Volevo chiedere a Simone…
March 27th, 2006 posted by: Max
Un Blog, si sa, è un Blog. E questo significa che i commenti si distribuiscono tra i diversi post ordinati in modo cronologico. Per evitare che sia difficile se non impossibile per Simone (che questo Blog, ovviamente, lo legge) riuscire a rispondere ad alcune vostre domande l’idea è semplice: chi vuole può scrivere qui nei commenti a questo post le domande espressamente rivolte a Simone. Potrà così leggerle tutte insieme e rispondere non appena possibile.
Postato in: Z-Domande a Simone
261 Commenti Aggiungi il tuo
1. Franca | March 5th, 2007 at 13:46
Carissimo Simone volevo solo dirti GRAZIE per l’incredibile emozione suscitata in me dalla tua bellissima canzone e farti i complimenti sul meraviglioso cd che ho acquistato sono tutti bei pezzi davvero, per non parlare del documentario che mi ha colpito molto e col quale mi sono commossa… Anzi sai che ti dico? Ora esco e vado a prendere anche il libro! Un bacio grande e continua così a regalarci questi sogni meravigliosi e a far riflettere la gente che a volte ascolta la musica troppo distrattamente. Un bacio grande da Torino
2. mauro rebis | March 6th, 2007 at 9:22
attento a non proteggere leggi che sono state pegio delle catene
mia madre da 50 anni vive in manicomio……….
vieni a sentire un mio spettacolo
ne faccio in tutta ITALIA
MI PIACEREBBE AVERTI OSPITE
grazie mauro
3. Giuliano | March 6th, 2007 at 11:46
Caro Simone, non mi entusiasmavo per un artista da quando ero adolescente, ti stimo e ti spingo nella conoscenza presso tutti i consessi che frequento con persone di tutte le età da un anno. Bravo, la tua vittoria a Sanremo mi ha riempito di gioia per te ma allo stesso tempo, passata la prima euforia, mi ha anche dato quel fastidio che mi viene anche quando qualcuno mi parla di una musica che io ho amato molto come ” la musica di quello spot pubblicitario…”: quelli che ti hanno scoperto solo con “Ti regalerò una rosa” e che non conoscono la qualità del tuo lavoro e la complessità del progetto sul disagio mentale (canzone, dvd, libro, spettacolo teatrale). Ti prego di mettere in esplicito qualcosa che forse tu ritieni sottinteso, per togliere ogni ombra sulla tua buona fede: per piacere parlaci di MOMO e della tua stima per un’artista sorprendente dalla vena originalissima e autrice di EMBE’ che ti ha permesso di vincere tra i giovani nel 2006 (lo scippo dell’insulso Maffoni non lo prendo neanche in considerazione…hai vinto tu!). Te lo chiedo perché il bravo Chiambretti che l’ha resa celebre con la stralunata “Fundanela” al dopofestival e che se la porterà a Markette rischia di farla passare come un fenomeno da Corrida non comprendendo l’ironia della proposta di Simona; inoltre i più maligni tra i miei amici sostengono che le hai scippato la coanzone e non l’hai più cagata per la tua determinazione di arrivare al successo personale. Io non credo a questa malignità, aiutami a rispondere a tono! Ciao Simone, ci vediamo alla Feltrinelli il 14 di marzo
nel frattempo ti rispondo io (max):
ai tuoi amici, che evidententemente del rapporto di stima e di amicizia di lunga data tra momo e simone non ne sanno nulla, rispondi solo in questo modo: “che bella gente, capisce tutto, sa il motivo ma non il trucco, scruta dietro persiane vecchie ormai”. E se continuano a non capire, fidati di me: cambia amici, ché meriti sicuramente di meglio. a presto!
4. Eleonora | March 6th, 2007 at 12:41
Ciao Simone…Ho già scritto qualche commento su questo blog…Rinnovo il concetto:sei davvero strepitoso! E’ incredibile come tu riesca ad entrare nel cuore delle persone!
Sai,una delle mie passioni più grandi è il canto! Nonostante da grande voglia fare il medico (sono una “Studentessa Universitaria”:frequento il 4 anno di medicina) faccio di tutto per tirare fuori la grinta cantando…La musica è l’unica cosa che mi dà la possibilità di esprimermi al meglio:canto da quando ero una bimba! Per me ogni cosa è musica,ogni attimo è una canzone….Volevo chiederti: cos’è per te la MUSICA?Potrebbe sembrarti una domanda banale,visto che è sicuramente la tua vita,ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensi…Ti mando un bacione…e spero vivamente di incontrarti,un giorno!
5. Chicca | March 8th, 2007 at 21:30
Purtroppo per chi come me è da quando ho 12 anni ora ne ho quasi 40 che non ha una madre, poichè entra ed esce da ospedali , è difficile riuscire ad ascoltare la tua canzone, mi ricorda solo troppo brutte cose. Non riesco mai a parlarne con nessuno poichè una vergogna, accentuata anche dal fatto che anche io soffro ogi tanto di ansia e DAP, probabilmente causa di troppi strappi. E bello che tu dia la voce a loro, ma ricordati che forse sarebbe bello parlare di “igiene mentale” come un qualcosa di naturale… siamo tutti sempre troppo sul filo ed il “matto” diventa qualcosa di troppo forte e distante… Proviamo a parlare di quello che ci è più vicino, incominciare ad accettare di parlare con gli altri anche di una “semplice” depressione ci aiuterebbe a superarla più velocemente. Sempra che ognuno di noi abbia questa paura per non sentirsi aditato come MATTO o debole. Io ho visto troppa sofferenza negli ospedali causata da una società che incomincia ad isolare la persona alla minima debolezza …. incomincia a parlare anche di questo! Non voglio che mio figlio si ritrovi a vivere in una società di burattini e supereroi!
6. Silvia | March 9th, 2007 at 17:05
Ciao Simone!
Ti avevo detto che avrei comprato il libro quando ci siamo incontrati a Sanremo…e così, appena tornata a Roma l’ho acquistato.
Non leggevo un libro che mi emozionasse così tanto da troppo tempo…l’ho divorato!
Sei un vero artista (lo sapevo da molto prima della tua vittoria a Sanremo) e, avendoti conosciuto, per quel poco che è stato possibile in ambito professionale, vedo in te una energia ed una sensibilità capaci di molte cose.
Continua cosi che vai fortissimo!
Silvia
7. Claudia | March 11th, 2007 at 15:24
Ciao Simone. Avevo una mezza idea di scriverti qualcosa di assolutamente fantastico, perchè tu te ne potessi ricordare…ma dopo aver letto tutti i messaggi di questo blog, non faccio altro che aggiungere la mia parte di complimenti e affetto a quelli che già ci sono.
Quindi grazie: per quello che hai da dire, per come lo sai dire, perchè hai dato voce a chi non è stato mai ascoltato. Il giovane Holden diceva che alle volte leggi dei libri così belli che, alla fine, vorresti solo che l’autore fosse amico tuo, per potergli telefonare e fare due chiacchiere; a me capita lo stesso con le tue canzoni.
Grazie, e al prossimo concerto.
8. nello | March 14th, 2007 at 1:49
Caro Simone i manicomi non sono del tutto chiusi si quelli statali ma in giro vi sono tante cliniche che non sono altro che una brutta copia dei primi, hai toccato un tema duro e sofferto , la pazzia è qualcosa d’intangibile ,convivo con questo probblema da ventanni mia sorella è schizzata così dicono all’età di 18 anni, non puoi immagginare questi anni fatti di solitudine sua e nostra, anche gli amici i parenti gli affini considerano la pazzia qualcosa da non vedere da non sentire, il pazzo è solo un fenomeno da baraccone indiggeribile e da dimenticare presto.
9. FRANCHI DANIELA | March 18th, 2007 at 12:46
CIAO SIMONE SONO FRANCHI DANIELA, QUELLA OPERATRICE CHE HAI INTERVISTATO A SAN SALVI, FIRENZE. GRAZIE PER IL CONTRIBUTO CHE HAI DATO A TUTTI. IN 15 ANNI DI LAVORO QUESTE PERSONE MI HANNO DATO FORZA E CORAGGIO E INSEGNATO COSA VUOL DIRE VIVERE CON DIGNITà. COMPLIMENTI PER CIò CHE SEI RIUSCITO A DIRE, E PER ESSERE RIUSCITO A VEDERE AL DI Là DELLA PAROLA MATTO. FAI TESORO DELLA TUA SENSIBILITà… ANCORA GRAZIE DI CUORE PER L’EMOZIONE… TORNA A TROVARCI!!!!!!!!!
10. isa | March 18th, 2007 at 14:14
ciao simo!!!!!
ti ho appena visto su rai 2…eri senza sedia!!!! uff….
ma senti, mi è venuto un dubbio amletico…: la scimmietta che fine ha fatto???
scusa per la domanda, ma sono curiosa..
ci vediamo il 3maggio a bologna!
a presto.. baci.. continua così.. tvtttttb
11. manu | March 19th, 2007 at 12:11
Ciao!
Non vedo l’ora di venire a Roma a vedere il tuo spettacolo…. ma intanto mi chiedevo: ha intenzione di fare dei concerti? Vorrei essere informata per non rimanere senza biglietti!!! ^_^
Purtroppo non sono riuscita ad assistere alla presentazione del tuo libro anche se avrei tanto voluto esserci…. e se fortunata avere l’autografo!!!… da quanto leggo nel Blog molti dicono che sei gentilissimo e paziente!!!
..credo di essere stata una delle prime a leggere il tuo libro perché mio padre ha una libreria nel centro di Campobasso e appena gli è arrivato subito me l’ha regalato! L’ho divorato in un pomeriggio…. complimenti di cuore… non trovo le parole che possano esprimere il mio stato d’animo mentre leggevo le storie dei matti (intendendolo in modo affettuoso, come dici tu)…
Poi le altre copie le ho messe in vetrina, eh!!!!
Chissà se si può organizzare qualche incontro con te e i tuoi fans in Molise?? Casomai nella mia libreria?sono consapevole che è più una assurdità che una richiesta che merita considerazione….. ma grazie comunque per aver avuto la pazienza di leggere il mio messaggio!!!
12. Mara | March 19th, 2007 at 21:02
Con la speranza che tu riesca a leggere queste poche righe…. grazie Simone per come sei, per quello che comunichi anche con i tuoi silenzi, per il tuo dolce sorriso…Continua a credere in quello che fai!!!ci vediamo il 2maggio in prima filaaa!!!!!!!
“……..SEI MILLE GIRASOLI IN UN PAESAGGIO DI VAN GOGH…..”
Un bacio, Mara
13. Donatella | March 20th, 2007 at 20:09
Caro Simone,
ti ringrazio per esserti reso portavoce dei più “sensibili” e avere sensibilizzato l’opinione pubblica su temi delicati in modo “culinario” come diceva B.Brecht, se mi perdoni l’accostamento….
Sono una laureata precaria con DB che ti considera un grande perchè sai regalare emozioni….
Vorrei chiederti: che cosa ne pensi di “Veronika decide di morire” di Coelho? é veritiero o è romanzato il suo approccio?
14. Francesco | March 25th, 2007 at 0:52
Ciao Simone,
io sono una persona che a 39 anni non ha ancora risolto i problemi che mi trascino da quando ero bambino, forse se fossi nato prima sarei finito in un manicomio.
Non immagini che gioia mi hai fatto sentire con le tue parole, mi sono detto allora esiste qualcuno che mi vede, allora non sono trasparente.
Grazie, ora mi sento un pò più capito e come me tante altre persone che cercano di vivere in un mondo dove non c’è spazio per chi ha dei problemi.
15. rosagiuliana | March 25th, 2007 at 1:19
ciao Simone,
la tua canzone rievoca in me ricordi lontanissimi di una piccola e dolce prozia rinchiusa per eredità in un manicomio.
Riportata in casa dopo anni, raccontava quei giorni con le lacrime a gli occhi ….e ….per sopravvivere aveva chiesto di prendersi cura del giardino.
I fiori l’hanno aiutata in quell’inferno.
Mi ha tenuto a battesimo nel lontano 1949 si chiamava Rosa e io la ricordo sempre ora più che mai …….tu Simone le hai regalto una rosa ed io con te.
ciao
16. marco | March 25th, 2007 at 16:07
Caro Simone,
spero che tu riesca a leggere queste poche righe…
Ti scrivo perchè vorrei ringraziarti per tutte le emozioni che sei riuscito a trasmettermi appena il mio cuore ha avvertito il suono candido e penetrante delle tue dolci note.
Una poesia per tutte quelle persone che non sono riuscite a farsi accettare dalla società…lasciate a se stesse, sole, senza nessuno sul quale fare affidamento.
Ti ringrazio di cuore per la tua sensibilità…e credimi oltre ad essere un grande artista sei prima di tutto un grande uomo!
17. ROBERTA | March 25th, 2007 at 18:08
CIAO SIMONE! SONO ROBERTA, ‘BAMBINA’CRESCIUTA NONCHE’ INFERMIERA, HO 30 ANNI, VIVO A VALEGGIO S/M,VERONA. SONO MOLTO COINVOLTA DALLE PAROLE DELLA TUA CANZONE PERCHE’ MI SONO LAUREATA POCO PIù DI UN ANNO FA CON LA TESI ‘IL PREGIUDIZIO VERSO LA MALATTIA MENTALE’. HO FATTO ANCH’IO UN’ESPERIENZA DI TIROCINIO CON I MATTI, SIA IN OSPEDALE, SIA AL CENTRO RIEDUCATIVO PER CUI PUOI CAPIRE QUANTO L’ARGOMENTO MI POSSA INTERESSARE ED EMOZIONARE. IERI HO COMPRATO IL TUO LIBRO CHE LEGGERò NEI PROSSIMI GIORNI, MAGARI COMINCIANO DA ‘VIETATO AI MAGGIORI’ ! ANCORA GRAZIE PER LA TUA BELLISSIMA CANZONE. SONO IO CHE, PURTROPPO SOLO VIRTUALMENTE, TI REGALO UNA ROSA…UN BACIO, CIAO, ROBY.
ps - DA QUELLO CHE HO CAPITO DOVRESTI ESSERE A VERONA IL 28 MARZO ALLA FNAC H.18. BE’ SPERO DI INCONTRARTI E DI CONOSCERTI PER COMPLIMENTARMI ‘DAL VIVO’. IO CI SARò. CIAO, ROBY.
