Dall’altra parte delle recensioni

In realtà, a ciò va aggiunto il buon lavoro svolto per il nuovo album, ‘Dall’altra parte del cancello‘: undici tracce – compresa quella sanremese – che cancellano definitivamente l’idea di Cristicchi interprete solo divertente, come ‘Vorrei cantare come Biagio Antonacci’ aveva fatto credere a parte del pubblico. Coloro che avevano colto la giusta chiave di lettura “critica” anche in quel brano-tormentone, ritroveranno la capacità di una critica più profonda – ancorché in toni ironici – nelle nuove ‘Laureata precaria’ (sequel di ‘Studentessa Universitaria’), ‘Non ti preoccupare, Giulio’ (con Leo Pari, Pier Cortese, Marco Fabi) e ‘L’Italia di Piero’, che cantano rispettivamente il problema del lavoro sempre più evanescente, la fine tragicomica dell’italiano medio e il qualunquismo (o “voltagabbanesimo”) che ha sostituito le storiche contrapposizioni di pensiero.

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Sono passati gli anni e Simone ha fatto non uno ma due festival di Sanremo: uno ha rischiato di vincerlo tra i giovani (ed è stato preceduto dal desaparecido Riccardo Maffoni) e l’altro l’ha vinto con la magnifica “Ti regalerò una rosa”, presente su questo disco. Nell’intervallo ha vinto tutto quello che c’era da vincere: Targa Tenco per l’esordiente, Recanati, Premio Charlot per la canzone comica, il Premio Giorgio Gaber, quello Carosone, il Premio Mei, il Lunezia e lo Zecchino d’Oro non per limiti d’età. Quindi ora è acclarato: Simone è un grande cantautore e “Dall’altra parte del cancello” è un signor disco.

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Come si intuisce dal suo titolo, l’album ci porta dunque al concetto di confine tra il mondo dei “sani” e quello dei “matti”. La nuova tracklist si compone di 11 intensi brani che prendono in esame l’attuale società Italiana a cominciare dal tema della migrazione, presente nella cover di apertura L’Italiano una versione integrale del celebre brano di Cotugno che nell’ultimo verso recita: “Sono un italiano, un italiano…nero”. Al di là delle proprie e personali opinioni etico-religiose si parla poi di pietà, con il brano Legato a te somma di pensieri che Cristicchi dedica a Piergiorgio Welby. Presente il tema della precarietà giovanile con la “seconda parte” del brano Studentessa universitaria che diventa automaticamente Laureata precaria ed è presente anche il tema dell’amore assoluto in “Monet”

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