Al CIM_Parioli, io c’ero! (2/5)

November 2nd, 2007 posted by: Max

[di ChiaraS]

Si ritorna al teatro… ma prima ci corre incontro un altro gruppo di Slacciati… sono volti noti, notissimi, e pazienza se quelli sono i primi abbracci… quello che si sente “addosso” è di essersene scambiati già mille altri… di aver condiviso già tanto… di essere parte della stessa avventura, forse da sempre. Lo si legge negli sguardi, nei sorrisi, nelle coccole, nelle battute… nella voglia di non sprecare nemmeno un attimo di questa serata che di minuto in minuto diventa più piena, più dolce, più intensa.

Davanti all’ingresso, nuovi visi, nuove strette, nuovi sorrisi spalancati… riempiamo il foyer, è una marea di voci festanti, di abiti colorati, di pensieri che si confondono, caoticamente entusiastici… l’attesa cresce, dalla porta chiusa alle nostre spalle si sentono nitidamente le note dei musicisti che provano. Poi tocca anche a loro la meritata pausa… passano Andrea, Olen, Valter… saluti e sorrisi anche con loro, vagamente stupefatti dalla fiumana Slacciata!

Sono le 21, finalmente si entra… il celebre Teatro Parioli è piuttosto piccolo di dimensioni, ma ciò non toglie nulla al suo prestigio… il fascino incredibile delle poltrone rosse, del palco di legno, del sipario, poco ha a che fare con la metratura. Ed è, inevitabilmente, emozione. Prendiamo posto… tutti vicini, come previsto… ad un passo dalla scena… ancora foto (rigorosamente senza flash… le maschere prendono molto seriamente il loro ruolo di “controllori implacabili” !!!), ancora chiacchiere. Scorgiamo in platea Mariella Nava e Pino Quartullo… fa sempre un certo effetto pensare che in qualche modo ci possa essere uno scambio, seppur solo a livello emotivo, tra colleghi artisti. Arriva il momento di cominciare….

… gli sguardi fissano, attenti, la scena. Le luci si abbassano… per poi rialzarsi come un velo leggero e suggestivo. Sullo sfondo i musicisti, in primo piano una panchina, una valigia, la sediolina gialla. Eccolo, Simo… lui, il suo abito da postino, ed il carretto pieno di lettere, di parole, di pensieri, di disperazione, di speranze. Quello che ha inizio è un vero e proprio cammino fra i sentimenti più autentici di persone alle quali era stato fatto istituzionalmente divieto di provarne. Ed è un cammino di un realismo che in più punti sbigottisce, prendendo profondamente non solo al cuore, ma anche allo stomaco.

Lo stile è asciutto, essenziale, come necessariamente deve essere uno spaccato di vita vera. Le caratterizzazioni sono assolutamente magnifiche : i due attori, Tommaso ed Emiliano, danno vita a due personaggi-non-personaggi… ogni singolo gesto, ogni loro espressione, fosse pure un battito di ciglia, ogni respiro, ogni parola, non riescono a lasciare indifferenti neppure volendo. Il palco stesso, dopo pochi minuti, sembra quasi scomparire… non esiste finzione scenica, non esistono trucchi. Solo persone, con il loro dolore, la loro esistenza con la e minuscola, le loro voci che restano silenzi, anche quando gridate.

Simone, dal canto suo, lega i vari momenti ed i vari dialoghi riuscendo a mescolarsi alla perfezione con dei professionisti della recitazione… e moltiplica i sentimenti in scena con il magico potere delle note. Francamente struggente “La risposta” in apertura di spettacolo… sussurrata, quasi soffiata nell’aria… come se volesse entrare, sottoforma di vento, in ognuno di noi, suggerendoci con leggerezza ed intensità dove dovremmo cercarla. Altrettanto struggente, a mio parere personale la punta artisticamente più alta, l’interpretazione de “L’uomo coi capelli da ragazzo” di Fossati… gesti delicati, carichi di un affetto timoroso, incerto, carichi di una paura malcelata, di un senso perenne di equilibrio instabile, sintomi inevitabili di un disagio troppo spesso più provocato che sentito.

Simone gioca molto con la sua voce, come gli abbiamo visto e sentito fare molte volte, ma questo non vuol dire che al momento giusto, come in questo caso, non sappia dosarne precisione, calore, intensità. E regalare tre minuti di autentica poesia.

Non mancano, a spezzare la tensione emotiva, le occasioni per sorridere, che vengono dai tragicomici e surreali siparietti con gli altri due attori… può sembrare strano, e soprattutto fuori posto… ma il meccanismo ilare che alcuni istanti dello spettacolo innescano non è assolutamente disomogeneo, rispetto alla componente “drammatica”. Insomma, non si ride DELLA follia, ma PER essa… per quelle barriere che crollano, quando non c’è più la fredda ragione a fare da filtro… per quei pensieri che scivolano via dritti filati, come nei bambini… e anche in questo caso la musica di Simone si fa protagonista tra i protagonisti… lasciandoci a bocca aperta quando “I will survive” spunta a colonna sonora tra le parole di una delle lettere.

Drammatico e comico sembrano fare a cazzotti… il pubblico si lascia trascinare entusiasta e si stupisce, positivamente, dei bruschi cambi di registro nell’ambito di uno stesso pezzo. Ma in quel racconto di vita, non sono ammessi sentimenti compartimentati. E allora ben venga anche il “folle ballo” dei tre sul finale della canzone. Un momento di libertà. E, chissà, forse anche di gioia.

continua…

Postato in: Io c'ero!

4 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. micolina  |  November 2nd, 2007 at 10:48

    Chiara hai proprio ragione quella serata è stata veramente fantastica, soprattutto per me, che vi ho conosciuto per la prima volta!! Anche io, nell’entrare al Teatro Parioli, sono stata avvolta come da un’ ondata di calore e di affetto, ho visto tanti volti nuovi, ma in qualche modo, mi sembrava di conoscervi già tutti…
    Poi quando siamo entrati, lì, nelle prime tre file, che emozione!!! Grazie Chiara per questo resoconto a puntate, è bello viaggiare con i ricordi!
    Un bacione affettuoso , Micòl

  • 2. Alina  |  November 2nd, 2007 at 20:17

    Ho notato ora che questo è si il secondo stralcio di racconto, ma che ne seguiranno altre tre parti… Mi sbagliavo… questo non è tipo Beautiful…è proprio uguale!!!! Scherzi a parte, si attendono le restanti parti!
    Un bacione

  • 3. Eliana  |  November 2nd, 2007 at 22:29

    Beautiful parte seconda…:). Chiarina, quello che penso del tuo modo di scrivere già lo sai quindi…bella tu ;)

  • 4. Enzo  |  November 2nd, 2007 at 23:04

    Cara Chiara ESSE PUNTO (come ti ho chiamata la sera del 20 ottobre al teatro Parioli all’incontro degli slacciati della prima, seconda e terza generazione -in attesa della quarta- con il Cantante-Poeta Simone) sto seguendo con molto entusiasmo questa tua narrazione dei fatti, delle emozioni, dei sorrisi, delle foto, degli abbracci, delle belle e genuine risate (e chi più ne ha, più ne metta) di quella indimenticabile serata, che rimarrà per sempre nei nostri cuori. Apprezzo molto il tuo modo di scrivere, che riesce a trasmettere in maniera efficace i sentimenti di noi slacciati presenti, contrariamente ai tuoi dubbi di inizio resoconto. A ben risentirci alla fine del racconto. Un abbraccio.
    Enzo, papà slacciato di Paddy

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