Livelli di lettura di una canzone

May 25th, 2007 posted by: Max

Capita piuttosto di frequente che la singola interpretazione del testo di una canzone si discosti dal senso e significato autentico, cioè quello dell’autore. E’ orami notissimo il clamoroso caso/equivoco di “Vorrei cantare come Biagio“, con tutti i suoi strascichi polemici. Come altro curioso esempio, l’altro giorno mi è capitato di ascoltare Tiziano Ferro raccontare di un suo fan che credeva che la canzone “Rosso relativo” si riferisse alle… mestruazioni! Di positivo c’è che la fantasia degli ascoltatori non ha limiti!

Rimanendo in tema, voglio svelare una piccola curiosità su una canzone alla quale tengo moltissimo: “Legato a te“. Il tentativo è stato quello di affrontare un argomento molto delicato (la sofferenza ed i desideri di un uomo costretto a vivere solo grazie all’aiuto di una “fredda” macchina) senza cadere però nella retorica o nel pietismo. A tal fine si è pensato di raccontare questa storia dolorosa come fosse il rapporto disperato di amore/odio tra un lui ed una lei. Ed è proprio questa la seconda lettura che è possibile dare alla canzone, se si dimentica l’intento principale con il quale è stata scritta.

Esiste poi un terzo livello di lettura. Su quale esso sia, però, in questo caso taccio. E, detto in confidenza, nemmeno Simone sa che c’era e che c’è. L’unica cosa che posso aggiungere è che in questa come in altre canzoni ognuno potrà trovare altre interpretazioni, senza scoprire altro se non le emozioni che musica e parole sono capaci di dare.

[Max]

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6 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. mariarosaria (sara) *napolisono  |  May 25th, 2007 at 0:23

    sono con te max in ogni aspetto… la canzone qsta come tutte sono come un quadro. il pittore usa elementi astratti o reali colorandoli secondo un sentimento personale e universale diciamo e di certo cio che mostra. è in fondo gli occhi di ki lo guarda da diverse prospettive e legalo a te arriva IN FONDO dopo un paio di ascolti e..se no sarà che non esiste peggior sordo di ki non vuol sentire. la poesia si trova dove ti va di guardare.

    nota di max:
    “la poesia si trova dove ti va di guardare”. condivido, mariarosaria. (e sorrido)

  • 2. Dani  |  May 25th, 2007 at 7:58

    se ‘legato a te’ la si è sentita dal vivo per la prima volta quando ancora non la si conosce, direttamente da Simone (com’è stato nel mio caso), e conoscendo la storia travagliata di Piergiorgio Welby,non si riescono a trattenere le lacrime … ognuno poi ha i suoi ‘momenti’ in cui prefesce darsi alla totale immersione nella musica… è da questi momenti anche che dipende il significato che si può attribuire alle singole parole o frasi… la mia vita in questi ultimi giorni non può che essere catalogata in ‘un dolore inspiegabile senza motivo mi soffoca quì’ (che bello pensare positivo eh?) , a cui do significati totalmente diversi dagli originali :D spero di ritornare al più presto alla solita ‘con lo zaino pieno di progetti un po’ campati in aria’ ;) E sempre un enorme grazie a te Simò…

  • 3. elis@  |  May 25th, 2007 at 14:44

    Pienamente d’accordo con te max…
    Secondo me la poesia dei testi di alcune canzoni è fatta di emozioni che traspaiono e di emozioni che ciascuno di noi ci mette dentro quando l’ascolta, succede di associare ad uno stato d’animo una canzone, ma è una cosa assolutamente personale, che a volte si distacca dal vero senso del testo,così la musica entra in empatia con le persone,sembra quasi che abbia modo di esprimere le tue sensazioni quando magari tu stesso non ne sei in grado..
    La diversità di interpretazione è strettamente legata al modo con cui si affronta la vita, scavando in profondità o restando in superficie…
    Chi “sente” una canzone senza “ascoltarla” non ne comprenderà mai il senso e non potrà avere gli strumenti per giudicarla… ciascuno trova in proporzione a quanto ha voluto cercare..

  • 4. lunablu81  |  May 25th, 2007 at 16:16

    Io mi unisco all’ ultima frase scritta da maria rosaria, riassume perfettamente quello che potrei dire sui motivi per i quali si possa amare qualcosa o qualcuno.
    Per Dani: lo zaino si riempirà di nuovo, nn disperare, mai.

  • 5. ChiaraFaenza  |  May 26th, 2007 at 21:34

    Potrebbe essere anche un tossicodipendente che parla della sua droga che è brama e catena allo stesso tempo…

    Poche parole possono essere la chiave di un infinito. “M’illumino di immenso” ad esempio…quante cose può dire o far trovare, con quattro parole.

  • 6. olimpia  |  May 28th, 2007 at 14:59

    sì, hai ragione Chiara! oggi ho pensato alla stessa cosa mentre ascoltavo la canzone “la droga! potrebbe essere un’altra chiave di lettura!”: il rapporto di dipendenza/”amore-ossessione” tra un l’uomo e le “sostanze”.

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