Io al CIM di Mantova, c’ero!

May 8th, 2007 posted by: Max

Sono passati 3 mesi da quando ho visto per la prima volta “CENTRO D’IGIENE MENTALE” in quel di Verona e, malgrado lo spettacolo sia rimasto in gran parte uguale, sia nella struttura, che nei monologhi e nelle canzoni, mi è sembrato diverso, e questo perché, come in ogni spettacolo dal vivo che si rispetti, conta molto lo stato d’animo sia di chi si esibisce che dello spettatore, per cui se in 3 mesi qualcosa è cambiato da entrambe le parti, cambia qualcosa anche nello spettacolo. Allora cercherò di guardare lo spettacolo da 3 prospettive: quella di Simone, quella dello spettatore che ha conosciuto Simone grazie a Sanremo e non ha mai visto C.I.M. e crede di assistere ad un concerto di Simone (credo che a Mantova fosse questo lo spettatore medio), e in ultimo quella MIA.

PROSPETTIVA DI SIMONE
Come riproporre a chi ha già visto lo spettacolo lo stesso spettacolo senza dar loro la sensazione di dejà vu? Cambia qualcosa nelle canzoni e nei testi dei monologhi, riesce ad inserire in uno spettacolo sulla follia, anzi, la “mattia”, quella di un Paese che chiama lavoro temporaneo quel che non è altro che lavoro precario, riuscendo così ad inserire LAUREATA PRECARIA senza problemi (posso dire che io almeno un pezzettino di STUDENTESSA UNIVERSITARIA l’avrei fatto prima?), oppure nel parlare di chi parla da solo introduce LEGATO A TE dicendo “voglio andare a trovare un signore che parla con una macchina, si chiamava Piergiorgio”, accompagna o alterna parti dello spettacolo con spezzoni del documentario (suggestivo vederlo in video e contemporaneamente sul palco sulla sedia gialla declamare “DENUNZIO I MURI DELLA CLINICA”, facendo esattamente gli stessi gesti).

Contemporaneamente c’è la responsabilità di far capire agli altri, quelli per i quali Simone esiste da TI REGALERO’ UNA ROSA in avanti (o magari qualcuno si fermerà lì), qual è il messaggio che lui vuol portare attraverso questi spettacoli, il libro, il documentario, etc, regalando due ore di riflessione seriamente ma senza prendersi sul serio, e allora ecco Simone che ride, scherza, salta, coinvolge il pubblico che canta, batte le mani, fa il gesto di “SIAMO SENZA…. e muove le braccia come fossero ali di una gallina sul ritornello “MI HANNO FATTO UN BEL CONTRATTO CO.CO.CO” di LAUREATA PRECARIA (ma giuro che se avessero aperto le braccia sul finale di TI REGALERO’ UNA ROSA le avrei spezzate a tutti ad uno ad uno, a meno che non lo avesse chiesto lui). Credo che in entrambi i casi l’obiettivo sia stato pienamente centrato!

PROSPETTIVA DELLO SPETTATORE “MEDIO”
Conosce più o meno la tematica dello spettacolo, è rimasto colpito dalla canzone di Sanremo, magari ha comprato il libro e il CD o ha intenzione di farlo, e si dice “vediamo dal vivo che cosa fa”. E ha scoperto un artista completo, uno che sa scrivere un testo teatrale leggero parlando di un argomento serio, che si avvale di ottimi musicisti, che preferisce poche sferzanti parole per descrivere il malessere che ci circonda piuttosto che proporre soluzioni, che guarda nell’anima delle persone e pur facendo raccontare le loro storie mostrando i loro visi, non li ridicolizza come spesso fa la TV (anche con persone che matte non sono) perché lo fa con grande delicatezza. Qualunque cosa egli che si aspettasse da questo spettacolo è diverso da ciò che vi trova, e in qualche modo ne esce cambiato, che sia in positivo o in negativo.

