«Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un “vendicatore” capace di riparare torti e ingiustizie […] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo» (Enzo Biagi)
Volevo condividere con voi queste emozioni a caldo che ho scritto dopo lo spettacolo al parioli del 19 ottobre… purtroppo non sono riuscita ad esserci il sabato e ad incontrare tutti gli altri slacciati… ma volevo comunicare a Simone ciò che ancora una volta mi ha donato…
“…Torno ora dal tuo spettacolo ed ho ancora impresse nella mente le tue espressioni, le pose, la commozione che hai nel comunicare… commozione che ad un certo punto è diventata anche la mia… Potrei scrivere tanto tanto tanto tanto tanto;) ma ciò che voglio esprimerti è più o meno racchiuso in un immenso grazie…
- perchè su quel palco tu non eri più Simone, eri tutte quelle persone che sono rimaste intrappolate nella sofferenza.
- scivolate nell’oblio, molte si sono dimenticate anche di loro stesse ma stasera hanno avuto in te una voce con cui parlare ed un corpo con cui muoversi, “librare in volo”.
- perchè, in quelle posture rigide e nei movimenti stereotipati che tu hai saputo immedesimare con naturalezza, ci ho rivisto “i miei matti” , che sono per me degli amici, dei modelli, degli “eroi silenziosi “.
- perchè ti sento vicino: hai portato sul palco una denuncia che sento e che sentirò per sempre mia, una piccola battaglia iniziata con la tesi e che caratterizza le mie giornate, i miei discorsi ed il mio modo di percepire le cose… la stessa inquietudine, irrequietezza …la voglia di cercare dall’altra parte del cancello…
Buonanotte, ti mando un abbraccio, che sia il più empatico possibile “