18. Oberdan | March 25th, 2007 at 19:08
Una grande emozione.Grazie
p.s. ascolti gli Incognito? Se mi rispondi ti diro’ perche’
ciao
19. CIRINO | March 25th, 2007 at 19:18
Avrei il piacere di mostrarti, un ampio archivio fotografico,eseguito
su pellicola professionale,realizzato in diverse strutture psichiatriche, dal 1980 al 2003, che ritrae attraverso un percorso
espressivo, i vari aspetti del disagio.(foto reportage e costituzione
di set fotografici da parte di utenza psichiatrica,,fotoriproduzione
di materiale grafico e pittorico). Contattami!
Un caro saluto.
Cirino
20. Antonio | March 25th, 2007 at 19:20
ciao Simone volevo farti icmplimenti x il tuo libro.finalmente qualcuno che affrontato un problema grave,che solo chi ci sta dentro puo capire.Spero dopo il tuo libro il mondo politco,sociale ed ecclesiastico aprino gli occhi x dare una vita migliore a tutte quelle persone che soffono di questi disurbi.iIO x10 anni ho lavorato in 1sruttura pschiatrica piu grande della Calabria(papa giovannixxIII di serra D’Aiello).Dove nnostante noi op.nn x quasi 2anni nn siamo stati pagati svlgevamo li nostro compito.Ora tutti imassimi dirigenti sono indagati x molti reati.ciao ANTONIO uno di loro.
21. Michela | March 25th, 2007 at 20:10
Ciao Simone, sono una studentessa di diciassette anni con il pallino della scrittura. Volevo semplicemente ringraziarti per il meraviglioso testo di “Ti regalerò una rosa”, con il sottofondo del qule, rinchiudendomi in camera, sono riuscita a buttar giù uno dei miei primi e più bei romanzi intitolato “Good Morning, Mr Madness”. Come avrai capitodal titolo del testo il tema dei cosiddetti “matti” e quello della diversità sta molto a cuore anche a me.
Grazie mille.
Michela.
22. stefania | March 25th, 2007 at 22:13
Ciao Simone,sto leggendo il tuo libro “Centro di igiene mentale” ancora non lo finisco ma voglio complimentarmi per le due bellissime pagine che hai scritto sotto il capitolo”Chi è il matto?” pag 48 e 49. Complimenti per il paragone con la barca sommersa. Per tutto…. “da questo viaggio vorrei imparare il coraggio.Il coraggio di esporsi nel meraviglioso museo che é la vita per diventare un’unica e irripetibile opera d’arte. L’opera d’arte che é ognuno di noi.” Bravo per la sensibilita’ espressa,grazie. Un abbraccio Stefania
23. Daniele | March 25th, 2007 at 22:59
Ciao Simone, sto leggendo il tuo libro, ho iniziato da poco ma ci sono 2 storie che mi hanno colpito particolarmente, parlo di “Giovanni blu” e “Il bruco e la farfalla”
Leggendo questa storia mi sono commosso lo ammetto, poi c’èil passo che fa
>.
E’ una frase che secondo me racchiude tutta l’innocenza e nello stesso tempo, tutta la voglia di stare bene di Giovanni.
Nella seconda ho ammirato la frase pronunciata dall’infermiera
>.
Infiene volevo dirti grazie per l’aver creato canzoni così stupende, toccanti, divertenti, arrabbiate,credo che “la risposta” e “legato a te” siano 2 delle più belle canzoni che abbia mai sentito, ho avuto la fortuna di ascoltare la seconda dal vivo quando sei venuto a la feltrinelli a napoli, è stato bello.
Continuà così, meriti tutto il meglio.
24. barbara | March 25th, 2007 at 23:51
Grazie… semplicemente
25. Serena | March 26th, 2007 at 8:19
…simo semplicemente volevo sapere chi ha scritto la bellissima poesia “ti regalerò una rosa”…l’hai scritta te..?
anchio scrivo poesie…
perchè troppo spesso..sto sul tetto…
ciao
26. Paola | March 26th, 2007 at 9:55
Caro Simone, stanotte ho finito di ascoltare i rumori, le voci, le testimonianze riportate tra le righe del tuo libro verità. L’ho acquistato un pò per “caso” insieme ad altri libri. Leggo molto e solitamente scelgo sempre un certo tipo di lettura, quella che mi riempe, che mi arricchisce di più, quindi generalmente scelgo un libro classico. Ho ascoltato la tua canzone a Sanremo e ne sono rimasta affascinata e incuriosita. Ho sempre avvertito una certa sensibilità per i “diversi” forse perchè ho una nipote autistica che mi ha avvicinato a questo mondo così difficile e a volte impenetrabile. Così ho comprato il tuo libro. Bellissimo. Mi ha inondato di emozioni e di bellezza in ciò che ho visto e sentito attraverso quelle parole e quelle testimonianze che tu hai sapientemente riportato nel modo migliore, quello più diretto e più vero. Solitamente non scrivo nei blog, ma ho voluto farlo per dirti che hai dato voce a un’emozione così forte e sincera che solo chi ha fatto esperienza con chi è diverso riesce ad essere realmente normale.
Ancora complimenti da chi è più che maggiorenne, ma “che ha conservato quell’età emotiva che è propria dei bambini o dei matti”. E questo, è bellissimo.
27. FEDERICA | March 26th, 2007 at 16:54
Ciao Simone,
GRAZIE ti seguo da due anni e non ho mai avuto la possibilità di incontrarti di persona prima di giorno 16 a Firenze… volevo solo dirti grazie per le tue poesie e per far si che ogni tua parola è una mia lacrima di emozione…..
GRAZIE SIMONE
28. Bidi | March 26th, 2007 at 17:09
Ciao Simone, sono Alice e proprio oggi ho comprato il tuo libro e subito mi sono immersa nella lettura di questo splendido libro, che mi emoziona in tutte le sue storie e mi rievoca ricordi di Amici che ho conosciuto e sono anche loro una “MERAVIGLIOSA IMPERFEZIONE”! Volevo dirti Grazie perché scrivi le storie di coloro che il mondo crede di poter mettere in un angolo perché credono in un mondo che è solo loro privilegio conoscere!! Ti ammiro tanto…
29. Michela | March 26th, 2007 at 21:34
Ciao Simone,
quando sei venuto a Bologna a presentare il tuo libro, una delle commesse della Feltrinelli ti ha infilato nella tasca una mia poesia. Te l’avrei data io ma tu stavi andando via perché dovevi tornare a Roma. Non so se l’hai letta; ti volevo solo dire che è una poesia che ho scritto anni fa per un amico che ha sofferto di depressione e che parla della difficoltà che si hanno nel comunicare con le persone ne soffrono (forse non si capiva molto). Ho voluto dartela per cercare di restituirti almeno un po’ dell’emozione che hai dato a tutti noi e perché ascoltando le tue canzoni mi sento un po’ meno marziana (o almeno in buona compagnia). Grazie
30. Roberta-soleluna1912 | March 27th, 2007 at 0:52
mamma mia Simone,quanta roba hai da leggere eh!
eheheh! :0D
Non resto a farti i miei 1000 complimenti slacciati,perchè sarei ripetitiva,però,volevo farti sentire la mia presenza,come io sento la tua ogni mattina appena mi sveglio e metto su le tue canzoni.
Per questo ti ringrazio di cuore e spero di poter cantare presto sotto il tuo palco a Cagliari.
SEI UNA PERSONA CHE RIESCE AD ENTRARE NELL’ANIMO DELLA GENTE CON TANTA GRAZIA E ALLO STESSO TEMPO CON EUFORIA.
6 GRANDE SIMO!
31. ranamica | March 27th, 2007 at 11:39
bravo simone
sto leggendo il tuo libro ed è bellissimo! i “matti”mi hanno sempre affascinato…. ho fatto fisioterapia per molti anni in un centro diurno e ne ho conosciuti tanti… e ognuno a suo modo mi ha insegnato tanto…. e tu con il tuo libro e con la tua musica mi fai ricordare tante belle persone e tanti bei momenti
grazie
baci
32. unsognoperdomani | March 27th, 2007 at 12:30
Grazie per la canzone senza questa forse non avrei mai scoperto il tuo vero talento, forse non mi sarei soffermata sugli altri testi e non avrei mai comprato il cd e dvd. Io ho quasi 30 anni, soffro da 10 anni: si era detto depressione bipolare, disturbo borderline, sbalzi d’umore, fino ad arrivare al termine disturbo di personalita’ dell’affettivita’. Nesuno ha mai saputo se andavano a chiedermi indietro che sono stata un’abile bambina che se capitava oggi in mano ai dottori e se veniva scoperta per certe pratiche lesionistiche finiva sotto il Ritalin, ma un po’ di fortuna nella vita pur’io ce la dovevo avere, almeno agli inizi, no?
PER INIZIARE A STARE MEGLIO sto sgrullandomi da dosso tutte le etichette che la psichiatria mi da, complice un operatore a me molto caro che fa parte di quella nuova leva convinta che molto sta al paziente, alla rete, e solo in parte ai farmaci che in casi spesso drammatici ripropongono una sorta di camicia chimica. NON SO IMMAGINARMI COME SAREBBE STATA LA MIA VITA SENZA LA DEPRESSIONE, SENZA LA MIA VOGLIA DI MORIRE E IL MIO ENTUSIASMO che oscillava a meta’ giornata: non sarei esistita: sono stata una ragazza fortunata, anche se ho aspettato tanto di incontrare il centro giusto, CENTRO PUBBLICO! Non so quali ideali avrei avuto: io che i bambini non li voglio avere, io che da fuori sembro cosi’ normale quando la normalita’ a me non piace…come prinicipio, la trovo piatta e deprimente. La trovo una catena, la normalita’: e’ la catena del conformismo in cui sono in trappola quelli che si credono i veri liberi. LA COSA BELLA DI QUESTI DIECI ANNI E’ CHE HO UN SOGNO, UN IDEALE: LA LOTTA ALLO STIGMA. un lavoro lento, che non deve essere forzato, ma INCORAGGIATO, QUESTO SI. La tua canzone, ho saputo ieri, delle persone di una casa per malati con problematiche psichiatriche se l’ascoltano sempre. Un pò mi fa tristezza, dicono: “Ma è il nostro inno Nazionale”… io sorrido ma mi rattristo, perche’ penso che debba arrivare una canzone perche’ un essere umano si senta rappresentato nel suo paese… SENZA TOGLIERE MERITI A TE: CHE FORSE GIOISCI ANCHE DEL FATTO CHE TI HANNO AFFIBIATO IL PERSONAGGIO DEL PORTAVOCE DEI MALATI PSICHICI… ma se permetti non si può rimandare tutto a te, tu puoi combattere coi tuoi mezzi, col potere della musica con la tua creativita’ come il ragazzo che si faceva i tagli sulla testa del dvd ha iniziato a farseli sulla tela, per spostare la direzione del soggetto. MA SONO ALTRI CHE DOVREBBERO. NON DEVI TU: OVVIO CHE TUTTI ORA STANNO USANDO LA CRESTA DELL’ONDA DI QUESTA CANZONE, IO LO FACCIO NEL MIO PICCOLO… PER SENSIBILIZZARE. ma la canzone, come è giusto, passera’ dalle classifiche, e allora non sarai certo tu a dover rispondere delle necessita’ di ogni malato. CI FARAI COMUNQUE COMPAGNIA, UTENTI E FAMILIARI nel sentirci più compresi… questo senzaltro, ma dovremmo imparare che bisogna fare il nostro.
Questo NON E’ PER CRITICARTI: PER RINGRAZIARTI DELL’OCCASIONE ENORME CHE CI HAI DATO, MA PER FAR FARE UN MEA CULPA A CHI DEVE O DOVREBBE FARSELO.
il dvd, oltre le canzoni che sono stupende… il dvd, se mio nonno, ex infermiere psichiatrico in pensione, fosse ancora vivo… se lo sarebbe gustato come un salto al passato: e immagino, quante cose avrebbe avuto da raccontare. Sto lavorando da mesi su un racconto sulla mia storia intrecciata alla buffa coincidenza di mio nonno e del suo lavoro: forse faro’ come quegli scrittori che da vecchi ancora stanno lì a marcire sul primo capitolo del libro, ma non me ne curo.
L’importante è che il resto della vita vada avanti, ed io con lei.
laura
33. roberta | March 27th, 2007 at 14:51
Ciao Simone. Sono una “ragazza” di 36 anni e ti ammiro moltissimo. Ammiro la tua musica, ma soprattutto ammiro te come persona. Sai, per quanto ti possa conoscere, sento che sei molto simile a me. In te rivedo la mia sensibilità, la mia timidezza, la mia caparbietà nel credere ancora in certi valori e nel non volere accettare i “must”di oggi. Spesso mi sento come un pesce fuor d’acqua, sento di vivere in un mondo che non mi appartiene…
Come dici tu in TI REGALERO’ UNA ROSA, i matti siamo noi quando nessuno ci capisce… quanto è vera questa affermazione!
Sai, più vado avanti e più imparo ad apprezzarmi. Sono fiera di credere ancora in certi valori… nel sapermi emozionare nel vedere un fiore che sboccia, nel sentire la pioggia che batte sui vetri o nel ricevere un sorriso da un bambino… in questo mondo dove impera soltanto l’egoismo e la corsa sfrenata a tutto ciò che ti succhia l’anima. (E spero con tutto il cuore di riuscire a trasmettere questi valori anche a mia figlia).
Sento veramente, per la prima volta, che tu puoi capire ciò che provo. Sai cosa mi piacerebbe? Rimanere un intero pomeriggio, seduta su un prato con te a chiacchierare… Che bello sarebbe!!
TI VOGLIO BENE!
34. Bontina84 | March 27th, 2007 at 16:19
Ciao Simone,
non so bene cosa scriverti…sono di Roma anch’io e guarda caso anke del tuo stesso quartiere..sto studiando per diventare educatrice professionale di comunità.
Un mestiere difficile l’educatrice quando hai anche una grande sensibilità e non riesci a staccare il cuore dal tuo lavoro.
Vorrei provare ad avvicinarmi pian pianino alla realtà dei “Santi Silenziosi”…credo ke ne rimarrei rapita..
