A via Asiago, io c’ero! (2)
May 3rd, 2007 posted by: Max
Ecco… cerco di buttare giù anche io le mie impressioni e i miei pensieri sul 27 di aprile. Quando mi è arrivata la mail che mi diceva che avevo vinto il biglietto per partecipare alla diretta radiofonica sono caduta dalle nuvole… Avevo risposto alla domanda così, per dire anche piuttosto impulsivamente cosa ne pensavo, e inviata la risposta ero già a posto. Non mi aspettavo proprio di capitare fra i fortunati, tanto che me ne ero pure un po’ dimenticata. Naturalmente la sorpresa è stata grande, e la gratitudine verso chi si è dato tanto da fare per organizzare questa cosa per noi slacciati ancora di più!
Allora pronti! Si prepara lo zaino (con flauto e ocarine annessi per suonare poi con gli amici di Roma), si cerca il treno, si viene aiutati dalle colleghe al lavoro per essere libera… tanta gente mi ha regalato quel biglietto! Ho 32 anni, non mi è mai capitato di “fare la fan” di qualcuno, e per Simone mi sono già mossa tre volte: a Bologna alla Feltrinelli, a Torino al Sermig il giorno del mio compleanno e a Roma in radio. Sta accadendo tutto in un periodo particolare della mia vita, che se avessi potuto scegliere, l’avrei scansato, ma le cose capitano… e per fortuna anche le cose belle. Per una cosa persa e tanto sofferta, poi ne arrivano 10 e più di belle se si è attenti a riconoscerle…e a dire il vero queste cose mi hanno anche un po’ “inseguito” presentandosi più volte sotto ai miei occhi.
Quel giorno è stata tutta una corsa: dall’uscita dal lavoro per prendere il treno, a quando son arrivata a Roma per raggiungere all’ostello le altre mitiche slacciate Olimpia e Raffaella, e mezz’ora dopo di nuovo fuori per andare in via Asiago con la paura di arrivare tardi…ma anche tutto divertentissimo. Già da qualche giorno prima ci siamo davvero divertite con scambi “frenetici” di e-mail e messaggi fra slacciate per organizzarci con l’ostello, i mezzi, ecc . E poi… io e Olimpia eravamo davvero contente di poter conoscere di persona anche Max e farci due chiacchiere, peccato poi che il tempo per poter parlare con calma e conoscere un po’ anche gli altri slacciati sia volato tra il prima e il dopo. Adesso parlerò anche delle impressioni suscitate in me da Simone non scalpitate
, ma ci tenevo a dire che la cosa bella di questo biglietto vinto, è stata anche in gran parte l’aver incontrato belle persone, le/gli altre slacciate/i, aver accolto le confidenze di qualcuno che mi ha voluto parlare della sua vita…e la sensazione che ho è che mi arrivato tutto incontro senza che io chiedessi nulla, la sensazione è proprio quella del regalo ricevuto e in un certo senso “non meritato”.
Ma…tra il “prima” e il “dopo”, che c’è stato? Eh…qualcosa di veramente indimenticabile che col pensiero credo tutte abbiamo cercato di condividere con gli slacciati che non son potuti esser fisicamente nella “sala A”, ma c’erano via etere. Prima che iniziasse la diretta, Gerardo Panno che conduceva il programma, si è avvicinato a noi slacciate che eravamo in prima fila e ci ha chiesto incuriosito che significa il termine “slacciati”. “Eh…bella domanda” gli abbiamo risposto, poi Olimpia ha spiegato il significato che vorrebbe avere quel termine. E anche qui mi sono fermata a pensare: forse è anche per questo che mi piace il “mondo Simone Cristicchi”, che non è solo la sua musica, che non sono solo le canzoni ma è tutto il contesto e tutte le persone che ci si ritrovano vicine,chi da anni chi da poco, che ti porta stimoli nuovi, a solleticare la creatività e il pensiero critico individuale sempre e di continuo, che ti porta a ridere o a commuoverti. Mi piace perché è una occasione di crescita e maturazione… e di sana “demenzialità”
, che cozza con la mia quotidianità a volte un po’ piatta e monotona.
