La sedia che vedremo ha una sua storia: “L’ho trovata a Vignola (MO), a una Festa dell’Unità. E’ vecchia. Ma io stavo cercando un oggetto per il mio spettacolo e mi è sembrata perfetta. E così l’ho portata nel mio viaggio per i Centri d’igiene mentale e i manicomi da cui è nato un documentario. A poco a poco per me è diventata un simbolo: l’oggetto del mio fermarmi ad ascoltare. Ad ascoltare tutte le storie sconvolgenti che mi raccontavano. Per questo la porterò con me sul palco in quel manicomio che è Sanremo…”
Lei è un ammiratore della poetessa Alda Merini che è stata tra i grandi esclusi da questo Sanremo con conseguente accesa polemica. Cosa pensa di questa bocciatura?
“Adoro Alda, che tra l’altro ha affrontato l’esperienza della reclusione in manicomio e mi ha offerto la sua testimonianza per il mio libro e documentario. Quanto agli intellettuali esclusi come Levi Montalcini, Hack, Sanguineti, dico che mai come quest’anno sono arrivate tante proposte musicali da “non cantanti”. Sanremo, nel bene e nel male resta un evento legato alla tradizionale canzone melodica italiana. Ci può stare che Baudo censuri chi non rispetta certi canoni estetici. Peccato per la Merini, ci avrebbe emozionati tutti”.
Della canzone e del libro-recital abbiamo parlato. Che ci dice dell’album?
“Si intitola Dall’altra parte del cancello, come il documentario che ho realizzato viaggiando per l’Italia. Racconta storie stralunate e reali di chi sta ai margini, soffre oppure è insofferente. Esce il 2 marzo. Dentro ci troverete una versione hard rock di L’italiano di Toto Cutugno, dove il ritornello è stato cambiato in “sono un italiano, un italiano nero”. Poi c’è la seconda puntata di Studentessa universitaria, intitolata non a casoLaureata precaria. Infine tengo molto alla canzone Legato a te, dove immagino un colloquio tra Piergiorgio Welby e la macchina che lo teneva in vita”.
«I matti sono punti di domanda senza frase, migliaia di astronavi che non tornano alla base» canta Simone Cristicchi in «Ti regalerò una rosa». Potremmo definirlo, questo Sanremo, un «Festival del Teatro Canzone», più vicino a Gaber e più lontano da Ramazzotti e Baglioni.
«Dice che Sanremo rispecchia il paese. E allora rispecchiamolo davvero». Paolo Rossi questo suggerimento lo vuole prendere alla lettera, scrive Gino Castaldo su la Repubblica. «Il regolamento del Festival dovrebbe essere adattato ai tempi, sono fermamente contrario a questa votazione uninominale alla tedesca. Ci vogliono alleanze, coalizioni, appoggi. Io sono pronto. L’idea mi è venuta insieme a Daniele Silvestri. Vogliamo contattare Simone Cristicchi, magari per le politiche giovanili. Poi chiederemo l’appoggio esterno di Nada. Ci vuole un capolista prestigioso, maturo, ci avete pensato? Ma sì, secondo me deve essere Dorelli, più o meno la stessa età di Prodi. Poi per tranquillizzare ulteriormente i moderati possiamo imbarcare Mango. E Milva ovviamente, ma forse è troppo rossa. Ci vuole un programma politico… Ma certo, dobbiamo buttare giù i dodici punti su come condurre la canzone leggera in Italia».
Dalla postfazione del libro “Centro di Igiene mentale“:
Quell’indirizzo internet che trovi all’inizio di questa Prefazione-Appendice è il luogo d’incontro e di contatto di tutti gli amici, gli estimatori, i collaboratori, i simpatizzanti di Simone. Lo sappiamo, si usa dire Fanclub (o fun club, a seconda dei casi e del divertimento…) ma noi preferiamo usare un altro termine al posto di “fans”: gli “slacciati”. Tutti gli slacciati che seguono il Cristicchiblog dal 2005 partecipano con idee, entusiasmi, creatività personali in un dialogo continuo con la musica ed il percorso artistico di Simone.
Il blog non coltiva “l’immagine” di Simone: coltiva l’immaginazione di chi ama il suo percorso artistico! Di questo sincero dialogo anche questo non-libro conserva ampie tracce e testimonianze: alcuni racconti qui pubblicati provengono, infatti, da un concorso di narrativa breve ospitato dal blog; oppure, fondamentali collaborazioni per la realizzazione del documentario video sono nate proprio dall’interazione con il blog e dalla condivisione di saperi, abilità diverse, disponibilità di tempo, persone.
La struttura aperta, orizzontale, non gerarchizzata della Rete è stata quella che più rapidamente ha saputo interpretare e supportare la proposta artistica di Simone. Ognuno di noi, ognuno degli amici “slacciati” di Simone, ha potuto condividere la propria piccola quantità di “sana follia”, contagiando Simone col proprio affetto e lasciandosi contagiare dalla sua energia, dall’entusiasmo che mette nel fare ogni cosa che fa.
Ne farà di interviste in questi giorni, Simone Cristicchi. Ed allora mi sono ricordato di quelle e-interviste (domande e risposte via e-mail) fatte in tempi non sospetti, ben prima cioè che fosse anche solo immaginabile la chiusura del contratto discografico con la SonyBmg. Una sorta di confronto tra amici che trovo ancora interessante (ma non dovrei essere io a dirlo). Per chi ne ha curiosità, ripropongo quelle che sono state a suo tempo pubblicate anche qui sul Blog senza lacci:
Quando Stalin ti incontra ti fa il suo sermone politico poi ti mette fra le mani una tessera telefonica ed esclama: “Benvenuto nel club!”. Nello stanzone in fondo al corridoio c’è Giovanni Blu, un ragazzo autistico che passa le sue giornate a colorare paesaggi. In tasca tiene sempre tre pennarelli a punta grossa per riempire tutto il cielo, e guai se resta a secco. Nessuno direbbe che anche il Professore è matto: è capace di declamare a memoria tutti i canti della Divina Commedia. Poi però si interrompe sempre sul più bello e ti chiede se gli hai portato il cavatappi, anche se a che cosa gli serva non si è mai capito. C’è una gran bella compagnia nei Centri di Igiene Mentale raccontati da Simone Cristicchi, luoghi anche immaginari, che gli permettono di esprimere al meglio il suo talento di cantastorie contemporaneo.