Archive for October 22nd, 2007

Al teatro Parioli, io c’ero!

Ancora una volta è riuscito ad emozionarmi, a farmi ridere, a farmi indignare, a farmi recuperare energie, stimoli e fiducia.

Questo è per me Simone Cristicchi. Un’iniezione di energia. Colui che riesce a farmi “volare” e sognare pur con i piedi ben saldi per terra. Ammiro Simone perchè è sempre fedele a se stesso. Perchè ha un progetto in testa e lo porta avanti. I successi e la popolarità gli hanno solo permesso di raccontare questo suo progetto ad un numero sempre maggiore di persone, ma non lo hanno contaminato o “deviato”. Ammiro Simone per la sua semplicità e per il coraggio con cui porta avanti le sue idee.

Ricordo ancora la prima volta che l’ho avuto davanti di persona. Non sapevo molto di lui. Avevo sentito “Vorrei cantare…” e poco altro. A pelle mi stava simpatico ma di lui sapevo davvero poco. Prima dell’intervista nel nostro “studio” di Sanremo (era il Festival del 2006), avevo fatto un giro su internet per farmi un’idea più completa ed ero inciampata proprio in voi…nel Cristicchiblog. E’ lì che ho cominciato a scoprire il mondo di Simone Cristicchi. Quel mondo fatto di persone vere, che vivono la vita in un modo vero. Poi ho visto lui, l’ho sentito parlare, l’ho sentito suonare la chitarra. E lì, come per magia, sono stata subito risucchiata in quel mondo.

Qualcosa è scattato di nuovo un paio di mesi dopo quando ha accettato il mio invito ed è venuto a trovare i pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma. Lì ho imparato a conoscerlo anche attraverso i LORO occhi e quel che ho visto mi è piaciuto moltissimo. Un’emozione fortissima. Poi, a proposito di emozioni, ricordo l’emozione più grande. Quest’anno a Sanremo. Prove generali della prima serata del festival. La prima volta che ho sentito “Ti regalerò una rosa”. Poi la prima volta che ho letto il suo libro e la prima volta che ho visto il documentario che ha realizzato. Qualcosa è scattato in me. Ho capito che basta volerlo. Che anche io, nel mio piccolo, ho la possibilità attraverso il mio lavoro di lanciare dei messaggi, di fare qualcosa di concreto e di importante… pur nella sua piccolezza.

Ho capito il senso di quella frase di Giorgio Gaber che Simone ripete spesso nei suoi spettacoli: ci sono artisti che passano alla storia…altri che preferiscono passare alla cassa. Io di certo non passerò alla storia, ma neanche passerò mai alla cassa!!

E ringrazio Simone per la serata di ieri al Teatro Parioli. La sua emozione autentica è contagiosa. Vedere cosa riesce a portare in scena e cosa, quella scena, è in grado di trasmettere al suo pubblico, mi riconcilia con la vita e con il genere umano.

Daniela

12 comments October 22nd, 2007

I Gogmagog a Firenze

Un’occasione per rivedere in scena i bravissimi attori Emiliano Terreni e Tommaso Taddei (Gogmagog):


[foto: Luciana Morbelli]

Mercoledì 24 ottobre
Ulisse Barnum/Area San Salvi
ore 16. 30/19.00

ART THERAPY ITALIANA
Workshop di Arte e Danza Movimento Terapia
“L’Arte Terapia e Danza Movimento Terapia come strumenti di riflessione etnopsicoterapeutica”.
Allestimento mostra c/o salette Ulisse Barnum

ore 21.00
Compagnia Teatrale GOGMAGOG
edizione 2007 di “Follia Morale”
spettacolo teatrale liberamente tratto da “La nave dei Folli”

Ulisse Barnum
via di San Salvi 12
Firenze

6 comments October 22nd, 2007

Nel Forum (cartaceo) con Simone

da “La Repubblica” del 17 ottobre, cronache di Roma:
versione scritta dell’intervista, compresa una piccola parte che non è stata messa in video .

“GRAZIE AL PUBBLICO DI NICCHIA” CRISTICCHI,GAVETTA E SUCCESSO IL GIOVANE CANTAUTORE RICORDA GLI ESORDI NEI CLUB

A cura di Pietro D’Ottavio.

