A Napoli, io c’ero! (3)
March 20th, 2007 posted by: Max
Questa ve la voglio raccontare. Ho passato la notte tra domenica e lunedì in uno stato di dormiveglia causato dall’eccitazione per l’incontro e dalla paura di non svegliarmi… quando guardo l’ora e mi accorgo che sono le 5:15… del pomeriggio!!! Non ce la farò mai a raggiungere la Feltrinelli in un quarto d’ora… disperata schizzo per casa cercando di fare prima possibile, e intanto penso: “Questo è un sogno. Ora mi sveglierò e scopriro che sono ancora nel mio letto”. Ma questo non succede. A un certo punto, però, mi ricordo delle rose che la sera prima avevo messo in un vaso… potere dei ricordi… (o delle canzoni…?) mi sveglio nel mio letto, e l’incubo è ben lontano dall’avverarsi!
Tra tutte le persone sedute per terra in attesa dell’ arrivo di Simone ci sono anch’io, nelle primissime file, con in mano la mia copia del cd con dvd, chiedendomi se il suo autografo non starebbe più che bene sul pezzetto di cielo raffigurato all’interno della copertina… Intanto le persone in attesa aumentano sempre di più, ce n’è per tutte le età, dai ragazzi come me agli adulti, vedo anche tanti bambini. E finalmente Simone arriva, sorride a tutti, e si comincia.
Come qualcuno prima di me ha detto, il giornalista che intervista Simone continua a chiamarlo Daniele, ma lui non se la prende, e così, tra i racconti del suo viaggio nel mondo dei manicomi e tra aneddoti tristi e altri più “leggeri”, tra le domande urlate e con qualche provocazione fuori luogo, e quelle che faticano a venire fuori se non quando è troppo tardi (come le mie), il tempo scorre veloce, troppo veloce.
Le emozioni si inseguono e corrono insieme alla musica che Simone ci regala, con ironia, serietà, e con un sorriso che non si spegne mai. E’ tempo di mettersi in fila per fargli un complimento da vicino, di stringergli la mano… finalmente tocca a me, e ancora adesso mi stupisco quando ripenso alla sua espressione di gioia nel momento in cui gli ho detto quanto mi fosse piaciuto il disco e il dvd!!! La sua timidezza, così preziosa e rara, è una delle cose che mi porterò sempre dentro ricordando questa serata. Torno a casa con tante emozioni nel cuore, e con la dedica di Simone proprio su quel pezzetto di cielo.
GRAZIE!!!
Annalisa
Postato in: Io c'ero!
Questa ve la voglio raccontare. Ho passato la notte tra domenica e lunedì in uno stato di dormiveglia causato dall’eccitazione per l’incontro e dalla paura di non svegliarmi… quando guardo l’ora e mi accorgo che sono le 5:15… del pomeriggio!!! Non ce la farò mai a raggiungere la Feltrinelli in un quarto d’ora… disperata schizzo per casa cercando di fare prima possibile, e intanto penso: “Questo è un sogno. Ora mi sveglierò e scopriro che sono ancora nel mio letto”. Ma questo non succede. A un certo punto, però, mi ricordo delle rose che la sera prima avevo messo in un vaso… potere dei ricordi… (o delle canzoni…?) mi sveglio nel mio letto, e l’incubo è ben lontano dall’avverarsi!
Come qualcuno prima di me ha detto, il giornalista che intervista Simone continua a chiamarlo Daniele, ma lui non se la prende, e così, tra i racconti del suo viaggio nel mondo dei manicomi e tra aneddoti tristi e altri più “leggeri”, tra le domande urlate e con qualche provocazione fuori luogo, e quelle che faticano a venire fuori se non quando è troppo tardi (come le mie), il tempo scorre veloce, troppo veloce.
3 Commenti Aggiungi il tuo
1. Anonymous | March 20th, 2007 at 20:42
che meraviglia!! presto andrò anche io a vedere Simone in qualche sua data!! che emozione!! ps. il libro è semplicemente fantastico!! ciao
simona
2. Annalisa | March 21st, 2007 at 12:34
Stupendo! spero che passerai bellissimi momenti come è successo a me
Il libro lo comprerò prestissimo!!
Ciao SImona!
3. MARCO PATRUNO | March 21st, 2007 at 13:15
VIVA I CANTAUTORI!
Viva i cantautori! Viva coloro che sanno dare profondità anche alla parola più banale. Viva coloro che sanno dare perfezione alla frase più difficile e complessa. Viva coloro che sono capaci di tramutare una serie di frasi nel volto di un’opera d’arte. Viva coloro che sanno trasformare un brutto e orripilante ranocchio in un bellissimo principe azzurro. Viva coloro che hanno smesso di raccontare egoisticamente se stessi e si sono messi al servizio del mondo e della società, anche a costo di perdere l’innocenza e di non essere più bambini. Viva coloro che hanno deciso di essere testimoni di realtà e storie spesso dimenticate dai notiziari televisivi e di vite che vengono scritte nei trafiletti ai margini dei quotidiani, quindi di essere per eccellenza degli etnografi della marginalità. Ben vengano finalmente coloro che sanno dare popolarità gli argomenti più impopolari, sacrificando l’evasione lasciando il posto alla riflessione e alla discussione.
MARCO PATRUNO
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