A Milano, noi c’eravamo!

E finalmente CIM!
2 maggio 2007, in piena primavera milanese.
Ti aspetteresti di vedere il sole e gli uccellini, ma piazza S. Babila ti accoglie a secchiate d’acqua. L’unica nota di colore è data dalle mucche della Cow Parade in giro per la piazza e dal Teatro Nuovo che fa i dispetti giocando a nascondino fra i palazzi (35 minuti netti per trovarlo).
I numerosi slacciati arrivano presto, carichi di matite colorate e di entusiasmo. Ci sono tutti: giovani, meno giovani e piccoli fans che aspettano l’inizio intonando “Monet” per la mamma.
La serata parte decisa: la piazza intera rimane al buio, e con lei anche il teatro. Poi appare la poetessa Alda Merini, che Simone ringrazierà declamando una delle sue poesie sul palco. Ritornata la luce, finalmente si comincia. Simone si destreggia abilmente tra i personaggi del suo CIM. Cambia espressione, le movenze del corpo perché ognuno di loro ha vita propria, e ne presenta le piccole manie: i 3 pennarelli blu di Giovanni, legato per la vita al cielo, le tessere di Stalin, il cavatappi del Professore, Antonio detto “pendolino” e la sua dolce Margherita. La musica avvolge lo spettacolo, a toni alterni: Simone chiede una benedizione alla Morlacca perché non taglino la luce, poi ricorda Piergiorgio Welby cantando “Legato a te”, quindi gioca con la platea con “Senza” e “Laureata precaria”.
Di colpo torna cereo e grida “ la terapia, Simo’ la terapia!”. Ecco a noi il manicomio: in piedi sulla sedia declama i regolamenti ospedalieri, le lettere censurate dei malati, ci regala stralci del suo documentario. La platea ammutolisce, quasi non respira. E allora ci vuole aria, musica fresca: il giovane capellone saltella per il palco seguito a ruota da Olen (il violinista, che nella foga si fa pure male alla schiena) e produce dieci minuti di delirio canoro: la platea esplode e scatta la prima standing-ovation, ripetuta alla fine per “Ti regalerò una rosa”.
Una serata disarmante, colma di emozioni e di commenti positivi sul “Simone attore”, per molti inaspettato. Una prova? La lunga coda di gente davanti al camerino per fare una foto o anche solo per dirgli “grazie”. E quindi grazie Simone, ci vediamo al prossimo CIM!
[RedazioneSlacciata]
9 comments May 9th, 2007