“Alla fiera del libro, per MAT-ti e MAt-ite , fino agli Gnu, Simon ci portò!”. Ehi, ma ci avete fatto caso che la “radice” di MAT-ti, MAT-tia e MAT-ite è la stessa? E che -ite è il suffisso che indica infiammazione e quindi uno stato di malattia? Slacciate/i con le MAT-ite… indi… slacciate MATT-ite!!!
Alla fiera alle 11 c’è stato un incontro (“Fuori e dentro: i libri oltre i confini del disagio psichico”) fra opere d’arte pensanti: Silvano Agosti, Ascanio Celestini, il nostro caro Simone, psicologi e volontari e… assessori. Questi operatori assieme pazienti dei centri per il disagio psichico lavorano al progetto Librarsi, nel quale la lettura di libri rappresenta una riabilitazione… correggetemi se ho capito male slacciati presenti a Torino.
Inizia lo stornello… “E venne Natalino, l’assessore alla felicità senza stipendio e senza portafoglio…”. Eh sì, c’era pure “l’assessore”. Non ricordavo il suo nome, mi ha aiutato Olimpia-memoria di ferro
del gruppo delle slacciate presenti a Torino. “L’assessore” ha letto il suo discorso politico, in cui non ha menzionato le tasse, non ha insultato la controparte politica, non ha parlato dell’euro, non ha dato l’appoggio ad un partito o all’altro… ma ha decantato l’uomo, l’essere umano, il volersi bene ed aiutarsi, la gioia che ne deriva, sebbene lui sia senza stipendio e senza portafoglio.
“E venne Ascanio che si mangiò…il limone!”. Ora Ascanio fa tic-tac come il coccodrillo di cui aveva paura capitan Uncino
. Gli interventi di ognuno erano scanditi dal trillo di un limone, di quelli che si caricano a molla per tenere il tempo per far cuocere l’uovo sodo, ognuno aveva a disposizione ogni volta 5 spicchi-minuti di limone. Ascanio ha detto cose bellissime, per me poteva mangiarsene anche una rete intera, di limoni, perché sarei rimasta ad ascoltarlo volentieri!! Ha parlato di storie di matti… e di presenza o assenza di OGGETTI. I manicomi erano quasi totalmente privi di oggetti, “per l’incolumità dei ricoverati”. Fra i pochi oggetti presenti c’erano le CHIAVI: chiavi per chiudere o aprire le porte, le grate, i cancelli. Per liberare o segregare. Strumento di potere, col loro tintinnio.
La soluzione all’interno del manicomio era chiudere le porte, a chiave…. mentre a casa della signora che ha deciso di togliersi la vita barricata dietro alla porta del bagno, la via di uscita è stata quella di togliere le chiavi, tutte, per eliminare l’isolamento e la solitudine, e di LASCIARE tutti i suoi OGGETTI, che la portano a ritrovare il contatto con la sua realtà, la sua storia. Ascanio ci ha parlato di tante vite, di tante persone in un modo così semplice e così… umano! Ora capisco perché Simone nella copertina del suo CD ha scritto che è uno dei migliori amici con i quali poteva condividere certe cose!
“E venne anche Silvano Agosti”… che ci ha parlato di arte, di ogni vita che è un’opera d’arte. “Fare igiene mentale, è fare in modo che le persone siano felici, e basta poco. Ogni persona per esser felice dovrebbe avere UNA CASA, anche piccola, ma sua; UN LAVORO, ma per non più di tre ore al giorno, perché deve rimanere il tempo e l’energia per vivere la propria vita; AFFETTO: ci deve essere qualcuno che ci accarezza, e se non riceviamo carezze, dobbiamo chiederle, chiedere abbracci, chiedere carezze. La donna deve recuperare la sua femminilità, e l’uomo deve imparare ad ascoltare ed essere affettuoso”.
Ha parlato anche lui di porte aperte, di fiducia verso chi ci sta intorno…sono davvero tante le cose che ha detto, tutte tanto vere, tanto semplici e profonde allo stesso tempo. Ho pensato alla mia vita, man mano che l’ascoltavo ha toccato tutti i miei punti dolenti, e ho pianto.
