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	<title>Comments on: Per una memoria emotiva e collettiva</title>
	<link>http://www.cristicchiblog.net/2007/06/02/per-una-memoria-emotiva-e-collettiva/</link>
	<description>Il Blog su Simone Cristicchi</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 17:14:51 +0000</pubDate>
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		<title>by: Cristina</title>
		<link>http://www.cristicchiblog.net/2007/06/02/per-una-memoria-emotiva-e-collettiva/#comment-9143</link>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 16:38:25 +0000</pubDate>
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					<description>Ho sempre dato alla memoria un significato diverso (e più importante) rispetto al ricordo: mentre quest' ultimo è semplice immagine di un passato più o meno lontano, una sensazione fine a se stessa che può anche essere affidata ai dischi rigidi delle moderne tecnologie, la memoria è recuperare un' EMOZIONE, estrarne un significato e TRATTENERLO, per il futuro, per sè e per gli altri. E ciò, a mio parere, non può essere affidato ad altro che alla mente (e alle parole) di ciascuno di noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ho sempre dato alla memoria un significato diverso (e più importante) rispetto al ricordo: mentre quest&#8217; ultimo è semplice immagine di un passato più o meno lontano, una sensazione fine a se stessa che può anche essere affidata ai dischi rigidi delle moderne tecnologie, la memoria è recuperare un&#8217; EMOZIONE, estrarne un significato e TRATTENERLO, per il futuro, per sè e per gli altri. E ciò, a mio parere, non può essere affidato ad altro che alla mente (e alle parole) di ciascuno di noi.
</p>
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		<title>by: Annalisa</title>
		<link>http://www.cristicchiblog.net/2007/06/02/per-una-memoria-emotiva-e-collettiva/#comment-9139</link>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 15:37:48 +0000</pubDate>
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					<description>Di recente mi sono ritrovata per caso a guardare delle vecchissime foto. Mi fa sempre un certo effetto rivedere quei colori sbiaditi, quei contorni consunti, e quelle facce sorridenti in eterno. Forse non c'entra molto, ma è emozionante toccare con mano i ricordi, e non guardarli solo col supporto dei dischi rigidi. 
Penso che anche la scrittura sia un ottimo mezzo per aiutare a ricordare.. penso a tutte le cose che quotidianamente spediamo al blog, ma anche ai vecchi diari, ai carteggi ritrovati per caso.. (non penso solo alle lettere da Volterra). Anche quelli ci aiutano a ricordare. Non sarebbe male poter scrivere a mano anche una pagina al giorno, forse sarebbe un' ottima medicina contro la sterilità della memoria..</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Di recente mi sono ritrovata per caso a guardare delle vecchissime foto. Mi fa sempre un certo effetto rivedere quei colori sbiaditi, quei contorni consunti, e quelle facce sorridenti in eterno. Forse non c&#8217;entra molto, ma è emozionante toccare con mano i ricordi, e non guardarli solo col supporto dei dischi rigidi.<br />
Penso che anche la scrittura sia un ottimo mezzo per aiutare a ricordare.. penso a tutte le cose che quotidianamente spediamo al blog, ma anche ai vecchi diari, ai carteggi ritrovati per caso.. (non penso solo alle lettere da Volterra). Anche quelli ci aiutano a ricordare. Non sarebbe male poter scrivere a mano anche una pagina al giorno, forse sarebbe un&#8217; ottima medicina contro la sterilità della memoria..
</p>
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		<title>by: Max</title>
		<link>http://www.cristicchiblog.net/2007/06/02/per-una-memoria-emotiva-e-collettiva/#comment-9132</link>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 13:17:49 +0000</pubDate>
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					<description>Sì. La facilità d'uso di alcune tecnologie (clicca, usa, getta e sostituisci) tendono a far delegare il proprio pensiero ai &quot;dischi rigidi&quot; di cui parli.

E' così che, quasi senza accorgersene, si rischia di delegare non solo la fatica (ed il piacere) di pensare, ma le stesse nostre emozioni. Magari dimenticandosi persino di essere... vivi. Forse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Sì. La facilità d&#8217;uso di alcune tecnologie (clicca, usa, getta e sostituisci) tendono a far delegare il proprio pensiero ai &#8220;dischi rigidi&#8221; di cui parli.</p>
	<p>E&#8217; così che, quasi senza accorgersene, si rischia di delegare non solo la fatica (ed il piacere) di pensare, ma le stesse nostre emozioni. Magari dimenticandosi persino di essere&#8230; vivi. Forse.
</p>
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