23.04.2008 Diario di viaggio (e non solo) di Simone Cristicchi.
Oggi è in viaggio con Roberto Angelini. Seguiranno altre foto (inviate via mms da Simone), annotazioni e curiosità. Il tutto in diretta (va beh, quasi).
Ecco l’auto del tour 2008:
E’ un Dodge (furgone americano anni ‘70) che Simone e Roberto hanno comprato in società per rendere più comodi e divertenti gli spostamenti tra una data e l’altra del tour.
(Sempre per un omaggio alla musica di Nick Drake, dopo il concerto di stasera all’OFF di Modena, domani sera Simone e Roberto saranno a Pescara, al Wake Up. Maggiori informazioni si possono leggere anche qui.)
Francesco Musacco (musicista, fonico, arrangiatore e programmatore) collabora da anni (sono anni ed anni!) con Simone Cristicchi. Ecco, abbiamo pensato di proporre qui nel blog senza lacci un esempio di quella tecnica che si chiama “mastering”, e con un semplice gioco.
Qui sotto c’è un video con la cover “Fruit Tree” cantata da Simone e sono alternate le parti masterizzate e non. Bene. Alzate il volume delle casse, fate partire il video e tenete gli occhi chiusi. Apriteli solo ogni volta che percepite una differenza di suoni e poi richiudeteli. Scoprirete così se… avete orecchie da mastering!
Il Mastering è il processo fondamentale per creare il Master di un album musicale partendo dalle tracce ottenute dopo il missaggio. Il Master è la copia dalla quale verranno stampate tutte le altre. Il Mastering ha fondamentalmente due scopi: 1. Amalgamare i brani presenti su un album (a meno che non si tratti di un singolo brano) decidendone la scaletta, le pause tra i brani e uniformandone i volumi, la risposta in frequenza e l’immagine stereofonica. 2. Ottimizzare la resa sonora dei brani rispetto al supporto su cui verrà stampato l’album (cd, dvd, vinile o altro) facendo sì che il disco riesca a suonare al meglio su qualsiasi supporto venga riprodotto.
Auguri dal blog senza lacci alla figlia del… fan of the fans!
Quanta sapienza ho visto nei tuoi occhi grandi, aperti per la prima volta sulle cose intorno. Tutta la sapienza che s’impiega una vita a perdere, nel tentativo di guadagnarla.
Ogni giorno nella regione sudanese del Darfur muoiono 75 bambini con meno di 5 anni, per fame o infezioni e malattie facilmente prevenibili. Quest’anno, la Giornata mondiale per il Darfur è dedicata a loro, ai milioni di bambini a cui la guerra in corso da ormai cinque anni ha tolto ogni prospettiva e futuro. Oggi, sono almeno 4,2 milioni le persone che subiscono direttamente le conseguenze del conflitto, pari a due terzi della popolazione del Darfur, e metà di loro sono bambini. Domenica 13 aprile, migliaia di persone ricorderanno i cinque anni di conflitto in oltre 30 Paesi di tutto il mondo. In Italia, la Giornata mondiale è stata anticipata di un giorno, a causa delle elezioni politiche, con una manifestazione al Colosseo in programma sabato 12 aprile alle 10,30.