2009: fuga dal Cd (di New York)

L’ernia del disco

fugny Agli appassionati della Grande Mela rimane solo qualche negozio di dischi indipendente. Chiudono i terminali di un’industria discografica in crisi oramai da tempo, che in quasi dieci anni ha visto dimezzati gli introiti, indebolita dalla pirateria online e mai rafforzata dalla vendita tramite web. Per Fabio Luzietti dj e responsabile della programmazione musicale di Radio Città Futura, testimone newyorchese dell’ultimo giorno di chiusura del Virgin store, passare tra gli scaffali ha portato con sè “una sensazione di grande tristezza.

L’impressione è stata di vedere un simbolo della crisi globale, i due Virgin store erano a New York il simbolo del negozio di dischi. La chiusura di Union Square è un monumento al crollo delle vendite dei cd. A Times Square le serrande abbassate da marzo fanno un certo effetto, è l’unico negozio chiuso della zona, sono rimaste accese solo le insegne, sotto le quali la gente si dava appuntamento”.

da: ilriformista.it

Sono il salvatore delle case discografiche
sono il mago delle loro rendite economiche
mi chiamano pedofilo, sì, ma musicale
perché vado dietro a quel che piace alle ragazzine

da: Fabbricante di Canzoni

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