Se questo resoconto avesse un sottotitolo, sicuramente sarebbe “Rewind”. La storia che sto per raccontarvi infatti inizia con l’immagine (non troppo riuscita, nel caso specifico… ma credetemi sulla parola, siamo molto più belli) di un gruppo di slacciati dai 16 anni in su, confluiti da tutta Italia nell’estrema periferia romana, che alla fine di una bella serata estiva si stringono intorno ad un cespuglio pens-attore.
Perché erano lì i nostri eroi? Per rincontrare il loro beniamino, per assistere ad un evento musicale che si presentava promettente, o forse solo per avere un’occasione di conoscersi (o riconoscersi) dopo mesi di contatti virtuali…
Simone si è esibito, senza risparmiarsi, per circa 40 minuti… Il momento finale, con immancabile standing ovation, di cui forse qualcuno scriverà un’Anatomia, è tutto di “Ti regalerò una rosa”, ma prima di quel volo, spiccato da una sedia come tante ma non per questo meno struggente, il palco ha ospitato tante altre emozioni, tutte intense, ognuna diversa dalle altre.
Durante “Fabbricante di Canzoni”, ad esempio, ho visto tra il pubblico giovani e meno giovani con le lacrime agli occhi per le risate e un po’ di stupore sul viso (« ma come, “il vincitore di Sanremo” è capace di partorire sketches tanto esilaranti!?»).
“Legato a te”, che ho avuto modo di ascoltare dal vivo in diverse occasioni, mai come stavolta mi ha emozionato: Simone ha semplicemente superato se stesso. E che dire di “A sambà”? Non poteva scegliere occasione più adatta di un’esibizione davanti ad un pubblico di romani doc… Per dare inizio al suo repertorio invece Simone ha puntato sulla dolcezza di “Angelo custode”.
Ma tutto questo è stato preceduto da un momento davvero di grande intensità: l’ interpretazione emozionante, appassionata, partecipe, de “La domenica delle salme” di Fabrizio De Andre’. Vera poesia, che ha fatto restare di sasso chiunque non conoscesse le grandi doti del nostro cespuglio, e ha suscitato in noi sensazioni che non sono facilmente descrivibili, ma che tutti gli slacciati hanno ben presenti…
Procedendo ancora in questa insolita storia a ritroso, troviamo i nostri eroi a godersi la splendida Ginevra di Marco, che tra gli altri brani ha interpretato “Malarazza” (vi ho pensato, care slacciate del Nord- Ovest), a battere le mani per gli scatenati e un po’ “allo sbando” componenti del Parto delle Nuvole Pesanti (la versione napoletana di “Bocca di rosa” non l’avevo mai ascoltata) e, soprattutto, a lasciarsi sorprendere e trascinare dai due gruppi trionfatori del Premio De Andrè: Cordepazze, giovani musicisti siciliani, con uno stile originale ed un vero animale da palcoscenico come frontman (non a caso vincitori del premio per il miglior interprete), e Jang Senato, romagnoli, che con una canzone davvero orecchiabile hanno ottenuto ben due riconoscimenti. NonsoloSimo, dunque.
E se proprio volessimo una fine (o un inizio?) per questa storia, sarebbe negli sguardi di chi si incontra per la prima volta, negli abbracci di chi dopo tanto tempo si ritrova, nelle parole non dette, in quelle pronunciate, in quelle lette su bloc-notes pieni di ricordi, e nel sorriso di un ragazzo speciale, di un Artista vero, che dopo due mesi è di nuovo per me, come se il tempo non fosse passato.