Archive for November 2nd, 2007

Il diario del viaggio

Il diario? è il diario che in questi mesi ha girato per l’Italia, concerto dopo concerto… raccoglie i pensieri, le emozioni, le situazioni vissute dagli Slacciati durante le trasferte… è il regalo di Elis@ per Simone… se ricordi, a Roma, la sera del concerto alla Sapienza, anche tu avevi potuto sfogliarlo e lasciare il tuo pensiero su una pagina… a Bagnolo, Elisa ha deciso di far terminare il suo lungo viaggio, rendendolo a Simone…

un abbraccio!
Olimpia

9 comments November 2nd, 2007

Sfondi che cambiano

curiosità

4 comments November 2nd, 2007

Dottoressa slacciata

curiosità slacciate

Elisa si è laureata con una tesi… “slacciata”.
Ed anche con questo sondaggio.

Ciao ragazzi, una lettera per ringraziarvi tutti quanti. Tutto è iniziato sentendo “Ti regalerò una rosa” al Festival di Sanremo. Lì è iniziata la mia avventura…

Grazie alla mitica Lohanna ho avuto modo di conoscere le realtà che Simone raccontava nella sua opera completa e così la decisione di farci una tesi di laurea. Visite nei CIM, concerti di Simone, dvd, libro e teatro… Il tutto vissuto personalmente alla ricerca del come, un cantante, possa avvicinare il pubblico a una tematica come la follia. Mi sono confrontata con lo stesso Simo, un Artista completo, che mi ha indirizzata, consigliata e supportata.

Ringrazio Stefano Iacovitti, che è stato il mio ponte di collegamento per i vari incontri e ha sopportato le varie telefonate, Gianluca Guido, Max, per il sondaggio che è presente nella tesi e più di tutti, appunto, Lohana, mia tutor e supporter psicofisico ;) Inoltre ringrazio voi slacciati che avete aiutato con i vostri commenti ad approfondire la mia ricerca…

E’ inutile dire che il grazie più grande lo devo a Simone, che ha aperto gli occhi e avvicinato persone ad un dramma che in Italia, come nel resto del mondo esiste. Grazie Simone per non essere solo un semplice cantante di canzonette, per avermi emozionato anche nell’ultima tappa del CIM a Bagnolo (RE) e per essere parte viva del mio percorso di studi e, perchè no, per essere entrato nel cuore di tutti noi.

Eli

5 comments November 2nd, 2007

Al CIM_Parioli, io c’ero! (2/5)

[di ChiaraS]

Si ritorna al teatro… ma prima ci corre incontro un altro gruppo di Slacciati… sono volti noti, notissimi, e pazienza se quelli sono i primi abbracci… quello che si sente “addosso” è di essersene scambiati già mille altri… di aver condiviso già tanto… di essere parte della stessa avventura, forse da sempre. Lo si legge negli sguardi, nei sorrisi, nelle coccole, nelle battute… nella voglia di non sprecare nemmeno un attimo di questa serata che di minuto in minuto diventa più piena, più dolce, più intensa.

Davanti all’ingresso, nuovi visi, nuove strette, nuovi sorrisi spalancati… riempiamo il foyer, è una marea di voci festanti, di abiti colorati, di pensieri che si confondono, caoticamente entusiastici… l’attesa cresce, dalla porta chiusa alle nostre spalle si sentono nitidamente le note dei musicisti che provano. Poi tocca anche a loro la meritata pausa… passano Andrea, Olen, Valter… saluti e sorrisi anche con loro, vagamente stupefatti dalla fiumana Slacciata!

Sono le 21, finalmente si entra… il celebre Teatro Parioli è piuttosto piccolo di dimensioni, ma ciò non toglie nulla al suo prestigio… il fascino incredibile delle poltrone rosse, del palco di legno, del sipario, poco ha a che fare con la metratura. Ed è, inevitabilmente, emozione. Prendiamo posto… tutti vicini, come previsto… ad un passo dalla scena… ancora foto (rigorosamente senza flash… le maschere prendono molto seriamente il loro ruolo di “controllori implacabili” !!!), ancora chiacchiere. Scorgiamo in platea Mariella Nava e Pino Quartullo… fa sempre un certo effetto pensare che in qualche modo ci possa essere uno scambio, seppur solo a livello emotivo, tra colleghi artisti. Arriva il momento di cominciare….

