Meno Male (che c’è Morgan?)
controcorrente
Il leader del Pd è stato il solo a dire che Morgan non va massacrato per la sua debolezza, ma, vuoi perché l’argomento è spinoso, vuoi perché la destra l’ha preso a pretesto per una campagna proibizionista, a cui la ministra dei giovani Giorgia Meloni e il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri si sono dedicati senza risparmiarsi, l’unico alleato che Bersani s’è ritrovato è stato un altro cantautore, Simone Cristicchi, mentre Lucio Dalla, democristianamente, s’è defilato, dicendo che Morgan non doveva raccontare in giro i fatti suoi.
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È facile immaginare che qualcuno arriccerà il naso in segno di dissenso e finirà a ricordare con malinconia i tempi in cui la politica con la «P» maiuscola si occupava solo di questioni serie. Ma a parte il fatto che qualche debolezza per il mondo dello spettacolo ce l’avevano anche i grandi leader della Prima Repubblica (una volta Saragat da Presidente della Repubblica arrivò a mandare un telegramma di congratulazioni a Sofia Loren, per la nascita del suo primo figlio), non è affatto il caso di scandalizzarsi, o di compiacersi: la politica, in Italia, ormai è questa cosa qui.
di Marcello Sorgi da: lastampa.it

Il leader del Pd è stato il solo a dire che Morgan non va massacrato per la sua debolezza, ma, vuoi perché l’argomento è spinoso, vuoi perché la destra l’ha preso a pretesto per una campagna proibizionista, a cui la ministra dei giovani Giorgia Meloni e il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri si sono dedicati senza risparmiarsi, l’unico alleato che Bersani s’è ritrovato è stato un altro cantautore, Simone Cristicchi, mentre Lucio Dalla, democristianamente, s’è defilato, dicendo che Morgan non doveva raccontare in giro i fatti suoi.





