A Pavia…
…dalla porta posteriore si poteva vedere una Gallinella Nera circondata da Bianchi Gnu.

[RedazioneSlacciata]
1 comment June 30th, 2008
…dalla porta posteriore si poteva vedere una Gallinella Nera circondata da Bianchi Gnu.

[RedazioneSlacciata]
1 comment June 30th, 2008
Il timone, quando è ormai ampiamente trascorsa la mezzanotte, va in mano a Simone Cristicchi, che si presenta solo con la sua chitarra. Parla dell’esperienza da neo-papà e introduce “Studentessa universitaria”, per poi passare a “Senza” e “Che bella gente” (scritta con l’abruzzese Momo e proposta a Sanremo 2006). A questo punto, mega sorpresa: Cammariere torna in scena e si siede al pianoforte. La coppia Simone-Sergio ripropone il bellissimo duetto di “Ti regalerò una rosa”, impreziosito ulteriormente dal violino di Olen Cesari. I due ricantano insieme questa canzone per la prima volta dal Festival di Sanremo 2007, dove l’avevano interpretata tra gli applausi scroscianti del Teatro Ariston, la sera prima che Cristicchi si aggiudicasse l’edizione numero 57 della rassegna. Anche il fatto che sia stata Pescara a salutare questo bis, aggiunge ulteriore valore alla festa di “One Year Before”. La serata si conclude idealmente con una battuta di Simone Cristicchi; Ilaria D’Amico gli chiede in che rapporti egli sia con lo sport, e il trentenne romano risponde: «Sono molto bravo a lanciare i coriandoli e a soffiare sulla minestrina!».
[da musicalnews.com]
2 comments June 29th, 2008
Questa sera mi sono trovato per caso a vedere uno spettacolo di rara qualità. Entrare in un bar per prendere una coca e scoprire che dalla porta posteriore si poteva assistere a uno spettacolo live di Simone Cristicchi è un’esperienza che si riesce a provare una sola volta nella vita.
[continua sul blog di ZioRufus]
Add comment June 26th, 2008
Qui potete trovare un’altra intervista “napoletana” a Simone.
[RedazioneSlacciata]
5 comments June 25th, 2008

21 giugno - Parma
Teatro Regio
(omaggio a Piero Ciampi)
con: Samuele Bersani, Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Luca Faggella, La Crus, Pino Marino, Morgan, Marco Ongaro e Bobo Rondelli.
5 comments June 16th, 2008
Diamo il via a Scatti da (s)legare, il concorso fotografico ispirato alle canzoni di Simone!
Le fotografie, che saranno pubblicate sul Blog, dovranno avere come soggetto situazioni, personaggi o luoghi descritti nei brani di Simone, e dovranno essere accompagnate da una breve “didascalia” che indichi a quale canzone ci si riferisce, ad esempio:

