Laurea in scienza della disoccupazione

November 21st, 2007 posted by: Max

generazione fantasmi

Di ieri mattina una lettera all’Unità in cui una giovane laureata ventisettenne chiedeva una raccomandazione al Presidente Napolitano. In tono polemico ma estremamente cortese, la giovane lamentava quanto fosse difficile al giorno d’oggi trovare lavoro in Italia, con una laurea conseguita a pieni voti, master e stages. Ricorrendo nell’assurdità di essere scartati o per eccesso di qualifiche o mancata esperienza.

Un cane che si morde la coda, che per quanto si dimeni mancherà sempre di ragione. Una storia su tutte in un’Italia fatta di mani che si stringono e inciuci di palazzo, che altro fare se non conformarsi al sistema? In allegato alla lettera la nostra laureata precaria, come cantava Cristicchi, invia Cv e lo fa rivolgendosi alla più alta carica dello stato.

[da rivistaonline.com]

leggi la lettera…

Caro Presidente Napolitano,
sono una ragazza di ventisette anni, laureata da tre, e Le scrivo questa lettera per chiederLe una raccomandazione. Da quando ho concluso i miei studi universitari sono all’incessante ricerca di un lavoro ma ho potuto tristemente constatare che nel nostro Paese è quasi impossibile entrare nel mondo lavorativo unicamente per le proprie capacità e per la preparazione di cui si dispone.

Mi sono sempre battuta per affermare quelli che ritenevo e ritengo i giusti diritti e per la meritocrazia, rifiutando compromessi e scorciatoie che andassero in altre direzioni, seppur più convenienti. Ho avuto qualche occasione per scavalcare selezioni e graduatorie ma, volendo confidare unicamente in me stessa e nel mio curriculum di tutto rispetto, ho sempre optato per la correttezza che mi è stata insegnata e che è parte integrante di me.

Ora, però, ho l’assoluto bisogno di avere uno stipendio con cui mantenermi e, dato che non vivo esclusivamente d’aria e di ideali, devo prendere atto della realtà e cercare la mia strada che mi porta dritta dritta a Lei.

Le confesso che è, a dir poco, sconcertante assistere giornalmente a dibattiti politici e schermaglie in Parlamento sulla durata del Governo Prodi, su compravendite di senatori, nuove pseudoalleanze e dichiarazioni al vetriolo di leader delegittimati. Il tutto condito ad arte con le armi di distrazione di massa che rispondono di volta in volta al nome di “delitto di Cogne”, “caso di Garlasco” e ultimamente “omicidio di Perugia”. Posso dire che, nonostante una mia collaudata capacità di fare zapping affinata con gli anni, non riesco a sfuggire da plastici e ricostruzioni minuziose (oltre che da commenti qualunquisti) che mi rendono informatissima, mio malgrado, su tracce ematiche su pedali di biciclette, pentolini e coltelli.

Politica e informazione non sono mai stati così lontani da me e dalle mie effettive esigenze. In primis, trovare un lavoro. Nelle rare occasioni, poi, in cui si cerca di affrontare il tema della disoccupazione giovanile ci si concentra esclusivamente sulla precarietà del lavoro, intesa come durata dell’impiego. Quando si parlerà anche dell’accesso al mondo lavorativo che al giorno d’oggi è impossibile?

Con una laurea in Lettere con votazione di 110/110 con lode, due master e diversi stage all’attivo sono disoccupata da tre anni, non certo per una mia mancanza di iniziativa, sacrificio e determinazione. Le porte per me sono chiuse per due motivi, paradossalmente opposti: 1) sono troppo titolata e la busta paga che mi spetterebbe sarebbe un onere eccessivo per un datore di lavoro che mi assumesse per un primo impiego 2) non ho abbastanza esperienza.

Se non fosse una situazione pesante, non dovessi fare i conti a fine mese con il pagamento di un affitto e con la necessità di chiedere ancora a mia madre di mantenermi, troverei il tutto addirittura divertente. Un non-sense all’italiana. Come uscire dal tunnel dei “bamboccioni per scelta altrui”?

