A San Sebastiano, io c’ero! (1/2)
October 7th, 2007 posted by: Max
Lasciatemi cantare…
… ebbene sì, questa volta per dare un titolo al mio resoconto ho voluto parafrasare Toto Cutugno… e non solo perché è proprio così, con “L’italiano”, che Simone ha aperto lo splendido concerto di San Sebastiano al Vesuvio, ormai sul finale di questa straordinaria stagione intrisa di successi, calore, attenzione, affetto, viaggi, abbracci e note.
“Lasciatemi cantare” perché… sembrava quasi che il nostro Cespuglio volesse strillarlo, pezzo dopo pezzo, sul quel palco… e ad un certo punto mi è parso che a strillarlo, in fondo, fossimo noi tutti, non semplicemente trascinati, ma del tutto travolti dall’energia che veniva fuori da dita, strumenti, microfoni, cuori.
Procediamo con ordine. Ben due mesi erano trascorsi dall’ultimo spettacolo al quale avevamo assistito insieme, io e gli altri Slacciati napoletani, gruppetto, come amo sempre dire, piccolo ma Grande… quindi questa volta, ancor più di tutte le altre, ciascuna a proprio modo speciale, riabbracciarsi ha avuto un sapore particolare. Fra noi, vacanze, kilometri percorsi in treno, in auto, in aereo… mare, amici, ore piccole, relax… ma nulla, in fondo, sufficiente a sciogliere, seppur minimamente, il nodo con il quale le affinità, le tappe di questo splendido viaggio, il tempo che passa, ci uniscono sempre di più. E non è mai semplice raccontare come ci si senta, quando chi viaggia con te ti dà la sensazione di trovarti, ovunque, a casa.
Tra una curva ed una risata, una cartolina ed una richiesta d’indicazioni ai passanti, anche San Sebastiano è nostra. Parcheggiata la macchina, ci si incammina per una breve salita costeggiata da due file di alti alberi… destinazione Villa Comunale… e salendo salendo, impattiamo in discesa tutto il gruppo dei musicisti di Simone (manca solo Davide), probabilmente a caccia di… cena! All’entrata della Villa, il grosso manifesto della “Settimana della Legalità”, che il concerto chiuderà… e subito accanto la locandina del concerto stesso. Bella emozione, sempre.
Una infinita e un po’ intimorente rappresentanza di Forze dell’Ordine appartenenti a qualsiasi corpo, dai Carabinieri, ai Finanzieri, alla Polizia Municipale, tiene d’occhio ogni angolo, mentre passeggiamo curiosi tra gli stands e attendiamo. Sul palco un continuo alternarsi di personalità, da noti giornalisti campani al Ministro Nicolais, che elencano i nomi di tutti gli uomini e le donne la cui vita è stata stroncata dalla camorra, il cui coraggio di non abbassare la testa ed arrendersi è stato punito nel modo peggiore. E che gridano forte la necessità di guardare a questi esempi per non lasciare morire del tutto questo splendido gigante ferito che si chiama Napoli.
Ed è impossibile, anche se lo spirito che precede un concerto di Simone, o in generale un evento musicale, è sempre quello di una festa da vivere con tutta la gioia possibile, non fermarsi a pensare. Già, “Pensa”, la canzone di Fabrizio Moro che risuona a colonna sonora di un video nel quale i giovani, e il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, raccontano la loro speranza di combattere a testa alta e riuscire a vincere.
La manifestazione termina piuttosto presto… nel frattempo i ragazzi della band sono tornati, ma a giudicare dalle loro espressioni, si tratterà di aspettare ancora parecchio… e non ci mettiamo molto a capire il motivo: Simo è ancora in viaggio… e ad ogni tappa napoletana aumenta il rischio che il traffico assurdo di questa città la faccia diventare l’ultima da queste parti!! Non ci perdiamo d’animo… e non appena gli invitati lasciano le prime file… siamo pronti a fiondarci sulle sedie, a caccia della consueta posizione strategica pro-foto!!!