Poi finalmente… musica! Mi emoziona sempre ascoltare musica dal vivo prodotta da strumenti “veri”, sentire ogni voce e sentire il tutto: la musica degli archi e flauto dei NewQuartet, la chitarra di Simone e la sua voce, le parole. In più oltre a quello che avete già ascoltato tutti per radio, posso solo raccontare che Simone mi è parso si sia divertito tanto a suonare ed era proprio “carico”, ogni tanto durante i pezzi di intervista son partite risate o battute (vedi su Biagio Antonacci) forse non percepite dalla radio, o sorrisoni mentre cantava, o sua tangibile emozione quando ha cantato Legato a te e lacrime sulle guance di qualcuno, e in sala i piedi di tutti che in un modo o nell’ altro non riuscivano a stare fermi trascinati dal ritmo dei nuovi arrangiamenti, e le mani spellate per l’entusiasmo degli applausi.
Qualcuno qui sul blog ha scritto che Simone ha la capacità di sentire e assorbire i sentimenti o le sensazioni di chi ha intorno… sicuramente ha una grande capacità di ascolto e attenzione verso gli altri, di empatia. Mi è parsa quella sera proprio di vivere in uno scambio di emozioni tra lui e i musicisti e noi, ma emozioni che entrano, si insinuano e si radicano…e cominciano a lavorare dentro per stimolare pensieri…un po’ come se tutti avessero il raffreddore e con tanti starnuti ci si contagia qualcosa. Spero proprio di essermi “infettata”!! Terminata la diretta, si è rimasti una mezz’oretta nella saletta della Rai a conoscere i NewQuartet, a chiacchierare fra noi.
E’ arrivato anche Simone e ci ha ringraziato di essere lì, ci ha chiesto i nostri nomi, da dove venivamo, ha visto il biglietto stampato e ha detto “che bello! Ma questo chi l’ha fatto?”, poi si è seduto sulle poltroncine gialle con noi e ci ha firmato autografi, si è fatto fare tante foto. Siamo dovuti uscire e poco dopo è sceso pure lui, e ancora là fuori foto di gruppo, saluti, abbracci e pian pianino ci siam ritrovati in pochi. Daniela era rimasta da sola a raggiungere di notte la parte opposta della città, ho tirato fuori la cartina di Roma e ci siamo appoggiate al muro a cercare il percorso più breve….
Poi arriva Simone: “Ehi ragazze, ci stan 10 euro qua a terra, stavan proprio qui…, non sono di nessuno, così ti ci puoi pagare un taxi”. Che uomo! Che delicatezza e attenzione!! accorgersi che c’era qualcuno in difficoltà e trovare il modo per non metter in imbarazzo nessuno. Nel cuore è rimasta l’impronta di quel giorno, di cose viste e parole non dette, della tanta bella musica, e un senso di gratitudine.
Chiara
Postato in: Io c'ero!
Ecco… cerco di buttare giù anche io le mie impressioni e i miei pensieri sul 27 di aprile. Quando mi è arrivata la mail che mi diceva che avevo vinto il biglietto per partecipare alla diretta radiofonica sono caduta dalle nuvole… Avevo risposto alla domanda così, per dire anche piuttosto impulsivamente cosa ne pensavo, e inviata la risposta ero già a posto. Non mi aspettavo proprio di capitare fra i fortunati, tanto che me ne ero pure un po’ dimenticata. Naturalmente la sorpresa è stata grande, e la gratitudine verso chi si è dato tanto da fare per organizzare questa cosa per noi slacciati ancora di più!
15 Commenti Aggiungi il tuo
1. Ivana - Ivy | May 3rd, 2007 at 9:09
dici: “Ho 32 anni, non mi è mai capitato di “fare la fan” di qualcuno, e per Simone mi sono già mossa tre volte: a Bologna alla Feltrinelli, a Torino al Sermig il giorno del mio compleanno e a Roma in radio. Sta accadendo tutto in un periodo particolare della mia vita, che se avessi potuto scegliere, l’avrei scansato, ma le cose capitano… e per fortuna anche le cose belle. Per una cosa persa e tanto sofferta, poi ne arrivano 10 e più di belle se si è attenti a riconoscerle…e a dire il vero queste cose mi hanno anche un po’ “inseguito” presentandosi più volte sotto ai miei occhi.”
