Ultim’ora: Speciale Tg2
March 8th, 2007 posted by: Max
8 marzo
Tra poco (ore 20:50) in coda al Tg2 (Rai2) 10 minuti dedicati a Simone.

PS - Poi non perdetevi questa sera il Maurizio Costanzo Show (Canale5, ore 00:00): fidatevi, ne vale la pena. Tra l’altro, si potranno vedere molti estratti del dvd documentario “Dall’Altra Parte Del Cancello”.
Postato in: televisione
28 Commenti Aggiungi il tuo
1. iosononessuno | March 8th, 2007 at 21:00
ottimo intervento
grande simone…
nano nano
2. francesca | March 8th, 2007 at 21:19
ho visto i 10 minuti del tg2.. non si può parlare di malati mentali con un neurologo…. sembra di essere tornati indietro di trent’anni… lavoro in una casa di cura psichiatrica e non posso accettare di sentir dire da un medico che i pazienti psichiatrici non hanno coscienza di malattia. non si deve generalizzare.. alcuni non sanno di essere malati,molti altri purtroppo sì.. suggerirei al tg2 di chiamare uno scienziato della materia (psich-iatra:medico che cura la mente) come esperto la prossima volta.. è come chiamare uno psichiatra a parlare di emorragia cerebrale o di sclerosi multipla…
simone, ancora complimenti per essere riuscito a portare all’attenzione un tema così delicato e importante.. in clinica siamo tutti con te!
ciao! francesca
3. Silvia | March 8th, 2007 at 21:23
spettacolarizzazione un corno…. te ne sei uscito pulito pulito!!!
é assurdo… quando non si parla di cose serie e perchè non se ne parla, quando c’è qualcuno che si espone ed espone il suo sacrosanto pensiero su un tema così scottante lo si critica…
insomma, la verità è che è proprio lì il problema: nella paura di discuterne, di renderlo parlabile.
In definitiva da dove nasce il pregiudizio se non dalla paura e dal “non-detto”!!!
Ancora una volta sono dalla tua parte.
4. Marco | March 8th, 2007 at 21:32
Ogni volta che ascolto “Ti regalerò una rosa” mi vengono i brividi… Domani spero di riuscire ad andare alla Feltrinelli a vedere Simone che reputo davvero un grande artista!
5. Debora | March 8th, 2007 at 21:42
Grande è chi oggi riesce ad essere sensibile ed umile non schierandosi dalla parte dei vincenti, ma dalla parte di chi realmente ha bisogno di farsi sentire. Grande Simone, hai toccato il cuore della gente!!!!!!!
6. Bruno | March 8th, 2007 at 21:42
Comprato ieri il tuo cd dvd e libro.Cosa dirti? Che ho finito di leggere il libro questa mattina alle 7, che mi son dato malato a lavoro e che tutt’oggi mi sono ascoltato il tuo album ed è fantastico. Salto per l’italia di piero,canticchio laureata precaria e mi commuovo con legato a te. stasera mi vedrò il dvd. grazie per tutte le emozioni. spero di conoscerti e stringerti la mano. verrò il 14 alla feltrinelli di roma. un autografo a cd e libro,porto io la penna. ciao grande
7. Nicole | March 8th, 2007 at 21:50
Spettacolarizzazione: questa bella gente non ha avvero capito niente.
Forza Simo!
8. annalisa | March 8th, 2007 at 22:01
ti regalero’ una rosa e’ una poesia dolce e struggente,una canzone che ti accarezza il cuore lasciando il segno e portandoti a riflettere in questa quotidianita’ fin troppo stressante e superficiale. Grazie Simone, dietro quella tua buffa capigliatura c’e una mente sensibile e intelligente. Auguri per il tuo progetto.
9. irene | March 8th, 2007 at 22:02
sei unico.. la tua sensibilità supera tutti i confini di pregiudizi ke si sono potuti creare su questo delicato argomento..quando ho ascoltato la tua canzone per la prima volta le lacrime mi sono uscite come una coscata.. non le ho provate a trattenere perchè non sarebbe stato possibile,inultile uno spreco di tempo.. ma sono felice di avere versato delle lacrime di commozione per una canzone così..mi avresti dovuto vedere,io come una scema a piangere davanti alla televisione.. ma forse è meglio essere scemi e pazzi perchè solo così potremmo capire un mondo stupido come questo dove ci sono persone ke dicono ke la tua canzone spettacolarizza la malattia mentale..ma come dici tu in una tua canzone “IO PREFERISCO I MATTI KE NON ACCETTANO RICATTI E COMPROMESSI E DICONO QUELLO KE PENSANO..” è vero.. sei un ragazzo molto sensibile e te ne devi fregare degli scemi ke ti criticano x le bellissime parole ke hai scritto..ps: ti consiglierei di fare una canzone sugli adolescenti malati oppure cechi..magari facendoti aiutare da uno di loro
10. Fu | March 8th, 2007 at 22:19
Credo tu abbia toccato un tabù, una paura che alberga in ognuno di noi. La paura della follia è ciò che più ci allontana dalla nostra creatività e dalla possibilità di ascoltare e aiutare l’altro. Grazie per avermi ricordato di essere anche un pò matto!