Intanto i tecnici si mettono alacremente al lavoro per sistemare gli strumenti… ecco il televisorino del CIM, e la panchina… ecco la dolcissima Margherita, e la celebre sediolina gialla… ed ecco l’infinita teoria di strumenti e fili, di luci e spine. Stasera sarà la versione rock del concerto… quella che aspettavo da tempo… una delle facce del talento di Simone, quella “senza lacci”, appunto, che ero davvero desiderosa di toccare con mano, soprattutto dopo averne assaggiato molteplici frammenti attraverso i vari video in giro per la Rete! Un rapido sguardo intorno a noi… il pubblico, come sempre, è estremamente eterogeneo dal punto di vista anagrafico. E molto numeroso, al punto che qualcuno si dovrà accontentare del posto in piedi. Per la maggior parte, invece, sono seduti, siamo seduti… ma siamo anche sicuri che questo non impedirà né a noi, né agli altri spettatori, di scatenarci. E intanto, ancora nessuna traccia di Simone…
Dopo circa un’ora, si comincia… sul palco salgono prima Marco Fabi e poi Leo Pari… entrambi ospiti inattesi e molto graditi… presentano i propri pezzi, stili diversi ma ottimo sound. Molti applausi per loro… inevitabile domandarsi che senso abbia che alcuni “musicanti”, nel senso più dispregiativo del termine, vendano copie su copie, scatenino deliri e riempiano stadi, e poi certi talenti debbano restare patrimonio del famoso “pubblico di nicchia”… pazienza!! Quel che conta è che anche queste occasioni diventino un modo per aprire le orecchie e gli occhi dei “fruitori di suoni”.
Il palco si tinge di blu… le luci ed il fumo creano un suggestivo effetto “velo”, mentre le stravolte ed elettroniche note de “L’italiano” cominciano a riempire scena ed aria. Eccolo, finalmente, Simone… accolto da un vero e proprio boato, come sempre… ma sempre sorprendente !! Imbraccia sicuro la sua chitarra elettrica, si parte. Da questo momento, non ci sarà più spazio per altro: il nostro Cespuglio cattura quasi con violenza l’attenzione di chi lo ascolta e lo guarda… e non la molla fino alla fine.
Veleggia con stupefacente maestria tra registri espressivi che, maneggiati con meno talento, risulterebbero forzatamente accostati nell’ambito di uno stesso spettacolo, quasi fastidiosi. Simone invece li padroneggia con navigata sicurezza, collegando con bravura e coerenza ogni passo all’altro… riempie completamente anche le pause… non ci dà tempo né stimolo per distrarci. Una carica di energia che avrebbe potuto dar corrente a tutti i fari del palco, e forse della città. Una ondata di parole, di suoni, di battiti di natura diversa. Impossibile fermarsi.
Il pubblico non si pone proprio il problema, in questo senso… e la partecipazione cresce di pezzo in pezzo, fino a trasformarsi in un vero e proprio scambio tra artista e platea. I ragazzi della band si confermano straordinari partners: non si risparmiano, mai, e vanno molto oltre il semplice “accompagnamento musicale”. Inutile dirlo, forse, ma in fondo necessario: anche un concerto “puro”, all’apparenza prettamente “strumentale”, si trasforma in uno spettacolo teatrale, perché confinare le vulcaniche capacità espressive di Simone, mimiche, musicali, o di qualsiasi altro genere, in una tipologia assoluta è francamente impossibile.
E così… si passa dalla commozione intensa e sempre nuova di chitarra, violino e voce di “Legato a te”, “Angelo custode”, e del classico, graditissimo omaggio alla musica napoletana “Era de maggio”… alla scatenata allegria di “Vorrei cantare come Biagio” (che Simone presenta come “la canzone più triste che io abbia mai scritto” ) o di “Fabbricante di canzoni” con i suoi “tormentoni antitormentoni”, all’irresistibile delirio di “La filastrocca della Morlacca”, “Stupidowski”, e l’apoteosi con “I will survive”… sulle quali le sedie paiono ribellarsi e spingerci a liberarci di loro… in fondo è quel che succede, perché tutti noi ci lasciamo travolgere… e poco importa che non si sia in piedi… d’altronde anche le onde non badano a quanto i sassi siano profondamente immersi nella sabbia, quando li trascinano con sé. E sfido chiunque a dire che quello che Simone scatena non sia uno tsunami.
ChiaraS
continua…
Postato in: Io c'ero!
1 Commento Aggiungi il tuo
1. Danila [Paddy] | October 7th, 2007 at 19:53
Tra le tue righe cara la mia bella Compi rileggo e rivivo le mie emozioni, che non sono tanto lontane… e che rimarranno strette a me per sempre. Anche se siamo lontani, viviamo le stesse belle emozioni, e ci sembra proprio di averle vissute INSIEME…. sperando che (molto presto) le potremo condividere anche live
… ti lascio con questo augurio Compi mia
(e ora aspetto la seconda parte!)
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