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[foto di Matteo]
3 comments July 28th, 2007
Appuntamenti di luglio
28 - Lamezia Terme - RadioUno e Rai International [nota: dalla prossima settimana saranno trasmesse delle pillole giornaliere su RadioRaiUno]
>> 29 - Roma, “La Sapienza” - Estate alla Sapienza
(con “Gnu Quartet”)
30 - Cellino San Marco (BR), Piazza
88 comments July 28th, 2007
TRA STORIA E STORIE…
di ChiaraS
La cantautrice toscana (ndr. Ginevra di Marco) incanta con la riproposizione di classici popolari del mondo: dalla Spagna alle Americhe, dal Nord Europa alla Sicilia, è un susseguirsi di energia e commozione, di note intrise di cultura e di storia, di ritmi e rime da brividi. Ottimi anche i suoi musicisti. Entusiasmo al massimo sulle note di “Malarazza”, che ci vede letteralmente scatenarci, dato il particolare “affetto” per questa canzone, proposta proprio in una occasione che vede Ginevra e Simone dividere lo stesso palco. Si chiude con una canzone popolare napoletana, di Peppe Barra : la nostra memoria cantata sul filo della malinconia e della rabbia, caratteristiche tipiche del popolo partenopeo. Forti, doverosissimi applausi per la Di Marco e per il suo gruppo.
Quindici minuti di pausa, ancora quindici minuti di attesa. In scena Olen, Davide, Clemente si danno alle ultime verifiche degli strumenti. Al centro, la celebre sediolina gialla, che immortalo in una foto, tentazione alla quale non sarei mai riuscita a resistere!! Nel chiacchiericcio crescente, colgo voci di bambini che aspettano con ansia di vedere Simone, voci di adulti e di anziani che parlano di questo “Cristicchi” citando “Ti regalerò una rosa” e curiosi di capire cosa c’è oltre essa. Ma soprattutto scorgo, proprio nella fila davanti a noi, un gruppo di ragazzi provenienti probabilmente da un CIM, con accompagnatrici ed accompagnatori, che canticchiano dolcemente la canzone sanremese e tengono a bada con fatica l’emozione. Sono felice che ci siano anche loro e dentro di me penso che ogni presenza, ogni sorriso, ogni tenero imbarazzo di queste persone siano una piccola grande vittoria per Simo.
Ecco, la voce annuncia che il concerto sta per iniziare: un forte applauso accoglie l’ingresso dei musicisti. Parte un affascinante accompagnamento, presago di una atmosfera francamente incantevole… ed eccolo, Simo: abbraccia stretta la dolce Margheritina, nella mano sinistra stringe la sua valigia. Lo sguardo è basso, l’andatura oscillante, incerta, quasi impaurita. E’ lui. E’ Pendolino. Stasera sarà CIM. Sarà sorpresa, splendida, per me che a suo tempo l’avevo perso. Sarà stupore. Sì, ha mantenuto la promessa del pomeriggio. Seduta sulla mia sedia, guardo i miei compagni di viaggio, felici, sorrido, sgrano gli occhi e mi preparo a respirare.
Il viaggio inizia… Simone, anzi, Pendolino, ci racconta la sua storia con la delicatezza, l’ingenuità, la fragilità di un bambino… ma anche con la capacità di guardare il mondo, gli altri, il male e il bene, con il cuore grande e puro di chi, pur nella malattia, ha il dono d’essere libero. Libero nei pensieri, libero negli sguardi, libero di cuore. Verrebbe voglia di salire sul palco ed abbracciarlo, chiudendo in quell’ abbraccio tutte le persone, tutti i “Santi Silenziosi” riassunti in quel personaggio, tutte le anime senza voce che, probabilmente, saprebbero dire più di tante voci senza anima. Tante parole, ma tutte “piene”… non c’è spazio per il superfluo, quello lo aggiungiamo noi, nelle nostre chiacchiere di “normali”… qui a parlare è un’anima. Semplice, essenziale, vera, e “matta”, scomodamente “matta”, forse proprio per questo.
Tante note, anche. Dalla trascinante “Senza”, a “Che bella gente” (che personalmente adoro e non vedevo l’ora di ascoltare live), che scuote ed entusiasma, a “La filastrocca della Morlacca”, coi bimbi in festa, a “Laureata precaria”, con tante braccia che si muovono nell’aria a simulare il battito d’ali della gallina. Poi però… è il momento del brivido, quello puro, autentico, che non ha bisogno di parole che lo ricamino o lo tratteggino. Simone si siede sulla sua sediolina, imbraccia, o meglio, abbraccia la chitarra… e sussurra di un uomo che sogna una vita diversa, tra distese di grano e di fiori, che tanto cozzano con quella macchina arida e senza cuore che lo costringe a respirare ancora… con quelle parole vuote di senso e di umanità di chi è troppo impegnato a star dietro alle proprie “stupide parole” per lasciarlo libero di finire.
Poi, ancora, la dolcissima storia d’amore di un custode del Museo, innamorato della Bellezza al punto di non tollerare che altri possano sporcarne l’assoluto incanto. La commozione è inevitabile. E non facciamo nulla per nasconderla. D’altronde, cosa più dell’Arte ci mette a contatto con la parte più profonda di noi e ci libera dai “lacci” dei sentimenti “condizionati”? Questa sera le note si fanno sentimento, appunto… note di chitarra, ma anche di un violino pizzicato da un Maestro straordinario, che riesce a tirarne fuori folate di magia. Note di piano, dolcemente elegante, e di fisarmonica, evocativa e struggente.
(continua…)
2 comments July 28th, 2007
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