11. alberto | March 8th, 2007 at 22:25
A metà canzone già le lame del ricordo liberavano lacrime prigioniere da tempo.
Grazie per avermi resituito una emozione irrisolta.
Alberto
12. Bianca Dama | March 8th, 2007 at 22:33
ho visto il tuo intervento. non ascoltare le critiche, chi ti segue ed ama riesce a comprendere le tue intenzioni, che non coincidono certo con la spettacolarizzazione di un problema cos’ grave, che hai saputo affrontare con coraggio e sensibilità.
i miei complimenti quindi
continua sempre così
.la bianca dama.
13. Mike Portnoy | March 8th, 2007 at 22:45
Questa l’avete vista?
14. francesca | March 8th, 2007 at 22:49
non ho ascoltato attentamente la canzone la 1 sera del festival, ma appena lo ascoltata per bene nn ho + pensato fosse una canzone ma mi sono ritrovata all’interno di un “manicomio”o meglio di fronte agli occhi di mio zio,chiuso li xche’ epilettico negli anni ‘40, quando era solo un bambino ed oggi uno come il tuo Antonio, che mi raccontava ,attraverso le tue parole, il suo unico sogno, quello di poter volare verso la sua nuova vita………. grazie Simone.
15. Marina Bellini | March 9th, 2007 at 0:00
Suvvia ragazzi, perchè mai tapparsi le orecchie? Se ci sono polemiche, contestazioni, indignazioni, critiche, significa che è stato toccato un nervo scoperto della nostra società. Perciò ben vengano le critiche, si ascoltino, e si esulti per l’effetto!
Che poi la forza di Simone sta più nel lavoro che c’è dietro, nel percorso fatto, anziché nella canzone. La canzone è solo il pretesto finale, la goccia necessaria a far traboccare il vaso.
16. Stefania | March 9th, 2007 at 0:26
Dedico la tua canzone a mio fratello. Nelle tue parole ho rivisto lui ed i miei occhi si bagnano ancora adesso. Ti sei avvicinato al mondo della follia per curiosità e sensibilità, io mi sono trovata nel mezzo mio malgrado. Mio fratello è cosciente di essere malato. A volte tiene gli occhi bassi perché la luce lo colpisce, mi dice che le fantasie gli servono per difendersi, a volte le parole sono interrotte, a volte il suo sguardo si perde nel vuoto. Credo che la follia faccia paura perché è imprevedibile. La follia sfugge alle mode, alle stagioni ed agli orari. Mio fratello è seguito dal CPS. Abbiamo trovato persone splendide come pure in passato gli infermieri e dottori del reparto psichiatrico dell’ospedale Sacco di Milano. Anche se faccio un lavoro creativo e che mi piace, mi sono sentita una merdina in confronto a quelle persone. Non ho mai scritto sui blog prima d’ora. Volevo ringraziarti di aver offerto uno spunto per portare alla luce questi problemi. Almeno soltanto per non dimenticare. Chissà mai se leggerai questo messaggio. Grazie ancora. Ste
17. Maria Francesca | March 9th, 2007 at 0:56
Ho appena visto Simone da Costanzo (ah ecco, è appena ricominciato). Ti regalerò la rosa sempre bellissima e Simone sempre grande nell’interpretazione, è una canzone che non ci si stanca mai di ascoltare. Ma quella regia, le inquadrature… pessime, a mio parere. E la platea di Costanzo assolutamente inadatta. L’unica cosa che mi fa piacere è aver riascoltato Simone cantare… posso rifargli i complimenti?
18. Silvia | March 9th, 2007 at 1:01
e sono ancora qui…ad asciugare una mia lacrima dopo un altro dono che ci hai fatto cantando stasera!
19. emilia | March 9th, 2007 at 1:16
Hai aperto il mio cuore con la tua semplicità geniale. E i tuoi occhi mi hanno infuso la delicatezza di un bambino che ha aperto troppo presto gli occhi sul mondo, con la tua dolce rassegnazione, fatta di uno sguardo tenero, ingenuo, ma caustico e mai indifferente. Grazie Simone. In mezzo alla baraonda del cinismo, della rassegnazione e della mediocrità, è sempre emozionante vedere che esiste qualcuno spiccatamente sensibile.
