A Genzano, io c’ero!
January 3rd, 2008 posted by: Max
Resoconto di Genzano - 28/12/2007
Dato che il 28 mattina dovevo essere a Roma per una visita medica, ne ho approfittato per andare a sentire il Racconto di Natale di Simone. Parto alle 5:20 da casa, fuori è ancora tutto buio. Faccio il pieno e prendo l’autostrada. Mio fratello mi ha prestato il Tom Tom dato che non sono esperta delle strade di Roma e non posso far tardi alla visita medica. Ovviamente mi è servito anche per arrivare a Genzano.
Arrivo a Roma verso le 8:20. Alle 9:40 sono già nuovamente in viaggio, destinazione Genzano di Roma. Sul Navigatore avevo inserito l’indirizzo del “Manicomio”. Ore 10:15 ci passo davanti ma dato che è molto presto vado a fare un giretto per Genzano centro. Posteggio l’auto ed inizia la mia passeggiata tra le vie ed i negozi di Genzano. Sinceramente credevo che fosse meno viva come cittadina, sulla strada principale c’era il mondo!!! Mi attira lo sguardo una strada tutta in salita che finisce davanti ad una chiesa. Una strada fatta di san pietrini che mi ricorda tanto il paese di mia nonna anche se li le strade sono più in salita!!! Mi incammino fino in cima e quasi alla fine ci ho trovato un presepe fatto di sagome, ma non di Orazio e Clarabella, come dice Simone nel suo racconto. La chiesa è chiusa e torno giù.
Oggi è proprio una bella giornata di sole. Io continuo il mio cammino alternandomi da un lato ed un altro della strada. Ho notato che qui devono essere amanti di pane, di pizze al taglio e di salumi, ogni 100mt circa c’è un forno, un salumiere e una pizzeria al taglio! Arrivato mezzogiorno, sono andata a comprarmi un po’ di prosciutto, dato che mi ero portata dietro uno dei miei panini senza glutine. Finisco i miei giri tra i negozi, faccio qualche acquisto e vado in macchina a mangiare. Verso le 15:00 dovrebbero arrivare Federica, Danila ed Antonio, quindi nell’attesa decido di dormicchiare un po’. Arriva la chiamata di Feffe, sono all’istituto. Metto in moto e li raggiungo.
Parcheggio e saluto i miei nipotini slacciati come si deve, oggi faccio la zia! Nel frattempo ci accolgono gli ospiti del manicomio e ci iniziano a far domande del tipo: da dove vieni, come ti chiami, c’hai ‘na sigaretta, ‘na caramella, c’hai ‘n’euro ecc.. Tra di loro riconosco qualche personaggio intervistato da Simone per il suo documentario. Parlando con loro ci regalano tanti sorrisi, baci e abbracci. C’è quello che racconta che è più di 40anni che sta lì e che è originario di Udine, un altro che ci saluta perché dice lo dimetteranno presto perché sta bene.
Poi c’è Francesco che ci racconta delle sue origini calabresi e che non va mai a trovarlo nessuno, ma a lui piace andare a cavallo e racconta di quando lo portavano al maneggio a Viterbo. Gaetano, in abbigliamento militare dalla testa ai piedi. Lui ci racconta di come hanno passato il natale, che hanno fatto il presepe e che stanno già organizzando per la prossima pasqua, dice che lui farà il centurione.
Tra una chiacchera e l’altra inizia ad arrivare gente. Arriva anche uno speudo fotografo, che dopo che ci ha fatto mettere in posa, ci scatta una foto con la sua macchina fotografica fatta di carta e garza. Dopo la foto ci ha chiesto anche i soldi. Arriva anche il pittore, che tra una chiacchiera e l’altra ci fa vedere i suoi ultimi bei quadri. Nel frattempo alla mia nipotina Paddy hanno fatto una dichiarazione d’amore! Ma come hai potuto rifiutarla, oggi ormai TI AMO non te lo dice più nessuno!
Aprono il teatro ed entriamo. Ci fermiamo a vedere gli oggetti di terracotta che producono oltre ad i quadri. Per chi fosse interessato questi oggetti li vendono al mercato a Genzano il martedì. Andiamo a prendere posto. Bei quadri creati dai “Matti” grazie al Laboratorio Il Mattone sono appesi ovunque. Nell’attesa iniziamo a preparare l’armamentario, macchina fotografica, cellulari ed mp3. Piccolo problema, i cellulari non prendono.
Si spengono le luci e si ode una cornamusa dal fondo del teatro. Così sono entrati in scena i musicisti e Simone che hanno attraversato tutto il teatro fino a raggiungere il palco. Inizia così cantando il suo Racconto di Natale. Nella fila dietro la nostra c’è un bimbo che scalpita nel grembo della madre non appena sente la voce del padre.