Voglio ringraziarti per le emozioni che attraverso le canzoni e il libro mi hai trasmesso…solo tu e paulo Cohelo siete riusciusciti a parlare alla gente di “questi meravigliosi sbagli di Dio” con tanta sensibilità…Grazie!
Silviè.
35. Giorgio | March 27th, 2007 at 16:24
Ciao Sàimon, ho appena udito dalle tue parole (su All Music) che ti riconosci il difettuccio di conservare sempre tutto (libri, DVD, dischi) e poi di attraversare fasi di monomaniacalità (lo skate, la chitarra…) …. …. e io che pensavo di avere dei problemi!! ‘mmazza come mi riconosco! La mia casa (fortunatamente capiente) va vieppiù riempiendosi di “raccolte di …”, tutte ordinate o ordinande per anno, tema, indice alfabetico, casa editrice, genere, sottocategoria, etc…. Poi ci sono gli “hobbies” che nascono come tali e diventano, per un dato periodo, L’UNICA tragica RAGIONE DI VITA! Io la chiamo sindrome da Zelig (dal personaggio di W. Allen), caratterizzata da un attaccamento disperato alla vita, attraverso le cose e la innata riluttanza a sbarazzarsene, e poi da questo trasformismo maledetto (es: si viene a contatto con lo skate board, ci si trasforma automaticamente in ragazzini di strada della periferia americana che c’hanno sempre dato di skate; si legge Siddharta, si diventa subito tazza e cucchiaio col buddismo, e via dicendo…). Il vantaggio: non conoscere la noia e non esser mai scontati; lo svantaggio: rincorrere perennemente qualcosa che non si raggiungerà mai e, spesso, saper far bene una cosa (es. suonare la chitarra) ma ignorare del tutto tante altre, ugualmente importanti (es. cambiare l’olio alla macchina). Consoliamoci col fatto di non essere soli. Un abbraccio da me.
P.S.
Una cosa sulla tua musica, però, la debbo pur dire: quando sentii per la prima volta alla radio le note di “studentessa etc. etc.”, senza assolutamente sapere di chi fosse e chi tu fossi, pensai subito: ” ’sta canzone è scritta e arrangiata cogli attributi, chiunque l’abbia fatta sa il suo mestiere …”. Solo molto tempo dopo scoprii che era di un tipo vestito alla Dilbert (ma con Dogbert in testa, sotto forma di barboncino nero), onde per cui il tuo sembiante m’apparve.
36. Angelo Rubino | March 27th, 2007 at 16:39
Caro Simone, questa lettera è soltanto per ringraziarti delle magiche emozioni che hai donato al sottoscritto (un ragazzo napoletano poco più grande di te) con il tuo libro “Centro di igiene mentale” e col tuo poeticissimo CD !! (A S. Remo ho tifato per te sin dal primo momento e sono stato contentissimo della tua vittoria). Ed è per questo motivo che, nel ringraziarti, mi permetto di suggerirti di leggere un libro che ho letto da pochissimo e che, se qualcosa ho capito di te (pur non avendoti mai visto in vita mia, che presuntuoso !!), non mancherà di suscitare in te grandi emozioni !: Si tratta de “Il ballo degli invisibili” di Silvano Agosti (Ed. L’immagine).
Se vuoi…fammi sapere !!!
Grazie mille e a presto (spero)
Angelo Rubino
37. Federica | March 27th, 2007 at 16:52
Semplicemente….non ho parole! Sei immenso!!!!!!!!
Bravo!
38. giordano | March 27th, 2007 at 23:27
ciao simone, sai, tempo addietro sono stato lasciato dalla mia fidanzata perche sono stato ritenuto “matto” dallo psicologo e dai miei genitori, solo perche’ la penso diversamente dagli schemi imposti dalla vita, continuo pero’ a volere bene a tutti, mi sento un punto interrogativo, grazie simone per la tua canzone che rispecchia molto la mia vita, ho smesso di prendere farmaci da solo, con la mia forza di volonta’, non sono matto, sono solo una tra le tante vite
giordano
39. fabio | March 27th, 2007 at 23:30
ti ringrazzio x aver pensato a tutte quelle persone che sono state emarginate e rinchiuse in un mondo che loro non volevano, sono stasti maltrattati e in qualche modo dimenticat.i Io credo che questa tua canzone servira a riflettere sulla sofferrenza di chi e stato emarginato e isolato dal resto della societa’ ti ringrazzio di questo ho’ visto il dolore nei loro occhi molte volte e come se io avvessi visuto nel loro dolore nella loro paura e tragica fatalita’ se vogliamo dire fatalita bene ciao io ti saluto con un grazie.
40. paola | March 28th, 2007 at 13:37
Ciao Simone,
la tua canzone vincitrice al festival é una vera opera d’arte. Sono una psicoterapeuta e incontro spesso persone con disagi molto gravi . Credo che stiano meglio di quanti non si accorgano di averceli. Sono più sensibili e più creativi. Spero di riuscire a d organizzarmi per il 26 aprile, proprio ieri su tg sky ho appreso da te che sarai all’auditorium di Roma. Verrò a vederti e ad ascoltarti ovviamente. Il tema é chiaramente uno dei miei preferiti. Hai dedicato la vittoria a quanti lavorano nel settore: ti ringrazio a nome anche dei miei colleghi!
41. emanuele | March 28th, 2007 at 16:31
Ciao Simone e ciao ai suoi collaboratori che stanno leggendo questo messaggio; sono Emanuele, 34 anni. abito e lavoro a Foligno (Pg). Da 9 anni lavoro in una cooperativa sociale e mi occupo dei servizi di riabilitazione psichiatrica: tutti quei servizi e quelle strutture che dopo la legge 180 sono stati attivati nei territori per accogliere gli ex degenti dei manicomi e che poi con gli anni si sono trasformati in comunità specialistiche che si prendono cura in collaborazione con i CSM (centri di igiene mentale) di donne e uomini, giovani e meno giovani che soffrono di disturbi mentali.
La tua canzone è pesante, coinvolgente, da pelle d’oca.
Non posso dimenticare i brividi che ho provato nell’ascoltarla la prima volta e gli stessi che provo ogni volta che la riascolto.
Hai messo l’accento su una parola afona, un puntino su una vocale monca, hai mostrato la via del ritorno che non c’è mai stata, ed il vuoto intorno ad un problema che a vario livello tocca oggi una persona su 5.
Hai conosciuto il buio dell’istituzionalizzazione manicomiale, e lo hai descritto con delicata maestria.
Ti invito, tuttavia, a proseguire il tuo lavoro; mostra ciò che è successo dopo Antonio; mostra la voglia di uscire dalla malattia di chi soffre e la passione di tutte quelle persone che negli anni e con i fatti hanno permesso a noi tutti di pensare al manicomio come ad un ricordo.
Nonostante le diverse velocità di questo nostro strano paese, infatti, oggi possiamo immaginarlo e rifletterlo proprio perchè distante da noi, passato, trascorso, esaurito..
Ciò che non è passata è invece la malattia, oggi più vicina, più ruffiana, più vera! Oggi i matti sono meno buffi e meno riconoscibili, più normali nella loro patologia che ci sfiora tutti e che rende più incerto e precario il confine tra normalità e devianza, tra salute e malattia.
Vorrei che questa improvvisa presa di coscienza sul problema non si fermi a ciò che era l’istituzione del manicomio, uno stato nello stato come ho letto nel tuo blog. Vorrei che la comunità conoscesse ciò che si fa oggi per aiutare chi sta male e come sono cambiate le prospettive di cura e di riabilitazione.
Comunità terapeutiche, unità di convivenza, servizi domiciliari per adulti, adolescenti e minori, servizi di sostegno ai disturbi del comportamento alimentare, borse lavoro ed inserimenti lavorativi, associazioni dei familiari ed amministratori di sostegno… credetemi è una lunga battaglia che si combatte ogni giorno dove le Asl, le cooperative, le associazioni, le forze dell’ordine i familiari ed i malati sono in prima linea, e la cosa più importante ed anche la più difficile è riuscire a comunicare ed avere un unico obiettivo comune, altrimenti, alla malattia si contrappone una comica armata brancaleone..
Chiudo, proprio sulla comunicazione: si deve riuscire sempre di più a raccontare chi siamo e quello che facciamo, i progetti riusciti e gli errori commessi; dando pubblicità e dignità a questi lavori si restituisce dignità e speranza a chi soffre.
Grazie per la canzone, grazie per la pelle d’oca.
Emanuele
42. ale | March 29th, 2007 at 14:56
l’anno scorso eri a piacenza… ti ricordi? ne hai fatta di strada, alla faccia di chi ci rideva dietro… biagio antonacci un par di pal**! sono contenta ma perchè noi due non ci siamo mai più visti? odio il cellulare,cosi uno cambia numero e non si esiste più!ho sempre saputo che saresti andato da qualche parte… ci sentiamo,,, che dici? io sono ancora dove ero!
43. SONIA | March 29th, 2007 at 15:04
CIAO SIMONE… ADORO LA MUSICA D’AUTORE.. .E QUINDI MI PIACE LA TUA DI MUSICA…SARA’ CHE NEL PEZZO PRESENTATO A SANREMO CI TROVO UN PO’DI CAPOSSELLA E QUESTO DICE TANTO…I COMPLIMENTI, LA STIMA COME MUSICISTA SONO D’OBBLIGO… E TALI VALGONO ANCHE COME AUTORE DEI TESTI…
“TI REGALERO’ UNA ROSA” E’ UN BRANO IMPORTANTE, SPECIALE, VERO, TOCCANTE.. .CERTO… CHE SOLLECITA LA MENTE, CHE SPINGE A RIFLETTERE… E SONO D’ACCORDO CON QUESTI PENSIERI E GIUDIZI… PERO’ IO AL DI LA’ DEL TESTO ADORO MOLTO ANCHE LA MUSICA LA MELODIA…. LEGGERA, QUASI ETEREA E SURREALE…ALLA FINE IL RITORNELLO E’ DAVVERO QUALCOSA DI QUASI MAGICO… QUINDI COMPLIMENTI DUE VOLTE!!!! SARO’ A MILANO AL TEATRO NUOVO IL 02/05…NON VEDO L’ORA… GRAZIE SIMONE NON SOLO PER UN TESTO IMPORTANTE QUINDI, MA PER ESSERE MUSICISTA!!!!!! SONIA
44. Rita Vannuccini | March 29th, 2007 at 16:50
Caro Simone,
ciao sono Rita. Che sorpresa e che emozione mi hai donato con la tua splendida canzone e con il tuo meraviglioso libro. L’ho letto tutto in soli due giorni, ho bevuto dalle tue parole scritte con grande straordinaria semplicità. Ho sognato e avuto incubi per le storie raccontate e mi accorgo che hai saputo mettere su carta emozioni che da tempo mi affascinano e che avrei voluto fare anche io. Sì, proprio io, che da qualche anno sto attraversando l’Italia come te, e sto andando a visitare i manicomi (con la emme minuscola) ormai abbandonati per respirare quel non so che, che vi è trattenuto dentro. Ho ripercorso con te il San Salvi, l’ospedale psichiatrico di Pistoia e tanti altri; ma per te, ormai famoso e conosciuto sarà stato sicuramente più facile. Io ho trovato molti ostacoli e molta reticenza nel parlare.Grazie, grazie ancora di tutto ciò che dici e che hai detto, e ti saluto con un Merda! Merda! Merda! per questa sera a Torino (come nelle migliori compagnie teatrali) e con un pizzico di invidia per aver realizzato un mio sogno, da tanti anni chiuso in un cassetto. Rita. P.S.: Non ho ancora acquistato il tuo ultimo cd e il documentario, me lo riservo ad ora, dopo aver letto il libro.
45. serena di maggio | March 29th, 2007 at 19:06
Complimenti, non tanto per la vittoria sanremese quanto per il tuo percorso di ricerca e denuncia sociale.
Proprio perchè le Asl di Rieti, insieme a media, ass. di volontariato, dipartimento salute mentale, consulta giovanile, scuole e centri giovanili locali si stanno organizzandosi insieme per una sensibilizzazione sulla salute mentale e il disagio giovanile,volevo chiederti un contatto e magari una tua presenza tra musica, sport e sociale, nelle nostre piazze.
Mi piacerebbe parlarti più dettagliatamente del progetto e spiegarti la mia esperienza di vita affinchè tu possa valutare una tua partecipazione in una piccola città del centro Italia. C’è qualcuno delegato da te a rispondere ad iniziative di questo tipo o lo fai personalmente?Grazie intanto…e spero a presto
46. sara | March 29th, 2007 at 22:21
Simo..che dire?!
Oggi ti ho abbracciato e baciato alla fnac di torino..
Avrei voluto dirti mille parole,di come mi hai emozionata..di come sono stata contenta di scoprirti diverso dall’idea che mi ero fatta di “Simone Cristicchi” (non negativa, ma neanche troppo profonda per farti diventare uno dei miei preferiti).
Invece ora mi sento più ricca..perchè oltre alle tue parole stupende, cantate o parlate, perchè incanti in tutti i modi, ho capito che sei anche una bellissima persona.
Mi hai firmato la cartella che uso x andare in università..e sono contenta perchè mi immagino davvero alla laurea con il pancione..sarebbe bellissimo..hai scritto una canzone che è la storia della mia vita..
Grazie..ti dico solo questo.
Un bacio grandissimo..
Una tua nuova “adepta”,
SARA
47. gloria e renato | March 30th, 2007 at 13:27
grazie simo’, (aspetto) questa è la parola che mi viene in mente dopo aver visto il tuo spettacolo al Sermig di To. Grazie per aver dato voce a chi non ne ha; per aver affrontato questo argomento che di solito fa paura.(mi fermo). Renato è il Responsabile della Associazione per la promozione della salute mentale di Pinerolo, da quando ns. figlio si è ammalato circa 10 anni, ci occupiamo di questo problema. all’inzio solo dei familiari ma ora abbiamo capito che dobbiamo allargare i ns. orizzonti . Siamo convinti che tu possa essere il terremoto che aspettavamo, ci piacerebbe conoscerti di persona. Non cambiare.
gloria
P.S.: nel tuo bellissimo elenco di talenti che furono ti pregherei di aggiungere anche Pierangelo Bertoli. grazie. un bacione.
