Quel mascalzone di “Ombrelloni”

C’è una canzone nel tuo disco che riflette sulle logiche commerciali delle case discografiche che spesso impongono agli artisti di produrre canzoni estive ed orecchiabili infarcite dai soliti termini come “sole”, “sabbia”, “mare” ecc. La canzone in questione tu l’hai scritta, si chiama “Ombrelloni”, ma è piena di parolacce e termini forti quasi a boicottare queste esigenze di scrittura a comando. Credi che questa provocazione sia arrivata?
SIMONE - Sicuramente “Ombrelloni” vuole demolire lo stereotipo delle canzoni scritte a seconda delle stagioni. Negli anni passati mi sono sentito dire da molti discografici e direttori radiofonici che dovevo scrivere di temi leggeri e scanzonati, per arrivare al grande pubblico. Per protesta contro questo sistema ho scritto quella canzone, che molto probabilmente però non diventerà il singolo estivo… all’interno ci sono troppe parole “politicamente scorrette”, e se dovessimo operare un’autocensura la canzone si ridurrebbe ad un’unica successione di bip!
[l'intervista intera è su ilmalscalzone.it]