[Ci voleva tanto per arrivarci Chiara? Si, sono arrivata a riconoscere a me stessa che mi mancano proprio le carezze e gli abbracci, da quando non c’è più la persona che era depositaria di tutta la mia fiducia! E so che mi vergogno a chiederle alle persone che incontro, perché faccio fatica a dar fiducia, a buttarmi veramente fra le braccia di qualcuno! E’ incredibile a volte quanto tempo si perde dietro alla metafisica, alla filosofia, a cercare chissà quali significati, studi di qua e studi di là, guerre fra religioni… quando la chiave di volta della vita dell’uomo è…”semplicemente” AMARSI! Sarei voluta andargli incontro ad abbracciarlo quell’uomo, ma al solito… mi sono lasciata fregare dalla mia testa che si vergognava.]
Gli abbracci e i baci sono però arrivati dal nostro uomo-abbraccio-ascolto, che si avvicina così tanto all’uomo auspicato da Silvano Agosti. Dopo l’incontro Simone si è diretto allo stand della Mondatori, dove lo aspettavano due body gards immensi che facevano da muro tra noi e i riccioli!! A dire il vero ci siamo un po’ scoraggiare vista la ressa, e ci siamo messe da parte.
Il ragazzo che accompagna spesso in giro Simone, con la barba (e mi spiace tantissimo di non sapere il nome perché vorrei ringraziarlo qui), mi ha riconosciuto, o forse ha riconosciuto le nostre 9 matite colorate di slacciate/i, e ha fatto spostare “gli armadi” riuscendo a farci arrivare tutti insieme davanti a Simone che si è illuminato d’immenso e ci ha baciati e abbracciati tutti, felice felice che ci fossimo!! Simo è proprio bello, ha il sorriso buono e privo di protezioni e difese che ha un bimbo quando è felice per qualcosa!! Ci ha invitato a rimanere al concerto della sera con gli Gnu’…che non sono degli orchi o dei nani, ma un quartetto stupendo di archi e flauto.
“e vennero poi gli Gnu…” Concerto nell’arena del bookstock della Fiera. C’erano davvero tante persone, tutti i bambini sotto al palco a guardare quel ragazzo simpatico che si è divertito a cantare, a scherzare, parlare e muovere come non l’ho mai visto fare la sua testona di capelli. Un pubblico eterogeneo: genitori, studenti, bambini, ragazzi, intellettuali. Noi slacciate in prima fila per dire a Simo’ “siamo qui con te!!”. Come in via Asiago hanno esordito con “Le acciughe fanno il pallone” di De Andrè, riarrangiata alla loro bella maniera, e Simo’ gli ha ceduto più volte il palco. E’ davvero una grande emozione sentire vibrare tutti quegli strumenti insieme e la voce di Simone che ha assunto toni ironici e seri e dolci.
Il pensiero è andato alle slacciate e slacciati che non sono potuti rimanere… ma è tornato anche subito in sala rapito dalla coninvolgente presenza dell’uomo-abbaraccio-ascolto-artista. Uno psichiatra presente sul palco, ha detto verso la fine del concerto che osservava le facce e i comportamenti di noi pubblico… e stupito ha detto che Simone produce qualcosa che unisce le persone. Ha ricordato che anche lui era alla manifestazione a Roma, al family day, e anche se era nella piazza dove non era Simone, quella sera ha detto che lo ha sentito vicino… e Simone si è alzato dalla sua sedia e gli è corso incontro per abbracciarlo. Eh…
Finito il concerto… già in ritardo perché la fiera chiudeva alle 22, sono tornati gli amici “armadi” e hanno teletrasportato Simone in una stanza protetta
. Ci è dispiaciuto, perché avevamo una cosa da consegnarli da parte nostra e una lettera scritta dalle slacciate che non son potute rimanere… ma Raffaele dei Gnu ci ha aiutato allungandogliela per noi.
Uscite ormai per dirigersi verso i mezzi, esce Simone sempre scortato, ma ci nota con la coda dell’occhio, dribbla abilmente gli “accompagnatori” e, attraversando contro corrente la coda degli ultimi irriducibili rimasti, torna indietro dicendo “Eh no! Devo salutare le mie bambine!” e ci è venuto ad abbracciare e baciare, noi 4 slacciate rimaste, con tanta dolcezza e affetto. Simo, non so come dirti grazie… per questa tua grande attenzione, per le cose che riesci a dire con la tua musica e i tuoi testi, che riesci a dire con l’ascolto…e bon, finisco poi sempre per ripetermi. T’abbraccio davvero tanto creatura bella!