Archive for May 9th, 2007

A Milano, noi c’eravamo!


E finalmente CIM!

2 maggio 2007, in piena primavera milanese.
Ti aspetteresti di vedere il sole e gli uccellini, ma piazza S. Babila ti accoglie a secchiate d’acqua. L’unica nota di colore è data dalle mucche della Cow Parade in giro per la piazza e dal Teatro Nuovo che fa i dispetti giocando a nascondino fra i palazzi (35 minuti netti per trovarlo).
I numerosi slacciati arrivano presto, carichi di matite colorate e di entusiasmo. Ci sono tutti: giovani, meno giovani e piccoli fans che aspettano l’inizio intonando “Monet” per la mamma.

La serata parte decisa: la piazza intera rimane al buio, e con lei anche il teatro. Poi appare la poetessa Alda Merini, che Simone ringrazierà declamando una delle sue poesie sul palco. Ritornata la luce, finalmente si comincia. Simone si destreggia abilmente tra i personaggi del suo CIM. Cambia espressione, le movenze del corpo perché ognuno di loro ha vita propria, e ne presenta le piccole manie: i 3 pennarelli blu di Giovanni, legato per la vita al cielo, le tessere di Stalin, il cavatappi del Professore, Antonio detto “pendolino” e la sua dolce Margherita. La musica avvolge lo spettacolo, a toni alterni: Simone chiede una benedizione alla Morlacca perché non taglino la luce, poi ricorda Piergiorgio Welby cantando “Legato a te”, quindi gioca con la platea con “Senza” e “Laureata precaria”.

Di colpo torna cereo e grida “ la terapia, Simo’ la terapia!”. Ecco a noi il manicomio: in piedi sulla sedia declama i regolamenti ospedalieri, le lettere censurate dei malati, ci regala stralci del suo documentario. La platea ammutolisce, quasi non respira. E allora ci vuole aria, musica fresca: il giovane capellone saltella per il palco seguito a ruota da Olen (il violinista, che nella foga si fa pure male alla schiena) e produce dieci minuti di delirio canoro: la platea esplode e scatta la prima standing-ovation, ripetuta alla fine per “Ti regalerò una rosa”.

Una serata disarmante, colma di emozioni e di commenti positivi sul “Simone attore”, per molti inaspettato. Una prova? La lunga coda di gente davanti al camerino per fare una foto o anche solo per dirgli “grazie”. E quindi grazie Simone, ci vediamo al prossimo CIM!

[RedazioneSlacciata]

9 comments May 9th, 2007

Oggi a Foggia, prima del CIM

Nel pomeriggio, alle 16.30, Cristicchi incontrerà la stampa nella sala giunta di Palazzo Dogana per poi raggiungere gli studenti, alle 18.00 nell’aula magna della facoltà di Economia, per un nuovo appuntamento del progetto “la Musica gira intorno”, organizzato da Rinascita Universitaria.

[da: teleradioerre.it]

2 comments May 9th, 2007

Pazza Italia

Ma chi l’ha detto che Cristicchi parla di matti e manicomi? Sarebbe meglio dire che questo secondo album del cantautore romano è il chiaro segnale di un artista che liberatosi dai compromessi del primo album, ritrova e sperimenta un impegno sociale e sempre con tono canzonatorio verso il mondo che lo circonda.

[continua su rivistaonline.com]

2 comments May 9th, 2007

Laureata Precaria, a Napoli


[video realizzato e segnalato da Guido]

Add comment May 9th, 2007

A via Asiago, io c’ero! (3)

Panico. Panico. Panico. È Lunedì 23 aprile, come sempre,dopo pranzo mi connetto,un po’ per svago e per controllare la mia posta elettronica: ci sono quattro e-mail nella posta in arrivo, alcune sono catene inutili che mi mandano le mie compagne di classe, un’altra è un abbonamento altrettanto inutile a cui non rispondo mai e che non mi importa assolutamente niente, ma una, solo una oggi mi interessa e il suo destinatario è il mitico Max: nella mail mi comunica che sono una delle fortunate estratte che potrà partecipare all’iniziativa di Radio Uno, a Roma, in Via Asiago per il concerto di Simone.

