Perché proprio le matite (slacciate)?

senza lacci
Avvertenza:
Dopo la lettura è possibile l’insorgere di una leggera emicrania.
Non consultare il medico, è normale.
Specie per chi “slacciato” non è.

Potrei dire che uno dei miei primi pensieri è stato verso la matita dell’economista Leonard E. Read. Una matita parlante, e che diceva: “nessuna singola persona al mondo sa come costruirmi“. Aveva ragione: un oggetto apparentemente semplice, ma composto di materiali (il legno, la mina di grafite, il pezzetto di metallo vicino all’estremità della matita, la gomma) che vengono prodotti in paesi lontanissimi l’uno dall’altro (Canada, Sri Lanka, Cile, Indonesia, per esempio), coinvolgendo, direttamente od indirettamente, una quantità impressionante di persone e di lavoro. Poi, quasi magicamente, tutto questo processo “tecnologico” finisce nella singola matita, così come la conosciamo.

La matita è anche un oggetto per così dire “caldo”, diverso da una fredda biro di plastica, insomma. Non solo: è uno strumento di scrittura che ricorda l’infanzia, specie se si pensa alle matite colorate. E’ anche fragile, e necessità di una cura costante (il temperamatite). Ed ancora: col tempo e con l’uso si consuma e diventa sempre più piccola, costringendo a modificare il modo stesso di scrivere. Ma soprattutto (ed è per questo che mi sono convinto dell’idea) è impossibile non associare la matita alla gomma. Ecco: le matite slacciate non assumono posizioni integraliste, assolute, definitive e/o irrevocabili, bensì “scrivono leggero” e sono pronte a correggersi, a cancellare cioè parte di quello che hanno scritto, e col solo fine ultimo di… migliorarsi. In questo senso le matite (che pensano e ri-pensano) sono davvero rivoluzionarie ed anticonformiste, e vanno contro la tendenza dominante di questi nostri “Tempi Velocemente Immobili” dove per provare di “esistere” occorre urlare e/o assumere posizioni di certezza senza possibilità di esitazione alcuna. Le matite, invece, sono forti proprio della loro naturale ed orgogliosa provvisorietà e debolezza. E tutto questo, appunto, senza farsi costruire da una singola persona. Tantomeno da una sola ed unica opinione.

[Max]

  • Da oggi, Max, la matita diverrà il mio simbolo… Perché io ho sempre fatto del relativismo la mia bandiera, contro ogni posizione assoluta, a favore del cambiamento, della provvisorietà, dell’ apertura verso le opinioni degli altri. Grazie per avermi dato un nuovo stimolo.

  • Grazie Max!!

  • Altro che mal di testa… In un contesto sociale in cui si usa sempre meno il proprio cervello, la matita colorata è allo stesso tempo il simbolo della necessità di rientrare veramente in sé stessi e del bisogno di accogliere gli altri, anche ma non solo per esserne accolti. E senza essere gusci di noce nell’oceano…
    Grazie davvero.

  • E’ bellissimo quello che hai scritto Max. Grazie di cuore.

  • Grazie Max per la bellissima spiegazione, in merito alla quale ero molto curiosa… :)

    Splendida immagine, quella della matita colorata che viene costruita da mani diverse per poi diventare una cosa sola… che richiede cura, e che a seconda delle cure che riceve si modifica e modifica il suo modo di scrivere… che sa disegnare tratti marcati, ma è anche disposta a cancellarne in ogni momento una porzione, per poi ritratteggiarla se sbagliata… che può passare lieve sul foglio, sfumata, accettando di vedere mescolate le proprie sfumature a quelle di altri colori, e di dare vita ad un affascinante mosaico sempre diverso… che, tra le dita di un bambino o di un adulto, può raccontare fantasie e dipingere mondi in assoluta libertà…

    Non penso si sarebbe potuto trovare oggetto più rappresentativo del pensare Slacciato… grazie… :)

  • La matita mi accompagna da sempre, visto che da sempre, ovunque vado mi porto dietro un libro… fa parte di me a tal punto da essere ormai imprescindibile. Non avevo mai riflettuto sulle cose che hai scritto, Max, però da oggi questo piccolo oggetto colorato avrà per me un nuovo e più intenso significato.
    Grazie per questa riflessione! :-)

  • questa spiegazione delle matite slacciate è una spiegazione sana e salutare… che rispecchia la necessita’ a cui noi dovremmo rispondere su noi stessi. La preferisco di gran lunga, una volta tanto ai ricordi tristi del passato: anche il passato si può correggere…. ;)

  • Grande Max!ottima interpretazone…! molto filosofica, ma allo stesso tempo semplice..tutto quello che hai scritto mi da un grande senso di libertà, libertà di espressione, di comunicare, di esprimersi…senza aver paura di dire la propria opinione e senza aver paura di poterla cambiare!!!

    Ciao e buona serata a tutti!!
    Mara(milano)

  • …l’ho sempre detto…dal primo momento che ho messo gli occhi qui…che ero capitata nel posto giusto…nel posto che mi esprimeva veramente…in cui mi rispecchiavo…e mi rispecchio ancora oggi…questo punto di vista sulle matite non fa altro che confermare la mia convinzione…e ora mi sento più slacciata di prima!!bella Max…..bella mossa!!

  • Ecco come rispondere a chi definisce qualcuno “incoerente” solo perchè non si fossilizza in fanatismi o perchè ha il coraggio di affermare ad alta voce “ho cambiato idea”

  • Ieri a Torino abbiamo sperimentato il primo incontro di matite slacciate e direi che è andata più che bene…è stato un OTTIMO segnale di riconoscimento che ha permesso un piccolo ma bel riallaccio slacciati…però mi sa che qualcuno si è perso nella folla purtroppo..alla prossima mi raccomando, in alto e ben visibili le matite! ;-)

  • e le matite hanno un profumo così buono…
    E’ una bacchetta magica in grado di trasformare le cose in ogni ’senso’.
    Mi dispiace solo che il mio sogno sia stato utilizzato da un film, ma un giorno spero veramente di poter ricevere in regalo un bel mazzo di matite colorate ben temperate. Quanti fiori possono nascere in punta di matita!;-)

  • Sul City di oggi,nella rubrica “Un blog al giorno” di Stefano Gallarini si parla delle matite slacciate…andate sul sito del quotidiano…che purtroppo mi da’ errore se lo scrivo qui…facendo una ricerca su google si trova facilemente…

    …scaricate il quotidiano in basso a sinistra,quello di Bari ad esempio,
    andate a pagina 11 lo trovate sulla destra!! ;-)

  • Wow
    non c’è rappresentazione più attinente a ciò che voglio essere …
    non ciò che sono perchè so che il mio esse è in continuo cambiamento e guai se non lo fosse ..allora sarei morta e la mia esistenza diverrebbe inutile e irrisiria …

    una matita …

    Ellis

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