Mi chiamo Ida, ho 36 anni
senza lacci
Caro Beppe,
mi chiamo Ida, ho 36 anni. Scrivo questa lettera per chiedere una cosa molto semplice: attenzione da parte dello Stato in cui vivo e del Governo che voto. Attenzione in nome delle leggi che rispetto e delle tasse che pago.
Con questa lettera non voglio commuovere qualcuno, perchè non ho bisogno di compassione. Voglio una risposta a dei “perché”. Per quanto banale possa apparire, io sono nata in una famiglia umile, ma di sani principi. Mia madre operaia, mio padre decoratore. Ma non mi hanno mai fatto mancare nulla, né a me, né ai miei fratelli, educandoci con i valori di rispetto e correttezza. Decisi presto di interrompere gli studi per aiutare il bilancio della mia famiglia, trovando un lavoro. Per anni ho lavorato ed infine mi sono sposata con l’uomo che nel 2000 mi ha donato la luce dei miei occhi, mia figlia Kristal.Diventando mamma realizzo il mio sogno più grande, credendo di non poter chiedere di più a Dio. Quando Kristal compie 18 mesi io e mio marito la portiamo in ospedale perché ancora non cammina. Non lo sapevo, ma quel giorno mi sarebbe caduto il mondo addosso. [...]
[continua su beppegrillo.it]
PS - Segnaliamo le parole di Ida su esplicita richiesta di Simone. Perché l’indifferenza del nostro Stato NON sia la nostra indifferenza.

A volte anche indignarsi e disgustarsi di fronte a queste storie di vita può sembrare retorico… ma ogni volta che leggo cose del genere, mi chiedo nel 2007 in quale Paese CIVILE del mondo una persona è costretta ad implorare e finanche ad abdicare alla propria dignità pur di vedere riconosciuti dei diritti più che sacrosanti, come quello ad un lavoro e ad una assistenza sociale degna di questo nome.
Giusto Max… rimbocchiamoci le maniche… anche nel nostro piccolo… grazie a te e grazie a Simone per la sensibilità che dimostrate sempre…
Commento di ChiaraS — 3 Dicembre 2007 @ 10:14
Anch’io mi sento molto indignata. Io chiedo invece più rispetto per tutto e per tutti.
Commento di Michela — 3 Dicembre 2007 @ 21:00
Ti sono vicina Ida, nello stesso desiderio di rispetto e giustizia, purtroppo ancora negato.
Commento di Cristiana — 4 Dicembre 2007 @ 3:41
A torino,ieri.
Pubblico emozionato e attento..
Servirà?
Molto più che una lettera,è vita vera.
Dev’esser chiaro!!!!!!
Commento di Agnese — 4 Dicembre 2007 @ 16:32
Fare ciò che si può nel nostro piccolo sperando che chi può fare qualcosa in grande un giorno inizi a tirarsi su le maniche…noi siamo una goccia , ma qualcuno è quasi il mare, se il mare non accoglie la goccia, la goccia si asciuga..
Commento di elis@ — 5 Dicembre 2007 @ 11:26
Stamattina casualmente prima di andare a lavoro mentre guardavo UnoMattina ho visto Ida la mamma di Kristal mentre la intervistavano. E’ intervenuto anche Simone telefonicamente, ma i tempi televisivi hanno interrotto sia Simone che Ida perchè il tempo era scaduto. Secondo me avrebbero dovuto concederle uno spazio più ampio. Speriamo che almeno qualcuno possa offrire ad Ida un lavoro.
Commento di Daniela - Prato — 10 Dicembre 2007 @ 9:21