Vista l’innata sensibilità del Ministro Padoa Schioppa forse mi sarei potuta rivolgere a lui ma temevo che con venti euro e un’allegra pacca sulla spalla mi avrebbe spronato a cercare una soluzione da sola. Quindi mi rivolgo a Lei e Le chiedo pubblicamente di raccomandarmi, allegando il mio curriculum cosicchè possa sapere qualcosa in più su di me.

La ringrazio anticipatamente per la “grazia” che spero mi concederà e le invio i miei saluti.

In fede
Lidia Mancini

Postato in: GenerazioneFantasmi

6 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. Elisa  |  November 21st, 2007 at 23:28

    il punto è che sei o una laureata precaria, o una lavoratrice che si fa un mazzo (per non dire altro) come una casa per guadagnare il minimo essenziale per la sopravvivenza….

  • 2. ChiaraS  |  November 22nd, 2007 at 10:17

    Tragicomica questa lettera… tragicomica come questa realtà lavorativa che ci costringe, disperati, a sperare ogni giorno. Tragicomica come l’assoluta perdita di significato della parola “meritocrazia”. “Adda passa’ ‘a nuttata”… ma passerà mai ??

  • 3. Antonella  |  January 13th, 2008 at 21:41

    anche io sono disoccupata da anni, laureata nel dicembre 2003 ho fatto tutti i lavori più perditempo che esistano e ora da un anno non mi prende piu nessuno. vedo, pero’, i raccomandati che nel comune vengono assunti a tempo indeterminato con il diploma.

  • 4. Gianni  |  May 29th, 2008 at 16:58

    Anche io sono nella stessa situazione dell’amica che scrive la lettera, oggi essere un laureato è un fattore discriminante, non servono più a nulla o quasi master e stages, dopo la maggior parte di noi si ritrova per strada.
    Ho fatto qualche esperienza grazie a conoscenze ma vi assicuro che chiedevano tanto e davano poco ma molto poco e non parlo solo dal punto di vista economico, ma proprio a livello personale, sembrava ti stessero facendo un grosso favore…non si da nulla senza ricevere.
    Ho 29 anni anche io laureato da tre…e sono molto depresso non so più cosa fare!!!!!

  • 5. Pam  |  September 23rd, 2008 at 17:23

    Non so come son finita su questo blog….forse perchè di “disoccupazione giovanile” non se ne parla da nessuna parte!!!! Tutti questi talk show in tv impegnati a discutere su veline e calciatori piuttosto che casi di cronaca che non ritengo rilevanti per la vita di un paese (es. caso Cogne)….

    Ma di noi giovani chi ne parla? e dove siamo? della nostra situazione di disagio e precarietà chi ne parla? Chi davvero è deciso ad affrontare un problema che ritengo primario, perchè riguarda il nostro immediato e futuro?

    Ho 26 anni, laureata nel 2006, ho vissuto un anno all’estero (Australia) e da poco son tornata convinta che il miofuturo fosse qui, in Italia, nel paese in cui son nata, vissuta, in cui ho studiato e dove vive la mia famiglia…..invece mi sbagliavo…..trovo solo lavoretti di poco conto e per poco tempo, tanto per tenersi occupati e racimolare qualcosa economicamente…..su internet spopolano i siti di aziende che offrono stage a cui allegano l’illusoria opportunità di un inserimento effettivo in azienda dopo mesi di lavoro gratis….e poi ci sno i cosiddetti contratti di collaborazione….sono davvero delusa da questo sistema…..e continuo a chiedermi perchè nessuno ne parli….mah…..poi dicono che i giovani e ne vanno all’estero…..e perchè nessuno si chiede perchè?

  • 6. Angela  |  October 6th, 2008 at 18:10

    Io ho 24 anni e sono laureata da soli 3 mesi, quindi a tutti gli effetti sono una neolaureata più che una disoccupata!..ma sono già depressa perchè so perfettamente quale sia la giungla che mi sta aspettando..Credo ancora nella meritocrazia,perchè è grazie a questo che ho potuto studiare(a suon di borse di studio per merito), ma ho già capito che il mondo del lavoro è diverso!..ci saranno tempi migliori?

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