48. simona | March 30th, 2007 at 13:45
Caro Simone, la canzone che ha vinto Sanremo è per me paragonabile in campo cinematografico a La Vita è bella di Benigni, quindi la tua canzone è da oscar! Ti ringrazio per aver trattato un argomento così doloroso in maniera delicata per tutti. Chi purtroppo come me ha un parente stretto con questo disagio e per questo motivo ha avuto familiari minati da ciò, è stato profondamente ed emotivamente colpito dalla tua canzone. Ho acquistato il cd, il dvd e il libro ma ancora non ho avuto il tempo di sentire e vedere, ho solo riconosciuto nel libro la foto della suora. Ti ringrazio per la dedica che hai fatto non potevi farla più giusta. So che sei una persona vera e ti auguro di continuare ad esserlo. Con tanta simpatia ti faccio i mie migliori auguri per la tua vita, scusa gli errori. Simona 63
49. roberta | March 30th, 2007 at 14:27
Ciao Simone, sono di nuovo la Roberta del messaggio num. 33. Volevo solo aggiungere che ieri sono venuta alla Fnac di Torino e ho avuto l’immensa gioia di poterti dire due parole,darti un bacio, e farmi autografare il cd. Quante cose avrei voluto dirti, ma il poco tempo e la mia timidezza me lo hanno impedito. Ti ho solo detto GRAZIE per la tua sensibilità e la tua intelligenza! E poi sono venuta al tuo spettacolo. Che dire… Non ci sono parole per elogiarti a dovere! CHE PERSONA STUPENDA SEI!!! Quanto invidio le persone che ti sono vicine, i tuoi amici, perchè hanno la fortuna di poter condividere molti momenti della loro vita con te. Vorrei davvero poter diventare anche io tua amica e, come ti avevo già detto, poter passare un pò di tempo a chiacchierare con te. Sai, purtroppo la vita non ha mai messo sulla mia strada persone positive, sembra quasi che abbia una iella addosso, per cui incontro solo persone sbagliate, così, oggi non ho il piacere di avere nemmeno un amico/a (a parte mio marito e mia figlia Chiara Maria).
Quando capiti di nuovo dalle parti di Torino vienimi a trovare! Sai, abito in un paesino in mezzo alle colline; un posto molto bello, pieno di prati dove poter fare la nostra chiacchierata!!
Ciao e, mi raccomando, non spegnere mai la luce che c’è in te!
50. LUISA | March 31st, 2007 at 3:31
Ciao Simone,mi sono appena sciroppata il tuo fantastico libro,sai facendo l infermiera quando c e’un po’di calma…si lascia leggere…un testo molto d effetto il tuo manoscritto,eseguito con molta sensibilita’molta cura,molta “gentilezza”verso queste creature divine.Quando hai vinto il festival stavo facendo la notte e con la mia compagna di turno ci siamo commosse insieme ascoltando te e pensando agli Antonio e alle Antonie del mondo.Grazie per aver dato voce a chi fin ora non ne ha avuta,e per esserti ricordato anche degli infermieri.In bocca al lupo per la tua vita,sii fiero di TE.CIAU Luisa
51. Mary | March 31st, 2007 at 10:15
Ciao Simone! Ho finito questa notte il tuo “non libro”…è strepitoso. Ci sono milioni di persone in tutta Italia che ti hanno già dispensato una valanga di meritati complimenti. Io voglio fare parte di loro in maniera un po’ particolare. Ho 23 anni e purtroppo o per fortuna un bagaglio di esperienze di cui ne vado fiera perchè solo chi cade riesce a rialzarsi e a imparare a vivere. Ho passato 3 anni come volontaria in un CIM e ho conosciuto un mondo. Poi ho passato 3 giorni dall’altra parte del cancello e ne ho conosciuto un altro. Ora sono qui più forte di prima con una gran felicità nel cuore. Non ho mai raccontato la mia esperienza perchè sai nessuno “ascolta volentieri”. Non perchè me ne vergogno ma forse perchè ho solo paura che non interessi. Grazie per tutto il percorso che hai fatto tu perchè permetti alle persone di aprire gli occhi e il cuore.
Un abbraccio
Mary
52. Benedetta | March 31st, 2007 at 11:45
Ciao Simone, volevo dirti immensamente GRAZIE!! Sono venuta all’incontro alla Fnac di Verona… mi sembrava un sogno… ero in fila che aspettavo di vederti e farti fare un autografo… pensa che avevo perfino le mani che sudavano tanta era l’emozione di incontrarti!! Sei davvero una persona sensibile… ti stimo molto e adoro la tua musica. Mi chiamo Benedetta, ho 19 anni e sono una studentessa della facoltà di lingue e letterature straniere all’Università di Verona. Ti dico ancora GRAZIE per tutto quello che fai, per la tua musica… GRAZIE!!
Un grosso abbraccio
53. maria luisa | March 31st, 2007 at 15:10
ciao Simone,
spero leggerai il commento.Sono Maria Luisa ti scrivo dalla provincia di cosenza e sono impegnata nella caritas della mia parrocchia, un organismo pastorale impegnato a sensibilizzare ed educare la comunità a problemi presenti sul nostro territorio.il mio gruppo ed io abbiamo seguito il festival e la tua canzone ci ha lasciati stupefatti!!!Così abbiamo deciso di conoscere quella realtà che tu cantavi.Ci siamo recati all’Istituto Giovanni XXIII a Serra D’Aiello. Abbiamo visitato un padiglione maschile dove erano ospitati 50 uomini(ragazzi ed anziani)in condizioni igeieniche pessime, con 1 dottore, 1 infermiere e 2 operatori che non percepiscono lo stipendio da due anni. entranto e osservando mi sono venute in mente tutte le parole della tua canzone!!!! hai descritto quella realtà davvero in modo veritiero!!!!!!! da questo incontro al mio gruppo è venuta subito una gran voglia di fare, di cercare di organizzare qualcosa per cercare di restituire un pò di dignita a quelle persone abbandonate da tutti: dalle famiglie,dalle istituzioni e dalla chiesa!!!! Abbiamo saputo che tu hai visitato un istituto di igiene mentale in calabria, che hai scritto un libro e che ti adoperi per questa giusta causa, allora c’era venuto un mente se magari potessimo organizzare qualcosa insieme!!!!! noi abbiamo un sacco di idee e di progetti……… a noi farebbe molto piacere se tu accettassi almeno solo di ascoltarci!!!! grazie…
aspettiamo impazienti una tua risposta…
ciao GRAZIE
54. "mediatore" | March 31st, 2007 at 15:23
Ciao Simone sono un “mediatore”. Ti scrivo prima di tutto x farti i complimenti x la tua canzone “Ti regalerò una rosa”. Mi ha commosso perchè lavoro da diversi anni in una clinica neuropsichiatrica e sono a contatto ogni giorno con simili casi. In particolare, ti scrivo perchè qualche giorno fa un paziente ha potuto sentire la tua favolosa canzone, e ne è rimasto colpito tanto da volerti scrivere ben due lettere. Sai, sentendo la canzone ha scoperto che qualcuno finalmente crede in persone come lui, e vede in te una speranza su cui ha posto una fiducia non indifferente…ora attende che io gli porti una tua risposta. Ho personalmente inviato queste lettere perchè purtroppo il paziente non ha altra maniera di recapitarle, in quanto le lettere che consegna al titolare puntualmente non vengono spedite. Ti lascio quindi in un altro post le due lettere, sperando davvero che tu possa rispondere x dar gioia ad una persona così vicina a quella che descrivi proprio tu nella tua bellissima canzone. Ho cancellato gli indirizzi e i nomi sulla lettera x privacy. Aspetto una tua risposta sulla mia mail.
55. "mediatore" | March 31st, 2007 at 15:26
Ecco le due lettere, peccato non poterti inviare una copia delle originali.
“Egregio cantante,
le scrive …….. ormai da 18 anni non ha più amici per colpa della cacca che faccio fuori (senza farmi vedere sono molto indiscreto) e mi hanno chiuso al manicomio ultimo a ………….. . E mentre scrivo ciò un raggio di sole entra nella mia stanza e sta durando ne ho fatta una stamattina cacata mondiale da far venire il sole a mezzogiorno. Non viene l’estate quest’anno perchè ormai buttiamo di tutto dall’immondizia, anche la cacca e la pipì. L’immondizia è concime naturale per la campagna come la cacca e la pipì non c’è miglior concime fa fare caldo. Aiutami Simone non ti fidanzare pensa a quelli come a me che non possono fare più niente per salvare il mondo dal cataclisma. Non sto bene, mi danno la terapia pesante. Mi credono pazzo nessuno mi crede Simone fai una canzone sulla cacca, sulla pipì, sull’immondizia e sulla gente che fa all’amore come i bambini è una cosa immonda fare all’amore è peggio di avere una banca fa morire le persone appena lo fai muore sempre qualcuno facci caso. Mandami un tuo scritto, Simone fallo sapere ai 4 venti o il Signore Iddio, la Madonna del Carmine e i santi morti ti puniranno alla grande. Grazie anticipatamente per la lettura che farai.
……………………………”
“Caro Simone,
sono sempre io, che vuole la chiusura dei manicomi e dei carceri e ci riuscirò chiuderanno tutti non c’è scampo. Finirà l’olio, la carne, il pesce, il vino e la farina e dovremmo già stare in campagna tutta la popolazione mondiale. Forza e coraggio. Perchè non vieni a trovarci a ………….. . Metto l’indirizzo di mia madre xk mi strappano le lettere prima di spedirle di arrivare al destinatario. è finita, è finita per davvero sono passati 18 anni sono stufo del mondo intero ma a palazzo S.Pietro andrò.
un mio caro amico me la manda in internet così siamo tranquilli. Tornando a noi finirà tutto quello che è vita ormai. Moriremo affamati, senza il becco di un chicco di grano, le rondini non si sono viste e non verranno, l’estate non ci sarà sarà brutto tempo. portami un fascio di rose bianche, non mi capite perchè faccio la cacca fuori, e anche la pipì. è concime e noi la mandiamo via come l’immondizia. Fate presto a liberarci prima che sia troppo tardi. Grazie anticipatamente.
……………………., sempre più papa”
Confido nella tua risposta
56. Fausto | March 31st, 2007 at 16:20
Volevo chiederti questo: Nel tour del primo album sul palco hai detto che per motivi discografici, credo, non hai potuto pubblicare “Prete”, tra l’altro era una canzone che avevo sentito per radio a Roma ma allora non ero riuscito a capire chi era l’autore, mi rassegnai subito sapendo che difficilmente avrei avuto occasione di risentirla, un anno dopo al Matese Friends Festival, ti vedo pensando, ah, si, questo è quello di studentessa universitaria, hai iniziato con “l’italiano” e poi ci hai folgorato col tuo spettacolo, io ed un’altra decina di miei amici. A fine concerto molti di noi hanno comprato l’album, infatti ogni macchina aveva la tua canzone che ci ha accompagnato per tutta l’estate, naturalmente “ombrelloni” era a tema lungo le autostrade roventi di agosto, mentre ci spostavamo per altri campeggi, per altri concerti.
Domande?
E’ vero:
Prete hai detto che non potevi inserirla nel 1°,
ma si poteva trovare su internet.
Quest’anno ho capito che, un’altra canzone che affrontava l’argomento di “genova2001″ o “Giuliani”, per lo stesso motivo non è stata pubblicata sul 2°, è vero?
57. Linda | March 31st, 2007 at 17:38
Careo Simone…Poeta è chi riesce a dare colore, luce e voce a quelle emozioni di cui gli altri tracciano solo i contorni..Quando potrò stringere la mano ad un poeta dalla straordinaria sensibilità come te? Ti aspetto presto a Catania…Nel frattempo il mio stereo continuerà ad essere la nuova custodia del tuo ultimo capolavoro..Ogni volta che lo ascolto mi trasmette sensazioni uniche! Grazie..Un abbraccio, Linda
58. carla | March 31st, 2007 at 19:13
ciao simone, io mi occupo di riabilitazione psichiatrica…l’ho scelta coma materia di studi e adesso anche di lavoro e ringrazio ogni giorno tutti i miei pazienti che con un loro sorriso mi danno davvero tantissimo….
purtroppo pero’ la strada da fare per sensibilizzare le coscienze e per garantire ai pazienti stessi dei luoghi di cura piu’ ampi e’ ancora lunga…
mi piacerebbe poter contribuire per poter cambiare ulteriormente le cose, per cambiare le leggi che sembrano per certi versi incomplete…
spero insieme si posse fare qualcosa…per loro e un po’ per tutti noi…
59. Ivana C. - Ivv | March 31st, 2007 at 19:34
Oggi a studio aperto hanno fatto un servizio nel quale viene criticata da una paziente la tua canzone. Ha modificato le parole e dicono che passerà in radio. Cosa ne pensi? Accetti volentieri questa critica o sei infastidito o dispiaciuto? Rispondi con sincerità se vuoi. Grazie
60. Monica | March 31st, 2007 at 20:07
ciao simone,sono monica di roma!
ho pensato molto se scriverti e cosa dirti,la mia mamma ha lavorato fino all’anno scorso nella sony-bmg e questo mi ha permesso di scoprire il tuo talento già dalle le prime volte che sei entrato in bmg (nella sede di viale mascagni), ma non avevo voglia di usufruire di lei o dei suoi colleghi per darti questo messaggio. fin da piccola sono stata abituata a camminare fra i grandi della canzone senza neanche rendermene conto, ma non ho mai avuto voglia di scrivere ad un cantante…non ce n’era bisogno!ma per te ho dovuto fare un’ eccezzione,perchè sei semplicemente fantastico!
oggi al telegiornale ho sentito che qualcuno non è d’accordo con la tua canzone,ma tu non mollare è spettacolare…il tuo interesse per qualcosa che gli altri rifiutano è spettacolare!
ho solo 19 anni,ma per colpa di “semplici” attacchi di panico,ho conosciuto cliniche psichiatriche e persone dolcissime etichettate “matti”…
tutto questo mi ha fatto capire cosa voglio diventare nella vita…neuropsichiatra!è facile diventare medici ma l’impresa più ardua è essere o essere stati prima di tutto pazienti,capire quel senso di derealizzazione che ti fa sembrare di essere in un sogno,o meglio, in un terrificante incubo…con mia grande fortuna,non ho mollato e nel tunnel buio si è accesa una luce,adesso devo solo seguirla!la tua splendida canzone deve essere ascoltata da tutti,perchè in ognuno di noi c’è un lato di pazzia,e i cosidetti “sani” sono persone ciniche che si rifiutano di capire i propri limiti e sono assolutamente certa che non proveranno mai i sentimenti forti e puri che hanno i “matti”…
ti saluto e spero di ricevere una tua risposta!grazie a nome di tutte quelle persone che ho incontrato nella mia breve vita,quelle persone emarginate…quelle persone semplicemente SPECIALI! un bacione…Monica
61. tilde slacciatissima | April 1st, 2007 at 13:04
per queste Palme vi auguro serenità,gioia e sorrisi anche se ci sono tanti problemi, situazioni tristi e spiacevoli, incomprensioni in famiglia ,con gli amici, sul lavoro….
