Intervista slacciata

Dopo innumerevoli peripezie, la Redazione Slacciata è finalmente riuscita ad intervistare Simone! Ecco le sue risposte, arrivateci via mail e…decisamente senza lacci.

RS: La tua valigia si arricchisce di un altro premio prestigioso. Riguardando questo ultimo anno e mezzo di successi e riconoscimenti c’è qualcosa che faresti diversamente? Cosa desideri che possa avverarsi in futuro e cosa invece temi?

S: Guardandomi pochi passi indietro, penso di aver commesso qualche errore, dovuto alla poca esperienza con i mezzi di informazione e all’ingenuità di chi si affaccia per la prima volta davanti a milioni di persone. Probabilmente avrei dovuto evitare di partecipare ad alcune trasmissioni televisive che poco si confacevano con il mio mondo, e che a poco sono servite in termini di credibilità. Tempi troppo veloci che ti schiacciano e non ti offrono niente se non la possibilità di apparire. Per il futuro mi auguro di riuscire a mostrare a tutti il lavoro che sto portando avanti, sia il documentario sui Matti (tra le persone che ho intervistato Alda Merini, Vinicio Capossela, Samuele Bersani, Morgan, Caparezza, Niccolò Fabi, Pier Cortese, Momo), sia il libro di racconti (in uscita a Marzo 2007). Sono entrambi progetti legati alla tematica della malattia mentale (che brutta espressione “malattia mentale”, eh?), che come sapete mi sta particolarmente a cuore. Mi piacerebbe organizzare proiezioni del docu nelle scuole, e, perché no, anche nei cinema. Forse è solo un sogno, ma ormai mi sto abituando a vederne realizzati tanti… Naturalmente, se voi Slacciati volete, potrete aiutarmi a realizzare questo progetto, nelle vostre città.

Poi, da Febbraio ho intenzione di fare una piccola tournèe del CIM, visto che stanno arrivando molte richieste, e questo mi riempie di gioia, anche perché lo spettacolo è molto migliorato… ora è più “completo”. Infine, Mi piacerebbe non essere più apostrofato per la strada come “quello di Biagio Antonacci”. Ma questo penso che sarà difficile, purtroppo.

RS: Luigi Tenco: c’è qualcosa di questo artista che ti ha, in qualche modo, insegnato come far musica o scrivere testi? Qualcosa che non hai trovato in altri?

S: Ci sono canzoni che possono essere cantate solo da chi le ha scritte (vedi Paolo Conte). La voce dell’artista che le interpreta è l’elemento fondamentale che le rende uniche. In Luigi Tenco trovo questa rara caratteristica. Oltre ad altri mille pregi, come quello di aver scritto la storia della canzone italiana, per un’Italia che non lo meritava. C’è chi obietta che Tenco fosse schiavo del suo personaggio. A mio avviso, invece, Tenco è l’esempio lampante (insieme a pochi altri, come Piero Ciampi) di quanto l’uomo e l’artista possano essere una cosa sola, stare allo stesso livello. So per esperienza che è una cosa molto difficile, specialmente per le persone con un minimo di sensibilità. Figuriamoci questi grandi artisti.

Se lo posso dire, questo è il più grande insegnamento che mi ha lasciato Luigi Tenco. Non so se la scelta del suicidio sia stato un atto di coerenza, o meno. Probabilmente, l’audience dell’epoca si meritava Orietta Berti. Mi rattrista solo pensare che uno come Tenco , oggi avrebbe molti più problemi di allora.

RS: Nel mondo della Musica, in Italia, cosa c’è secondo te da cambiare o migliorare? Cosa manca e cosa invece abbiamo di meglio rispetto al mercato internazionale?

S: Sembrerà una cosa banale, ma ci vorrebbero delle trasmissioni che si occupino di musica! Giro canale, cerco…Non ci sono. Penso alla meraviglia di D.O.C. di Gegè Telesforo, o alle trasmissioni di approfondimento musicale con Renzo Arbore… Parlo di trasmissioni dove si suonava rigorosamente dal vivo, e si intervistava il cantautore, lasciando spazio anche a domande del pubblico… Mi sembra ridicolo dover andare a cercare “qualcosina” in mezzo alla squallida esterofilia che ci dobbiamo sorbire ovunque. Ma non è il caso ora, di mettermi a parlare di quella “valanga di merda che ogni giorno mi invade il salotto” (come direbbe Gaber).

Secondo alcuni dati che ho letto qualche mese fa, la quasi totalità delle radio italiane trasmette il 75% di musica straniera (U.S.A. & Getta). Forse sarebbe il caso di cambiare rotta, altrimenti si rischia un naufragio. E non mi vengano a parlare dell’audience, dei picchi d’ascolto e stronzate simili. Qui tratta di rispetto ed educazione. Nonché di un certo patriottismo, se in questa sede mi è permesso “bestemmiare”! Queste scelte di direzione artistica contribuiscono in modo profondo all’omologazione dei gusti della “massa” . Lo trovo sconcio. Come è ridicolo incappare, per caso, nella visione di meravigliosi spettacoli teatrali alle due di notte in tv.