Cavolo ti capisco.. Io fino a 3/4 mesi fa ero li che fissavo il vuoto, triste e delusa, ma di una delusione che ti toglie tutte le forze.. e poi arriva stò riccioluto. Neanche io ho mai fatto la fan, si, a 15 anni ho spedito un pò di testi a Gazzè, a Silvestri, senza mai ricevere risposta, ma non era fare la fan. Invece arriva, anzi, Torna, nella mia vita stò ricciolone, che mi incuriosisce, per le sue interviste, per quello che dice nelle interviste nonostante la vincita a Sanremo, interviste fuori luogo per essere un vincitore di Sanremo, anomale direi. E vado a comprare il libro. Lo leggo in due giorni, mi travolge. E riprendo a vivere. Anzi, ne comincio una nuova di vita, più intensa di prima, e pensare che credevo che fosse già molto intensa quell’altra. Io, in sta delusione, in questa tristezza incredibile, che mi abissava, mi ritrovo casualmente appassionata ancora di più alla vita. E tutto parte dal libro, che mi da l’input per riosservare, e apprezzare, e criticare, molto più d prima. E ora è tutt’altra cosa.
Spero vivamente di riuscire a ringraziarlo Simone come merita oggi pomeriggio. Grazie a lui mi sono rimessa in moto, molto più curiosa di prima
Ti capisco Chià. Stò uomo non ha idea di quello che sta combinando. non ce l’ha mica, non fino in fondo. E’ molto più di quello che pensa.
2. olimpia | May 3rd, 2007 at 9:39
aaaaaaaaahhh!!! voglio essere la prima a lasciare un commento!!!
… quello che ricevi è quindi più che meritato! perché prima di ricevere tu hai già donato!
bene, volevo ringranziarti Chiara innanzitutto per aver voluto condividere con noi, attraverso il tuo bellissimo resoconto, le emozioni, le sensazioni che hai vissuto lì a roma… ooohhh, “le mani spellate per l’entusiasmo degli applausi” (mi erano diventate viola!), ” i piedi di tutti che in un modo o nell’ altro non riuscivano a stare fermi”!!!, l’aneddoto dei 10 euro! il taxi “gentilmente offerto”, vero Daniela!!!
ma volevo soffermarmi sulla tua frase “… del regalo ricevuto e in un certo senso non meritato”. Sai, credo che tu abbia in comune con SImone la stessa “capacità di ascolto e attenzione verso gli altri” e chi ti sta vicino lo percepisce, sente che anche della più piccola confidenza tu ne farai dono prezioso e la custodirai come una perla rara!
ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato in questi due giorni romani, per la tua presenza e soprattutto per la tua vera amicizia. ti voglio bene Chiara!
olimpia.
3. LuCiA | May 3rd, 2007 at 11:48
Grande Chiara!!! Sei riuscita a descrivere in maniera fantastica le mille emozioni di un gruppo di Slacciati catapultati in una serata speciale…Simone è veramente un grande uomo…
4. ChiaraS | May 3rd, 2007 at 12:25
Grazie di cuore anche a te, Chiara, per questo resoconto ricco di quel senso di dolce sorpresa che accompagna la scoperta di qualcosa di sorprendentemente bello… soprattutto se lo si vive in un periodo non esattamente tranquillo… proprio come si trattasse del famoso raggio di sole tra il grigiore di una mattinata nuvolosa. Al momento sono materialmente costretta ad essere “solo” spettatrice a distanza… ma grazie a voi mi sento assolutamente in viaggio. E ne sono davvero felice… ogni giorno di più.
5. chiara di roma | May 3rd, 2007 at 13:30
Ciao Chiara, ti ho conosciuta fuori dalla Rai, ero sola, e del gruppo di certo la più grande, tanto da farmi stare in disparte, quasi a vergognarmi di provare le vostre stesse emozioni forti, nonostante non sia più una ragazza. Quando vengo agli appuntamenti da Simone, viene sempre con me mia figlia Serena, ed io mi nascondo dietro di lei, ed affronto meglio il mio essere fan tra i giovani. lo so che non c’è un limite di età per stimare un artista, ma voi siete talmente lontani dal mio mondo, fatto di lavoro, famiglia, casa, spesa e figli, che mi sento fuori luogo.