Vi auguro di saper sempre saltare ogni ostacolo , di non arrendervi mai alle difficoltà e di stringere a voi chi davvero vi vuol bene.Con affetto….
Tilde
62. FLAVIA | April 1st, 2007 at 14:35
ciao simone!volevo innanzitutto dirti che apprezzo la tua musica e il secondo album è stato una conferma del primo..nn sempre succede:-)
..e poi avevo una CURIOSITA’ ..In una delle tue canzoni “la risposta” parli d un “buco fatto a forma d Dio”..e cercavo d capire questa espressione..cosa intendi?
So che spiegare una canzone è come togliere un po della poesia che è insita in essa ma spero farai un eccezione:-D.Forse è una semplice licenza poetica ma mi sn intrippata:-D
T faccio ancora i complimenti e spero d avere risposta..un bacio ciao!
63. lory | April 1st, 2007 at 17:08
io e miei bambini ti adoriamo
non fa niente se non puoi rispondere
ho letto il blog
un commento del quale mi avrebbe offeso
poi ieri ho sentito qualcosa riguardo a chi ti attacca
….che e’…solo spettacolo?
quando poi delle belle canzoni sono vere
….
un bacio da me, samantha e kevin
64. Antonio | April 2nd, 2007 at 0:58
IL PUNTO DI VISTA…
Ciao Simone. Sono Antonio. Come il personaggio della tua canzone. Ieri, insieme al mio amico Teo (che ha la tua stessa capigliatura), ho avuto la mia “Giornata Simone Cristicchi”. La aspettavamo. Ero lì, alla Fnac della mia amata città: Torino. E dopo al Sermig, l’Arsenale della Pace, al tuo spettacolo. Dopo la presentazione ho atteso per avere il tuo autografo (o “firma”, come troppo modestamente l’hai definito tu). Ma quello a cui più tenevo era esprimere quello che penso su quello che fai. Su cosa riesci a comunicare. Su “come” riesci a comunicare. Peò mi sono bloccato; emozionato. E sono riuscito a dire soltanto: “Ciao Simone. Sono Antonio. Sono psicologo. Mi interessa il tuo punto di vista”. Fine. Molto significativo! MA “QUALE” PUNTO DI VISTA????? Dopo con Teo ci abbiamo scherzato: “Che figura di m… Ho Simone davanti, ho l’occasione di parlargli e di dirgli quanto apprezzo quel che fa e… faccio scena muta!”.
Quindi te lo dico qui, al forum. Perché ci tengo davvero.
Sai, Simò: dopo la tua vittoria a Sanremo parlo spesso di te coi miei colleghi. Psicologi nelle Asl, nei Centri di Igiene Mentale, nelle cooperative e associazioni dove l’utenza è varia: disagio psicologico, patologia, tossicodipendenza; malati psichiatrici, semipsichiatrici. Tante etichette. E ci sono tante opinioni sulla tua canzone, sul lavoro che stai facendo. A volte sento frasi come: “Cosa ne sa lui di malattia mentale?”, oppure: “Perché non lascia questo tema a chi ha la competenza di trattarlo?”. E io dissento. Dissento e difendo il tuo lavoro. Perché tu, Simone, hai un dono. Un dono speciale. Che tanti miei colleghi non possiedono: hai una sensibilità straordinaria. Quella che ti permette di entrare in empatia con gli altri. Di comprendere il loro dolore con il cuore e con la testa. Sai Simò: non è da tutti. Questa idea me l’ero già fatta, e dopo aver visto il tuo spettacolo ne sono fermamente convinto. Ho tifato fin dall’inizio perché la tua canzone vincesse Sanremo. Dicevo a tutti: “Vedrete: vincerà Simone. Un messaggio così importante non può non arrivare alla gente”. E hai vinto. E sai, Simò: non hai vinto solo tu. Hanno vinto tutte le persone, i Matti e gli operatori dei Centri di Igiene Mentale che hai visitato. Perchè sei riuscito a dar loro una voce. E hai permesso che questa voce arrivasse anche al pubblico, alla gente “normale”, a quelli che si definiscono “Sani”.
Sai Simone: i nostri lavori si assomigliano. Entrambi utilizziamo le parole. Anche se con finalità diverse. Ma, in ogni caso, per comunicare. Le parole sono importanti. Sono il tramite tra noi e gli altri. Come un ponte da attraversare.
E ieri sera, col tuo spettacolo, sei arrivato al cuore e alla testa di noi tutti. Come solo un grande cantautore (passamela, questa, perché ci credo) sa fare. Ho visto bambini sorridenti, giovani emozionati, vecchi rapiti da questo giovane menestrello di nome Simone Cristicchi.
Continua sempre così, Simone. Perchè la società di oggi, che spesso parla ma non comunica, che sente ma non ascolta, ha bisogno di un grande comunicatore come te.
Ora ti saluto, (virgola, aspetto) caro Simone. (punto, mi fermo)
E spero “a presto”, come hai scritto ieri pomeriggio sul mio libro. Sul tuo libro. Ciao.
Antonio
65. loredana | April 2nd, 2007 at 9:22
ciao simone,mi chiamo loredana e nella vita faccio la studentessa di medicina…..sto cerando di contattarti per invitarti ad un evento:”impariamo a contare”
è un progetto promosso dal Centro di Riferimento Alcologico Regionale dell’Università di Roma la Sapienza e la Provincia di Roma .Il progetto è rivolto alle scuole superiori dela provincia di Roma e finalizzato al’informazione e sensibilizzazione alle problematiche alcol-correlate,ha portato alla produzione da parte degli studenti di video,dipinti,ecc…Alcuni di questi saranno premiati presso l’aula magna dell’Università La Sapienza il giorno 12/4/07…..io e tutto il centro saremo felicissimi di averti con noi………spero con tutto il cuore che tu legga questo messaggio……….potresti aiutarci a porre l’accento su un problema, ai più ,sconosciuto……….
grazie (…..e spero….!) a presto
loedana
66. Marco "ORCO" | April 2nd, 2007 at 13:17
Ciao Simone.
Senza dilungarmi in complimenti e considerazioni sulla tua musica e su quanto dici nei tuoi testi, t’invito a dare un ascolto ad una canzone che, in qualche modo, “ti dedico”. Spero che la tua etichetta non mi fucili, essendo una “reinterpretazione” di “Vorrei Cantare come Biagio Antonacci”, e credo che ti strapperei quanto meno un sorriso se gli dessi un ascolto…
Mi farebbe molto piacere, spero tu abbia un secondo per dargli un check; la trovi scaricabile su www.myspace.com/orcodeus e si chiama “Vorrei Cantar come Simone Cristicchi”…vedi un po’…eheheh
Buona giornata e grazie per tutto.
Marco aka ORCO
PS Se fossi interessato allo studio delle problematiche psichiche e cognitive (come sono) farei un passaggio a Trieste, la città di Basaglia; abbiamo ancora tante “simpatiche ed efficienti” strutture da queste parti…
67. Alessandra | April 3rd, 2007 at 11:46
Ciao simone, mi hai conquistata con il tuo grande talento, la tua sensibilità, la tua fantastica timidezza, il tuo fascino. mi piaci come sei dentro e fuori, mi hai illuminata! sei una persona stupenda, profonda. non sono un medico, non mi occupo di manicomi, non sono un’artista, non sono laureata, quindi non so dirti altro. ma ascoltandoti e vedendoti susciti in me una grande ammirazione, serenità, piacevoli sensazioni. sei stupendo. la tua fan innamorata, alessandra
68. Lorenza | April 3rd, 2007 at 16:50
Ciao Simone….
Grazie per la dolcissima canzone che ci hai regalato e non pensare troppo a tutti quelli che dentro un testo di una canzone volevano mettessi un saggio sulla malattia mentale. La tua canzone è una grande emozione che può toccare il più profondo del cuore senza doversi aggrappare per forza e solo al razionale, al logico, al reale.
… la penna scrive ciò che le detta il cuore,
quel che la mente legge
non sempre ha le stesse parole…
Un grande grazie.
Lorenza
69. chiara | April 3rd, 2007 at 17:09
Simone, ho acquistato i biglietti per lo spettacolo di Roma. Verrò insieme a mia figlia e non vedo l’ora di apprezzare nuovamente il tuo talento. Grazie per tutto ciò che racconti e per come sei. Abbiamo bisogno di artisti come te. Chiara
70. miky | April 3rd, 2007 at 18:51
ho appena terminato la lettura del tuo libro..riesco a dirti solo grazie..ciao simone
71. clara | April 3rd, 2007 at 23:37
io sono un’ educatrice da 2 anni..la mia rima esperienza dopo la laurea è stata la realtà dura e sopratutto una realtà tabu…
nonostante la chiusura dei manicomi,l’umanizzazione della situazione esistenziale dei malati psichiatrici molte cose devono migliorare…
sopratutto per chi ci lavora..in realtà il privato molto spesso non reinveste gli introiti che lo stato paga in cambio di servizi definiti rieducativi…
La tua canzone,Simone..racchiude tante verità…
solo alcuni spiccano il volo.. ma molti di loro… rimangono per tutta la vita legati a catene fittizie ma che creano più dolore…
..sensibilizziamo i cittadini alla malattia mentale..vista ancora come come stregoneria…
vi saluto
72. kikka | April 5th, 2007 at 11:46
ciao Simone! mi chiamo Francesca. studio presso la Sapienza e sono iscritta all’ultimo anno del corso di laurea in “tecnica della riabilitazione psichiatrica”. Sono rimasta stupita che finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di parlare apertamente della malattia mentale, e ha aperto gli occhi a molte persone. Molti dei miei coetanei non sanno neppure cosa abbia potuto significare per le persone così dette “pazze”, venir rinchiuse dentro ai manicomi sin dalla più tenera età, per poi riuscirne come adulti cambiati, ai quali ormai era stata tolta ogni minima dignità e forza per ricomonciare una vera vita. Ho letto molto attentamente il libro che hai scritto, e debbo dire che sei stato veramente bravissimo! sei riuscito a mettere in luce le soffrenze delle persone che hanno vissuto all’interno dei manicomi, il loro disagio nel momento in cui, grazie alla legge 180, i manicomi hanno cominciato a chiudere, perchè per una persona che per 40 anni ha vissuto sempre li dentro, e poi un giorno viene rimessa nella vita reale, si sente persa, è come se il mondo fosse andato avanti senza di lei, lasciandola per ben 40 anni sotto una campana in cui non poteva nè vedere, nè ascoltare tutti i cambiamenti della società.
io ti scrivo perchè frequentando questa facoltà, dal primo anno veniamo mandati a fare tirocinio nelle varie strutture psichiatriche, e mi sono resa conto che molti ( e tendo a sottolineare molti) operatori, non sono ancora riusciti a superare il concetto di idea manicomiale, di istituzione e soprattutto, cosa più deprimente, dell’ idea che le persone siano “matte” e non si possa fare nulla per curarle, o almeno cercare di fargli condurre una vita più sana di quella che hanno. Io mi chiedo, come mai ci sono persone simili che lavorano in certi centri e non c’è nessuno che cerchi di portare dei cambiamenti? in oltre la legge Basaglia ha portato un cambiamento innovativo ed utile, ma quella era solo la base da cui partire, bisognava fare molto di più ed andare ben oltre, invece tutto si è fermato; le persone con problemi continuano a girare per le città senza nessuno che si prenda veramente cura di loro e si preoccupi di come vanno le cose. Io per due anni ho frequentato un centro diurno riabilitativo, dopo esserci stata per via del tirocinio, e assieme ad un’altro ragazzo che studia con me, abbiamo cercato di organizzare delle attività riabilitative utili per i ragazzi, ma non è servito a nulla perchè non c’è mai stato l’appoggio e la collaborazione degli operatori del centro, che per giunta tendono a chiudersi nei loro uffici, lasciando i ragazzi in una stanza per l’intera mattina senza degnarli di un minimo di attenzioni. Se continuiamo ad andare avanti con persone simili, come potrà mai funzionare bene la sanità?
Ora che sono arrivata all’ultimo anno, mi chiedo molto spesso cosa ne sarà del mio futuro, se ci saranno mai dei centri che prenderanno persone come me,e gli altri miei amici a lavorare, perchè sappiamo di essere diversi, perchè vogliamo cambiare le cose e porle verso il giusto, verso il benessere dei pazienti, senza venire istituzionalizzati, che forse è l’idea che più ci spaventa.
Spero vivamente di ricevere una tua risposta, e magari un tuo commento a riguardo di tutto ciò.
Mi auguro di poter venire al tuo spettacolo il 26 aprile a Roma, invitando anche tutte le altre persone a venire a vederti, affinchè possano sentire le parole di una persona come te,che sa veramente cosa vuol dire soffrire di una malattia mentale e quali sono i disagi che ne comporta, perchè tu Simone sei riuscito veramente ad entrare nel più profondo degli aspetti che queste malattie comportano.
Sei la fiamma alta di tutti noi che non discriminiamo le persone malate e di questa stesse persone!
Grazie!!!!!!