Simone racconta in prima persona il Natale di Giacomino un bimbo tredicenne romano con la sua letterina a Babbo Natale. Nel racconto si parla del nonno Rinaldo che aveva fatto la guerra in Russia e quando tornò a casa aveva le chiappe bruciate dalla neve. Racconta dei Natale di nonna Selene che faceva l’albero di natale coi mandarini, proprio come mi raccontava mia madre che da piccola faceva l’albero con un rametto di un albero di mandarino con qualche mandarino attaccato e qualche caramella. Mia madre non ha l’età di nonna Selene, ma nei piccoli paesini di campagna poco meno di 50 anni fa si usava ancora fare così.
E’ vero quando dice che per Natale le nonne diventano cuoche per tutta la famiglia riunita, perché i nonni sono “portatori sani” delle tradizioni, non solo quelle culinarie. A casa mia purtroppo non si fa perché le mie nonne stanno lontano e perché credo di essere l’unica che ha le nonne che non sanno cucinare bene!!!
Mentre Simone poi racconta del padre di Giacomino miscredente e della madre incinta, io giro per la sala a far foto e tra una foto e l’altra regalo sorrisi e saluti alle persone con cui ho passato il pomeriggio. Giacomino termina la letterina a Babbo Natale mentre la madre ha le doglie e sta per correre all’ospedale. In Giacomino è già presente il ruolo del fratello maggiore ed infatti aiuta la mamma partoriente nel momento in cui, causa guasto alla macchina, sono fermi al freddo, al gelo ed al tanfo di un McDonald’s, con 2 sagome di Orazio e Clarabella che li riparano dal vento.
…Caro Giacomino, il tuo regalo di Natale è lì davanti ai tuoi occhi, abbi cura del tuo fratellino. Babbo Natale (Nonno Rinaldo)…
Finito il racconto tutti a salutare Simone e consegnare regali vari. Vado fuori perché volevo salutare quei simpatici personaggi di oggi ma non ci sono più perché mi dicono che è ora di cena. Avrei voluto fargli una foto per tenerla per ricordo, peccato. Saluto anche i miei Nipotini, ultima foto all’entrata dell’Istituto, vado alla machina, sintonizzo il navigatore su “Casa Base” e torno a casa.
Credo di essermi fatta 650km circa, credo di non aver detto quello che tutto il pomeriggio mi ero preparata di dire, credo di aver mangiato poco, credo che a Genzano sia difficile trovare un gelato artigianale nelle feste natalizie, credo che la voglia di creare coi colori non mi sia mai passata, credo che in macchina devo smettere di cantare perché sono stonata, e credo che questa giornata resterà nella mia mente per sempre!
Al manicomio di Genzano io ci sono stata.
Daniela - Prato

Slacciati a Genzano con Simone

I tre musicisti del “Racconto di Natale”
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4 Commenti Aggiungi il tuo
1. Daniela - Prato | January 3rd, 2008 at 15:43
rettifica, Marco suona la zampogna! per errore ho scritto cornamusa… Sorry
2. Annalisa | January 3rd, 2008 at 16:01
Grazie, Daniela, per questo racconto delicato e poetico… mi sarebbe piaciuto tantissimo essere anche io là con voi, peccato…!!!
3. ChiaraS | January 3rd, 2008 at 19:00
Il nostro CantAttore ci ha abituati al fatto che tutte le occasioni che lo vedono protagonista abbiano qualcosa di speciale… ma credo che questa, per tanti motivi, sia stata più SPECIALE delle altre. Mi viene da pensare a quegli abbracci, quegli sguardi, parole e gesti forse un po’ strampalati, ma sicuramente più teneri e sinceri di quelli “normali” e quotidiani… mi viene da pensare alle vite di questi “santi silenziosi”, le vite che Simone ci ha raccontato e ci ha insegnato ad amare. Mi viene da pensare a questa storia natalizia sospesa tra fantasia e nostalgia, interpretata in un luogo che a sua volta è sospeso tra sofferenza e “strana” fantasia. E non posso che associarmi alle parole di Annalisa : sì, mi sarebbe piaciuto enormemente essere lì. E fare un bel tuffo in una umanità con la U maiuscola.
Grazie Dani per averci portati con te con leggerezza e sincerità. Un abbraccio.
4. Danila [Paddy] | January 4th, 2008 at 0:31
Zia Dani… ma dire della dichiarazione rifiutata così pubblicamente… oddio, mi vergogno! :p … mi è piaciuto moltissimo il resoconto Dani, davvero ^_^ hai fabbricanto un bello specchio.. anche il quadro genzanese era perfetto, anche se io il bar che faceva il gelato artigianale ieri l’ho trovato! (sì, perchè prima d’andare via io ero troppo curiosa d’andare a Genzano!)
ti sei aggiudicata anche tre bei nipotini quel giorno
E brava la zia!!!
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