Sono tra noi… (ahinoi!)

[ProssimaMente sul blog senza lacci]
12 comments June 5th, 2007
Da un commento di Cristiana G. sul blog senza lacci:
“Vi leggo tutti e mi spiace non poter rispondere singolarmente come ognuno merita. I vostri commenti, i mirroraggi in altri blogs, le manifestazioni di solidarieta’ via mail, anche da persone che conoscendomi tanti anni fa non potevano immaginare il mio vissuto recente, sono un grande regalo, davvero inaspettato; e una buona ricompensa per lo sforzo incessante del “dire” e del “testimoniare”.
Ma e’ stato un primo passo. Ora aspetto che qualcosa si muova sul piano delle associazioni, tante, spesso con strumenti di denuncia pubblica maggiori di Internet ed efficaci. Fino ad oggi, purtroppo, delle tante rintracciate e contattate con grande fatica, poche hanno dato risposta e ancor meno una valida’ opportunita’ di aiuto. O meglio: dal punto di vista emotivo sento dai singoli che per loro mi contattano grande vicinanza, ma sono anni che sento parole e non vedo FATTI e non so se riesco a trasmettere quanta frustrazione comporti.
Non voglio polemizzare con nessuno in particolare, ma penso di doverlo dire perche’ al mio percorso di sofferenza (in cui ho dovuto imparare a rapportarmi a istituzioni statali di vario genere) vorrei ne seguisse uno di riscatto (in cui sto cercando di imparare a rapportarmi con istituzioni che si propongono “in alternativa”, ma che da quanto vedo gia’ da tempo, soffrono spesso delle stesse carenze organizzative).
A volte la sfiducia mi coglie al pensiero che, in entrambi i percorsi, la mia voce sia stata e continuera’ ad essere troppo piccola, per quanto amplificata da voi, per giungere all’orecchio di una qualche forma di “potere”. E penso che il nocciolo del problema sia questo per tante persone coinvolte in vicende come la mia.
Quello che rimane consolante e’ prendere atto che molto si muove piu’ “dal basso” che “dall’alto” e dimostra che tante persone, nel loro singolo, sanno provare comprensione, empatia, voglia di reagire. Leggo qui molte parole che nascono da percorsi di disagio e sofferenza appena accennati. E poi leggo voci (anche in mail) che arrivano dritte dalla “Generazione Fantasmi” che Simone ha saputo ben ritrarre e compattare in questa sede. Quei fantasmi, contrariamente a cio’ che si legge a volte sui media, hanno una testa pensante e sono pronti a materializzarsi per dire la loro forte e chiara quando occorre. E fa ben sperare per tutti!
Cristiana G.
granitablu@yahoo.it“
14 comments June 5th, 2007
- di Cecilia -
E così mi ritrovo davanti alla pagina bianca di Word. Di nuovo a fare un resoconto, con la differenza però che, questa volta, ho vissuto Simone in maniera diversa: attraverso altre persone, che lo stimano quanto me.
Parto per Volterra, per integrare la mia tesina per l’esame di Stato, che si sta avvicinando sempre di più. Rapisco l’uomo della mia vita (Diego, mio fratello) e lo obbligo a condividere con me quest’esperienza, quest’avventura. Partiamo dopo un pranzo velocissimo e dopo la mattinata scolastica obbligatoria. Partiamo a scoprire se qualcuno conosce magari una Risposta a tante domande che possono emergere, o che magari, sanno da che parte del cancello stare,a capire se c’è un senso a tutti i maltrattamenti,a capire se c’è un senso a tanta rabbia verso persone innocenti.
Dal finestrino abbassato del tutto,per il caldo afoso,e con i capelli al vento,osservo tutto. Osservo ogni particolare,osservo il paesaggio, prendo appunti perché mi sono preposta di fare un bel resoconto, con il permesso del Grande Capo, naturalmente. Mi guardo intorno e fino a Cecina tutto fila liscio,tutto normale,nel senso: cose che ho visto, notato, osservato mille volte. Il particolare arriva quando percorriamo i quaranta chilometri di strada normale, i miei occhi rimangono spalancati. Trovano il bello, trovano quasi la libertà,incontrano il vento fresco, dato anche dalla velocità che manteniamo.
Vedono quelle distese di grano e di fiori che qualcuno di mia conoscenza sognerebbe, perché è l’unica speranza a cui aggrapparsi. Arrivati a destinazione la voglia di fotografare è tanta come sempre,ed ora,ancora di più. Adesso c’è un motivo più valido, adesso fotografiamo le finestre che rimangono dell’ex manicomio. Quelle inferiate arrugginite ormai, quelle finestre costruite come nei carceri.
L’ora ci svela che dobbiamo entrare nella struttura dell’incontro. Comincio a salire le scale e subito noto un manifesto con Simone, quasi mi metto a piangere. Penso. Anche Simone ha percorso la strada che ho percorso io per arrivare qui, anche Simone ha salito queste scale per conoscere gli addetti ai lavori e anche Simone ha vissuto questa stessa esperienza. Pensando a questo ecco che il cuoricino comincia a battere più veloce, ha quasi paura,di quello che potrò dire, di quello che potrò dare attraverso le mie parole.
Entriamo in una stanzetta e con grande emozione riesco a dare un volto all’educatrice che sento per telefono da un mese. Dopo varie presentazioni, cominciamo la nostra chiacchierata che tocca tutti i punti, proprio tutti, e arriviamo anche a Simone, ovviamente. Ognuno di noi esprime un buon giudizio su di lui, quindi vuol dire che è vero: è vero che Simone si merita tanto, è vero che Simone è un grande, è vero che Simone ha saputo essere tanto sensibile da smuovere tanti giovani come me. Naturalmente anch’io, da slacciata, esprimo la mia idea su di lui e subito ognuno di loro, quasi in coro, mi dice: “Vabbè, questa è andata, è cotta…”. Io spiego che non c’entra il fatto di essere cotta o meno, ma c’entra la questione che una persona del genere è difficile trovarla, anche tra i giovani, che si dice che siano i più semplici.
Ho voluto fare un resoconto perché,anche se non c’è stato un concerto live di Simone, o l’incontro diretto con Simone, in qualche modo l’ho vissuto attraverso altre persone. Persone che meritano tanto rispetto che neanche ci si immagina, persone che hanno collaborato con Simone ma che, nonostante non lo conoscano benissimo, hanno una buonissima idea di lui. Questo a voler dire che: Simone non è un grande perché lo diciamo solo noi slacciati, ma è un grande perché la maggior parte della gente lo dice. Qualsiasi persona che sento sente dentro di sé Simone. Si riconosce in una delle canzoni, non necessariamente quella più famosa del 2007.
[Cecilia-Titta]
8 comments June 5th, 2007
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