Archive for May 7th, 2006

E la storia (slacciata) continua

Scritto di getto (e quindi con errori, orrori ed inevitabili omissioni), un rapido aggiornamento della storia/biografia di Simone al tempo passato remoto.

Il 23 settembre infatti nacque il tuo CD “Fabbricante di canzoni”, ed anche la Morlacca potè finalmente cantare la sua filastrocca. Alcuni tuoi fan iniziarono a fotografare il tuo CD nuovo di zecca nei posti più improbabili partecipando al folle concorso “Ovunque Fabbricante”, mentre il giorno dopo fosti premiato in Val Camonica da un gruppo di umoristici Sciamani.

Il 30 settembre andò poi in onda su RadioUno Rai un tuo intero concerto, in diretta da quella mitica sala A di via Asiago che nella memoria dei suoi archivi conserva persino la voce di “the Voice”. Ma mentre la storia di una “Studentessa Universitaria” circolava per l’etere radiofonico ed un webmagazine americano sceglieva il tuo Fabbricante come “Album of the Week”, un Cammello ti invitò a festeggiare il suo sesto compleanno, su RadioDue Rai. Al cammello regalasti qualche canzone e la cruna di un ago.

Da quel momento in poi si susseguirono una serie di incontri, esibizioni, interviste e concerti dei quali è impossibile tenere conto senza fare i conti con il tempo di chi scrive (troppo poco per una sintesi efficace come gradirebbe il filosofo Pascal). Basti ricordare che riuscisti a mettere insieme incontri con studenti universitari (a Roma, Catania, Arezzo e Perugia), ed apparizioni televisive e radiofoniche di ogni genere. Ma soprattutto iniziò la tua avventura con il “Centro di Igiene Mentale”, spettacolo teatrale che ti fece conoscere sotto la luce di altri riflettori e per altro tipo di riflessioni musicali e non. Il 27 novembre fosti premiato al MEI come artista rivelazione.

Il 5 dicembre ti fu comunicata la vittoria del Premio della Critica di “Musica e Dischi” come migliore opera prima del 2005 ed inziarono ad agitarsi le indiscrezioni per una tua eventuale presenza al Festival di Sanremo. Il 23 dicembre la notizia fu ufficiale: “Che bella Gente” sarà alla 56ma edizione del Festival.

Arrivò così l’anno 2006 e l’11 gennaio partecipasti al concerto dedicato al Poeta Sergio, recentemente scomparso. Il 27 dello stesso mese uscì il tuo terzo singolo “Senza”: oscurata in Italia dall’imminente Festival nazionale, quella canzone raccolse un sorprendente interesse in terra di Russia.

Il 5 febbraio festeggiasti il tuo 29mo compleanno al The Place di Roma, come un pesce in un zodiacale acquario. Il 28 febbraio calcasti il palco di Sanremo con la tua ultima provocanzone: “Che bella gente”. Gonfiato e scoppiato nel nulla il caso “Big Onion”, dopo due esibizioni arrivasti alla serata finale di sabato vinta dall’amico Povia con la canzone “Vorrei avere il becco”.

Nel mese di marzo continuasti il tuo tour di teatro-canzone a Vercelli ed a Modena, mentre fu realizzato il video della canzone “Che bella gente”. Al Rolling Stone di Milano ti unisti il 26 marzo a tanti altri musicisti e produttori per sostenere la riduzione dell’Iva al 4% sui CD.

Aprile non fu un dolce dormire. Impossibile ricordare tutte le tue avventure: copristi in lungo ed in largo tutta la penisola tra concerti, esibizioni ed interviste. Portasti il C.I.M. anche al Fillmore ed al Thunder Road, ed il 21 a Codevilla incontrasti un nugolo di affezionatissimi fans completamente slacciati. Anche maggio iniziò denso di ogni genere di appuntamenti, ed a chi ti chiese dove tu fossi rispondesti sempre con la stessa frase: “sono all’aeroporto, e dove altrimenti?”

…continua…

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Ad Asti, io c’ero!

Ad Asti, io c’ero!

Era il 2 maggio nella mia città, in quel teatro che, come tutti i grandi amori, si è fatto attendere per anni ma che da quella sera custodisce pensieri, parole, note che sono ancora lì, a distanza di mesi, a rincorrersi tra il sipario, le assi del palco, le quinte e le poltroncine rosse. Siamo ad Asti a ricordare Fabrizio e siamo in tanti. I visi in platea sono come tanti pezzi di un puzzle che si incastrano perfettamente l’uno con l’altro; c’è chi con la sua poesia è cresciuto ed è diventato quello che è oggi e glielo leggi negli occhi, c’è il ragazzo che ha saputo fare sue parole lontane nel tempo ma vicine nell’anima.

La magia del sipario che si apre è stavolta come sfogliare la prima pagina di un libro che racconta storie di contraddizioni, passioni e sconfitte e dà voce ai mille volti della sofferenza. Gli “ultimi”, i “dimenticati” raccontava “Bicio” (il nomignolo astigiano di Fabrizio) così come sono i personaggi del C.I.M.; lo sono Margherita, Giovannino con le loro storie di “matti”, di diversi per la maggior parte della gente, ma in fondo diversi da cosa? Dimenticati in un limbo chiamato pazzia ma che da quel limbo “vedono” la realtà con più limpidezza di tutti, la limpidezza dell’assenza di ipocrisia e falsità.

Il prezioso assaggio del C.I.M. che Simone ci regala provoca, in chi non si aspettava forse da lui una tale poesia e una tale profondità, un silenzio tangibile, che quasi potevi toccare e vedere. Sono pezzi di vita di un “amico fragile” quelli che racconta Simone, con dolori pesanti sulle spalle e nel cuore ma senza la vergogna che il mondo dei “normali” vorrebbe attaccargli addosso per spingerli ancora più giù.

La domenica delle Salme” è il suo omaggio e il suo ringraziamento a Fabrizio, alla sua vita e a quell’essere sempre e coerentemente in direzione ostinata e contraria. Tutto questo, ma in fondo molto altro di più, è stato Asti, 2 maggio, Tributo a Fabrizio De Andrè.

Vale

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