“Ho solo un pochettino il solingo”
May 24th, 2007 posted by: Max
Caro Max, questa è una delle lettere che hanno recitato gli attori della compagnia teatrale GOGOMAGOG Emiliano Terreni e Tommaso Taddei a Roma e Firenze.
Simone
Volterra 28 Dicembre 1901
Carissimo padre,
non potete credere quanto sia dispiacente perché non mi date vostre notizie.
Io desidero di sapere quante lettere avete ricevuto e se voi mi avete mai risposto a queste lettere. Andate da Regio Procuratore di Terni a farmi i fogli e mandateli subito al Direttore che se voi non avete mezzi dite che mi consegni alla guardia di pubblica sicurezza che penserà lei a portarmi fino costà. Non mancate di mandarmi a dire per quale giorno potrò essere a casa e se pensate che questo sia un istituto che io ci debba imparare il mestiere, levativelo dalla testa, perché è un manicomio! Se voi foste un padre che io vi premesse, mi fareste venire a casa per Pasqua, e credete che se ritornerò farò da aiuto per la vostra vecchiaia!!!
Mi sembra che voi non sia tanto umano, non so se non mi volete riconoscere più per figlio e verso di me non ci avete ne compassione ne amore. Io vi prometto che sono guarito perfettamente, ho solo un pochettino il solingo come avevo costà, ma però anche di questo sto tanto meglio; dunque prova a farmi ritornare a casa, e quando avete provato, se sarò cattivo mi rimetterete al manicomio. Io prometto che sarò buono, il cattivò non lo farò più. E se quando ero costà vi ricorderete che scappavo via di casa, e voi non mi ritrovavi…
Adesso.
Mutata idea.
Non scappo più.
O. Antonio
Cartella Clinica 1058
Postato in: C.I.M.
6 Commenti Aggiungi il tuo
1. *ILA* | May 24th, 2007 at 8:50
.. e come tutte le altre lettere anche questa ti arriva diretta come un pugno allo stomaco, rapida e incisiva…
Grazie Simone e grazie Max.
2. olimpia | May 24th, 2007 at 9:15
“Mi sembra che voi non sia tanto umano, non so se non mi volete riconoscere più per figlio e verso di me non ci avete ne compassione ne amore.”… questa è violenza! portare e permettere ad una Persona di pensare e convincersi di questo! di aver perso persino l’Amore di un genitore!… è orrendo…
3. Ele90 | May 24th, 2007 at 14:14
Grazie Simone…
4. mariarosaria (sara) *napoli | May 24th, 2007 at 15:11
ele, nn è una cosa tanto fuori dal mondo..e parlo di quel mondo ke noi tapini riteniamo “normale”. a volte cè ki ti vuol bene x una sorta di (io la chiamo) regola cristiana-sociale…!…….
5. ChiaraFaenza | May 24th, 2007 at 15:51
Io credo che se fosse capitato a me (o se capitasse, perchè dall’altra parte di UN cancello ci potremmo finire tutti), se non lo ero già matta ci sarei diventata, sarei impazzita. Il dubbio: “si ricordano di me?”, “non mi scrivono perchè si son dimenticati di me?” … e il non ricevere risposte, piano piano fanno arrivare alla conclusione “mi hanno dimenticato, se io soffro non importa a nessuno e pure se muoio”. Senza affetto, col dubbio, arriva la disperazione e la pazzia. La solitudine è la più grande devastazione del nostro tempo.
6. ChiaraS | May 25th, 2007 at 11:17
Grazie Simo, grazie Max, per questa nuova testimonianza di un dolore che, oggi come allora, intride la nostra vita, sebbene ci si sforzi di non ascoltarne la voce.
Non è descrivibile la sensazione che ti coglie quando ti sembra di gridare con tutto il fiato che hai in corpo, ma in una folla sorda e soffocante che ti toglie il fiato. Soprattutto se quel che gridi è solo il desiderio di essere amato. Un diritto che fa parte dell’essere persona. Chissà quante volte anche noi “normali” ci siamo ritrovati a gridare questo stesso bisogno… ma l’abbiamo dimenticato. O fingiamo di non ricordarlo.
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