20. tatiana | March 9th, 2007 at 1:34
Grazie per il tuo animo, per la tua gentilezza, per la tua spontaneita’…per il tuo sentirti quasi spaesato sul palco…per far fatica a credere che quello che ti sta girando intorno….ti sta girando intorno….grazie per aver dato voce a chi non ce l’ha…
21. Elisabetta | March 9th, 2007 at 8:34
Grazie per evermi dato ancora un motivo per vivere, se al mondo esistono persone come te continuerò a lottare per incontrarne una.
22. claudia | March 9th, 2007 at 10:02
ma te la regaliamo noi una rosa Simone..!
sei veramente geniale.. è un piacere starti a sentire, e quando canti e quando parli
23. lunablu81 | March 9th, 2007 at 10:13
Ho visto il Maurizio Costanzo show ieri sera e il fatto che pure il vecchio leone cinicone si sia commosso (e ha detto di essersi commosso anche quando ha sentito la canzone la prima volta) la dice lunga sulle emozioni che questa canzone ha provocato in tutti. Ancora più grande il fatto che Simone sia ancora stranito (l’ avete visto ieri? ihihihi..) per il grande impatto che è riuscito ad avere sulle persone.
Io conosco il problema della malattia mentale solo indirettamente : ho uno zio autistico, fratello di mio padre, ma l’ho visto pochissimo nella mia vita perchè abita a Salerno e io sono di Milano ; mio padre molti anni fa ha avuto problemi di dissociazione mentale poi è riuscito a curarsi, è arrivato ad un passo dall’essere ricoverato in manicomio ma io non ricordo nulla di preciso, ero molto piccola, l’unico ricordo, confuso, che ho è un periodo in cui era come se non ci fosse. Io stessa ho sofferto di depressione intorno ai 20-22 anni a causa di zavorre che mi trascinavo da anni e c’è stato un momento della mia vita in cui ho pensato di imitare Antonio, pensavo di non avere più niente da fare qui…..forse non conosco da vicino i ‘matti’ ma conosco benissimo la sensazione di vuoto, di inutilità che causa la consapevolezza di avere un disagio di vivere e l’ impotenza che delle persone care che ti sono accanto e non sanno come aiutarti. Volevo perciò ringraziare Simone che continuerò a seguire d’ora in poi perchè la sensibilità e la serietà che ha dimostrato occupandosi di questi problemi merita di essere riconosciuta.
eli
24. ROSSELLA | March 9th, 2007 at 10:41
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIEEEEEEEEEE!!!
GRAZIE perchè con le tue canzoni riesci a trasmettere tutto il tuo animo e la tua sensibilità e mi fai sentire meglio in questo mondo così sporco, e perchè mi hai fatto capire che a volta è MEGLIO PREFERIRE I MATTI, PERCHè DICONO QUELLO CHE PENSANO E NON ACCETTANO RICATTI E COMPROMESSI… NON SI CONFONDONO CON GLI ALTRI, NEL BENE E NEL MALE RIMANGONO SE STESSI…
continua così’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! sei il migliore
rossella91
25. Veronica | March 9th, 2007 at 13:49
Ciao Simone…
ho appena finito di leggere il tuo libro.. ho provato un’emozione incredibile e adesso nella mia mente risuonano quelle frasi e quelle parole che ho letto…
Se le persone che criticano il fatto che portare “il manicomio a sanremo” è solo un modo per “spettacolarizzare…” , si ritengono “normali”.. .io sono felice ed orgogliosa di definirmi “MATTA”….
26. GENNY '78 | March 9th, 2007 at 17:39
IERI ERO AL PARIOLI E TI HO VISTO DI PERSONA…… X PARTITO PRESO NON GUARDO MAI SAN REMO, MA ASCOLTO MOLTA RADIO… è UN PERIODO NO E NON LA ASCOLTO DA UN MESETTO …NON AVEVO ANCORA ASCOLTATO X INTERO LA TUA CANZONE… IERI MI HAI COMMOSSO: CON LE TUE PAROLE, CON LA TUA CANZONE E SOPRATTUTTO CON LE IMMAGINI CHE SCORREVANO MENTRE CANTAVI! BRAVO! GENNY DA ORBETELLO
27. agata | March 9th, 2007 at 18:50
La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.
(I. Svevo, La coscienza di Zeno)
Ogni malattia è un problema musicale. Ogni cura è una soluzione musicale.
(Novalis)
Fa bene essere qualche volta malato.
(H.D. Thoreau
Io sono un uomo sano. Ma sospetto sempre negli spasimi degli ammalati qualche ricchezza che non ho. La mia salute rischia, a volte, di diventarmi troppo semplice di trasformarsi in pesantezza, in banalità.
(E. Colorni)
Grazie Simone !