Simone Cristicchi, ultimo nato tra i cantautori della “nuova scuola romana”, è un vero e proprio caso artistico, avendo fatto centro in entrambi i grandi eventi musicali della tv. L’anno scorso ha catalizzato gran parte dell’attenzione al Festivalbar, rivelandosi con “Vorrei cantare come Biagio” (si riferiva ad Antonacci). Ed è tra i pochissimi che hanno vinto il festival di Sanremo con la canzone d’autore:”Ti regalerò una rosa”, sul tema della malattia mentale. Intanto Simone Cristicchi è in scena al teatro Parioli (fino al 21 ottobre) con la nuova versione di “Centro di igiene mentale”. Ma ecco il resoconto del forum con i lettori di Repubblica, ospiti della Casa del Jazz del Comune di Roma.(continua)

Cristicchi. Canzoni che affrontano temi sociali ne esistono tante, magari negli anni precedenti a Sanremo non sono state prese in considerazione. Quest’anno invece c’è stata una maggiore attenzione al sociale, basta pensare alle canzoni di Antonella Ruggiero, Fabio Concato, Fabrizio Moro….e anche quella di Daniele Silvestri.

Repubblica. Quella canzone ha colpito anche una insegnante di italiano a Washington (ci ha scritto che la utilizzerà come testo per le lezioni). E una giovane fan che ha pure visto il tuo spettacolo “Centro di Igiene Mentale”, che le ha dato spunto perla sua tesina all’esame di scuola media. A lei la parola.

Micol . Se per diversità si intende essere un po’ stravaganti e se normalità significa essere tutti uguali e privi di creatività, meglio essere una folle minoranza o una maggioranza dai capelli piastrati?

Cristicchi. Preferisco di gran lunga, non dico la stravaganza, ma l’espressione di una propria peculiarità. Che sia poi una peculiarità comune a molti e quindi diventi una “normalità”, questo non importa. Quello che conta è che non diventi normalità andare scippare o fare del male. E non c’è neanche nulla di stravagante:la stravaganza è in ciò che una persona ha dentro di sé più che nell’esteriorità di una capigliatura.

Federica . Qualche settimana fa nei telegiornali si è parlato di Alda Merini:le hanno staccato il gas perché si temeva che volesse suicidarsi.

Cristicchi. Sicuramente la signora Merini non vive in un castello, circondata da persone pronte a fare sempre il suo bene. E’ una persona che tende molto a difendersi dal mondo esterno. Ho fatto l’esperienza di andare a trovarla proprio per l’intervista utilizzata nel dvd di “Centro d’igiene mentale”. Mi sono trovato davanti una persona che aveva un estremo bisogno di comunicare e di dare agli altri. Non penso che la signora Merini volesse suicidarsi, al contrario l’ho vista molto attaccata alla vita. Cosa che appare evidente anche soltanto leggendo quello che scrive. Il fatto è che soffre la solitudine come soffrono tanti altri anziani:anche se è la più grande poetessa italiana vivente, è comunque una persona sola. Vuoi perché lei stessa- in un certo senso- allontana le persone, vuoi perché spesso la gente che va a trovarla non dà il meglio di sé e non è sincera. E questo lei lo annusa immediatamente.

Repubblica. Tra le mail arrivate, Elena vuole sapere che rapporto ha con Daniele Silvestri. E se c’è un nesso tra le vostre canzoni su Ponza.

Cristicchi. Sono un fan di Silvestri,ho tutti i suoi dischi. E’ un faro illuminante per le giovani generazioni di cantautori, nel mio caso in maniera particolare:ho cercato di prendere ad esempio il suo eclettismo. La canzone su Ponza, che ho scritto insieme a Pier Cortese qualche anno fa, in un periodo in cui suonavamo in un locale sul porto dell’isola- ma non abbiamo mai incisa- è una “filastrocca” che viene cantata a Ponza, soprattutto nelle sere d’estate. Ma escludo che Daniele l’abbia sentita prima di scrivere La Paranza: al limite è un segnale della passione comune che abbiamo per questa bellissima isola.

Martina. “L’Italia di Piero” si riferisce a una persona in carne e ossa o soltanto allo stereotipo dell’italiano che le spara grosse?