Rileggo due o tre volte. Dunque: io? Io? No,forse si sono sbagliati: è da pochissimo che mi sono registrata al blog,e ho risposto alla domanda per partecipare solo di botto,con parole non studiate che mi venivano dallo stomaco quasi,cioè quello che penso veramente sui Matti. E poi c’è sempre un pensiero che mi martella in testa: io forse non lo merito neanche,cioè mi sono avvicinata a Simone e alla sua musica, il giorno dopo della sua vincita del Festival di Sanremo,e per me questo è come un giocare slealmente,è stata come una registrazione pensata, perché può aiutarmi nella mia tesina che vorrò presentare all’esame di maturità di quest’anno. Mi sento come se non lo meritassi neanche, ma ormai sono a cavallo.

Nel frattempo,immersa nei pensieri,riesco a parlare al telefono con mamma,e chiedo se posso andare,anzi chiedo se qualcuno mi accompagnare a Roma in qualche modo e anticipo subito che, se nessuno potrà portarmi,andrò da sola in treno,perché in macchina mi sembra un po’ troppo eccessivo. Mamma si arrende alla mia gioia e alla mia volontà di andare,quindi prende mezza giornata di festa a lavoro (cosa incredibile!!). Appena uscita da scuola, volo a casa, viaggiando quasi col pensiero, preparo tutto il necessario, e partiamo, il viaggio di andata è un gioco, ci divertiamo come sempre, cantiamo, ripassiamo le poche canzoni di Simone che conosciamo, e il più delle volte urliamo le parole di cui siamo sicure di conoscere, quasi a voler dire: ”Hei…Ci siamo anche noi,stiamo arrivando…!!”.

Arriviamo molto presto rispetto all’ora dell’appuntamento e giriamo intorno alla mitica Via Asiago, più che altro per evitare di perderci camminando. Arrivano le venti e quindici,ci avviciniamo al portone,c’è già un piccolo gruppo di persone in attesa, con lo sguardo cerco il fantomatico Max e allo stesso tempo cerco anche di dargli un volto. Trovato. Ci presentiamo, mi consegna il biglietto, anche per la mammina. Così siamo tutte contente.

Entriamo,tutti insieme, ma sinceramente io qua dentro c’entro come il cavolo a merenda (come si dice dalle mie parti!!). Ci sono persone intorno a me che conoscono tutto di Simone, indicano il violinista, che è lì a un metro da me. Finalmente comincia il concerto e l’emozione. Simone viene accompagnato, oltre al suo violinista e al mandolinista, da un quartetto:contrabbasso, viola, violino e flauto traverso. L’emozione è molto forte, ma è la musica dal vivo che fa questo effetto. Lo spettacolo di divide fra musica, parole, rossori e lacrime: emozioni forti per le lettere dal manicomio e divertimento per le filastrocche. L’emozione più forte è sul brano “Angelo custode” tanto che vediamo inumidirsi gli occhi di Simone e tutto viene trasmesso a noi del pubblico.

Siamo in cento ma gli applausi sono fortissimi,tanto da non sentirsi più le mani. Dopo il concerto,Simone si avvicina ai fan e si rivela per quello che è: un ragazzo incredulo ed allibito: ad uno ad uno saluta tutti noi che lo stavamo ascoltando fino a poco fa,vuole sapere da dove veniamo, vuole conoscere il nostro nome. Vuol conoscere il parere di ciascuno sullo spettacolo, arrossisce ai complimenti. Si concede a tutti e mette in mostra quello che è: un ragazzo umile e insicuro, ma certo di quel che vuol dire e trasmettere con le sue parole e la sua musica.

Adesso dirò una cosa scontata per chi segue Simone dall’inizio della sua carriera,ma il concerto ha rivelato tutti i suoi volti: sensibile e forte,insicuro e certo della sua sperimentazione, timido, divertente, ironico ed autoironico. È una giornata che sì,si descrive attraverso foto, autografi, ma si descrive soprattutto per quello che lui è riuscito a trasmettere: ed è riuscito a trasmettere cose che finora nessuno, per me, è riuscito a fare.
Così, rimango con tante domande da fargli tipo se posso toccare i suoi meravigliosi capelli o anche se conosce un suo sosia, che così lo cerco finchè non lo trovo.

Cecilia

4 comments May 9th, 2007


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