28. ChiaraS | March 9th, 2007 at 19:51
Che dire… non sono mai stata una ammiratrice di Simone… conoscevo ben poco di lui e, lo ammetto candidamente ( pur vergognandomene ora con il senno di poi ), ascoltando “Vorrei cantare come Biagio” o “Studentessa universitaria”, io, abituata a ben altri generi musicali, ho storto il naso convinta che si trattasse dell’ennesimo giovane “sfornatormentoni”, in grado di vivere lo spazio di una stagione e poi inevitabilmente destinato all’oblio artistico. E invece… la folgorazione è avvenuta sulla Riviera Ligure la scorsa settimana
: mi sono letteralmente innamorata di “Ti regalerò una rosa”… mi sono ritrovata ad ascoltarla e riascoltarla senza riuscire a trattenere le lacrime, lacrime di commozione profonda, avendo vissuto molto da vicino sia per motivi professionali, sia per motivi strettamente familiari, l’esperienza del rapporto con i “matti”… guardavo quell’artista sul palco, la struggente intensità con la quale dava voce al disperato amore di Antonio, la dolce poesia che cozzava, armoniosamente, con la durezza di quel dolore. Ero stupefatta dal coraggio dimostrato nel proporre alla kermesse canora più tradizionalista del nostro Paese un tema che di tradizionale non ha nulla… e ho capito che Simone Cristicchi aveva ben poco a che vedere con l’idea che mi ero fatta di lui. Così ho cominciato a tifare apertamente e spudoratamente :d per la sua vittoria… e quando è arrivata, mi sono messa immediatamente, FELICE, alla ricerca di un luogo dove potergli dire GRAZIE… un luogo tramite il quale poter comprendere e conoscere qualcosa in più di Simone e della sua genesi artistica, un luogo tramite il quale poterne seguire esperienze e avventure ! Così… eccomi qui nel mitico blog, che da qualche giorno spulcio e rispulcio silenziosamente, divertita e spesso sorpresa, comunque contentissima d’avervi scovati ! 


Ovviamente grazie a voi non perdo più un solo appuntamento televisivo o d’altro genere : ieri ho seguito sia l’intervento a “10 minuti” che quello al “Maurizio Costanzo Show” : dal primo sono rimasta alquanto negativamente colpita, e non per demerito di Simone, quanto, più che altro, per le tante parole al vento che vengono pronunciate con prosopopea dai cosiddetti “addetti ai lavori”. Era prevedibile che “Ti regalerò una rosa” avrebbe fatto discutere, avrebbe sollevato polveroni e scosso gli animi… e che purtroppo avrebbe offerto il fianco a critiche più o meno costruttive, come sempre quando si toccano tematiche sociali calde, ancor più se colpevolmente trascurate. Ma sentir parlare di “spettacolarizzazione della condizione del malato” è alquanto triste. Come è triste che chi conosce la realtà della malattia mentale perchè si adopera giorno e notte per combatterla, per migliorare le condizioni di vita di chi ne soffre, per regalare speranza e forza a coloro che credono di non avere più nè l’una nè l’altra, possa schierarsi contro una canzone… anzi, peggio ancora contro un progetto, portato avanti con straordinaria delicatezza, straordinaria sensibilità, straordinari rispetto e coraggio. Ma tant’è. Quel che conta è che Simone si faccia forte dell’affetto, della gratitudine, del calore, dalla fiducia, della comprensione di tutti quanti in questi giorni si stanno stringendo intorno a lui ed al suo progetto, e ne tragga la giusta spinta a non fermarsi.
Quanto al “Costanzo Show”… che dire… ennesima, fortissima emozione, ogni volta apparentemente, e forse realmente, sempre nuova. La canzone è una poesia di commovente bellezza, il video ne è lo splendido corollario esplicativo, da brividi puri. Costanzo e De Sica commossi, il pubblico in standing ovation… come potrebbe essere altrimenti, quando si arriva al cuore in modo così diretto e potente. Ma più d’ogni altra cosa, mi han lasciata di nuovo affettuosamente basita l’incredulità dipinta sul viso di Simone, il suo sorriso timido e dolce, quella tenera e sincera sorpresa, così poco comune sul volto dei cosiddetti “vip”, di fronte a scroscianti attestazioni di gratitudine e stima. Come se tutto lo straordinario lavoro da lui svolto in questi anni, quella sconvolgente e affascinante esperienza che descrive e racconta sempre con saggezza, sensibilità, intelligenza, profondità, ironia, fossero talmente “normali” da non meritare tanto clamore . Non mi resta che quotare Costanzo : Simo è una cosa diversa. E, personalmente, mi auguro lo resti sempre.
Grazie a “Ti regalerò una rosa” ho scoperto un giovane, bravissimo artista, con un animo sicuramente fuori dal comune. Perla rara in un mondo come quello della canzone, e dello spettacolo in genere, nel quale approssimazione, mancanza di talento, divismi vari, involucri di spaventosa vuotezza la fan da padroni. Ne sono davvero felice… forza Simo…
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