Al CIM_Parioli, io c’ero! (4/5)
November 4th, 2007 posted by: Max
[di ChiaraS]
Quello che è accaduto, da quel momento in poi, non credo d’avere le parole giuste per raccontarlo. E, ne sono convinta, non ci riuscirei. I fotogrammi sono nitidi, come quelli di una pellicola cinematografica ad alta definizione… ricordo una infinita teoria di “ragazzi di tutte le età” che camminano in una ordinatissima fila per le strade di Roma, sottobraccio, per mano, in qualsiasi modo, e ricordo a capo di questa fila un giovane Artista, come il Maestro con i suoi studenti; ricordo i visi stupefatti e divertiti dei cittadini romani, che c’indicavano chiedendosi chi fossimo e dove stessimo seguendo Simone; ricordo uno dei camerieri che lo lascia entrare e ci chiude dietro la porta del ristorante, pensando forse che lo stessimo assediando a caccia di autografi e foto; le facce dei commensali seduti all’esterno, quando Max ci prega di entrare; la saletta interna, il lungo tavolo centrale e i due laterali, di fatto un tavolo unico, perché mai come stasera non esiste distanza materiale sufficiente ad allontanarci.
E poi ricordo scherzi, risate continue, battute, scatti col cellulare, bicchieri che si riempivano misteriosamente di Nero D’Avola come fosse acqua, irresistibili vocette da cartone animato, pezzi di focaccia volanti, suonerie a dir poco curiose, autografi sui tovaglioli, fumetti disegnati in spazi cartacei improbabili, tante dediche, appelli improvvisati, brindisi ogni due per tre, applausi fuori contesto, imbarazzanti risposte al telefonino “tramite terzi” (vero Federica?), l’impossibilità di ingurgitare qualsivoglia alimento perché in preda ad incontenibile, meravigliato divertimento, foto fintamente “rubate”, matitone di gommapiuma a serio rischio, “cazzarismo” a piene mani, assolutamente delirante… ma anche discorsi finali carichi di commovente affetto, di gratitudine fuori retorica, di meraviglia di fronte a qualcosa di tanto bello e soprattutto tanto VERO… di desiderio autentico di vivere ancora tantissimi momenti del genere.
Simone prende la parola per ultimo… adesso sì, che è difficile continuare a scherzare, per quanto sia impossibile non farlo. E quello che lo abbraccia, alla fine, è un ulteriore, caldissimo applauso, che va molto oltre il rumore delle mani che battono.
Fuori dal ristorante è una infinita teoria di saluti, ma soprattutto di abbracci. Tra di noi, con Simo. C’è ancora tempo per parole sussurrate, per “grazie” tra malinconia ed enorme gioia, per stringerci forte come a voler portar via con sé, ognuno di noi, una piccola parte di quei cuori, di quei sorrisi, di quegli istanti. Ad un certo punto si fatica a capire chi sia a trattenere chi… ma in una notte come questa non c’è più nulla di cui stupirsi, ormai.
Nonostante siano ormai le due e mezza, Simo non si risparmia, non si sottrae alle nostre “coccole”, e la sensazione che più di tutte ci riempie il cuore è quella che forse anche noi, nel nostro piccolo, siamo riusciti a regalargli qualcosa che lo abbia reso felice. Lo lasciamo andare, perché ci tocca andare. Di nuovo un piccolo groppo in gola. Ma non siamo soli… e i groppi degli Slacciati presenti si annullano l’uno con l’altro tra i sorrisi e le promesse di ritrovarci tutti, quando si ripartirà. Le macchine ci attendono… salutiamo Max, ufficialmente l’Ombra più indispensabile e meno “scura” che ci sia al mondo… gli facciamo promettere che terrà sempre d’occhio Simone… anche per noi. E lo ringraziamo, ancora. Perché, come anche Simo nel suo piccolo discorso ci ha tenuto a sottolineare, ciascuno dei suoi più stretti compagni di viaggio, da Giampi, a Stefano, allo stesso Max, è stato parte essenziale, fondamentale, della costruzione di un mondo così realmente bello.
Torniamo a casa… due ore di viaggio notturno, fino alle cinque e mezza del mattino… due ore di viaggio ancora intrise di divertimento, nonostante la stanchezza. Ancora intrise di incredulità, nonostante le macchine fotografiche ci dimostrino che è stato tutto assolutamente reale. Si parla, si sonnecchia, si ride, si ricorda… e si gioisce di stare portando a casa, ancora una volta, un bagaglio di enorme ricchezza.
continua…
Postato in: Io c'ero!
5 Commenti Aggiungi il tuo
1. Antonio | November 4th, 2007 at 9:46
Che bei momenti….grazie! e grazie a te Chiara ke in queste bellissime righe sei riuscita perfettamente a trasmettere l’atmosfera surreale di quegli istanti, il ricordo sembra farti toccare il cielo con un dito….grazie…
2. Rosa | November 4th, 2007 at 10:38
Chiara,mi fai venire i brividi quando leggo i tuoi “riassunti”!
3. micolina | November 4th, 2007 at 11:46
Anche questa volta sei riuscita a far rivivere quelle sensazioni indescrivibili! Ricorderò per sempre il Simone Cristicchi di quella sera, che passava sotto i tavoli, riempiva bicchieri e.. “ce l’hai una sigaretta..??!!?”
Ancora ho dentro di me un senso di stupore e di incredulità che raggiunge il culmine quando guardo quella giustificazione per greco, fatta dal grande professor Rufus!! Porterò sempre dentro di me quell’abbracio incredibile, pieno di affetto,e quel grazie sussurrato tra me e Simone. Persino adesso mi sembra di essere ancora lì, con tutti voi, di non essermne mai andata..
In quella serata al limite della realtà ho scoperto un mondo nuovo, fatto di persone fantastiche,perciò volevo ringraziarvi, tutti voi che avete contribuito a rendere unica la notte del 20 ottobre, il mitico Max e , naturalmente, Simone, il nostro massimo comun divisore! Baci Micòl
4. Alina | November 4th, 2007 at 14:51
Lascio il mio penultimo commento a questo bellissimo racconto…non voglio dire troppo perchè mi dilungherò nell’ultima parte (Attenti a voi!), ma una cosa Chiarè, ci tengo a dirla e a ricordartela… IL TRIO NN SI SCIOGLIERA’ MAI!!!
Un bacione
5. Marialaura | November 4th, 2007 at 18:41
Grazie, Chiara! Credo che con il tuo splendido resoconto tu abbia reso perfettamente l’idea e le emozioni di tutti noi…e certamente riportarle scrivendo, tanto sono state forti, non dev’essere stato facile
baci
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