Un grazie immenso e un bacio da kikka
73. Lara | April 5th, 2007 at 19:24
Carissimo…con la mia tesi, ti ho donato una parte importante di me…”la parte che conta”…le esperienze, le testimonianze e le poesie di Persone preziose che urlano la Vita con tutto l’entusiasmo e al tempo stesso la disperazione…Persone che magari nn parteciperanno mai come opinionisti in una trasmissione o in un reality ma che sono testimoni “senza filtri” di ciò che vuol dire amare, sentire e…perchè no?Soffrire e tormentarsi, persone “inadeguate”, “bizzarre”, “folli” o forse non omologate?…pure? speciali?
Mi piacerebbe davvero che la leggessi e poi poterne parlare con te, raccontarti anche le idee ed i progetti che ho in mente…magari anche scrivere e cantare qlc assieme…;)
Ora sto per partire per un progetto europeo, sarò 3 mesi in Lussemburgo in una cooperativa dove ci sono tante Persone come queste che lavorano in atelier e Workshop artistici…valorizzate per le a creatività, per il Talento che hanno e …non per “la loro patologia”…finalmente!
Ti seguirò comunque, anche da lì… e spero tanto in tua risposta.
Grazie Simone, davvero…di cuore.
Un abbraccio, Lara
74. Francesca | April 6th, 2007 at 13:12
Ciao Simone (ehheh mi fa strano chiamarti per nome),
sono una ragazza di Roma che sta studiando per diventare infermiera e da poco si è appassionata al così detto “mondo dei matti”. E questo lo devo al tuo libro…di una sensibiltà unica ma reale.
Io nn so se leggerai mai questo mio post ma vorrei che tu sapessi che mi hai attaccato la “pazzia per i pazzi”
Un abbraccio
75. Rosanna P | April 6th, 2007 at 19:48
Ciao Simone mi chiamo Rosanna e sono la mamma di Simona che ha due anni e mezzo volevo solo ringraziarti x LÉMOZIONE INTENSA che hai saputo con le tue parole farci provare PELLE DÓCA DALLAPRIMA ALLÚLTIMA parola ma anche la musica mia figlia appena sente línizio corre verso la tv dicendo:mamma vieni canta Simone sei bravo davvero e mi piaci ancor di + xche´sei riuscito ad incantare mia figlia con la dolcezza della tua musica ciao un saluto dalla Foresta Nera dove viviamo Rosanna e Simona
76. ale | April 6th, 2007 at 20:31
sei sparitoooooooooo! ed ora non puoi accendere la radio senza sentirla ovunque,,,…la tua canzone…,Margherita!e tutti i tuoi amici,come la scimmietta,chissà se è ancora viva la signora anziana che sei andato a trovare l’anno scorso a pasqua….vicino piacenza…ti volevo fare i miei complimenti e dirti che anche se forse non ci parleremo mai più….ti voglio bene….perchè sei buono!
77. LUKA | April 6th, 2007 at 21:57
Ciao.
…6 bravissimo continua kosì …adesso sto askoltando “ti regalerò una rosa” è tr bella
Sai io ho 12 anni e ti ho “scoperto” l’anno scorso con “ombrelloni” poi nn ho + sentito parl di te …quando ho ti ho visto al san remo da subito ho detto: qst è il migliore.
pure mia mamma l’ha detto!!! (è una psiciatra,psicoterapeuta,psicoanalistita)e i “matti” li vede ttt i gg…
kontinua kosì, veramente puoi arrivare molto molto in alto.
salutissimi luka,genova
78. Elisa | April 6th, 2007 at 23:31
Ciao Simone, non so se leggerai questo messaggio, ma io ci provo lo stesso…Io conosco la realtà delle istituzioni manicomiali, ho visitato lo scorso anno il Santa Maria della Pietà, e quest’anno che faccio il VI superiore per diventare OPERATORE SOCIALE ho avuto la fortuna di avere come insegnante la persona meravigliosa che è Paolo Iavarone, che anche tu hai potuto conoscere e penso apprezzare, per il suo semplicemente essere così com’è. L’anno prossino farò tirocinio alla TORRETTA di Genzano ed entrerò in contato con queste persone, con cui non è facile mettersi in relazione, per il modo di comunicare con cui siamo abituati oggi. Sai Simone conoscere questa realtà sarà stata per te un’esperienza molto forte, ma che sicuramerente a te, come anche a me, ti avrà dato tantissimo, perchè ti insegna a saper apprezzare le piccole cose, anche quelle che sembrano più banali o scontate, come il calore di un sorriso o il valore di un silenzio ascoltato…Caro Simone ti ho scritto stasera solo per dirti che con la tua canzone tu hai messo in luce uno dei tanti aspetti della nostra società e della nostra cultura rimasto sepolto nelle conoscenze e nelle coscienze di molti, mascherato dall’indifferenza e dalla quotidianità dei reality show, ma benchè le tue parole resteranno immortali e faranno sempre salire su quel brivido di emozione ogni volta, ciò non basta per capire cosa veramente si prova a lavorare veramente con queste persone, o solamente ad entrarci in contatto. Questo non preclude il fatto che debbano essere conosciute quesrte cose, anzi, dico solo che non è tutto così come sembra, perchè in ballo ci sono sempre le nostre emozioni, le nostre fragilità, il nostro essere semplicemente degli uomini..ma credo che tu questo lo sappia bene. Un’ultima cosa: ho letto il tuo libro e ho vosto anche il tuo DVD. In questi tu non ne parli, ma mi dispiace che tu non abbia visto la mostra delle fotografia che si è tenuta a Termini (Roma) grazie alla cooperativa “Sensibili alle foglie”. Nel libro (bibliografia) la citi, perchè hai estrapolato da qualche libro della collana delle frasi. In questa mostra erano esposte le opere fatte dagli internati chiusi negli ex-manicomi. Mi farebbe piacere che tu mi ricontatassi, così da inviarti la relazione che a suo tempo ho stilato in seguito alla visita. Se ne avrai piacere potrebbe essere un approfondimento in più alla tua già vasta conoscenza dell’argomento. A me farebbe piacere fartela avere, anche se non ti aspettare chissà quale capolavoro. E’ solo una relazione. in ogni caso hai la mia e-mail. Se vorrai sai dove contattarmi. Se non ci dovessimo sentire mai, ti faccio il mio in bocca la lupo per il tuo lavoro e per la tua vita, che tu auguro ti riservi ancora tante sorprese, ma soprattutto ti auguro che non ti faccia mai perdere quella luce negli occhi, quella speranza nel cuore, quell’amore per la vita e per l’amore, il gusto per il diverso, la sensibilità di un semplice bambino che sa veramente stupirsi e sorridere e quella di un uomo che sa veramente cosa vuol dire vivere. CON STIMA ed empatia, Elisa.
79. roxy | April 7th, 2007 at 19:35
ciao
ho un fratello rinchiuso da tre anni in un ex manicomio….non sai l’emozione che abbiamo provato in famiglia ascoltando la tua canzone… anche se ci ricorda il calvario che stiamo vivendo.sei bravissimo continua per questa strada…..
baci
80. lucia | April 8th, 2007 at 13:17
Felice e armoniosa Resurrezione,che la Pasqua sia un meraviglioso passaggio dal “vecchio” al “nuovo”.
Infiniti baci a Simone,agli amici di Simone (Sara) and family.
Lucia e Marialuz.
81. rita | April 8th, 2007 at 14:54
sei semplicemente speciale…grazie
82. Mirko | April 9th, 2007 at 11:21
Ho cercato di essere artista nel mio lavoro coi disabili e pazzo nel mio modo di suonare la chitarra e sentire la musica:i risultati sono stati scarsi in entrambi i settori!
Trovo lentezza e burocrazia e fatica nel far passare nuove idee e lo stesso sorriso di un autistico che prima non cercava contatti col mondo viene visto come un atto di sfida!
Grazie per la tua canzone e sincera gioia per quanto riesci a portare a termine con la tua attività,con la musica e non!
In bocca al lupo e a presto!Ciao Mirko
83. YuliyaRussia/Calabria | April 10th, 2007 at 10:07
Ciao Simone spero che leggerai questo messaggio..sono contentissima della tua vincita di sanremo..SEI STATO UN GRANDE!!!! Mi piaci perche nelle tue canzoni scrivi e canti la vita quotidiana..la realta` di tutti i giorni,purtroppo non sempre bella..Come anche la mia vita:solo pochi mesi fa sono guarita dalla depressione che mi aveva portato all’anoressia..un mondo brutto..scuro..pieno di lacrime e sofferenze dove non ti importa nulla della vita degli altri..Mi kiudevo in camera o in bagno e piangevo,a volte anche senza un motivo..Ma poi qualcuno se ne “accorto di me” e cosi sto,pian piano, guarendo..Di solito i malati son definiti luridi e malati per sempre ma forse quelli che lo affermano sono piu` malati di quanto lo si pensi di un malato confermato dai medici…Un bacio Simo e continua cosi,non cambiare mai!
Ti aspetto in concerto in provincia di VIBO VALENTIA (Calabria)..abbiamo bisogno di un artista “puro”come te…ne ho bisogno io delle tue canzoni dal vivo!!!`
84. maria luisa | April 10th, 2007 at 11:34
Caro Simone, ho letto il tuo libro, o meglio, il libro dei “Matti”, di cui per la prima volta qualcuno ha raccolto la voce.
Le loro lettere, in particolare, arrivano all’anima.
Hai fatto una cosa grande per la prima volta hai costruito un ponte fra il “loro” mondo e quello dei cosiddetti “sani di mente”, abbattendo quelle barriere di pregiudizio e di paura che sono sopravvissute all’abbattimento delle mura dei manicomi.
Grazie
Maria Luisa
Genova
85. ilvasa | April 11th, 2007 at 19:21
Lo sai perchè riesci a catturare l’attenzione della gente? Perchè hai un dono. Una qualità dell’anima molto rara di questi tempi di carta straccia e stracci in televisione. Hai nel cuore la gioia e la semplicità di quand’eri bambino. Non hai scordato. Ti sei guardato bene dal dimenticare. Non so come sia potuto accadere ma il miracolo mi suona garbato. E’ musica per le mie orecchie, anch’esse di fanciullo. Un grosso e fraterno abbraccio. Daiiè dentro Simò!
86. marco | April 11th, 2007 at 21:18
non ho gradito la prima traccia del tuo disco: Cutugno rifatto in accordi minori assomiglia troppo al caso musicale di Imagine dei Beatles riarrangiata dai Perfect Circle. dimmi se mi sbaglio, magari sarà stata una scelta dettata dal tuo contratto discografico, o magari t’e’ venuta così, a riconferma che il mondo delle note, come quello degli uomini, e’ sempre piu’ piccolo. in bocca al lupo
87. deborah | April 12th, 2007 at 21:40
ciao simone..
nn spero che tu legga il blog, ma volevo lasciare qualche parola..
lavoro in vun centro di riabilitazione psichiatrica..tutti i giorni mi trovo a fare i conti con la malattia mentale, con lo stigma, con i luoghi comuni..lavoro ogni giorno, ogni istante per dare agli ospiti della comunità la dignità che meritano, per costruire con loro basi per un futuro CERTO..e sereno..
so che in italia le realtà psichiatriche sono molto diverse..ma ti assicuro che a milano, molti servizi funzionano..molti operatori danno l’anima per questi progetti..
la mia vita è interamente cambiata da quando ho deciso di occuparmi di psichiatria e laurearmi in riabilitazione psichiatrica..davvero..ogni giorno mi sento più ricca, tutto ciò mi dà felicità, serenità, nonostante il lavoro sia duro, frustante (spesso)..e difficile (molto)..
desiderei tanto che tu possa visitare qualche centro milanese..
88. Rosanna Saracco | April 12th, 2007 at 22:24
IO sono la mamma di Thiago 3 anni AUTISTICO E e volevo dirte che forse ci vorrebe piu sensibilizazione da parte de tutti per questo disturbo , non mi piace che si prenda in giro un problema come la’utismo perche se non sei dentro non capirai MAI cosa significa , abiamo bisogno di tanto aiuto per poter far fronte a le cure per i nostri tesori , e nesuno ci da niente ci tengono li da soli come se fosimo contagiosi , e non provano neanche a pensare che forse si potrebero recuperare tutti questi bimbi, io non poso fare precentuali ma te dico soltanto che facendo le terapie adeguate ce recupero per molti , ABA , ma solo si puo fare privatamente perche non ci sono convensioni, per una famiglia de 5 persone pagare 2000 euro al mese per ofrire al figlio la posibilita di recupero sono pero molti e non ci si riesce , e alora afiti , vendi hipotechi, che doviamo fare? dove dobiamo andare ? ma e posiile che ve ne fragate tutti ? o bisogna aspetare che tochi a ogniuno di vuoi? 1 bimbo ogni 150 sono dati molto preocupanti , non so se legerai o meno il mio messaggio ma io sto facendo de tutto e di piu per il mio bimbo e non me arrendero MAI quindi se veramente hai u cuore grande potremo fare in modo di incominciare a smuovere un po l’eaque. Ci tengo t5antisimo a la mia famiglia al completo , doviamo lotare sempre , e non permetere a nesuno di amazare i nostri sogni.
89. Giuseppe | April 13th, 2007 at 1:48
Ciao Simone, sono Giuseppe uno studente del Corso di Laurea in tecnico della riabltazione psichiatrica all’Università Magna Graecia di Catanzaro. Come va?? Spero che la tua vita piena di impegni ti permetta a volte anche di riposare..!! Sono molto contento di ciò che tu sei riuscito a fare!!! Sei riuscito, grazie alla tua arte, a far capire a molte persone che il disagio mentale è un lato della vita di un uomo o una donna che soffrono di disturbi mentali e proprio per questo motivo che credo, come te, che si possa vivere meglio, puntando sulle proprie abilità, si può riuscire ad avere un’esistenza dignitosa. Sono a conoscenza della tua passata presenza in Calabria e, come questa tua esperienza, sia stata particolarmente significativa per te. Vorrei che tu tornassi e che tu, anche se non in veste ufficiale, possa rivivere bei momenti nella nostra terra. Ah, sai che sto componendo la mia Tesi di Laurea, riguarderà gli approcci di riabilitazione per i pazienti psicotici, cercherò di far un bel lavoro. Ciao di ripropongo l’invito. Spero in una tua risposta al commento, il futuro possa darti gioia e soddisfazioni!! Giuseppe
90. Anita | April 13th, 2007 at 12:09
Caro Simone, avendo lavorato per 5 anni in una comunità psichiatrica, prima come educatrice e poi come coordinatrice, potrai ben immaginare come sia stata contenta di ascoltare la tua magnifica canzone a Sanremo e di leggere il tuo meraviglioso libro.