Cristicchi. Potrebbe essere un amico o un parente abituato a costruire mondi irreali. Ma potrebbe essere anche un politico, alcuni l’hanno interpretata come dedicata a Fassino. Poi sono stato attaccato da Mario Borghezio, della Lega Nord, e non sono mancate le lettere di avvocati. Bene:quando una canzone non resta soltanto una filastrocca vuol, dire che è andata a colpire qualche bersaglio e tocca un lato “drammatico”. Un po’ quello che è successo con Beppe Grillo, al di là del fatto che è un comico e non un cantante. Comunque se dev’ essere un politico, Piero è quello che sorride a tutti in campagna elettorale e poi non mantiene le promesse. E intanto,nonostante “la storia c’insegna” –come dice la canzone- si va avanti con bugie,soprusi e abusi di potere.

Repubblica. Tra i lettori che ci hanno scritto e che non sono potuti intervenire Laura le chiede come si è avvicinato al teatro-canzone, del quale Giorgio Gaber è stato il faro.

Cristicchi. Per caso. Durante i concerti ho iniziato a far precedere le canzoni da piccoli “preamboli”, che poi si sono sviluppati in veri e propri monologhi. Che poi ho cercato di collegare attraverso la figura immaginaria del “folle” che raccontava queste cose. Così sono nati anche “Centro di Igiene Mentale”, che in effetti è uno spettacolo di teatro-canzone a pieno titolo,il libro e tutto il resto.

Maria. Dopo aver fatto dischi,libri e documentari cosa vorresti fare? E con quale artista ti piacerebbe collaborare?

Cristicchi. Mi piacerebbe scrivere la storia,magari la sceneggiatura di un film. E vorrei che Franco Battiato arrangiasse un mio disco. Per il teatro ammiro Ascanio Celestini e mi piacerebbe fare qualcosa insieme. E perla scrittura…un libro a quattro mani con Stefano Benni.

Repubblica. C’è perfino chi ha scritto dal Brasile, come Barbara a cui è piaciuta “A sambà” e che vuol sapere cosa la colpisce della musica brasiliana.

Cristicchi. Della musica brasiliana mi piace l’attitudine. Intanto il ministro della cultura è Gilberto Gil: già questo rende l’idea. E poi, ai suoi concerti può capitare di incontrare Caetano Veloso , che magari sale sul palco, canta una canzone e poi torna in platea. E questo capita in tutti i concerti,commi ha raccontato Fiorella Mannoia,che ha comprato casa a Bahia. Nella musica non esiste invidia e tutti collaborano insieme. Nel mio piccolo ho coinvolto nei miei dischi Sergio Endrigo,Giovanni Allevi, Pier Cortese, Marco Fabi ,Leo Pari…

Repubblica. Proprio con Fabi, Cortese e Pari lei era nell’ultima “nidiata” di giovani cantautori romani nati al Locale,spazio in cui le jam-session erano di casa già dai tempi di Silvestri, Tiromancino, e Gazzè. Quanto hanno influito sul suo percorso quel club e i luoghi che ha frequentato, dal Tuscolano di “A sambà”- lei è cresciuto al Quarto Miglio- fino ai castelli dove si è trasferito?

Cristicchi. E’stato importante suonare periodicamente al Locale e riempirlo quando non avevo ancora inciso un disco. Poter contare su quel “pubblico di nicchia”-proprio quello che cito in “Vorrei cantare come Biagio”- mi badato fiducia, mi ha spinto a continuare. Era un piccolo spazio, ora chiuso,che non arrivava a 100 posti, ma senza quell’incoraggiamento forse avrei smesso. “A sambà” si riferisce alla nostalgia per un mondo che non c’è più(qualcosa di simile alla “saudade” dei brasiliani in giro per il mondo). La canzone è nata girando per il mio quartiere immaginando com’era tanti anni prima,ricordando i racconti di mio nonno che mi parlava della Roma scomparsa. Ai castelli, tra le tante cose che mi hanno colpito, ci sono i manifesti dei lutti:mi sono sorpreso a dispiacermi leggendo della scomparsa di persone che non conoscevo,ma che comunque immagino testimoni di un mondo che sta scomparendo.

[Grazie ad una free-lance per la Redazione Slacciata]

3 comments October 22nd, 2007

Per continuare a dare voce

[segnalato al blog da Rosa]

1 comment October 22nd, 2007


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