Il mio primo pomeriggio completamente libero dall’inizio dell’anno… Niente studio… Niente lavoro… Qualche ora per me, in completa calma! Nonostante questo ho perso il treno!!! Cavolo… Il prossimo arriva alle 16.35, solo venticinque minuti, e se ci fosse gente? E se ci fosse fila? E se NON MI FACESSERO ENTRARE?! Vabbè… Incrocio le dita, alla fine la Feltrinelli è a due passi da Santa Maria Novella! Mi godo l’oretta di viaggio seduta a fianco di una coppia di turisti americani: “miss, are you a real tuscan girl?” “yes I am!”, e finalmente sono a Firenze!!
Volo giù dal treno, se mi sbrigo un po’ in cinque minuti sono alla libreria… E se non ci fosse ressa potrei anche comprare un paio di testi che mi servono… Ma no… oggi niente soldi spesi “seriamente”… Presa dalla fretta mi scontro con una persona e: “Selma?!?! Sei tu?” Cooosa?!?! Valentina, una mia ex compagna di classe!! Non la vedo dal liceo!!! “Sai- mi dice- vado a Bologna, ho il treno alle 17.30.. .”. “Ehm ehm, io invece vado a fretta, ehm cioè di fretta… vabbè dai… un caffè veloce, son 6 anni che nn ti vedo!!”. Si son fatte le 16.55!! E’ un impresa disperata… “Ciao ciao!! E’ stato bello rivederti!! A fra sei anni! Alla prossima stazione”.
Corro verso via de’ Cerretani… Non c’è fila fuori! Sono le 17.05… Queste cose iniziano sempre in ritardo, speriamo! In effetti sono ancora tutti in attesa!! E’ la mia giornata fortunata!! C’è un po’ di gente… Qualcuno è affacciato al balcone del piano di sopra, qualcuno è riuscito a sedersi. Un po’ di ragazzine, un po’ di mamme con bambini… Ma anche uomini ben vestiti e ragazzi sui venticinque, come me… Riesco a scivolare vicino alla postazione del pc… Mi ingegno per mollare la mia borsa pienissima sulla sedia del commesso… E in quel momento entra Simone!
Un grande applauso, un saluto agli amici di Firenze, un ricordo del tempo passato qui. Si parla subito del libro, del documentario, dell’esperienza di Sanremo, una voce limpida e qualche accordo di chitarra ed ecco “Laureata Precaria” e “Legato a te” e…
…E poi tutto è sfumato… E’ passato in secondo piano, e adesso sto scrivendo, sforzandomi di ricordare il nome del signore che introduceva Simone, le risposte di Simone alle sue domande, i miei goffi tentativi di usare la macchina fotografica nuova, pagata la metà del mio ultimo stipendio (nn perchè particolarmente costosa lei ma perchè particolarmente basso lo stipendio!), ma niente, queste immagini sono andate!
Sono bastate le poche parole di una signora con una sciarpa colorata… Una vocina flebile, incrinata dalla commozione che ha detto “Simone, io soffro di una malattia mentale, ed è bello che con la tua canzone tu abbia parlato anche di me, tu mi abbia regalato un’emozione, è per questo che adesso sarò io a regalarti una rosa”…
Mi “risveglio”, la signora della Feltrinelli come un maresciallo invita a mettersi in fila, scorrendo da destra a sinistra, con libro e cd già pronti… E’ una catena di montaggio, non si può perdere tempo! …Non mi va! Decido di andare a fare quattro passi sul Lungarno prima di tornare alla stazione, ho già avuto quello che cercavo oggi! Voglio solo conservare questa bella sensazione, un filo di pensiero che spero non si perda… L’idea che con poche parole e una melodia si possa ancora fare qualcosa, si possano muovere anche solo per un attimo le corde più nascoste dei nostri indaffaratissimi cuori…