Comunque la voglia di seguire Simone, è più forte di ogni cosa e così eccomi a leggere e ad informarmi su qualche nuovo appuntamento. Un caro saluto a tutti gli slacciati e a presto.
6. Chiara di Fa(s)enza | May 3rd, 2007 at 14:51
Chiara ti ho fatto una foto con Simone se ho ben capito chi sei, se la vuoi avere contattami via e-mail o messenger a kia29@hotmail.com che te la mando.
Ma che dici sentirti fuori luogo perchè hai casa, famiglia, lavoro, spesa? vie’ qua che ci abbracciamo!! Che capperini, caso mai sei da ammirare!! ll bello è… che ognuno arriva con la sua storia, il suo bagaglio, e ha voglia di aprirsi a stimoli nuovi. Ognuno di noi ha la sua casetta sulla spalle, piccola o grande, e solo lui sa quanto pesa. Ancora un abbraccio, Chiara.
7. Daniela - prato | May 3rd, 2007 at 15:42
X Chiara di Roma. C’ero anche io alla rai, ti ho visto quando eravamo intente a farci fare autografi e foto. Tu hai chiamato tua figlia al telefono l’hai fatta parlare con Simone. Non vedo niente di male nel manifestare il proprio affetto a persone che se lo meritano come Simone. Ce ne fossero di più persone come te. Di solito la gente se sente dire “fans” pensa subito a teeneger e/o adolescenti, ma fortunatamente non è così, e meno male che ci siamo noi che alziamo la media dell’età!
8. elisa | May 4th, 2007 at 12:14
Sapete come vedo questo bellissimo mondo di slacciati?
Vedo un quadro magnifico fatto di emozini forti,di parole difficili da dire,di esperienze belle e brutte,di amici che non si sono mai visti ma che si vogliono bene,di pensieri fuori dalla vita di tutti i giorni,vedo un quadro in cui il tempo si ferma e ciascuno può fermarsi e ascoltare ciò che ha dentro senza paura di farlo,di questo oggi si deve vivere…oggi bisogna avere il coraggio di sentire le proprie emozioni senza vergognarsi,di parlarne,di scriverle, di gridarle…le emozioni sono l’unica cosa che in questa società ci permettono di distinguerci,sono i colori del nostro quadro…
Grazie Slacciate,grazie perchè guardare questa splendida opera d’arte è stupendo,grazie al nostro fabbricante di canzoni,lui fa nascere i colori dentro di noi..
un abbraccio a tutti,un abbraccio a Simone.
9. chiara di roma | May 4th, 2007 at 13:03
E’ vero, è il nostro Simone che mette insieme il sentimento di tutte noi e che fa uscire la parte migliore che è racchiusa nella nostra anima. Grazie a lui, grazie a Chiara di Faenza, grazie a Daniela di Prato. grazie a tutti gli slacciati che amano Simone ed il suo modo di esprimersi in questo mondo con tanti lacci.
Spero che presto ci saranno altre date, per poterci incontrare e conoscere meglio. Con affetto Chiara. Un caro saluto a Simone.
10. *ILA* | May 4th, 2007 at 13:22
Chiara, Ivy… io di anni ne ho quasi 34 e ho fatto il vostro stesso percorso.
I cantautori che mi comuncavano grandi cose, grandi emozioni e che anche un po’ mi facevano da guida si stavano riunendo tutti in cielo, in terra nessuno era rimasto ad emozionarmi così tanto…io che senza musica non so stare… la mia vita reale era un casino pazzesco, piena di problemi uno dopo l’altro,senza un attimo di respiro, a momenti manco uscivo più di casa, non me ne fregava nulla di nulla, totalmente apatica.
A volte basta che qualcuno ti dia il “là” e riprendi il cammino: il mio motore di ripresa è stato anche Simone.