“l’isola è un minuscolo
puntino in mezzo al niente…”
– L’Isola -

“barricato nella mia
cameretta al terzo piano…”
– L’Autistico –
Le foto, non più di 3 per ogni partecipante (meglio se di dimensione non eccessiva e in formato .jpg), andranno inviate a RedazioneSlacciata@excite.it con oggetto Scatti da (s)legare, entro e non oltre il 31 agosto 2008.
A chiusura concorso verrà attivato un sondaggio con cui gli Slacciati decideranno le prime 10 fotografie finaliste, che verranno rese note intorno al 10 settembre 2008. Tra queste dieci verranno scelte le tre foto vincitrici. La Giuria, composta dalla RedazioneSlacciata, Max e Simone stesso, proclamerà i tre vincitori il giorno 15 settembre 2008.
I premi… (ebbene sì, abbiamo anche dei premi) verranno svelati più avanti!
Aspettiamo i vostri scatti.
[RedazioneSlacciata]
17 comments June 16th, 2008
controcorrente
Potrei ora tirar fuori le parole “c’era una volta…”, perché a raccontarlo sembra proprio una favola. Ma è vero: c’era un tempo in cui la musica classica non era “classica”, un’epoca in cui l’idea stessa di “musica classica” non esisteva.
Mi spiego meglio: all’epoca di Bach, di Mozart e anche in quella di Beethoven, l’idea che una musica potesse essere “classica” nel senso di incarnare significati tanto elevati e imperituri da essere destinati al rispetto e alla deferenza da parte dei futuri secoli, era in formazione, ma non si era ancora affermata. L’idea che la musica dovesse sopravvivere al luogo e alle occasioni che l’avevano vista nascere, non faceva parte della cultura del tempo. La musica, in un certo senso, veniva quindi presa un po’ meno sul serio (anche se era poi più importante nella vita di molte persone).
Per esempio: nel XVIIImo (e fino agli inizi del XIXmo) la parola “sinfonia” (come la parola “romanzo”, genere letterario nato più o meno nello stesso periodo) era sinonimo di divertimento. Forse nella Vienna di primo Ottocento sono avvenute conversazioni di questo genere: “Sai che domani sera il Signor Beethoven presenta una nuova sinfonia? Andiamo a sentirla? E’ un tipo originale, probabilmente ci divertiremo!”.
Sembra davvero una favola, specie se confrontiamo il pubblico di allora, che voleva divertirsi, che durante l’esecuzione esclamava, “bravo, bello!”. Oppure, “Ma no, non è possibile far così!”. Ecco, se paragoniamo quel pubblico con quello di oggi, che partecipa in religioso silenzio a questo rito di sacralità laica che si chiama “concerto di musica classica”, ci accorgiamo allora che qualcosa forse è andata per il verso sbagliato. Dico così perché spesso la musica dei grandi autori del passato contiene elementi umoristici, ma in sala non ride mai nessuno, forse tutti pensano che a un concerto di musica “seria”, sarebbe sconveniente. Ma la vera profanazione è probabilmente il non farlo.Imporre una maschera di ferro, di assoluta serietà, a musicisti che non erano seri 24 ore su 24 non è forse il modo migliore di onorare la loro arte e il loro spirito. A volte i concerti in cui si presentano musiche allegre e sbarazzine di Vivaldi o burberamente spiritose di Beethoven mi danno un imbarazzo simile a quello degli spettacoli di varietà in cui il comico di turno dice una barzelletta, e però… non ride nessuno.
Non è necessario che insista. Mi avete capito. Mi sarebbe piaciuto davvero vivere all‘epoca in cui la musica classica non si chiamava “musica classica”!
[di Marcello Sorce Keller, da: aasp.it]
PS - Questo post è stato ispirato dal concerto al quale ho assistito ieri sera a Roma. Confesso che durante un movimento della suite di Bernstein (fantastica peraltro l’esecuzione del direttore Andrew Grams) ho avuto un irrefrenabile impulso alla risata (che comunque ho disciplinatamente contenuto).
E’ evidente che concordo con quanto riportato qui sopra, e sono piuttosto infastidito anche io dall’atmosfera troppo spesso innaturalmente funerea che pare dover caratterizzare i concerti di musica classica. Per fortuna ieri c’era anche l’immenso talento di un Stefano Bollani in rigorosa… camicia rossa fuori dai pantaloni e chioma riccioluta raccolta in un asimmetrico codino! Dopo la “Rhapsody in blue”, ha deliziato con “bis” di brani brasiliani (eseguiti all’interno di un… New York Concert!) e divertentissime e virtuose improvvisazioni che hanno finalmente liberato risate ed applausi, altrimenti incatenati nell’incomprensibile galateo da “musica classica”. E anche Bach, Mozart e Beethoven a quel punto hanno certamente sorriso. Ed applaudito.
[Max]
8 comments June 15th, 2008

Nella sezione panoramica “Itinerari” spazio alle Lettere da Volterra (clicca qui)
[Redazione Slacciata]
2 comments June 9th, 2008
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