E anche Bologna! Mi sto ammalando di “fan-ite” e ti chiedo perdono Simone…si, perché sono consapevole che sto rischiando di trasformare nella mia mente l’ ”uomo-meraviglia del creato-Simone” in “mito-Simone”. E allora non mi resta che ricorrere al mio “trucco”
… (si può scrivere qui Max?) Sono “costretta” ad immaginarti… sulla tazza del wc che spingi forte, come tutti
!! E’ un’icona che mi aiuta a ricordarmi che siamo tutti uguali, che non è giusto mettere sul piedistallo qualcuno per due motivi: uno, per rispetto della persona che si ammira, perché è come spersonalizzarla e caricarla di fardelli o significati o ideologie e pretendere-aspettarsi sempre qualcosa; due, per la propria vita, perché come dici tu Simo’, “bisogna avere il coraggio di esporsi nel museo della propria vita”…cioè ognuno è speciale e ognuno è chiamato a fare della propria vita un’opera d’arte. Ci vuole proprio coraggio… mi mette paura, che ho da esporre?
Ti abbiamo incontrato il pomeriggio alla presentazione del docu in via della Liberazione, e appena sei arrivato eravamo pronte in prima fila per “esserti vicine” e incoraggiarti con le nostre matite colorate (con Ivv-Ivana e Murizia) e portarti i saluti di tute/i le/gli slacciati d’Italia!! Di tutto, mi è piaciuto il bimbo che è salito sulla pedana mentre parlavi per darti un mazzetto di roselline bianche, la bimba che ti ha regalato la sua caramella, il ragazzo che ha preso il microfono per dirti di tutto cuore “grazie” perché finalmente c’è qualcuno in Italia che parla di VERITA’, perché dici cose vere, perché hai affrontato questo tema, perché risvegli i pensieri e la coscienza di tutti noi ponendo l’accento sull’importanza di dare attenzione agli altri, la voce di qualche signora e nonna presente che ti ha urlato “Bravo, sei bravo!” e ti ha applaudito per le cose che dici.
E poi la disponibilità verso tutti: autografi, foto, sorrisi veri e dolci di comprensione, abbracci… e ascolto, con tutto te stesso. Ti osservavo, e ho avuto al sensazione che anche con la postura del corpo ti sei traformato in ascolto. “Simone, come fai ad avvicinarti alla sofferenza? Perché hai scelto di parlarne? Cosa ti attira dell’uomo, dell’anima dei matti?”. Riporto qui queste parole: “Ascoltare… con rispetto…le persone. La sedia gialla: io mi mettevo lì e ascoltavo.” il nocciolo della tua risposta. Poche parole, che significano tante cose…e possono suscitare tanti significati a seconda delle esperienze vissute da chi le ascolta o le legge.
Dopo due spicchi e mezzo della pizza mangiata al volo sotto i portici con Ivv e Maurizia il ritrovo davanti al Teatro delle Celebrazioni con gli altri slacciati di tutte le età: mamme e figli, zie, studentesse universitarie, lavoratori, ecc un arcobaleno di matite!! Tutti dentro a vedere il CIM, chi per la prima volta, chi per un bis, e anche chi per un tris! Il pubblico bolognese forse aveva mangiato troppi tortellini e mortadella quella sera e la digestione era lenta
… ma Simone ci ha fatto far ginnastica trasformandoci in galline e sbattere le ali coi contratti “co-co-co”, o svitar le lampadine con “…siamo senza” e si son svegliati tutti in un crescendo fino alla standig ovation durata senza esagerare 5-6 minuti di orologio per le emozioni che ha suscitato con la musica, il ridere, le domande, le prese in giro, le riflessioni.
Mi ero annotata man mano, a mo’ di brain storming, tante cose dette ma non voglio scriver nulla dello spettacolo per non rovinare lo stupore a chi aspetta di vederlo nei prossimi giorni, dico solo che il pensiero e la gratitudine mentre si ascoltano certe canzoni vanno anche a chi ha scritto assieme alcuni testi per la profondità in cui si inoltrano.
Gli ultimi saluti fra slacciati sul cancello dell’entrata al Teatro, e si avvicina una ragazza “Scusate, sapete il numero per chiamare il taxì?”. Era Valentina, slacciata ritrovata! La serata è continuata in allegra compagnia con lei, Ivana e Murizia visto che dovevamo ancora cenare, col ragazzo che ci ha servito incredulo del fatto ci eravamo appena conosciute tutte e quattro e grazie a Simone: “Ah, ma allora dev’essere bravo Cristicchi!”.
Che dire ancora…gioia per la bella persona che è Simone! E’ tanto!