Senza “Senza”
August 8th, 2005 posted by: Luigi
Mi sono sentito orfano di “Senza” per due anni, da quando la sentii per la prima volta cantare da Simone e ne rimasi folgorato, annichilito, conquistato. Senza “Senza” per due anni. Mi mancava. Come ho fatto a resistere? La mia adorata “Senza”… Di gran lunga la canzone di Simone più incisiva, più convincente, più trascinante. Forse la più accattivante. Ho vissuto la sua scarsa visibilità e il suo forzato isolamento mediatico come una sottrazione, un affronto. Come un delitto. Di più: come un lutto. Sarebbe un singolo strepitoso. Sarà (spero non tardi) un singolo strepitoso.
Ma per due anni ho sofferto in silenzio, senza “Senza”. Beh, dovevo accontentarmi di quelle (memorabili) volte in cui Simone la eseguiva dal vivo nei locali, infiammando il pubblico più di un piromane. Dovevo accontentarmi di una (forse) poco riuscita prima versione in studio, che lui gentilmente mi aveva fatto avere, ma che però perdeva quasi del tutto l’impatto potente e devastante espresso dal live, privata com’era (tra l’altro) di quell’efficacissimo, geniale e convincentissimo ritornello, “pseudostupido” perché ironico, cantato a squarciagola dal pubblico in delirio: “…uoppo ppero pperò/ pperò/ nana nana na…”. Un’esplosione.
“Senza” mi mancava. Mi mancava dagli innumerevoli festival a cui Simone ha partecipato, mi mancava dalle radio, mi mancava dalle televisioni, mi mancava dai giornali. Avrei voluto vedere titoli a nove colonne su “Senza”. Avrei voluto che vincesse dei premi. Avrei voluto sentirla canticchiare dai ragazzini, dai vecchi, dai baristi, dai DJ, da Fiorello, da Nicola Arigliano, da Jovanotti, da Gigi D’Alessio. Da Al Bano. Da Toto Cutugno. Ehm… mi sa che mi sto allargando. Però avrei voluto che invadesse le piazze, i mercati, le discoteche, i night, i pub, le cucine degli italiani, i salotti bene e i campi nomadi. Avrei voluto che entrasse di diritto nel tessuto connettivo del Paese. Troppo lungo e ingiusto questo esilio dalla fruibilità popolare, dal successo colto e da quello commerciale, per un brano che cattura al primo ascolto senza essere idiota, ti fa ballare e pensare al contempo, è aggregante e dissacrante, plastico e possente, roboante ed ondeggiante. Senza “Senza” per due anni. Com’è stato possibile sopportare l’affronto?
Ora però l’esilio sta per finire, la rinascita è dietro l’angolo, l’attesa non è stata vana. “Senza” pare sia pronta, con un nuovo vestito sfavillante, ad aprire imperiosa ed orgogliosa, a testa alta e da par suo, il nuovo attesissimo album di Simone, in uscita tra un mese e mezzo in tutti i negozi di dischi d’Italia. Questo brano è la rivincita di chi è stato a lungo in silenzio, di chi ha aspettato paziente il suo turno col suo numeretto, conscio della propria forza, sicuro delle proprie potenzialità. E’ la filosofia della lumaca. E’ l’immagine stessa di Simone.
LUIGI
[nota: il 6 settembre 2003, Simone ha vinto il premio “Cilindro d’Argento” con la canzone “Senza” al Festival “Una casa per Rino - Festival di Canzoni d’Autore per Rino Gaetano”, organizzato dalla Provincia di Crotone in collaborazione con Una Casa per Rino]
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