuore. Sarebbe troppo difficile racchiudere tutto in una parola, un aggettivo, un pensiero. Però voglio provarci, soprattutto adesso, soprattutto in vista di questa (speriamo non troppo) lunga pausa creativa, che ci terrà forzatamente lontani dagli altri Slacciati e da Simone: sono diventata parte di questo apparentemente irreale ma realissimo viaggio da poco, e molte tappe, ahimè, non ho avuto la possibilità di viverle direttamente.

Qualcuna, invece, l’ho fatta mia, ed ho cercato di “respirarla a pieni polmoni”, senza per questo rinunciare ad osservarne forme, contenuti, scorci. Dopo sabato, credo d’aver capito qualcosa… qualcosa che probabilmente ho sempre saputo, ma di cui volevo fortemente essere certa: tutto ciò non ha nulla a che fare con il seguire, da fan, un artista. Non ha nulla a che fare con i ruoli prestabiliti, forzati, dissennati, che tale percorso impone. Sabato io mi sono sentita amica tra gli amici, fin da subito. E mi sono sentita tale anche con Simone.

Sì, amica. Lo so, questa parola significa qualcosa di molto più grande, più “sacro”, di quanto spesso si voglia far credere significhi… ma mi permetto di usarla, stavolta, nel suo senso più profondo: amicizia è, prima di ogni cosa, sentire di poter essere fino in fondo ciò che si è. Senza maschere, senza timore d’essere giudicati, senza remore, senza muri innalzati dalla timidezza, per quanto enorme (come nel mio caso…) essa sia. Con il rispetto che nasce da un affetto autentico, semplice, che non pretende e che non vuol essere preteso. Con la voglia di condividere, e la certezza di poterlo fare con chi sa “sentire” come te, anche senza bisogno di troppe parole. Con la sensazione di essere legati, in qualche modo, da qualcosa che va oltre una stretta di mano, un sorriso, un “grazie”.
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Al CIM_Parioli, io c’ero! (4/5)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 4 Novembre 2007 @ 0:01

[di ChiaraS]

Quello che è accaduto, da quel momento in poi, non credo d’avere le parole giuste per raccontarlo. E, ne sono convinta, non ci riuscirei. I fotogrammi sono nitidi, come quelli di una pellicola cinematografica ad alta definizione… ricordo una infinita teoria di “ragazzi di tutte le età” che camminano in una ordinatissima fila per le strade di Roma, sottobraccio, per mano, in qualsiasi modo, e ricordo a capo di questa fila un giovane Artista, come il Maestro con i suoi studenti; ricordo i visi stupefatti e divertiti dei cittadini romani, che c’indicavano chiedendosi chi fossimo e dove stessimo seguendo Simone; ricordo uno dei camerieri che lo lascia entrare e ci chiude dietro la porta del ristorante, pensando forse che lo stessimo assediando a caccia di autografi e foto; le facce dei commensali seduti all’esterno, quando Max ci prega di entrare; la saletta interna, il lungo tavolo centrale e i due laterali, di fatto un tavolo unico, perché mai come stasera non esiste distanza materiale sufficiente ad allontanarci.

E poi ricordo scherzi, risate continue, battute, scatti col cellulare, bicchieri che si riempivano misteriosamente di Nero D’Avola come fosse acqua, irresistibili vocette da cartone animato, pezzi di focaccia volanti, suonerie a dir poco curiose, autografi sui tovaglioli, fumetti disegnati in spazi cartacei improbabili, tante dediche, appelli improvvisati, brindisi ogni due per tre, applausi fuori contesto, imbarazzanti risposte al telefonino “tramite terzi” (vero Federica?), l’impossibilità di ingurgitare qualsivoglia alimento perché in preda ad incontenibile, meravigliato divertimento, foto fintamente “rubate”, matitone di gommapiuma a serio rischio, “cazzarismo” a piene mani, assolutamente delirante… ma anche discorsi finali carichi di commovente affetto, di gratitudine fuori retorica, di meraviglia di fronte a qualcosa di tanto bello e soprattutto tanto VERO… di desiderio autentico di vivere ancora tantissimi momenti del genere.
(continua…)

Al CIM_Parioli, io c’ero! (3/5)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 3 Novembre 2007 @ 0:01

[di ChiaraS]

L’altalena di monologhi e canzoni dondola veloce… fino all’epilogo… la morte, più silenziosa che mai, per queste persone che troppi han finto non fossero mai vissute. Lo sbigottimento per una esistenza che forzatamente ha perso il suo senso. Tommaso ed Emiliano, fortissimamente persone. Da brividi puri. E poi, la speranza… in quel volo di Antonio, che “ci sorprende, di nuovo”… e che ci lascia a domandarci ancora, tra le lacrime che, mai come in questa occasione, non si fanno troppi scrupoli a liberarsi, complice anche il buio “protettivo” della Sala, se non sia effettivamente quello l’unico, paradossale modo di gridare al mondo “Ci sono anch’io…”.