PROSPETTIVA PERSONALE
Quel che in me è cambiato dalla prima volta che ho visto C.I.M, oltre ad essere entrata nel blog, è l’aver letto il libro; ciò ha fatto sì che quei monologhi in cui Simone raccontava i personaggi, mentre l’altra volta mi sembravano solo pezzi di straordinaria bravura, adesso li ho percepiti come pezzi di vita vissuta, e pazienza se qualcuno di quei racconti è inventato, talvolta la realtà è ancora peggiore, e meno poetica, purtroppo; anche le proiezioni dei volti dei matti, chiamati col loro nome, se da un lato sono al limite della violazione della privacy, servono a dare loro un’identità, cosa che quando sei in un ospedale non hai perché sei un numero di letto, o di cartella clinica (ma perché, la carta d’identità, il numero di matricola, il numero in fila al supermercato non è la stessa cosa?). Grande emozione, come l’altra volta, ho provato quando Simone ha letto la Storia dei manicomi, e anche in questo caso, le immagini son state molto eloquenti. Musicalmente parlando amo molto la versione “da teatro” sia di TI REGALERO’ UNA ROSA, che di LAUREATA PRECARIA e, addirittura le preferisco a quelle del CD; LEGATO A TE è poesia allo stato puro, ed egoisticamente mi dispiace che Simone non abbia trovato il modo per inserire nello spettacolo le altre due mie preferite di “DALL’ALTRA
PARTE DEL CANCELLO”, e cioè MONET e LA RISPOSTA. E se devo dirla tutta mi è dispiaciuto non risentire anche la sua versione di NON INSEGNATE AI BAMBINI di Gaber (a Roma so che l’ha fatta)……non mi sembrava che il pubblico di Mantova fosse particolarmente stanco.

Son stata però molto contenta di salutare Simone dietro le quinte e scambiare 4 chiacchiere, e fare finalmente la foto con lui, meno contenta di farmi bloccare dalla timidezza e non chiedergli cose “sensate”, ma solo notizie sul blog, e mi son sentita anche un po’ scema quando gli ho regalato una matita (credo che meritasse qualcosa in più, ma non ero neanche sicura che sarei andata….ci penserò la prossima volta)…….non fraintendete, l’idea delle matite è molto carina, e mi sarebbe piaciuto molto fare un incontro slacciato, ma ho visto che a Mantova la cosa non era stata organizzata, però le matite le avevo, e allora una a Simone gialla e nera l’ho voluta regalare lo stesso, dandole il significato del giorno e la notte, ossia la dualità che è in ognuno di noi, le tenebre e la luce, l’amore e l’odio, la vita e la morte, il bello e il brutto, etc.

Adesso mi aspetto di vedere uno spettacolo diverso, un vero e proprio concerto, un po’ come quello che han trasmesso su Radiouno la settimana scorsa (e che ho prontamente registrato), ma con più canzoni, anche tratte dal primo CD, e spero che Simone non si faccia tentare da spazi ampi, che dal palco quando son tutti pieni possono anche dare un colpo d’occhio suggestivo, ma son meno raccolti e non predispongono all’ascolto, come invece è avvenuto ieri per C.I.M. Ricorda Simò: POCHI MA BUONI!!!!!!

emmegi

Postato in: Io c'ero!

3 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. Matteo  |  May 8th, 2007 at 19:11

    Mi sembra un bellissimo resoconto. Originale ed efficace l’idea delle diverse prospettive: davvero brava emmegi! :-)

  • 2. Chiara di Faenza  |  May 9th, 2007 at 14:47

    Condivido emmegi la cosa del libro: leggere il libro ha dato la svolta anche a me, e se volessi regalare un cd di Simone a qualcuno, prima gli regalerei il libro…perchè solo dopo io ho capito le canzoni. Cd-ducu-libro si completano l’un l’altro.
    Anche io non sapevo bene cosa aspettarmi dalla prima volta che ho visto il CIM, ma son contenta che sia stata quella sorpresa :)

  • 3. emmegi  |  May 31st, 2007 at 16:56

    Nello speciale MONO andato in onda qualche giorno fa su ALL MUSIC dedicato a Simone, c’erano estratti dallo spettacolo di Mantova di cui sopra…..c’è qualcuno che l’ha registrato e me ne può fare un DVD?

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