E sapete una cosa? Alla mia tenera età sono rinata grazie anche ad un artista e lo sto seguendo il più possibile anche dal vivo, nei vari incontri, negli spettacoli… perchè quando una cosa, una persona, una parola, un ritornello ti fanno star bene non c’è cosa più terapeutica che lasciarsi travolgere dalle emozioni, anche solo per un momento, per una sera, per un’ora…per avere un po’ di benzina necessaria ad affrontare tutto il resto.
11. chiara di roma | May 4th, 2007 at 14:45
cara ILA, non so chi siano i tuoi autori che si sono riuniti in cielo, ma desidero raccontarti la mia storia. Sono stata e sono una delle persone più vicine a Umberto Bindi. Negli ultimi anni della sua vita, l’ho seguito e l’ho assistito nella sua lunga e penosa condizione e malattia. Quando due giorni prima di morire lo imboccavo in ospedale e lo spronavo a mangiare e a tirarsi su, lui mi guardava, con tristezza e rassegnazione e mi diceva con un filo di voce “sono stanco, basta …”. Quando se n’è andato vedevo tutto nero e non riuscivo a trovare una musica ed un artista degno del titolo di “cantautore”. Poi Simone in un appuntamento a dicembre, ad una festa per Natale, ha nominato le persone scomparse che avrebbero ancora dato tanto alla musica italiana, e ha nominato Bindi: mi si è accesa una lampadina nella mente. Eccolo ho detto finalmente un giovane degno di quel titolo CANTAUTORE. Per sempre grazie Simone, loro di certo dal cielo cantano e battono le mani per te.
12. *ILA* | May 4th, 2007 at 15:14
Umberto Bindi… conosco alcune delle sue canzoni, ce n’è una (non molto conosciuta) che ricordo particolarmente e mi mette i brividi ogni volta che la ascolto, si intitola “Ho imparato a vivere da solo” se non sbaglio.
I miei cantautori sono Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano e Giorgio Gaber (che ancora non conosco benissimo ma che ho imparato ad apprezzare).
Quando Simone nello spettacolo li ha nominati mi sono scesi i lacrimoni.
Sono persone che non ho avuto la fortuna di incontrare ma che hanno segnato e segnato tutt’ora la mia vita con le loro canzoni, molte delle quali sono vere e proprie poesie musicate.
13. Titta -Cecilia | May 4th, 2007 at 15:22
Con tutta sincerità e ammirandoci mi sembra di vedere una bella e grande famiglia: fatta di varie età,ma di amicizia anche se nella maggior parte dei casi non si riesce a dar volto a quell’amicizia.
Ma la cosa più importante è che c’è. La mia registrazione al blog è davvero neonata,ma mi sembra che siano passati anni,perchè ognuno di noi mette qualcosa in tavola e quel qualcosa aiuta sempre qualcun’altro,e conta.
Grazie a tutti gli slacciati,grazie a tutti quelli che riescono a fare in modo di mettere insieme più persone con lo stesso punto di riferimento: Simone,la sua voce,le sue parole,la sua musica,i suoi strumenti,i suoi sguardi e i suoi gesti,che ci fanno da accompagnamento durante questa pesante vita quotidiana.
Un sorriso.
14. chiara di roma | May 4th, 2007 at 19:47
X ILA
La canzone di Bindi che tu dici, è C’E’ VOLUTO TEMPO. Non è molto conosciuta, ma è poesia in musica. Mi fa piacere che tu la conosca.
X Titta
Anche io è poco che sono qui, ma mi sembra di parlare con persone conosciute da molto tempo. E’ l’effetto Cristicchi !
Ciao a tutti.
15. Leda Vizzini | May 6th, 2007 at 14:10
Che bello legere queste cose… é vero, l’effetto Cristicchi è miracoloso! Anche io mi metto accanto a voi che avete ricevuto così tanto da questo Cantautore pieno di ricci…
aver modo di vedere come si possa comunicare tanto anche senza guardarsi negli occhi è grande!
Simone parla al cuore e in questo blog non si fa altro che la stessa cosa… Baci a tutti, siete persone bellissime!
Leda
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