Applausi fortissimi, lunghi, profondamente commossi, ma anche profondamente felici. Soprattutto i nostri.. Accompagnati, ne sono certa, da un unico pensiero comune : ognuno di noi, o quasi, ha avuto la possibilità di vivere almeno una volta la sempre diversa e sempre intensissima emozione che accompagna l’interpretazione di “Ti regalerò una rosa”… in un concerto, in “CIM”, poco importa. Ma guardarsi intorno, e leggere quella stessa emozione negli occhi lucidi ed orgogliosi di chi questo viaggio lo fa da Slacciato, è come guardarsi in uno specchio. Una sensazione difficile da descrivere. Bellissima.

Simone si inchina ripetutamente… e lascia il palco quasi di corsa, non prima di averci dato la possibilità di tributare il giusto applauso anche a Clemente, Olen, Riccardo, Andrea, Valter, sempre impeccabili, e ad Emiliano e Tommaso, francamente straordinari. Impossibile non richiamarlo… e per noi è un invito a nozze. Parte il coro “Fuori, fuori !”, guidato dalle primissime file (strano a dirsi!!!) ma che coinvolge tutto il Teatro. Le luci si riaccendono soffuse, e il nostro Cespuglio finalmente torna in scena, sorridente e felice. Imbraccia la sua chitarra, si accomoda sulla sediolina gialla… e ancora una volta palcoscenico, sipario, solennità, scompaiono.

C’è un artista, di fronte al suo pubblico. C’è un artista di fronte ad un folto gruppo di persone che gli vogliono bene, lo stimano, e che questa sera più sensazioni positive catturano, più ne desiderano. Adesso sì, che è una festa… tra una nota e l’altra, Simo trova il tempo di ricordarci (ahi!), con emozione, che questo sarà l’ultimo spettacolo a Roma per questa stagione… e trova soprattutto il tempo di ringraziare, dal palco, i suoi Slacciati… che si fanno sentire, nonostante il groppo in gola, celato a fatica tra i sorrisi. “Fabbricante di canzoni” è forse il momento nel quale siamo più vicini… ci trascina sulla scena con sé… noi gli rubiamo le battute, e lui ci rimprovera bonariamente.
(continua…)

Al CIM_Parioli, io c’ero! (2/5)

Archiviato in: Io c'ero! — Max 2 Novembre 2007 @ 16:22

[di ChiaraS]

Si ritorna al teatro… ma prima ci corre incontro un altro gruppo di Slacciati… sono volti noti, notissimi, e pazienza se quelli sono i primi abbracci… quello che si sente “addosso” è di essersene scambiati già mille altri… di aver condiviso già tanto… di essere parte della stessa avventura, forse da sempre. Lo si legge negli sguardi, nei sorrisi, nelle coccole, nelle battute… nella voglia di non sprecare nemmeno un attimo di questa serata che di minuto in minuto diventa più piena, più dolce, più intensa.

Davanti all’ingresso, nuovi visi, nuove strette, nuovi sorrisi spalancati… riempiamo il foyer, è una marea di voci festanti, di abiti colorati, di pensieri che si confondono, caoticamente entusiastici… l’attesa cresce, dalla porta chiusa alle nostre spalle si sentono nitidamente le note dei musicisti che provano. Poi tocca anche a loro la meritata pausa… passano Andrea, Olen, Valter… saluti e sorrisi anche con loro, vagamente stupefatti dalla fiumana Slacciata!

Sono le 21, finalmente si entra… il celebre Teatro Parioli è piuttosto piccolo di dimensioni, ma ciò non toglie nulla al suo prestigio… il fascino incredibile delle poltrone rosse, del palco di legno, del sipario, poco ha a che fare con la metratura. Ed è, inevitabilmente, emozione. Prendiamo posto… tutti vicini, come previsto… ad un passo dalla scena… ancora foto (rigorosamente senza flash… le maschere prendono molto seriamente il loro ruolo di “controllori implacabili” !!!), ancora chiacchiere. Scorgiamo in platea Mariella Nava e Pino Quartullo… fa sempre un certo effetto pensare che in qualche modo ci possa essere uno scambio, seppur solo a livello emotivo, tra colleghi artisti. Arriva il momento di cominciare….

… gli sguardi fissano, attenti, la scena. Le luci si abbassano… per poi rialzarsi come un velo leggero e suggestivo. Sullo sfondo i musicisti, in primo piano una panchina, una valigia, la sediolina gialla. Eccolo, Simo… lui, il suo abito da postino, ed il carretto pieno di lettere, di parole, di pensieri, di disperazione, di speranze. Quello che ha inizio è un vero e proprio cammino fra i sentimenti più autentici di persone alle quali era stato fatto istituzionalmente divieto di provarne. Ed è un cammino di un realismo che in più punti sbigottisce, prendendo profondamente non solo al cuore, ma anche allo stomaco.
(continua…)

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