Dal momento che mi sento molto “slacciata”, vorrei ringraziarti per tutto ciò che stai facendo per i nostri amici Matti. Era proprio ora che qualcuno si occupasse di loro, raccontando le loro storie, tutte particolari ma sempre con delle costanti che ho ritrovato in ogni storia che ho ascoltato. I miei amici Matti mi hanno regalato tante storie, tristemente evocate dal loro passato manicomiale… quanti soprusi, quanta brutalità, quanto cinismo hanno dovuto sopportare come dei veri santi… per me i santi esistono e sono loro, i Matti, quegli splendidi e meravigliosi errori di Dio… o solo considerati tali perchè un po’ diversi! Quante ingiustizie in questo mondo, ma per fortuna esistono persone in grado di parlare di cose orrende in modo meraviglioso proprio come fai tu! Mi piacerebbe tanto conoscerti perchè ormai accade sempre più raramente di incontrare belle persone come sono sicura che tu sei. Chissà???
Intanto, mi piacerebbe venire ad un tuo spettacolo teatrale e portarci qualche mio amico “speciale”! Ti abbraccio forte e ti chiedo solo di continuare così perchè sei un grande! a presto, spero…. Anita.
91. Morena | April 13th, 2007 at 18:00
Ciao Simone.
Nessuna domanda, ma un bravo di cuore.
Dal primo giorno in cui l’hai cantata a Sanremo, credo di ascoltare la tua canzone almeno una volta al giorno… e se non la sento, mi guardo il video su You Tube e devo dirti ancora bravo, perché nonostante questa frequenza, ogni volta, e dico davvero ogni volta, mi vengono gli occhi lucidi e mi si stringe lo stomaco.
Continua così.
Morena
92. silvia | April 13th, 2007 at 18:19
Caro Simone,
mi chiamo Silvia e sono una ragazza di Padova. Sto per laurearmi alla facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cà Foscari di Venezia nel corso di laurea in Servizio Sociale con la tesi dal titolo Dalla legge 180 a Radio Rete 180 “la voce di chi sente le voci”. Visto il mio interessamento alla Radio e quindi alla musica volevo dedicare un piccolo spazio finale della mia tesi alla tua canzone, o meglio come una semplice canzone possa aver creato un interessamento da parte della società su un problema che esiste da anni e anni. O meglio come la legge 180 con questo fenomeno sia tornata a far parlare di sé e della figura del matto. Ti dirò la verità appena ho ascoltato la canzone la prima sera del Festival ho provato un emozione pazzesca, stavo leggendo libri e libri sul manicomio e nulla mi è sembrato più significativo che le parole di Antonio e così appena mi è stato possibile ho comprato il CD-Dvd e il libro…..emozionanti le lettere del manicomio di Volterra e mi domando perché al mondo c’è stato tanto dolore….?Ognuno nel suo piccolo nelle lettere sembrava cosciente della sua situazione e del voler andare via da quella istituzione…lettere mai arrivate al mittente..persone che aspettavano ogni singolo minuto della loro vita una risposta dai loro cari o che qualcuno arrivasse a liberali dalla prigione…Ti invio in allegato la prima parte della mia tesi sto completando la seconda che riguarda la radio Rete 180, come una radio abbia una funzione così importante per chi la fa e di come questo possa avvicinare queste persone al resto della società che spesso le dimentica e di come il progetto di Basaglia possa dirsi funzionante in questo contesto della radio, dove il medico si mette dalla parte dell’ascoltatore e affianca il paziente in qualcosa da creare e costruire insieme come nel caso di una trasmissione radiofonica. Ecco io vorrei sapere in base al tuo percorso e alla tua esperienza se veramente oggi la Legge Basaglia possa dirsi essere veramente applicata e consolidata nei vari contesti che hai visto e se magari sei a conoscenza della Radio ecco cosa ne pensi di questo progetto…So che verrai a Padova al concerto da radio Italia ecco io vorrei fare una piccola intervista o meglio….vorrei sentire un tuo pensiero su ciò. A tutti quelli a cui ho raccontato che vorrei dedicare l’ultimo pezzo della tesi su te mi hanno dato della pazza in quanto pensano non mi risponderai mai…io alla fine ci provo!Così vorrei vedere la faccia del mio relatore!Non so se non fosse possibile incontrarti almeno un qualcosa di scritto mi piacerebbe riceverlo.
Non so se mi contatterai mai, sicuramente avrai mille progetti più importanti dei mie ma in ogni caso ti lascio il mio numero di telefono e la mia e-mail
SILVIA SPOLVERATO
tiasix@hotmail.com
Spero tu mi risponda o possa incontrarti……ciao
Ah se leggi il pezzo della tesi dimmi pure cosa ne pensi..ah aggiungerò come bibliografia il tuo libro e Dvd e ne estrapolerò alcuni pezzi..Ciao
93. patrizia | April 13th, 2007 at 18:57
ciao simone, sono patrizia un’assistente sociale che da19 anni lavora con “i matti” e che da loro ogni giorno riceve amore, dolcezza e sorrisi. e’ bello che qualcuno abbia dato voce a queste persone e sottolineo persone quasi cancellate dalla nostra società. la cosa terribile è che gli operatori che credono nel loro lavoro e che fanno sforzi sovrumani per aiutarli a gestire una quotidianità normale vengono considerati spesso alla stessa stregua……….non hanno voce. Allora diventa una battaglia contro i mulini a vento della burocrazia, dell’indifferenza, dell’ignoranza. Fortunatamente non siamo pochi a credere in ciò che facciamo e nel nostro piccolo qualche successo riusciamo ad ottenerlo ma solo per dimostrare che LORO sono come noi anzi, in molti casi ,meglio di noi.
il 14 p.v. a lecce c’ la notte bianca e avevamo saputo della tua partecipazione. La notizia ha entusiasmato i ragazzi della nostra comunità che, tra l’altro stanno partecipando con una rappresentazione teatrale e con l’esposizione di opere pittoriche( ti posso assicurare di grande impatto emotivo), speravano di incontrarti. Sei diventato il loro idolo. poi, purtroppo, la delusione non ci sarai. Mi auguro che nel tuo tour tenga presente la nostra città e sicuramente saremo tutti presenti per ringraziarti.
94. rossella | April 13th, 2007 at 19:31
Caro Simone, sto leggendo il tuo libro ed è davvero molto bello, ma volevo chiederti una cosa, come finisce la storia di Bernardo e la filastrocca della morlacca?perchè è finito al manicomio? e poi invece come è finita la storia di Luca e di sua madre appresso a lui? se preferisci nn dirlo non fa niente però sarei felice se lo facessi o comunque qualcun altro al tuo posto. Grazie ciao
95. Ivana - Ivy | April 13th, 2007 at 22:42
c è un buco fatto a forma di Dio, che senso ha?
Che vuol dire?
96. caterina | April 14th, 2007 at 11:32
Sono di Venezia, ma vivo a Roma. A Venezia c’è un’isoletta che si chiama Isola di San Servolo. Ora è la sede di una bella università internazionale, ma una volta era un manicomio. Conosco un paio di persone che ci hanno lavorato e leggere il tuo libro mi ha fatto venire voglia di andare a cercare le storie delle persone che vi hanno trascorso chissà, mesi, probabilmente anni…
Ovviamente ho letto il tuo libro. Ho chiesto a vari amici di andare al tuo spettacolo del 26 qui a Roma, ma non sono interessati. Peccato, quindi sto valutando se andarci da sola o rinunciare.
Buona giornata.
caterina
97. elisa | April 14th, 2007 at 13:54
ciao Caterina,non ho resistito alla tentazione di risponderti…
Io abito vicino a Torino e due settimane fa ho avuto l’onore di vedere Simone nel suo spettacolo al Sermig, anche per me non è stato facile trovare qualcuno con cui andare, ma per questo mai avrei rinunciato ad andare a vederlo.Non rinunciare.
Quando sarai là, e fai in modo di esserci, ti accorgerai di non essere sola, si creerà un’atmosfera in cui starai bene di certo,ti emozionerai e sentirai le parole di Simone passarti dentro, non rinunciare, ti assicuro che dopo potrai godere di aver riempito la tua testa ed il tuo cuore di parole e pensieri davvero uniche,ti si aprirà una visione del mondo nuova.
Dici di aver letto il suo libro…questo è un motivo in più per andare, sentirai le sue parole scritte arricchirsi del colore dolce della sua voce…non rinunciare.
98. Luisa | April 14th, 2007 at 14:28
frequento il corso in scienze del servizio sociale. In questi anni mi sto avvicinando alla malattia mentale.All’inizio non è stato facile. Venuta a conoscenza di una situazione di un minore, molto dificile e complessa; dentro di me sono sorte innumerevoli paure. L’immedesimazione con questo ragazzo mi ha portato, per tre interminabili giorni, a pensare di esser psicotica. Uno psichiatra mi ha rassicurato dicendomi che non ero affatto psicotica… ma in tale periodo semplicemente i miei confini erano più permeabili… con facilità mi identificavo con le altre persone.E’ stato terribile: “da sana” avevo ipotizzato come la mia vita sarebbe cambiata dopo la diagnosi di psicosi…ho vissuto tre giorni con molta ansia e angoscia…attualmente la malattia mentale ha smesso di farmi paura e ho una gran voglia di avvcinarmi alle persone, a tutte le persone. E’ strano ma più abbiamo paura, più cerchiamo sicurezza, e più aumentiamo l’incertezza che sembra predominare nella nostra società. E’ bello che un giovane ragazzo abbia avuto il coraggio di cercare di sensibilzzare a tale tema.Ma perchè?Com’è che ti sei avvinato alla malattia mentale? …..luise
99. marzia | April 14th, 2007 at 17:25
ciao! sono una tua grande ammiratrice!e dopo aver ascoltato “ti regalerò una rosa” ho deciso di impostare la mia tesina di maturità sulla follia! ti ringrazio per avermi dato questa splendida idea! e mi chiedevo se mi potresti dare un consiglio! perchè ho “alcuni” problemi a formulare l’introduzione! te ne sarei estremamente grata!
grazie in ogni modo per le tue splendide canzoni!
ciao
spero ceh tu mi risponda!
100. danipast | April 14th, 2007 at 18:51
Ciao Simone,
appezzo molto il fatto che porti alla luce un tema così fondamentale.
Ho letto che stai leggendo il libro di Cestari, questo mi fa molto piacere.
Il mio blog, pensa con la tua testa , parla proprio della psichiatria, ti invito a farci un salto, potresti trovarci materiale interessante.
ciao e continua così, in bocca al lupo
101. carlo | April 14th, 2007 at 23:03
Ciao Simone … volevo semplicemente ringraziarti per le emozioni che mi hai regalato nella lettura del tuo “non libro”. Ho quarant’ anni e grazie a te ho riscoperto sensazioni ed emozioni che credevo ormai perse…anzi non credevo nemmeno che mi appartenessero. Grazie a te ho pianto e non mi vergogno a dirlo. Un pianto non però di disperazione ma di consapevolezza nel comprendere che troppo spesso senza magari accorgersene siamo ipocriti e razzisti verso tutti i tipi di diversi.
Pronti a difendere la nostra assurda “normalità” che ci portato a dimenticare i valori fondamentali per cui la nostra esistenza vale la pena di essere vissuta.
Amore, rispetto, tolleranza e disponibilità verso gli altri.
Sarei onorato se potessi ritenermi parte del gruppo “dei slacciati”… mai come oggi infatti mi sono reso conto di essere stato schierato dalla parte sbagliata.
Ciao e grazie.
Carlo.
102. Cristina | April 15th, 2007 at 1:51
Simone Congratulazioni ! le notizie sono volate anche in inghilterra …:)
Un grande abbraccio e un saluto a (tutti) !!!!
Cristina
103. mgc | April 16th, 2007 at 10:52
Carissimo Simone,
ieri ero al cinema di Condove, ed ero fra la poca gente in sala che aspettava la proiezione dei filmati in concorso per il Valsusa Filmfest.
Mi ha fatto piacere vedere il tuo documentario, di cui avevo sentito parlare, e poter apprezzare la poesia con cui il regista Alberto ha tradotto in immagini sia la storia delle persone che hanno vissuto gli anni tremendi prima della legge Basaglia, che i commenti di chi quel mondo lo ha conosciuto da esterno a capitolo finito.
Ho finalmente intuito (capito è una parola grossa, per un’opera d’arte, che solo l’autore può penetrare fino in fondo), che cosa significano certe tue parole del brano “Ti regalerò una rosa”, perché il docufilm è stato preparato prima, e tu l’hai concentrato in pochi minuti di musica.
Mi è dispiaciuto non poter avere un vostro autografo , (assediati com’eravate fuori dal cinema, non sarei riuscita ad averli prima dell’inizio degli altri film), ma soprattutto mi è dispiaciuto non poter parlare a te e ad Alberto del film appena visto.
Mio marito che era in sala regia, mi ha detto che alcuni spettatori (più sensibili? Più toccati per trascorsi personali?) sono dovuti uscire o rinchiudersi in bagno, per alcuni minuti, per l’emozione che li aveva sopraffatti! Ecco, questo è quello che un lavoro come il vostro deve fare: coinvolgere, dare una perturbabilità, smuovere il sopito.
Ho trovato nel film una tenerezza e una dolcezza che non mi aspettavo, e ripeto una straordinaria sensibilità nel trattare un tema così difficile, sia da parte tua, che come autore di canzoni uno si dovrebbe comunque aspettare, sia soprattutto da parte di Puliafito, che nei sui primissimi piani ha permesso alla telecamera di arrivare quasi dentro l’anima (l’occhio non è infatti lo specchio di questa?). Io avrei evitato forse un po’ l’effetto di “sfuocato” che seguiva il primissimo piano, e ho trovato poco attento il pubblico che è venuto più a vedere te che la vostra fatica, ma tant’è, se voleva essere anche un’operazione di immagine, ti è ben riuscita, altrimenti avrai almeno fatto pensare un po’ di più qualcuno che passa i suoi pomeriggi e le sue sere a vedere “Uomini e Donne”!