… gli sguardi fissano, attenti, la scena. Le luci si abbassano… per poi rialzarsi come un velo leggero e suggestivo. Sullo sfondo i musicisti, in primo piano una panchina, una valigia, la sediolina gialla. Eccolo, Simo… lui, il suo abito da postino, ed il carretto pieno di lettere, di parole, di pensieri, di disperazione, di speranze. Quello che ha inizio è un vero e proprio cammino fra i sentimenti più autentici di persone alle quali era stato fatto istituzionalmente divieto di provarne. Ed è un cammino di un realismo che in più punti sbigottisce, prendendo profondamente non solo al cuore, ma anche allo stomaco.

Lo stile è asciutto, essenziale, come necessariamente deve essere uno spaccato di vita vera. Le caratterizzazioni sono assolutamente magnifiche : i due attori, Tommaso ed Emiliano, danno vita a due personaggi-non-personaggi… ogni singolo gesto, ogni loro espressione, fosse pure un battito di ciglia, ogni respiro, ogni parola, non riescono a lasciare indifferenti neppure volendo. Il palco stesso, dopo pochi minuti, sembra quasi scomparire… non esiste finzione scenica, non esistono trucchi. Solo persone, con il loro dolore, la loro esistenza con la e minuscola, le loro voci che restano silenzi, anche quando gridate.

Simone, dal canto suo, lega i vari momenti ed i vari dialoghi riuscendo a mescolarsi alla perfezione con dei professionisti della recitazione… e moltiplica i sentimenti in scena con il magico potere delle note. Francamente struggente “La risposta” in apertura di spettacolo… sussurrata, quasi soffiata nell’aria… come se volesse entrare, sottoforma di vento, in ognuno di noi, suggerendoci con leggerezza ed intensità dove dovremmo cercarla. Altrettanto struggente, a mio parere personale la punta artisticamente più alta, l’interpretazione de “L’uomo coi capelli da ragazzo” di Fossati… gesti delicati, carichi di un affetto timoroso, incerto, carichi di una paura malcelata, di un senso perenne di equilibrio instabile, sintomi inevitabili di un disagio troppo spesso più provocato che sentito.

Simone gioca molto con la sua voce, come gli abbiamo visto e sentito fare molte volte, ma questo non vuol dire che al momento giusto, come in questo caso, non sappia dosarne precisione, calore, intensità. E regalare tre minuti di autentica poesia.

Non mancano, a spezzare la tensione emotiva, le occasioni per sorridere, che vengono dai tragicomici e surreali siparietti con gli altri due attori… può sembrare strano, e soprattutto fuori posto… ma il meccanismo ilare che alcuni istanti dello spettacolo innescano non è assolutamente disomogeneo, rispetto alla componente “drammatica”. Insomma, non si ride DELLA follia, ma PER essa… per quelle barriere che crollano, quando non c’è più la fredda ragione a fare da filtro… per quei pensieri che scivolano via dritti filati, come nei bambini… e anche in questo caso la musica di Simone si fa protagonista tra i protagonisti… lasciandoci a bocca aperta quando “I will survive” spunta a colonna sonora tra le parole di una delle lettere.

Drammatico e comico sembrano fare a cazzotti… il pubblico si lascia trascinare entusiasta e si stupisce, positivamente, dei bruschi cambi di registro nell’ambito di uno stesso pezzo. Ma in quel racconto di vita, non sono ammessi sentimenti compartimentati. E allora ben venga anche il “folle ballo” dei tre sul finale della canzone. Un momento di libertà. E, chissà, forse anche di gioia.

continua…

4 comments November 2nd, 2007

20 ottobre 2007 (1)

[foto di Annalisa]

9 comments November 2nd, 2007


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