Se c’è una cosa che cambierei è proprio questa. Obbligherei per legge a passare il 50% di musica italiana e il restante 50% di musica straniera senza però tralasciare generi musicali come il Jazz o la musica etnica, che hanno la stessa (a mio avviso maggiore) dignità di ciò che ci propina il Rapper catenato e miliardario di turno, o una puttana di plastica americana. Io non voglio ritrovarmi a subire la musica. La voglio amare. Spengo la tele. Metto un cd. Ciao.

RS: Con quale collega duetteresti volentieri in concerto e con quale x un’incisione e perchè?

S: Molti. Troppi. Mi piacerebbe poter duettare con Giovanni Allevi, oltre che per un fatto estetico (siamo quasi identici), perché sarebbe un’esperienza. Gli chiederei di suonare Angelo Custode, e secondo me sarebbe bellissima. Il sogno impossibile? Battiato. Mi piacerebbe molto coinvolgere l’attore Ascanio Celestini (che al momento stimo più di qualsiasi altro artista), nella scrittura di una canzone. O uno spettacolo insieme… Perché? Provate ad andare a un suo spettacolo. Consiglio da amico. Cantare con Daniele Silvestri, magari! O Sergio Cammariere. O con i Baustelle… eh, adesso cominciano ad essere troppi! Mi fermo, con Lucio Dalla. Ma si… Voi chi mi consigliate?

RS: Dal Blog Senza Lacci apprendiamo che stai lavorando a delle nuove canzoni: possiamo aspettarci un nuovo album per il prossimo anno? Saranno tutti brani nuovi oppure avremo finalmente l’opportunità di risentire alcune “inedite storiche” alle quali molti tuoi fans, soprattutto i tuoi concittadini, sono da tempo affezionati?

S: Vi scrivo proprio da questa casetta che ospita lo studio di registrazione. Sto preparando il nuovo disco. Per ora ho il titolo. Di canzoni nuove, non ne ho. Per ora registro suoni gutturali, e strane dissonanze provenienti dal mio stomaco. Oltre a cani di campagna! Scherzi a parte, spero di sfornare qualcosa di interessante, ma non dovrò dirlo io. (Posso?) …shhhhh! Posso anticipare che ci sarà una sorta di proseguimento di Studentessa Universitaria. Le mie “figlie” nascono spontaneamente in questi pomeriggi autunnali.

Accanto a me c’è sempre il genio Francesco Musacco, che asseconda con grande pazienza anche le idee più assurde, anzi, spesso le rende ancora più assurde di come le avevo pensate. Oltre al suo talento, ha una grande velocità di esecuzione. Quindi buttiamo giù tante idee che poi andiamo a smussare e a migliorare, dopo innumerevoli ascolti che faccio nel percorso in auto la notte, dallo studio a casa…. Sarà comunque un album variegato e colorato come il primo. Non so fare diversamente. Ci saranno anche arrangiamenti “rock” (si può dire?).

Non so se andare a ripescare vecchie canzoni. Tra quelle che ancora non mi hanno stancato: Il cimitero degli elettrodomestici, Cristallo e Buonanotte. Ma spero di partorire qualcosa di meglio ancora. Sicuramente prenderò il premio come Album concepito e registrato nel minor tempo! Vorrei inserire nell’album alcune lettere di San Girolamo, recitandole con una bella musica di sottofondo. Che ne dite? Due possono bastare?
E Prete? La inserisco nella track list?

Intanto vi saluto e vi ringrazio davvero di cuore dell’affetto. Spero di esserne degno.
Possiamo fare tante cose insieme!

A presto, dal fabbricante di canzoni.

Con affetto crescente
Simone

[di Redazione Slacciata]

  • sei sicuramente un poeta simone e ti ringrazio io personalmente perchè,anche se sono una semplice studentessa di un liceo scientifico psico pedagogico vicina alla maturità, capisco quanto sia nobile quello di cui tu hai parlato! mi hai riempito il cuore e lascia stare tutte quelle persone che non apprezzeranno questa canzone…tu vai dritto perchè sei fantastico!
    ancora complimenti

  • Scusa il mio italiano di primo elementaro…ma a quanto riguarda Eminem…c’e qualcosa di questo rapper che ti ha insegnato a fare musica o scrivere testi? Come sapete, anche lui dimostra il corraggio di parlare e sentire e vedere (tipo anti-Giulio, naturalmente).

    * Maurizio dal Canada

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