Un abbraccio per tutto quello che farete ad entrambi.
Mgc
104. Paola | April 17th, 2007 at 9:49
finalmente qualcuno parla di problemi mentali, i politici non ne parlano mai, nessuno ne parla mai, così chi ha il problema in famiglia se ne vergogna. Io vivo con mia madre che fa dentro e fuori dall’ospedale, la vita in certi momenti é un vero inferno e la società se ne frega. La legge che ha chiuso i mnaicomi forse é buona ma mal applicata
105. Tatiana | April 17th, 2007 at 9:55
ciao Simone!

Complimenti bellissimo il tuo libro!!!, l’avevo già sbirciato in biblioteca, e l’ho comprato ieri, è emozionantissimo!!!
Ora mi manca solo il tuo autografo sopra di esso
Bravissimo!!!!
baciotto
Tatiana
106. anna | April 17th, 2007 at 20:29
grazie simone… grazie veramente…
107. Filippo | April 17th, 2007 at 21:43
Ciao Simone!!! Complimenti per le tue canzone sono davvero bellissime!!!!!!! io ho i tuoi due cd e sono meravigliosi!!!! sei un grande!!!! peccato che non ho la possibilità di venire a vederti nei tuoi spettacoli del C.I.M….. sei davvero un grande!!!!! ciao da un tuo grande fan!!!!
108. eleonora | April 18th, 2007 at 11:52
…Ho appena finito di leggere il tuo libro ..tutto d’un fiato, fino all’ultima pagina, fino all’ultima lacrima.
Sono una laureanda in psicologia clinica e durante il mio tirocinio ho partecipato ad una pubblicazione sulle istituzioni totalizzanti…le tue testimonianze sono perle preziose e la tua canzone una rosa rossa dal profumo intenso regalata atutti noi.
Proprio ieri ho appreso che nell’ex manicomio della mia città si pratica ancora l’elettroshock come metodo preferenziale “per risvegliare le coscienze” o per seppellirle per sempre, dico io.
Ad ogni modo, volevo farti i miei complimenti, e chissà, se tra i tuoi tanti impegni rispondi anche ai tuoi fans?
un bacio
109. marinella | April 18th, 2007 at 16:07
ciao simone , grazie x aver dato voce ad una problematica importante come quella raccontata in ti regalerò una rosa….
Sei stato tenero e poetico
un abbraccio
marinella
110. marinella | April 18th, 2007 at 16:14
ciao SIMONE GRAZIE X LA POESIA DELLE TUE CANZONI, SEI
UN GRANDE ARTISTA
MARINELLA
111. Elena Piscitello | April 18th, 2007 at 20:39
Simone, sono una dei tre volontari in una giovanissima associazione che si occupa (si vorrebbe occupare, tu sai com’è difficile) di malattia mentale) a Tortona (Al) .Alla festa del volontariato (prossimo 28 aprile) volevamo servirci della tua meravigliosa canzone per attrarre qualche giovane al nostro chiosco e trovare magari qualche altro volontario, ma… la SIAE locale ci ha chiesti 140 euro per poterlo fare. Non è un po’ troppo? Le nostre finanze non ce lo permettono e laceremo perdere… che peccato però! Complimenti per il tuo lavoro e…continuiamo! Ciao Elena
112. giusy | April 19th, 2007 at 18:46
Ciao Simone volevo complimentamicon te non e da tutti intraprendere il cammino che tu stai facendo. Lavoro nel sociale da diversi anni e le soddisfazioni e le gratificazioni che riesco ad avere a lavoro non le ho in nessun altro posto. Sono un animatricce sociale ,OSA ,OSS, ho lavorato con i bambini disabili e e adesso da diverso tempo con gli anziani sono in una RSA dove ospitiamo anziani con varie patoligie ,demeze, provenienti da vecchi manicomi o ospedali psichiatrici o seplicemente abbandonati e dimenticati da tutti. Mi rendo conto che non e facile ci sono giorni che è devvero dura ma in fondo basta un sorriso un bacio tanta pazienza che alla fine quasi tutto si aggiusta perchè tutto que che vogliona è affetto comprensione e amore. ma non tutti riescono a capirlo e finchè sara cosi loro resteranno sempre diversi agli occhi della societa Devo essere sincera fino a poco tempo fa non avevo mai prestato tanta attanzione al testo della tua canzone poi ho iniziato a impegnarmi un po di più e immediatamente ho comprato ilo libro che ho letto tutto in un fiato, sono rimasta swnza parole e ogni pagina trovavo sempre un qualcosa unaq frase o un paziente che rispecchia ogni mio giorno di llavoro. Bravo Simone continua cosi chi sa forse quaalcuno leggendo il tuo libro o ascoltando le tue canzoni iniziera a vedere le cose in modo diverso e a sensibilizzarsi un po di più..
113. Antonio | April 20th, 2007 at 9:29
Caro Simone,
anch’io mi chiamo Antonio e sono del ‘54, con altri amici e cittadini di Firenze abbiamo costituito un comitato (Comitato San Salvi chi può) in difesa del Parco di San Salvi che, come tu sai, è stato il manicomio di Firenze. Alcuni progetti dell’ASL e del Comune vorrebbero trasformare questo meraviglioso PARCO nel centro direzionale dell’ASL, mentre due grandi padiglioni sarebbero anche trasformati in residenze private di lusso. Riteniamo queste operazioni poco rispettose della memoria dei luoghi, testimonianza preziosa della storia della psichiatria e della storia sociale della nostra città.
Ti prego, AIUTACI a difendere l’integrità del PARCO e a salvaguardare il sua carattere PUBBLICO.
Il 5 maggio sarai a Firenze, al teatro Puccini, ci saremo anche noi con la straordinaria voglia e carica di farci sentire. POTRAI DEDICARCI QUALCHE MINUTO? VORREMMO PARLARE CON TE. Facci sapere. L’email del comitato è: comitatosansalvi@email.it
Grazie per l’attenzione,
un abbraccio,
Antonio
114. gloria e renato | April 20th, 2007 at 18:30
vorrei entrare in contatto con elena piscitello visto che noi facciamo parte di una associazione di pinerolo in prov di torino. potremo collaborare e portare avanti dei progetti anche a distanza
115. blackpriscilla | April 21st, 2007 at 14:04
…credo che tutto quello che doveva esserti detto sia stato detto… i ringraziamenti miei sarebbero solo granelli di sabbia nell’infinita spiaggia di quelli che ti meriti… sappi solo che anche senza saperlo mi hai dato molto, e hai preso altrettanto… perchè trovare un motivo per andare avanti a volte è difficile… poi scopri che c’è ancora qualcosa che ti interessa, qualcosa per cui combatteresti… e ti svegli dal torpore… sono una scrittrice, e anche una lettrice assidua. il tuo libro è stato un tremore unico. sto aspettando in grazia la data di mantova per poter vedere questo spettacolo. questo è ciò che mi da la forza ora. te ne sono riconoscente…
116. maria | April 22nd, 2007 at 14:30
ciao simone,
sono una studentessa di psicologia e operatrice in un gruppo appartamento per disabili…volevo scriverti solo per dirti GRAZIE!!!!Per avuto il coraggio di portare a galla un tema cosi presente ma cosi nascosti. la malattia mentale!!!e grazie per il tuo realismo anche riguardo alla vita universitaria…!!!
Speriamo che le tue parole giungano alle orecchie sorde di chi ignora la malattia mentale…GRAZIE!!!
117. maria | April 22nd, 2007 at 14:31
ciao simone,
sono una studentessa di psicologia e operatrice in un gruppo appartamento per psichaitrici…volevo scriverti solo per dirti GRAZIE!!!!Per avuto il coraggio di portare a galla un tema cosi presente ma cosi nascosti. la malattia mentale!!!e grazie per il tuo realismo anche riguardo alla vita universitaria…!!!
Speriamo che le tue parole giungano alle orecchie sorde di chi ignora la malattia mentale…GRAZIE!!!
118. biagio | April 22nd, 2007 at 14:35
simone il 18 Maggio perkè nn vieni a Latina?c’è la presentazione del giardino fatto con gli utenti del Dipartimento di salute mentale di Latina dove io faccio tirocinio, dove li vedo molti come Antonio, Piero ecc ecc…forse non leggerai mai questo invito ma io ci spero…un saluto e complimenti
119. Simona | April 22nd, 2007 at 14:50
Ciao Simo…sono una tua omonima…e ti adoro, sei speciale…oggi ti ho visto a Domenica in e sn riuscita a coinvolgere anke mia madre ke pocp mankava ke scoppiasse in lacrime…Volevo kiederti…
io suono il sax (male x ora migliorerò)…o qualke speranza di suonare con te un giorno???Skerzo, naturalmente, ma se avesi bisogno di una sassofonista un giorno basta ke mi fai un fiskio…
ho alcune esperienze io orkestra e in banda…quindi…
UN BACIO CIAO!!
120. irma | April 22nd, 2007 at 14:53
ciao Simo, sei un GRANDE!!!!!
Ti ho visto poco fa a Domenica in … ho pianto come una bimba. ogni giorno ascolto “Dall’altra parte del cancello”; ma stavolta mi hai davvero fatto venire i brividi!
ho subito pensato che vincessi tu il festival così lo scorso anno con ” Brava gente”.
Sto leggendo il tuo libro, non lo ritengo un semplice reportage,ma è un toccar con mano e con cuore la parte della diversità; ma soprattutto la parte più indifesa della società. Sara è fortunata ad avere un uomo come te accanto. hai davvero un grande cuore.
Spero di vederti il 7 maggio a napoli. ho regalato il video e il cd ad alcuni miei cari amici: anche loro sono affascinati dal tuo modo così tenero che hai per guardare la società. baci, spero di conoscerti di persona. Irma
121. riccardo | April 22nd, 2007 at 14:55
e va bene…. anche oggi ho riaperto la ferita ….
ok via i manicomi e va bene ma.. quale è la realtà? cosa puoi fare quando in casa c’è una sola persona e lui? chiami i servizi sociali per aiuto?? e lo sai chi ti mandano? dei deficienti che per paura lo hanno lasciato scappare in strada e poi te lo devi riandare a riprendere in mezzo alla gente che lo guarda e ti guarda. bestemmia. e il parroco del quartiere? ti manda i volontari ? si quelli che girano per gli ospedali e ti chiedono se hai bisogno di qualcosa? fanculo. e allora lo porti lì. si lo uccidi. perchè oggi si chiamano case di riposo. perchè devi pensare che sia veramente a riposo e non…. sarebbe forse meglio buttarsi giù! più dignitoso. e poi lo trovi pieno di piscio con una tuta di m erda e le scarpe senza lacci. e i polsi pieni di lividi e capisci che non ti basterà la vita per pentirti. con chi debbo prendermela? con dio? posso madelirlo quanto voglio ma non cambia nulla. e lo riporti a casa dopo tre giorni. e ci metti due infermieri, uno di giorno e uno di notte. che dormono e lo sedano. e diventi pazzo. poi è morto. beato lui. non troverò mai pace.
122. Clara Manieri | April 22nd, 2007 at 15:00
Caro Simone,
grazie per la tua passione autentica e naif, per tutto ciò che hai fatto e che continui a fare per tutti noi, dando a questo Paese che sta progressivamente inaridendo ( e non solo dal punto di vista della siccità meteorologica) una scintilla di umanità vera. Sono un’insegnante elementare, e vedo quotidianamente, ahimé, anche nei miei piccoli allievi, l’effetto del trasch quotidiano che certa televisione ci propina insistentemente e spietatamente.
Ho proposto ai miei alunni lo studio del testo poetico della tua canzone, dato che era passata da un “media” per loro molto congeniale, ed ho visto fiorire un interesse inaudito per le tematiche che proponi.
Abbiamo letto alcune pagine del tuo libro, e loro erano incantati , stupiti e coinvolti. Incredibile!
Se solo si aumentasse un po’ il livello culturale della televisione e si togliesse tutta questa immondizia legata solo all’apparenza,
al “dio” denaro e alla violenza, forse le generazioni future avrebbero qualche chance in più di non finire nel tunnel della droga o della violenza o della malattia mentale.
Grazie ancora, Simone, credo che ci sorprenderai ancora con la tua candida umanità, un abbraccio
Clara Manieri
e i suoi piccoli-grandi allievi della “Shape International School” di Mons (Belgio)
123. zoe | April 22nd, 2007 at 15:46
Ciao Simone!
Prima di tutto volevo farti imiei più sinceri complimenti per il tuo modo di fare musica…! Mi colpisce positivamente il modo in cui, ogni volta, sai trasmettere tante emozioni con le parole e la musica, la sensibilità che traspare dai tuoi testi…
Io mi chiamo zoe, sono una studentessa universitaria di psicologia e, ironia della sorte, sto preparando una tesi di laurea triennale proprio sull’istituzione manicomiale.
Quando a sanremo ho visto che portavi il tuo straordinario brano, sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Oggi giorno si incontrano pochissime persone che non hanno paura di parlare apertamente e liberi dai pregiudizi delle malattie mentali, senza scadere nel pietosimo comune e considerando queste persone innanzitutto degli esseri umani, come me, come te, come chiunque altro…
Perché ho scelto questo tema, ti chiederai?…
Perchè ho voluto accostarmi alla delicata realtà della malattia mentale e della sofferenza umana attraverso una delle sue più drammatiche manifestazioni. In particolare,vorrei volgere la mia attenzione anche e soprattutto alla situazione storica e sociale odierna, per capire se a distanza di anni dalla legge basaglia, la situazione é cambiata e come… in termini di supporto umano e psicologico ai malati mentali e le loro famiglie e mi auguro la situazione in termini di immaginario collettivo possa essere cambiata, sarebbe terribile doversi accorgere che nella gente vige ancora la stessa paura e la stessa freddezza verso queste persone, come prima…
Scusami se sono stata un pò lunga, é un tema che mi sta davvero a cuore, e spero anche di essere stata chiara nel mio espormi, non sempre lo sono….
Se mi vorrai rispondere ne sarò ben felice, così potremo, se ti và, scambiarci opinioni e pensieri su questo tema e …. magari potresti darmi qualche consiglio sul lavoro che hai svolto tu: mi sarebbe davvero di grande aiuto per quello che sto svo